La fertilità femminile è un aspetto cruciale della salute della donna, un processo biologico naturale che, tuttavia, può essere influenzato da una molteplicità di fattori. Comprendere le dinamiche della fertilità, le patologie che possono comprometterla e le moderne tecnologie di supporto alla procreazione è fondamentale per una gestione consapevole del proprio percorso riproduttivo. In questo contesto, la figura del ginecologo, specialmente quello esperto in fertilità come la Dott.ssa Patrizia Verona, assume un ruolo centrale.
La Parabola Naturale della Fertilità Femminile
La capacità riproduttiva della donna segue un andamento biologico ben definito, caratterizzato da una progressiva diminuzione con l'avanzare dell'età. La fertilità femminile biologica raggiunge il suo picco tra i 20 e i 28 anni, per poi iniziare un declino graduale ma significativo a partire dai 25-28 anni. Intorno ai 35 anni, la probabilità di concepire spontaneamente si dimezza, e dopo i 35 anni, questo declino diventa ancora più marcato, avvicinandosi a livelli minimi intorno ai 44 anni. Questa consapevolezza è alla base delle raccomandazioni per la preservazione della fertilità e per un'educazione riproduttiva che supporti le donne che pianificano una gravidanza in età più avanzata.
In Italia, e in particolare in Veneto, l'età media del primo parto si attesta intorno ai 31-32 anni, un dato in linea con la media nazionale di 31,5 anni. Questo andamento riflette anche un tasso di natalità tra i più bassi d'Europa, con circa 7,6 nati per 1.000 abitanti (dati ISTAT 2024).

L'Infertilità di Coppia: Un Problema Diffuso e Multiforme
L'infertilità di coppia è una realtà che tocca un numero crescente di persone. Presso centri specialistici come Aoui, si registra un aumento delle prime visite dedicate alla procreazione, con una media di quasi dieci coppie a settimana che cercano aiuto. È importante sottolineare che l'infertilità non è sempre legata all'età. Le cause possono essere molteplici e includono patologie, sia benigne che maligne, che possono influenzare la capacità riproduttiva.
Endometriosi: Una Patologia che Incide sulla Fertilità
Tra le patologie ginecologiche che possono compromettere la fertilità, l'endometriosi riveste un'importanza particolare. Si tratta di una patologia cronica che colpisce circa il 10% delle donne in età fertile. La gestione dell'endometriosi richiede un approccio altamente specializzato, dove non solo l'abilità chirurgica è fondamentale, ma anche la capacità di prendere decisioni tempestive e mirate a preservare al massimo la fertilità della paziente. Il Dott. Zaccoletti, Primario del Centro per la cura dell’Endometriosi dell’Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda, sottolinea come questo approccio dedicato rappresenti un grande vantaggio per le pazienti.
INSTITUT MARQUÈS - Endometriosi e fertilità - Dott.ssa Valentina Milani e la Dott.ssa Chiara Marra
La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA): Un Supporto Essenziale
La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) rappresenta una risorsa fondamentale per le coppie che affrontano difficoltà nel concepimento. Il servizio è rivolto a donne con diverse problematiche, tra cui patologie benigne come l'endometriosi, disturbi ovulatori, anomalie uterine o tubariche, e disordini metabolici o endocrini che possono ridurre la fertilità. È inoltre un supporto per donne che necessitano di consulenza genetica o valutazioni per il rischio di trasmissione di malattie genetiche. Le coppie che non presentano patologie specifiche ma incontrano difficoltà nel concepimento (infertilità primaria o secondaria) possono anch'esse accedere al servizio.
Il percorso in un centro di PMA, come quello guidato dalla Dott.ssa Rossana Di Paola, responsabile dell'Unità Semplice Dipartimentale di Procreazione Medicalmente Assistita e Preservazione della Fertilità, inizia con una valutazione iniziale completa. Questa comprende l'anamnesi, esami di base e, se indicata, la valutazione del partner per la fecondazione in vitro. Segue la stimolazione ovarica controllata, tramite farmaci, per ottenere ovociti maturi. Successivamente, avviene il prelievo ovocitario (pick-up), eseguito in anestesia e sotto guida ecografica. Gli ovociti maturi vengono poi fecondati in laboratorio con tecniche di FIV/ICSI, scelte in base alla situazione specifica. Una fase cruciale è la crioconservazione degli ovociti o degli embrioni per preservare la fertilità o per futuri cicli di trattamento. Il follow-up include il monitoraggio post-impianto e il supporto clinico durante la gravidanza, fino al parto, in stretta collaborazione con l'ostetricia e la ginecologia.
I dati del 2024 e 2025 evidenziano un aumento delle procedure di PMA. Nel 2024 sono stati eseguiti circa 300 prelievi ovocitari, saliti a circa 430 nel 2025. Considerando anche i cicli con trasferimento di embrioni crioconservati, il centro ha gestito circa 750 cicli nel 2024 e circa 1000 nel 2025, con un'età media delle pazienti di 36 anni. L'equipe dedicata comprende biologhe esperte come Maria Demelza Bettin e Ludovica Dusi, e infermiere specializzate come Elisa Zonzin e Serena Santi.

La Preservazione della Fertilità: Una Scelta per il Futuro
La preservazione della fertilità non riguarda solo le donne con patologie benigne invalidanti come l'endometriosi, ma è una opzione fondamentale anche per le pazienti che affrontano malattie oncologiche. In questi casi, la chemioterapia può causare un danno irreversibile alla capacità riproduttiva. Il centro di PMA offre percorsi di crioconservazione degli ovociti, permettendo a queste donne di salvaguardare la possibilità di avere figli in futuro.
L'Importanza della Collaborazione Multidisciplinare
Le gravidanze ottenute tramite PMA, soprattutto quando associate a condizioni cliniche complesse o patologie materne, richiedono una stretta collaborazione tra specialisti della fertilità e ostetrici. Presso l'Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento, questo percorso integrato assicura un'assistenza completa dalla fase di PMA fino al parto.
Un Congresso per Approfondire la Sinergia tra PMA e Ostetricia
L'importanza di questi temi è stata al centro di un importante congresso tenutosi a Verona il 13-14 marzo, intitolato "Dall’infertilità alla nascita: la sinergia tra PMA e ostetricia". L'evento ha riunito specialisti da tutta Italia, sotto la presidenza della Dott.ssa Rossana Di Paola e del Prof. Stefano Uccella, direttore dell'UOC Ostetricia e Ginecologia. Il Prof. Uccella ha sottolineato come la fertilità sia un tema cruciale in Italia, evidenziando la crescente percentuale di nascite da PMA, che spesso coinvolgono donne con storie cliniche complesse, interventi chirurgici pregressi o che hanno scelto di avere figli in età più avanzata. Ha inoltre ricordato che l'8% dei bambini nati nella loro sala parto proviene da un percorso di fecondazione in vitro.
La Valutazione della Fertilità: Dalla Prima Visita agli Esami Specialistici
Il percorso di cura per la fertilità inizia con una prima visita ginecologica. Durante questo incontro, viene raccolta una dettagliata anamnesi medica, che include la storia clinica della paziente, eventuali patologie pregresse, farmaci assunti e storia familiare. La visita ginecologica vera e propria prevede la valutazione dei genitali esterni, della vagina e, tramite esame bimanuale, dell'utero e delle ovaie. In questa sede, viene solitamente eseguito il Pap test per lo screening del cancro del collo dell'utero.
Per una valutazione approfondita della fertilità, vengono effettuati una serie di esami specialistici:
- Ecografia ginecologica transaddominale e transvaginale: Questa indagine non invasiva utilizza gli ultrasuoni per studiare gli organi riproduttivi interni. Particolarmente utile è l'ecografia pelvica, che permette di analizzare la forma dell'utero e della sua cavità, fornendo informazioni cruciali sullo stato della fertilità. L'introduzione delle tecnologie tridimensionale (3D) e quadridimensionale (4D) ha migliorato significativamente la visualizzazione delle strutture pelviche.
- Esami del sangue: Vengono eseguiti per valutare i livelli ormonali che regolano il ciclo mestruale e l'ovulazione, oltre a esami specifici per la ricerca di patologie infettive o autoimmuni che potrebbero influenzare la fertilità.
- Isterosalpingografia: Questa procedura radiografica permette di valutare la pervietà delle tube di Falloppio e la morfologia della cavità uterina.
- Isteroscopia: Un esame minimamente invasivo che consente di visualizzare direttamente la cavità uterina tramite un sottile strumento ottico, utile per diagnosticare e, in alcuni casi, trattare anomalie uterine.
- Laparoscopia diagnostica: In casi selezionati, può essere necessaria per una valutazione più approfondita della pelvi, in particolare per diagnosticare e trattare l'endometriosi o le aderenze.
- Analisi del liquido seminale del partner: Fondamentale per valutare la fertilità maschile, che contribuisce in egual misura alla capacità riproduttiva della coppia.
Consulenza Genetica e Screening Prenatale
La consulenza genetica è un servizio importante offerto nei centri di fertilità, soprattutto per le coppie con storia familiare di malattie genetiche o che si sottopongono a PMA. Il test di portatore sano, un semplice prelievo di sangue, permette di verificare se i genitori sono portatori di geni recessivi responsabili di malattie genetiche ereditarie. Queste patologie, che si manifestano solo se il bambino eredita due geni malati (uno da ciascun genitore), possono essere responsabili di una percentuale significativa di mortalità infantile e ricoveri pediatrici.
Durante la gravidanza, diversi esami di screening e diagnostici sono disponibili per monitorare la salute del feto:
- Ecografia precoce (5-8 settimane): Valuta la presenza del battito cardiaco e la crescita iniziale del feto.
- Test combinato (11-13 settimane): Un esame non invasivo che combina un'ecografia (misurazione della traslucenza nucale) e un prelievo di sangue materno (dosaggio di free-BHCG e PAPP-A). Questo test calcola il rischio di trisomie fetali (come la sindrome di Down) e valuta parametri come l'età materna, la storia familiare e la presenza dell'osso nasale.
- Ecografia morfologica (19-22 settimane): Un esame fondamentale per valutare l'anatomia fetale in dettaglio, individuare eventuali malformazioni maggiori, valutare la crescita, la posizione della placenta e la quantità di liquido amniotico.
- Ecografia del secondo trimestre (16 settimane): Può rilevare molte malformazioni fetali e valutare il liquido amniotico e la placenta.
- Ecografia del terzo trimestre: Si concentra sulla crescita fetale, lo stato della placenta e la quantità di liquido amniotico, monitorando il benessere del feto in vista del parto.
Inoltre, è possibile calcolare il rischio di parto prematuro misurando la lunghezza del collo uterino durante le ecografie. La tecnologia 3D/4D offre una visualizzazione più dettagliata e realistica del feto.
La Gravidanza: Un Percorso da Monitorare
La prima visita in gravidanza viene solitamente eseguita tra la 5ª e l'8ª settimana di amenorrea e ripetuta mensilmente, con anticipazioni in caso di disturbi. Durante ogni visita, vengono monitorati il peso della paziente, la pressione arteriosa e la presenza di edemi. La storia clinica, inclusa quella familiare, è fondamentale per identificare potenziali fattori di rischio per la salute materna e fetale.
La consapevolezza della fertilità, la diagnosi tempestiva delle patologie correlate e l'accesso a tecnologie avanzate di supporto alla procreazione sono elementi chiave per garantire il benessere riproduttivo delle donne e delle coppie. L'approccio multidisciplinare e la collaborazione tra specialisti sono essenziali per offrire percorsi di cura completi e personalizzati.
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