La frazione di Colico Piano, nota anticamente come Colicum, rappresenta oggi il cuore pulsante del centro abitato di Colico. In questo contesto territoriale di primaria importanza sorge la Parrocchia di San Giorgio, un punto di riferimento spirituale e sociale le cui radici affondano in un passato complesso e affascinante. La ricorrenza della festa patronale, celebrata con solennità il 23 aprile, richiama la comunità attorno alla figura del Santo, cui si affianca, per tradizione consolidata, la venerazione per Sant’Abbondio, protettore della città e dell’intera Diocesi di Como.

Le origini della parrocchia e l'evoluzione ecclesiastica
La storia della Parrocchia di San Giorgio è caratterizzata da una complessa evoluzione amministrativa ed ecclesiale. La struttura, così come la conosciamo oggi, è stata eretta ufficialmente il 22 dicembre 1914, in seguito a un processo di smembramento dalla vicina Villatico. L’iter costruttivo della chiesa parrocchiale si è svolto nell'arco di tre anni, tra il 1925, il 1926 e il 1927. Nonostante il completamento dell'edificio sia avvenuto nel corso del primo quarto del secolo scorso, la consacrazione solenne è stata celebrata solo il 24 settembre 1978 dal Vescovo Teresio Ferraroni.
Analizzando i documenti storici, emerge che le tracce di una presenza ecclesiale legata a San Giorgio sono estremamente antiche. Nei registri delle "Rationes decimarum" del 1322-1323, redatti per la diocesi pavese, San Giorgio viene già annoverata come chiesa. Un ulteriore tassello fondamentale è rappresentato dalla visita pastorale compiuta nel 1460 dal vescovo di Pavia, monsignor de Fossulanis, momento in cui il luogo di culto doveva già essere considerato a tutti gli effetti una parrocchia. È interessante notare come la giurisdizione ecclesiastica sia mutata nel tempo: la parrocchia, appartenente alla diocesi di Vigevano, è stata infatti parte integrante della diocesi di Pavia fino al 1817. Successivamente, il sinodo di monsignor Giovanni Toppia del 1823 attesta la parrocchia come sede di vicariato, confermando il suo ruolo strategico nel controllo del territorio.
Demografia e gestione economica nel XIX secolo
Grazie agli atti della visita pastorale del 1845 del vescovo monsignor Vincenzo Forzani, è possibile delineare un quadro preciso della composizione demografica e della condizione economica della parrocchia in quel periodo. La comunità parrocchiale di San Giorgio era composta da circa 500 famiglie, per un totale di 2.800 persone, una cifra che denota un'importante concentrazione abitativa già a metà dell'Ottocento.
Sul fronte economico, la parrocchia gestiva un patrimonio articolato. I redditi ammontavano a 166 lire milanesi, derivanti principalmente da un assegno sul debito pubblico. A queste si aggiungeva il reddito del beneficio parrocchiale, ben più sostanzioso, che raggiungeva le 4.000 lire milanesi, consistenti in beni e livelli attivi. Questa solida base finanziaria permetteva alla parrocchia di assolvere ai propri doveri verso i fedeli e di mantenere il decoro dei luoghi di culto. Nel corso del secolo successivo, l'organizzazione ha subito ulteriori riassetti: nel 1971, con decreto del 6 gennaio a firma del vescovo di Vigevano monsignor Luigi Barbero, la parrocchia fu assegnata alla zona pastorale nord-ovest, per poi confluire dal 1972 nel vicariato di Mortara, in virtù del decreto del 1° gennaio firmato dal vescovo di Vigevano.

Architettura e tesori d’arte in stile barocco
La chiesa parrocchiale di San Giorgio si impone nello skyline locale per le sue dimensioni grandiose, una caratteristica che colpisce immediatamente ogni visitatore. L’edificio si distingue per uno stile barocco rigoroso e affascinante, sviluppato su una pianta a navata unica. Oltre alle dimensioni dell'aula liturgica, un elemento di straordinario impatto è rappresentato dal suo campanile: con un'altezza di 75 metri, esso detiene il primato di struttura più alta della Lomellina.
All'interno della chiesa sono custodite opere di rilevante pregio artistico che testimoniano una lunga continuità devozionale. Tra queste spicca una bella tavola quattrocentesca in legno, che rappresenta la Madonna col Bambino, oggetto di profonda venerazione popolare. Altrettanto degna di nota è la statua lignea della Madonna Immacolata, pregevole opera risalente agli inizi del XVIII secolo. Questi manufatti non rappresentano solo elementi decorativi, ma sono testimoni silenziosi del legame profondo tra la comunità locale e la propria eredità culturale.
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La figura di San Giorgio: tra storia e leggenda
La parrocchia di San Giorgio è dedicata all'omonimo patrono, una figura che oscilla tra il dato storico e la stratificazione leggendaria. Sebbene per alcuni storici siano sconosciuti sia il luogo di nascita che la data esatta - sebbene si citi spesso il 449 come anno di riferimento - la devozione verso il Santo è profondamente radicata nella cultura europea. Il Santo è celebre per aver offerto testimonianza a Cristo con l'estremo olocausto della propria vita, affrontando i più atroci tormenti per non abiurare la propria fede.
La leggenda di San Giorgio è intimamente legata alla lotta contro il drago, creatura che, secondo i racconti popolari, infestava le rive del lago e costringeva gli abitanti a vivere in casa, spaventati. La narrazione narra di un mostro che spargeva un pestifero alito e a cui le popolazioni, immerse nella superstizione e negli "errori", offrivano giovani vittime estratte a sorte. Quando arrivò il momento per la figlia del re di offrirsi in pasto al drago, San Giorgio intervenne per sconfiggerlo. Questa lotta simbolica si intreccia con la diffusione della fede cristiana in territori che, originariamente, erano pieni di altari dedicati agli idoli.
La figura di San Giorgio divenne un potente simbolo di vittoria del bene sulle forze oscure, tanto che alla sua fede si convertì persino la moglie dell'imperatore. La sua iconografia, che lo vede spesso rappresentato come un guerriero protetto da una corazza che pareva fatta di ferro, ha ispirato generazioni di fedeli, nonostante le critiche di chi, nel corso dei secoli, ha tentato di dubitare della sua esistenza storica o ha provato a farlo cancellare dall'elenco dei santi.
Il contesto spirituale e l'evangelizzazione
La missione della Parrocchia di San Giorgio non è stata solo legata alla conservazione architettonica, ma ha rappresentato, fin dalle sue origini, un baluardo per la fede in un territorio segnato dai conflitti dottrinali. Dopo le dispute create dal vescovo Nestorio e da Eutiche, la necessità di riportare ordine e verità dottrinale portò la Chiesa a cercare le cosiddette "pecorelle smarrite". Le sponde del lago di Como, in particolare, erano teatro di una complessa transizione culturale e religiosa, dove l'influenza pagana e le antiche superstizioni dovevano cedere il passo a una nuova visione del mondo.
L'attività parrocchiale, nel corso dei decenni, si è dunque mossa lungo un binario che unisce la conservazione della memoria storica, la tutela di un imponente patrimonio artistico e la cura pastorale delle anime. Il ruolo di San Giorgio, patrono protettore contro il male, rimane un faro per la comunità di Colico, che continua a celebrare la sua memoria con spirito di rinnovamento, mantenendo vive le tradizioni che definiscono l'identità civile e religiosa della frazione.

Ogni elemento della parrocchia, dalla maestosità del suo campanile alla delicatezza della tavola quattrocentesca, racconta un capitolo della storia locale. La struttura non si limita a essere un luogo di culto, ma agisce come un catalizzatore della memoria collettiva, dove il passato, rappresentato dai decreti vescovili e dalle visite pastorali, si fonde con la quotidianità dei parrocchiani. La parrocchia, dunque, persiste come una realtà viva, capace di adattarsi ai cambiamenti del tempo senza perdere di vista la propria vocazione originaria, quella di essere punto di ritrovo e di guida per il popolo di Colico.
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