La nascita di un bambino è uno degli eventi più significativi nella vita di una persona, un momento in cui il desiderio di sicurezza si intreccia con quello di libertà. Tra le domande che frequentemente emergono durante la gravidanza, una delle più comuni riguarda la possibilità di partorire in una struttura o in una città diversa da quella di residenza. Che si tratti di una scelta dettata da ragioni logistiche, affettive o dalla ricerca di un centro di eccellenza, è fondamentale comprendere che la normativa vigente, sia a livello nazionale che europeo, tutela il diritto della donna di scegliere il luogo del parto, ponendo la salute della diade madre-bambino come priorità assoluta.

La normativa europea e la mobilità sanitaria
Un parto avvenuto d'urgenza in uno Stato dell'Unione Europea diverso dal proprio non comporta alcuna spesa se non il ticket ospedaliero previsto dal Paese anche per i propri cittadini. A tal proposito, la vicenda di una coppia italiana in vacanza a Vienna, seguita dal SOLVIT Italia, offre un esempio concreto di come le tutele europee siano operative. La donna ha dovuto affrontare un parto prematuro d'urgenza in un ospedale della città austriaca. Il bambino, registrato presso l'ufficio nascite dell'ospedale di Vienna, ha ottenuto la registrazione presso il servizio sanitario italiano solo nei giorni immediatamente successivi al rientro in Italia della coppia.
Due regolamenti europei, l'883/2004 (art. 19) e il 987/2009 (art. 25), disciplinano le prestazioni mediche a cui può accedere una persona assicurata quando dimora in uno Stato membro UE diverso dal proprio e sottolinea come tali prestazioni vanno garantite anche ai familiari della persona assicurata. Una tesi sostenuta dal SOLVIT italiano e austriaco che hanno convinto le autorità di Vienna a decidere che le spese devono essere sostenute nell'ambito del servizio sanitario austriaco e che devono essere pagate solamente le spese di ticket ospedaliero. Questo principio di continuità assistenziale è il pilastro su cui poggia la libertà di movimento dei cittadini europei, garantendo che l'emergenza medica non diventi un ostacolo burocratico o economico.
La registrazione della nascita e gli adempimenti burocratici
Decidere di partorire in una città diversa dalla propria, sia essa in Italia o all'estero, comporta inevitabilmente la gestione di alcune pratiche amministrative. Non sempre è necessario andare all'anagrafe per la registrazione del neonato. In alcuni grandi ospedali, a quanto mi risulta, avviene automaticamente, ovvero è l'ospedale stesso che comunica al comune di residenza della madre la nascita del bimbo. Esatto! Il fatto che l'ospedale si occupi della registrazione del bimbo nel comune di residenza non significa che verrà dichiarato il falso, ossia che è nato in un comune differente da quello reale. Ciò che conta è il comune in cui è ubicata la struttura in cui si partorisce e dove effettivamente il bimbo nasce.
Tuttavia, possono insorgere disguidi, come accaduto a una neomamma residente a Spoleto che ha partorito in un'altra regione. Nonostante l'adempimento tempestivo degli uffici del luogo di nascita, la pratica presso il comune di residenza ha subito ritardi, lasciando il neonato privo di codice fiscale e assistenza sanitaria per alcuni giorni. La procedura corretta prevede che la dichiarazione di nascita possa essere resa entro 3 giorni presso la direzione sanitaria dell'ospedale o della clinica in cui è avvenuto il parto, oppure entro 10 giorni presso il comune di nascita o il comune di residenza della madre. È fondamentale accertarsi che la comunicazione tra gli enti avvenga correttamente, specialmente in caso di distanze geografiche significative.
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La scelta del luogo del parto: ospedale, casa o centro nascita
Ogni donna ha il diritto di poter scegliere liberamente il luogo dove mettere al mondo il proprio bambino. Lo dice l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Se la gravidanza non presenta fattori di rischio, il luogo migliore per il parto è quello dove la donna si sente più al sicuro. L’informazione però deve essere completa e corretta. Fin dal 1996, infatti, il “Care in Normal Birth: a Practical Guide” afferma che l’obiettivo dell’assistenza ostetrica è quello di assicurare il massimo livello di salute per la diade madre-bambino con il minor tasso di interventi possibili.
I dati presenti in letteratura ci mostrano come per le donne con gravidanza fisiologica il parto extra-ospedaliero sia associato a un minor numero di interventi intrapartali (episiotomia, parto operativo, taglio cesareo) e come per quanto riguarda gli outcome neonatali non vi siano differenze rispetto al parto ospedaliero. In un articolo pubblicato a luglio 2019 dalla rivista The Lancet da esperti della McMaster University in Canada, emerge un maxi-studio condotto in 8 Paesi industrializzati (Canada, USA, Nuova Zelanda, Giappone, Inghilterra, Svezia, Australia e Olanda). Questo studio ha raccolto circa 1 milione di nascite con due campioni uguali tra parto in casa e parto ospedaliero: emerge come non vi siano differenze sul livello di sicurezza.
Le opzioni a disposizione delle future madri sono molteplici:
- Ospedale: Scelta primaria per gravidanze ad alto rischio o parti multipli, offre assistenza medica costante e la presenza di personale specializzato 24 ore su 24.
- Centro Nascita: Struttura extra-ospedaliera che coniuga un'atmosfera più rilassata e individuale con un'assistenza ostetrica 1:1, garantendo un parto autodeterminato.
- Casa Maternità: Struttura a diretta conduzione dell'Azienda Sanitaria Locale o privata, che può essere collocata anche all'interno delle Case della Salute, promuovendo percorsi di assistenza personalizzati.
- Parto a domicilio: Scelta ideale per chi desidera il massimo dell'intimità, a patto che la gravidanza sia fisiologica e che vi sia un'assistenza ostetrica qualificata con protocolli di sicurezza definiti (come la vicinanza a un presidio ospedaliero entro 30 minuti).
La preparazione al parto lontano da casa
Se si pianifica di partorire in una città diversa dalla propria, la preparazione richiede un'organizzazione attenta. Molte donne si chiedono se abbia senso frequentare il corso preparto nella propria città di residenza. La risposta è sì: il corso preparto è un momento importante per conoscere l'ambiente e le ostetriche e un po' la "filosofia" della struttura, ma è importante anche che sia un corso fatto bene, dove ti prepareranno al parto ed al post-parto. Quindi, meglio farlo dove vivi, per tempo, e poi prendere tutte le informazioni presso la struttura dove dovrai partorire.
È consigliabile mettersi in contatto con la struttura prescelta verso la 30-34esima settimana per organizzare un incontro informativo, visitare i blocchi parto e le sale travaglio, ed effettuare i colloqui con gli anestesisti nel caso si voglia fare l'epidurale. Durante questa fase, è utile informarsi su aspetti pratici: il corredino richiesto per il bimbo, le analisi da portare in sala parto e le regole per l'accompagnatore. Come sottolineato da molte esperienze, l'imprevisto logistico è spesso più insidioso di quello medico: conoscere in anticipo le richieste specifiche di ogni ospedale permette di vivere il momento della nascita con maggiore serenità.

Sicurezza e continuità assistenziale: un approccio globale
Oggi giorno è presente una considerevole quantità di prove di efficacia che indicano come, in luoghi dotati di un buon sistema sanitario, la continuità assistenziale da parte di un'ostetrica esperta sia particolarmente adatta per le donne sane con gravidanza fisiologica. Questo si traduce in una politica nazionale e globale. Nei contesti con sistemi di riferimento ben funzionanti, l'ostetrica ha guidato l'assistenza al di fuori dall'ambiente ospedaliero e questo cambiamento ha portato le donne ad un vissuto più positivo della gravidanza e della nascita rispetto a chi si è affidato alle cure intra-ospedaliere.
Ad affermarlo sono i recentissimi Midwifery Unit Standards elaborati dalla Midwifery Unit Network nel 2018. L'importanza del ruolo delle donne nel processo di ritorno alla nascita extra-ospedaliera è sottolineata anche nell'articolo “Giving birth on our own terms - Women’s experience of childbirth at home” pubblicato nel 2017 dalla rivista Midwifery. Da questi studi emerge una solida base teorico-scientifica che assicura la sicurezza del parto extra-ospedaliero e del parto in casa, se correlato a misure di sicurezza guidate dai protocolli assistenziali. La sicurezza della madre e del bambino è sempre la priorità assoluta, e la possibilità di scegliere il luogo del parto, supportata da informazioni corrette e da un sistema sanitario efficiente, rappresenta una conquista fondamentale per il benessere della famiglia.
Infine, per quanto riguarda gli aspetti economici, è bene ricordare che per coloro che hanno un'assicurazione sanitaria obbligatoria, i costi per l'assistenza medica durante il parto sono coperti - indipendentemente dal fatto che il parto avvenga in una clinica, in un centro per il parto o a casa. Il prerequisito è che il parto sia assistito da un'ostetrica registrata o in una struttura registrata. A seconda della scelta del luogo del parto, tuttavia, si possono sostenere costi aggiuntivi o co-pagamenti. È sempre consigliabile informarsi per tempo, discutendo i propri desideri con il ginecologo e l'ostetrica, affinché la scelta del luogo di nascita sia il risultato di un percorso consapevole, sereno e, soprattutto, sicuro.