Il sangue del cordone ombelicale rappresenta una risorsa biologica di inestimabile valore. Spesso considerato erroneamente un materiale di scarto, esso costituisce invece una fonte ricca di cellule staminali emopoietiche, capaci di rigenerare e riparare i tessuti danneggiati e di formare tutti i tipi di cellule del sangue. Comprendere le dinamiche, le opportunità e le procedure legate alla sua gestione è un atto di responsabilità civile e di amore verso il futuro.

Che cos'è il sangue del cordone ombelicale e perché è fondamentale
Il sangue cordonale è il sangue presente nel cordone ombelicale e nella placenta subito dopo la nascita di un neonato. La sua importanza risiede nella presenza delle Cellule Staminali Emopoietiche (CSE), cellule prodotte nel midollo osseo, capaci di riprodursi e di dare origine agli elementi di cui è composto il sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.
Le potenzialità terapeutiche delle CSE sono enormi. Circa il 40%-50% dei pazienti affetti da leucemia e linfomi, per i quali è necessario il trapianto di midollo osseo, non dispone di un donatore compatibile nell'ambito familiare o nei registri internazionali dei donatori volontari. In questi casi, il sangue del cordone ombelicale può costituire una speranza di salvezza, sostituendo efficacemente il midollo per il trapianto. Oltre a queste patologie, specifiche cellule staminali presenti nel sangue cordonale possono essere utilizzate per trattare oltre 80 diverse malattie, tra cui l'anemia aplastica e la talassemia, e vengono impiegate per ripristinare la funzione del midollo osseo in pazienti sottoposti a chemioterapia o radioterapia. La ricerca scientifica, inoltre, sta esplorando nuove frontiere, studiando l'uso delle staminali nel trattamento di malattie neurologiche complesse, come il morbo di Alzheimer e il morbo di Parkinson.
La missione di ADISCO e il ruolo della sezione di Parma
Dal 1995, l'Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale (ADISCO) si occupa della promozione della donazione di sangue del cordone ombelicale in Italia. Nata dall'iniziativa di eminenti ematologi in un momento in cui la ricerca sulle cellule staminali stava vivendo un'importante fase di sviluppo, l'Associazione ha cercato di diffondersi in tutte le Regioni per promuovere la cultura del dono come gesto collettivo. Oggi, ADISCO vanta una presenza del 62% sul territorio nazionale.
La sezione di Parma, costituita nel 2000 per iniziativa di alcune mogli di medici, occupa una posizione di rilievo, essendo la prima e unica sezione regionale sul territorio. Gli scopi statutari di ADISCO sono chiari: sensibilizzare la popolazione sui problemi inerenti alla donazione e al trapianto, promuovere iniziative per potenziare lo sviluppo della raccolta del sangue cordonale e collaborare con gli organi legislativi per la formulazione di programmi che tutelino donatrici e neonati. Tra le iniziative culturali, la sezione organizza eventi di grande spessore, come lo spettacolo dell'opera "Carmen" di Bizet, programmato per il 15 novembre presso la Casa della Musica di Parma, un'occasione unica per celebrare la musica e sostenere concretamente la missione associativa.
ADISCO UN DONO PER LA VITA ep 01
Il processo di donazione: requisiti e iter burocratico
La donazione del sangue cordonale è una procedura che consiste nel prelevare e conservare le cellule staminali per uso terapeutico. È importante sottolineare che la donazione è anonima, gratuita e volontaria. Le mamme possono, in qualsiasi momento, anche al momento del parto, riconsiderare la loro decisione.
L'iter prevede un colloquio preliminare della futura mamma con un medico e un'ostetrica, necessario a verificare che sussistano tutte le condizioni di salute indispensabili alla donazione e per fornire informazioni approfondite su tutto il processo. Solitamente gli ospedali propongono ai genitori di diventare donatori, ma se la struttura non dovesse avanzare la proposta, i futuri genitori possono sempre richiedere informazioni presso il reparto in cui è previsto il parto.
Al momento della nascita, viene eseguito un prelievo di sangue alla mamma per gli esami obbligatori per legge, ovvero i test virologici. Il processo di raccolta avviene subito dopo la nascita del bambino, durante il taglio del cordone ombelicale; si tratta di una procedura rapida, indolore e assolutamente non invasiva per la madre e per il neonato. Il sangue viene aspirato dal cordone con una siringa sterile e raccolto in una sacca dedicata. Entro 36 ore dal parto, le sacche vengono inviate alla Banca regionale del sangue cordonale, situata presso il Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna, che si occupa della lavorazione e dei controlli di qualità.
Per confermare definitivamente l'idoneità del sangue raccolto, sei mesi dopo il parto, la mamma e il neonato vengono sottoposti ad ulteriori controlli clinici e viene effettuata una visita pediatrica al piccolo per escludere patologie ereditarie. Qualora la raccolta non risultasse utile ai fini del trapianto, essa può comunque rappresentare una risorsa preziosa per altre finalità cliniche o per la ricerca scientifica, nel pieno rispetto delle norme vigenti.
La rete dei centri di raccolta in Emilia Romagna
In Emilia Romagna è attiva una vasta rete di reparti di ostetricia dove è possibile procedere alla donazione del sangue cordonale. Per chi partorisce a Parma, il punto di riferimento è l'Ospedale Maggiore (tel. 0521/702438). Altre strutture includono, tra le tante:
- Policlinico S. Orsola-Malpighi, Bologna
- Ospedale di Fidenza (PR)
- Ospedale di Piacenza
- Arcispedale S. Anna, Cona (FE)
- Policlinico di Modena
- Ospedale Santa Maria Nuova, Reggio Emilia
- Ospedali di Rimini, Ravenna e Forlì
È bene ricordare che per ogni necessità di informazione, la sede di ADISCO a Parma risponde ai numeri 0521/704709 o 3404962260, con orari di apertura il lunedì e il mercoledì dalle 09.00 alle 11.30.

Differenze tra donazione pubblica e conservazione privata
È fondamentale distinguere tra la donazione pubblica e la conservazione privata. La donazione pubblica, come descritto, mette il sangue cordonale a disposizione di chiunque ne abbia bisogno per un trapianto. La conservazione privata, invece, prevede la custodia del sangue presso banche private per un eventuale uso personale o familiare, dietro pagamento.
In Italia, la normativa vigente non consente la conservazione per uso puramente autologo del sangue del cordone ombelicale, a meno che non sia presente, tra i consanguinei del nascituro, una patologia per la quale sia riconosciuto appropriato l'utilizzo terapeutico delle cellule staminali. Tuttavia, è consentito esportare il sangue all'estero per conservarlo ad uso personale in tutti i casi in cui non sussistano le condizioni per la donazione dedicata.
Esistono realtà come la biobanca svizzera SSCB (Swiss Stem Cells Biotech), che operano nel rispetto di standard internazionali rigorosi, come le linee guida GMP, e offrono servizi di conservazione anche a chi partorisce in Italia, garantendo il rientro delle cellule con certificazione Fact-NetCord. Queste opzioni sono spesso valutate da genitori che desiderano "mettere in sicurezza" la salute futura dei figli, supportati da consulenti presenti anche sul territorio di Parma. Indipendentemente dalla scelta finale, la consapevolezza del valore del cordone ombelicale rimane il primo passo verso una cultura del dono e della cura sempre più diffusa e consapevole.
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