I primi sei mesi di vita di un bambino rappresentano un periodo di crescita e sviluppo straordinario, durante il quale l'alimentazione gioca un ruolo fondamentale. È in questa fase cruciale che si gettano le basi per la salute futura e si assiste all'acquisizione di abilità essenziali. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il Ministero della Salute, insieme alle maggiori società scientifiche internazionali, pongono grande enfasi sull'importanza dell'allattamento materno esclusivo, ma anche sulla preparazione all'introduzione degli alimenti complementari, un passaggio noto come svezzamento o divezzamento. Questo processo non è soltanto nutrizionale, ma coinvolge lo sviluppo motorio e cognitivo del piccolo, abituandolo a nuovi gusti e consistenze e ponendo le fondamenta per abitudini alimentari sane.
L'Allattamento Esclusivo nei Primi Sei Mesi di Vita: Fondamento per la Crescita e lo Sviluppo
L'allattamento materno è quanto di più naturale potrebbe esistere per un neonato. Per il bambino è una competenza innata, mentre per la madre si tratta di una competenza per cultura, spesso appresa attraverso l'osservazione di altre donne che allattano. I benefici dell'allattamento esclusivo sul corretto sviluppo del bambino e sulla prevenzione di numerose malattie sono da tempo riconosciuti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che considera l'allattamento uno degli obiettivi prioritari di salute pubblica a livello mondiale. L'OMS raccomanda l'allattamento in maniera esclusiva fino al compimento del sesto mese di vita del bambino.

Il latte materno contiene, in maniera completa e bilanciata, tutti i nutrienti e i liquidi necessari per ottenere una buona crescita e un normale sviluppo del bambino. Questa composizione unica assicura un apporto di nutrienti perfettamente equilibrato, che garantisce una crescita ideale sia in qualità che in quantità. Prova ne sia che i bebè allattati al seno sono maggiormente protetti dal rischio di sovrappeso e obesità. I numerosi benefici associati all'allattamento materno sono rappresentati dalla riduzione delle infezioni respiratorie, dell'apparato gastro-intestinale, delle vie urinarie e di quelle dell'orecchio. In questa fase della vita, quando il bambino avverte la sete, si attacca al seno prendendo quello che viene definito il "primo latte", meno grasso e più ricco di acqua e zuccheri, il che significa che non ha bisogno neanche dell'acqua per i primi sei mesi compiuti, non avendo bisogno di altri alimenti oltre al latte materno.
Per garantire i maggiori vantaggi al bambino e risparmiare molti disagi alla mamma, è fondamentale conoscere e mettere in pratica alcune semplici regole. Innanzitutto, è consigliato allattare il bambino "a richiesta", senza seguire orari rigidi. Nei primi mesi i bambini poppano in media 8-14 volte al giorno, ma c'è una grande variabilità tra un bimbo e l'altro. È da considerare superata e inappropriata l'indicazione di attaccarlo 10 minuti per parte; non serve forzarlo, è il bimbo ad avvertire quando è sazio. È bene lasciare che il bambino poppi da un lato finché ne ha voglia: in questo modo riceverà anche la parte più grassa di latte che è proprio alla fine della poppata. Se avvertirà ancora fame, gli si offrirà la seconda mammella.
Un altro aspetto cruciale è controllare la posizione e l'attacco al seno del bambino. Questo è utile soprattutto per la mamma, per prevenire dolore ai capezzoli, ingorgo, mastite, ed evitare di staccare il bambino dal seno prima che abbia finito. Per quanto riguarda l'igiene, non è necessario lavare il seno prima e/o dopo ogni poppata: il seno è provvisto di ghiandole che provvedono a una disinfezione naturale dell'areola. Per gestire la richiesta del bambino e le poppate notturne, è consigliato mettere il bambino nella stanza con mamma e papà; può essere utile mettere il lettino a contatto con quello dei genitori, togliendo una sponda e fissandolo al lettone.
Solo molto raramente allattare al seno è sconsigliato. È il caso di alcune malattie congenite del metabolismo come la galattosemia, la malattia delle urine a sciroppo d'acero o la fenilchetonuria. Inoltre, l'allattamento al seno è sconsigliato se la mamma assume farmaci antitumorali, sedativi o antiepilettici o se le vengono somministrate sostanze radioattive per effettuare esami radiodiagnostici. In tutti gli altri casi, il latte materno resta la scelta ottimale. Se il bimbo non viene più allattato al seno in questa fase, è possibile somministrare il latte in formula numero 1, qualsiasi marca va bene perché le formule sono fissate dall'OMS per provare ad imitare la composizione del latte materno, e il latte artificiale e i latti formulati non sono più sufficienti a coprire da soli il fabbisogno nutrizionale ed energetico del bambino dopo il 4°-6° mese di vita.
Sviluppo del Lattante tra i 4 e i 6 Mesi: I Segnali di Prontezza per l'Alimentazione Complementare
Il sesto mese di vita è un momento fondamentale nello sviluppo del bambino, segnando spesso l'inizio dello svezzamento. Già verso i 4-5 mesi, il tuo piccolo acquisirà nuove abilità di minuto in minuto. Il bimbo si trova ora in una fase di apprendimento attiva e risponde con curiosità a tutti gli stimoli! Questo è il momento ideale per iniziare lo svezzamento, sempre che il bimbo sia pronto ad affrontare questo passo. Verso i 4-6 mesi è necessario sostenere ancora la schiena del bambino, soprattutto quando è seduto.

Cari genitori, osservate con attenzione le esigenze del bambino. Per capire se il bambino è pronto per iniziare lo svezzamento, è utile osservare alcuni segnali. Ad esempio, il piccolo mantiene da solo la testa in posizione eretta? Mantiene la posizione seduta con un buon controllo del capo? Coordina occhi, mani e bocca per portare il cibo alla bocca? Ha perso il riflesso di estrusione della lingua, che nei primi mesi impedisce di ingerire cibi solidi? Mostra interesse verso i cibi nuovi e verso il cucchiaio? Ecco alcuni segnali che indicano che il tuo piccolo è pronto per lo svezzamento: sembra aver sempre fame anche dopo una poppata abbondante, mostra interesse verso il tuo cibo, ed è capace di stare seduto senza essere sostenuto.
Se le acquisizioni non sono presenti a 6 mesi, lo svezzamento può essere rimandato di qualche settimana. In caso di dubbi, è utile consultare il pediatra per il momento giusto. Però, non avere fretta di svezzarlo troppo presto. Anche se il tuo bambino non dovesse mostrare questi segnali, è importante iniziare lo svezzamento non oltre i 6 mesi. Questo perché l'apparato digestivo matura pressoché completamente e continuando ad assumere solo latte materno si potrebbe manifestare successivamente una carenza di qualche sostanza nutritiva, in particolare il ferro. Le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) raccomandano di iniziare lo svezzamento a 6 mesi per garantire un corretto sviluppo del sistema digerente e immunitario.
L'Inizio dell'Alimentazione Complementare: "Svezzamento" o "Divezzamento"?
Svezzamento o divezzamento, due parole simili che indicano la stessa cosa: il passaggio da una alimentazione esclusivamente a base di latte a una dieta semi-solida e poi solida. In pratica, è il periodo in cui avviene l’introduzione progressiva degli alimenti complementari, cioè differenti dal latte. L'introduzione dei solidi aiuta a sviluppare il gusto, le capacità masticatorie e ad abituarsi a nuove consistenze, creando le basi per un'alimentazione sana nel futuro. Oggi, piuttosto che parlare esclusivamente di "svezzamento", utilizziamo anche il termine "alimentazione complementare". Questo termine riflette meglio l'approccio moderno, che vede l'introduzione dei cibi solidi come un complemento al latte, che continua a essere la principale fonte di nutrimento nei primi mesi. L'alimentazione complementare non sostituisce il latte, ma aiuta a soddisfare le crescenti esigenze nutrizionali del bambino, accompagnandolo gradualmente verso una dieta più varia. In questo articolo, per comodità, utilizzeremo i due termini come sinonimi.
Il passaggio deve avvenire nel momento in cui l'alimentazione a base di latte, che sia materno o artificiale, non basta più a soddisfare i bisogni nutrizionali del lattante, in particolare per quanto riguarda l'apporto energetico, proteico e di ferro, zinco e vitamine liposolubili come A e D. L'OMS raccomanda di iniziare lo svezzamento intorno ai 6 mesi, quando il bambino ha bisogno di un apporto nutrizionale maggiore rispetto a quello fornito esclusivamente dal latte. Inoltre, il bambino ha sviluppato una maturità motoria e digestiva sufficiente per gestire nuovi alimenti. L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), il Ministero della salute e le maggiori società scientifiche internazionali raccomandano l'allattamento fino al sesto mese, mentre prima del quarto mese è sconsigliato iniziare lo svezzamento, in quanto l'apparato digerente non è ancora in grado di poter assumere alimenti che non siano latte.
Anche la European food safety authority (EFSA), l'autorità europea che si occupa di nutrizione e sicurezza alimentare, ritiene che il latte materno sia sufficiente a soddisfare le esigenze nutrizionali nella maggior parte dei lattanti fino ai 6 mesi. Solo una percentuale inferiore di lattanti richiede un divezzamento precoce per garantire una crescita e uno sviluppo ottimali. Laddove non sia possibile attendere i 6 mesi - sempre secondo EFSA - il divezzamento non dovrebbe avvenire prima della 17a settimana e comunque non oltre la 26a. Può essere, quindi, anticipato nel periodo tra i 4 e i 6 mesi nel caso in cui il pediatra lo ritenga opportuno in base all'andamento delle curve di crescita e di eventuali rischi nutrizionali legati alla storia clinica del neonato.
Le nuove indicazioni del Ministero della Salute non prevedono uno schema fisso di introduzione dei nuovi cibi: è stato dimostrato, infatti, che ritardare l'introduzione di alimenti potenzialmente allergizzanti non protegge dall'insorgenza delle allergie alimentari, anzi per certi versi potrebbe favorirle. Quindi, a patto di somministrare cibo sano, si può iniziare a proporre al bambino il cibo che preferiamo o che lui stesso sembra gradire. È fondamentale scegliere alimenti di alta qualità per ridurre l'esposizione a sostanze chimiche dannose, specialmente in questa fase delicata della crescita del bambino. La frutta va intesa come uno spuntino e non sostituisce mai un pasto a base di latte (materno o artificiale) o la pappa. L'obiettivo principale dello svezzamento è introdurre il bambino a gusti nuovi, diversi dal latte. Per questo, come primo alimento si sceglie la frutta, dal sapore dolce e delicato, gradito alla maggior parte dei bambini.
Modalità di Introduzione dei Cibi Solidi: Tra Tradizione e Autosvezzamento
Lo svezzamento è uno dei momenti più importanti per la crescita dei bambini e la sicurezza deve essere un punto fondamentale di questo passaggio.
Svezzamento in sicurezza: i cibi solidi. Cosa dicono i Pediatri.
L'autosvezzamento è un approccio alternativo allo svezzamento tradizionale che consente al bambino di partecipare al pasto familiare, scegliendo cosa e quanto mangiare tra alimenti adeguati alla sua età. Si basa fondamentalmente sull'idea che i bambini possano tranquillamente iniziare l'alimentazione complementare mangiando gli stessi cibi di mamma e papà, seduti a tavola con loro. Qualora si voglia seguire questo approccio, è fondamentale seguire le stesse indicazioni riportate nel precedente paragrafo per capire se il bambino è pronto. Inoltre, sarà necessario informarsi sui tagli sicuri di ciascun alimento prima di proporlo. Il taglio sicuro dei cibi nell'autosvezzamento si riferisce alla pratica di preparare gli alimenti in modo che siano facilmente afferrabili e masticabili dal bambino, riducendo il rischio di soffocamento. Questo approccio, pur essendo naturale e rispettoso del ritmo del bambino, richiede un ambiente sicuro e un'attenta supervisione, poiché il bambino avrà maggiore libertà di esplorare il cibo e decidere quanto mangiare. È una forma di alimentazione a richiesta, che rispetta la capacità del bambino di autoregolarsi: gli permette di scegliere qualità e quantità dei cibi, gli stessi che consumano i genitori, ovviamente preparati in modo che li possa mangiare ed evitando quelli non adatti o a rischio soffocamento. Anche l'uso delle mani per prendere gli alimenti è un modo per sviluppare l'autonomia del piccolo.
Non tutti i pediatri e i nutrizionisti infantili concordano con questo approccio, sia per una questione di qualità degli alimenti sia per una questione di modalità di preparazione delle pietanze. I pediatri sconsigliano, almeno fino all'anno di età, l'aggiunta di sale e zucchero negli alimenti. In più, gli alimenti appositamente formulati per i bambini, i cosiddetti baby food, sono preparati appositamente per lo svezzamento e studiati per fornire un'alimentazione equilibrata e corretta al bambino. Il baby food, inoltre, è regolamentato da severe normative europee per garantirne la qualità. Oggi il passaggio da una dieta esclusivamente composta da latte a una solida è facilitato dalla disponibilità di prodotti specifici, studiati per fornire un'alimentazione equilibrata e corretta al bambino. Humana ha sviluppato una linea completa di prodotti per lo svezzamento appositamente studiata per ogni esigenza dei bambini in crescita. La gamma è molto ampia, sia in termini di consistenza, sia per quanto riguarda i gusti. Per le prime pappe, si può scegliere tra le creme di cereali, dalla consistenza cremosa, come per esempio la Crema di mais e tapioca, la Crema di riso, la Crema di multicereali oppure il Semolino. Sono tutti prodotti biologici. Quando si passa a una consistenza maggiore si possono mettere in tavola le Stelline o le Puntine, anche in questo caso prodotte a partire da materie prime biologiche.
È importante evitare l'utilizzo di zucchero e sale aggiunti nei cibi. Tutti gli alimenti possono essere introdotti fin da subito, ad eccezione di alcuni come miele, funghi, latte crudo, salumi, carne e pesce non cotti, tè o caffè. Per questi ultimi, è necessario aspettare i 12 mesi di vita per il rischio di botulismo. Bisognerebbe prediligere, però, cibi digeribili e con consistenza adeguata alle capacità masticatorie del bambino. Si consiglia di iniziare con frutta o verdura, avendo cura di evitare di aggiungere sale o zuccheri agli alimenti destinati al bambino. È preferibile iniziare con un solo alimento alla volta e attendere almeno un giorno prima di introdurre un nuovo ingrediente, per monitorare eventuali reazioni allergiche. Ormai il tuo bambino ti avrà fatto capire quali sono i cibi che piacciono e tu avrai compreso quali sono quelli che proprio non sopporta. Riprova dopo qualche settimana ad offrirgli questi ultimi, forze inizieranno a piacergli, sopratutto se vede che piacciono anche a mamma e papà. Verso il 6°/8° mese il tuo piccolo inizia a mettere i primi dentini: è il momento giusto per introdurre cibi dal sapore più deciso e con maggiore consistenza. Il passaggio a cibi solidi allena altresì i muscoli della bocca. Grazie all'introduzione di un'alimentazione complementare il bambino scopre infine tanti sapori diversi, prendendo confidenza gradualmente con i cibi familiari.
Cosa e Quanto Introdurre: Pappa, Merenda e Latte nell'Alimentazione Complementare
All'inizio, il bambino può consumare un solo pasto solido al giorno, che può essere progressivamente aumentato a due o tre pasti nell'arco di alcune settimane. È fondamentale adattare il ritmo alle esigenze del bambino, rispettando i suoi segnali di fame e sazietà. All'inizio del sesto mese i pasti dovrebbero essere 5 o 6. Lo svezzamento inizierà con la sostituzione di uno di questi con la prima pappa. Dopo circa 1-2 mesi le pappe saranno 2, oltre a una merenda, e i pasti a base di latte diminuiranno conseguentemente.

Per le pappe, un esempio di Ricetta HiPP prevede: ½ vasetto di Verdure HiPP, ½ vasetto di omogeneizzato di carne HiPP, 1 cucchiaio (circa 6g) di Crema di Riso HiPP da mescolare con acqua o brodo vegetale adatto alla sua età e 1 cucchiaio di olio d'oliva da aggiungere alla pappa. Per garantirgli un'alimentazione diversificata, offri al tuo bimbo diverse varietà di verdure e di carne. Una volta alla settimana puoi sostituire l'omogeneizzato di carne HiPP con l'omogeneizzato di pesce HiPP. Al posto dell'olio d'oliva puoi aggiungere, di tanto in tanto, 1 o 2 cucchiaini di Formaggino HiPP.

La merenda svolge un ruolo importante perché evita che il bimbo arrivi con troppa fame al momento del pasto e dunque lo aiuta ad alimentarsi in maniera corretta. Nella maggior parte dei casi l'ora migliore è al risveglio dal pisolino del pomeriggio. Attenzione però a non esagerare, non deve essere così abbondante da sostituire la cena. DAL 6° MESE COMPIUTO PUOI PROVARE LE PAPPE LATTEE HiPP: ai gusti Biscotto e Frutta biologici, sono l'ideale per lo spuntino di metà mattina, ma anche come merenda, o come pappa prima di andare a dormire. Dopo circa 1 mese dall'introduzione della prima pappa e della merenda conviene iniziare con una seconda pappa da proporre tra le 18:00 e le 20:00. La scelta dell'orario dipende anche da quando ricompare l'appetito, cosa che può essere variabile da bambino a bambino, e dalle esigenze dei genitori.
Per quanto riguarda il latte, anche se inizia l'introduzione dei solidi, il latte materno o in formula continua a essere una fonte nutrizionale primaria per il bambino fino ai 12 mesi. Generalmente, il quantitativo di latte raccomandato è di circa 500-700 ml al giorno, distribuito in più poppate. Tuttavia, la quantità esatta può variare in base al bambino e al suo appetito. È fondamentale seguire i segnali del bambino, che saprà indicare quando è sazio. Per quanto riguarda le quantità, un bambino che ha iniziato lo svezzamento a sei mesi prenderà due poppate di latte artificiale di 200-220 grammi ciascuna. Se il bimbo non viene più allattato, è possibile somministrare il latte di proseguimento HiPP 2. Il latte di proseguimento risponde esattamente alle esigenze nutrizionali dei bambini già svezzati e che hanno più di 6 mesi d'età. Esso fornisce al bambino tutti i nutrienti necessari alla sua età.
Svezzamento in sicurezza: i cibi solidi. Cosa dicono i Pediatri.
Un esempio di giornata alimentare potrebbe essere:Mattina: Il tuo bambino continua a ricevere latte materno o latte HiPP 2.A metà mattina: Latte materno o HiPP 2.Pranzo: Il tuo bambino riceve la prima pappa a base di verdure, carne, cereali ed olio.Pomeriggio: Latte materno o HiPP 2.Cena: Ora al posto del pasto latteo, per diversificare puoi dargli, come già a pranzo, una pappa completa a base di verdure, carne, cereali ed olio, e completare con un paio di cucchiaini di omogeneizzato di frutta a fine pasto. In alternativa, se hai poco tempo o sei fuori casa, puoi offrire al tuo bambino le Pappe Pronte HiPP, adatte dal 6o mese compiuto e perfette per una cena leggera, ma completa e nutriente. Prova la Pastina con tris di verdure e alternala, sera dopo sera, con la Fantasia di verdure con pollo e riso. Più solida diventa l'alimentazione del tuo bambino, più importante diventa il bere.
Il brodo di verdure è un elemento base per molte pappe iniziali. Plasmon consiglia di diluire metà vasetto (40 g) di Omogeneizzato di Verdure Miste con 125 ml di acqua per prepararlo. Il passaggio dal latte materno o formulato agli altri alimenti deve essere graduale, per permettere al bambino di assaggiare, abituarsi e accettare nuovi sapori e consistenze, e basato al modello alimentare familiare. In generale è importante sapere che l'ordine per l'inserimento degli alimenti nel calendario non è rigido. Non esiste un programma alimentare predefinito.
Allattamento al Seno Prolungato: Vantaggi Oltre i Sei Mesi
Quando il tuo bambino inizia ad alimentarsi con cibi solidi, intorno ai sei mesi, potresti pensare che il tuo latte materno diventi semplicemente una "bevanda" complementare. In realtà, è proprio il contrario: quando inizia a nutrirsi con alimenti solidi, il tuo bambino assume soltanto una piccola percentuale di calorie e sostanze nutritive dal cibo. L'allattamento esclusivo al seno per i primi sei mesi offre ai bambini il miglior inizio alla vita. Tuttavia, anche quando successivamente il tuo bambino inizia a consumare alimenti complementari, il latte materno è una fonte nutritiva importante. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda l'allattamento al seno per due anni e oltre, e questo vale per le famiglie di tutto il mondo e non soltanto per quelle nei paesi in via di sviluppo. Il Dott. Leon Mitoulas, Direttore della Ricerca sull'Allattamento al Seno di Medela, afferma: "È importante notare che l'OMS non stabilisce la durata massima dell'allattamento al seno". E aggiunge: "Da un punto di vista antropologico, allattare al seno per un periodo compreso tra due anni e mezzo e sette anni sarebbe ideale. Tuttavia, le norme culturali attuali generalmente prevedono lo svezzamento molto più precocemente". Le raccomandazioni dell'OMS sono sostenute da un recente interesse delle ricerche sui primi 1.000 giorni di vita dei bambini, dal concepimento al secondo compleanno. Il Dott. Mitoulas afferma: "Gli scienziati hanno scoperto che un'alimentazione sana e altri fattori esercitano un impatto molto profondo sulla crescita e sulla salute a lungo termine durante questo periodo. I dati dimostrano inequivocabilmente che l'allattamento al seno offre vantaggi straordinari nel corso di questi 1.000 giorni." L'allattamento al seno può essere considerato allo stesso tempo un alimento, un medicinale e un segnale. Inoltre, questi triplici benefici non vengono meno una volta oltrepassati i due anni.
Durante l'allattamento esclusivo al seno il bambino consuma solitamente 750-800 ml di latte al giorno. A 9-12 mesi può ancora assumere circa 500 ml al giorno, che equivalgono a circa la metà del suo fabbisogno calorico giornaliero. A 18 mesi probabilmente assumerà circa 200 ml al giorno, ovvero circa il 29% delle calorie necessarie. È vero che dopo i sei mesi il tuo bambino ha bisogno di altri alimenti per assimilare le sostanze nutritive che non può ottenere dal latte materno o dalle proprie riserve (tra cui ferro, zinco e vitamine B e D). Tuttavia, anche nel secondo anno di vita il latte materno fornisce quantità significative di altre sostanze nutritive fondamentali. In questa fase il latte materno apporta circa il 43% delle proteine del bambino, il 60% della vitamina C, il 75% della vitamina A, il 76% del folato e il 94% della vitamina B12.
È stato dimostrato che continuare ad allattare dopo i sei mesi riduce le possibilità di contrarre malattie in età infantile e adulta, e se il tuo bambino si ammala ne favorisce una più rapida guarigione. Più a lungo lo allatti più a lungo lo proteggi. L'allattamento al seno protegge il tuo bambino da infezioni e malattie, a tal punto da essere considerato una forma di "medicina personalizzata", con potenziali effetti permanenti, afferma il Dott. Mitoulas. Per esempio, è stato dimostrato che allattare al seno per più di sei mesi protegge il tuo neonato da alcuni tumori infantili, come per esempio la leucemia linfatica acuta e il linfoma di Hodgkin; riduce le sue possibilità di sviluppare il diabete di tipo 1 e 2, eventuali problemi alla vista e ai denti, nonché l'obesità. Il latte materno può anche ridurre il rischio di nausea e diarrea, gastroenterite, raffreddore e influenza, mughetto e infezioni all'orecchio, alla gola e ai polmoni. Questo aspetto è particolarmente utile man mano che il bambino cresce e inizia a interagire con gli altri bambini o ad andare all'asilo nido, dove i germi possono essere dilaganti.
Inoltre, l'allattamento al seno non ti permette soltanto di godere dei benefici del tuo latte, ma anche delle sue straordinarie proprietà nutrienti e calmanti per il tuo bambino. Nulla, infatti, calma di più un neonato o un bambino triste che una sessione di allattamento con la mamma. Quando il bambino cresce, una poppata aiuta in tutto, dalla dentizione e le vaccinazioni agli inevitabili urti, graffi o virus in cui si imbatte durante la crescita. Per molte mamme l'allattamento al seno è qualcosa di miracoloso. Il fatto di essere vicina al tuo bambino, di rispondere immediatamente alle sue esigenze e avere spesso un contatto visivo con lui si traduce in un invio di segnali tra di voi. Gli scienziati ritengono che questi segnali influenzino molti aspetti dello sviluppo del tuo bambino, dall'appetito alle prestazioni accademiche. Più a lungo lo allattati più probabili saranno gli esiti positivi in futuro.
"Il latte materno contiene migliaia di molecole attive", spiega il Dott. Mitoulas. "Esse vanno dagli enzimi che aiutano a digerire i grassi e gli ormoni che regolano l'appetito alle molecole immunitarie che promuovono lo sviluppo del sistema immunitario. Sapevi che il latte materno è vivo? Ogni giorno il tuo bambino ingerisce da milioni a miliardi di cellule viventi; sono presenti a migliaia in ogni millilitro di latte, ad esempio le cellule staminali", continua. "Ognuna di queste cellule ha un compito specifico per il mantenimento della salute del tuo bambino; sono in corso delle ricerche che si prefiggono di scoprire esattamente come questi componenti offrano benefici al neonato durante l'allattamento al seno a lungo termine". È risaputo che l'allattamento al seno prolungato influisce positivamente sul QI dei bambini. Gli studi dimostrano un vantaggio di ben tre punti nel QI dei bambini allattati al seno rispetto a quelli che non lo sono mai stati. Inoltre, l'allattamento al seno oltre i sei mesi è stato collegato a una quantità inferiore di problemi comportamentali nei bambini in età scolare e al miglioramento della salute mentale nei bambini e negli adolescenti.
Non è il caso di passare al latte in polvere dopo i sei mesi? Sebbene sulla confezione vengano riportati vantaggi per la salute apparentemente notevoli, non esiste latte migliore del tuo per il tuo bambino. Nessun latte artificiale contiene tutti gli anticorpi, le cellule vive, i fattori di crescita, gli ormoni e i batteri utili, né la serie di enzimi, aminoacidi e micronutrienti presenti nel latte materno. Il tuo latte si modifica per fornire al tuo bambino più anticorpi anti-infettivi e globuli bianchi quando è malato, e chiaramente il latte artificiale non lo può fare. L'allattamento al seno prolungato non è vantaggioso soltanto per il tuo bambino, ma lo è anche per te. Continuando ad allattare oltre i sei mesi riduci il rischio permanente di sviluppare malattie cardiache, diabete di tipo 2 e tumori al seno, alle ovaie e all'utero. Inoltre, spesso le mamme che allattano non subiscono la ricomparsa del ciclo per molti mesi e, in alcuni casi, per un periodo di due anni. "Per molte mamme è importante tornare al peso che avevano prima della gravidanza", afferma il Dott. Mitoulas. "Uno studio ha anche dimostrato che l'indice di massa corporea della madre (BMI) si riduce dell'1% per ogni sei mesi di allattamento al seno." Per non parlare del fatto che dopo i sei mesi l'allattamento al seno è molto comodo. Il tuo seno, infatti, produce la giusta quantità di latte quando necessario; così, non sei costretta a pulire l'attrezzatura né a portarti dietro nulla quando sei fuori casa. Inoltre, potresti trovarti sempre più spesso ad alimentare il tuo bambino in momenti che si adattano alla tua routine, come prima del lavoro, dopo il ritorno dal nido e all'ora della nanna.
Gestione dell'Allattamento e Crescita durante lo Svezzamento
Chiara, la mamma di Ada, è arrivata nell'ambulatorio con molti dubbi su come gestire l'allattamento durante lo svezzamento della sua bambina: ha paura che la sua produzione di latte durante questa fase non sia più idonea ai bisogni della piccola e teme di non riuscire a cavarsela con l'introduzione dei nuovi alimenti. La prima cosa da fare, mi dico, è rassicurare Chiara sul fatto che la piccola sta crescendo molto bene con il suo latte, come dimostra il grafico sulle curve di crescita. Le dico, ad esempio, che in tema di allattamento e svezzamento l'OMS raccomanda di allattare in modo esclusivo fino ai 6 mesi e di cominciare poi gradualmente a offrire del cibo complementare mantenendo comunque l'allattamento anche fino ai 2 anni e oltre.

Rassicuro inoltre Chiara che la produzione di latte in svezzamento continuerà in modo fisiologico se lei continuerà ad attaccare Ada quando sono insieme e la piccola lo richiede. Le propongo anche, per i primi tempi dello svezzamento, di tirarsi un po' di latte, da lasciare a chi accudirà la piccola quando lei è al lavoro. Ma servono le poppate notturne in svezzamento? Servono nel momento in cui il bambino le richiede. Alcuni piccoli, a sei mesi, dormono già tutta la notte, ma la maggior parte ha bisogno ancora di ciucciare, sia per necessità nutritive e per tenere alta la produzione di latte sia per essere rassicurato in questa nuova fase. L'alternanza di poppate e prove di svezzamento è esattamente la nuova avventura che attende mamma e bambino in questo periodo. Non ci sono nuove regole da introdurre, come non ci sono state finora con l'allattamento a richiesta: il bimbo farà degli assaggi di cibo durante i pasti, quando i genitori mangeranno, rassicurato dal fatto che il seno ci sarà comunque. Non c'è una risposta su quante poppate al giorno con lo svezzamento, come non c'era prima quando il latte materno era l'unico alimento. Bisogna concludere l'allattamento con lo svezzamento? Non per forza e solo se la mamma o il bambino lo desiderano. Come abbiamo capito, questa lunga fase dell'avvio all'alimentazione complementare prevede la compresenza degli alimenti solidi e del latte della mamma. Piano piano, ogni bambino aumenterà la quantità di cibo solido e ridurrà quella di latte materno.
Monitoraggio della Crescita del Neonato nei Primi Mesi di Vita
Come misurare quanto cresce il bambino? Il latte materno garantisce un apporto di nutrienti perfettamente equilibrato, che assicura una crescita ideale sia in qualità che in quantità. Tuttavia, per la mamma che allatta, può essere ansiogeno gestire giorno per giorno il controllo dell'aumento di peso perché - a differenza del biberon che dà sempre un responso "trasparente" sulle quantità di cibo assunto dal piccolo - sapere con esattezza quanto latte vale ogni poppata non è possibile, ma neppure utile.
La doppia pesata, cioè effettuata prima e dopo ogni poppata, è una pratica inaffidabile e fuorviante. In primo luogo, perché l'aumento di peso non si verifica mai in modo costante e il bambino allattato a richiesta (cioè tutte le volte che mostra di aver fame) si autoregola con pasti modulati in base alle sue esigenze del momento. In pratica, il lattante può attaccarsi al seno più o meno a lungo e succhiare con maggiore o minore voracità, a volte anche solo per soddisfare l'esigenza di idratarsi. In secondo luogo, occorre considerare l'elevata probabilità di errori legati a un monitoraggio assiduo del peso: come provano i test realizzati negli ospedali, è noto che più si ricorre alla bilancia, più cresce il rischio di registrare valori imprecisi, persino quando sono professionisti a effettuare le pesate. E se questo problema riguarda il personale sanitario, immaginiamoci cosa può accadere a una neomamma che ha scarsa dimestichezza con la bilancia e che, oltretutto, è spesso in preda al panico visto che è in gioco la crescita del suo bambino.
Meglio, invece, valutare l'aumento di peso su un periodo più lungo: l'ideale è una settimana. "Nei primissimi giorni di vita, il bimbo perde circa il 5-7% del peso che aveva alla nascita", spiega Riccardo Davanzo, neonatologo dell'IRCCS materno-infantile Burlo Garofolo di Trieste. Si chiama "calo fisiologico": un termine che indica un fenomeno del tutto naturale, assolutamente non preoccupante perché, di regola, il recupero del peso avviene spontaneamente in un periodo variabile, ma comunque compreso entro le due - al massimo tre - settimane successive.
