Un gran numero di donne sperimenta mensilmente dolori dettati dall’arrivo delle mestruazioni, ma il ciclo per alcune si fa fastidioso anche nei giorni intorno all’ovulazione. L’inizio e la fine del ciclo mestruale si fanno coincidere con la comparsa mensile delle mestruazioni, il flusso di sangue che segnala che la cellula uovo non è stata fecondata, dato che il tessuto uterino che si preparava alla gravidanza si sfalda e viene espulso. A circa metà di questo ciclo avviene l’ovulazione, il momento in cui l’ovocita viene rilasciato dal follicolo e fatto scorrere attraverso la tuba di Falloppio fino all’utero.

Questa fase ovulatoria dura circa 24 ore, ma se ne avvertono i segni anche qualche giorno prima, come secrezioni vaginali, aumento del desiderio sessuale e anche un po’ di autostima in più, dato che studi hanno evidenziato che durante l’ovulazione siamo anche più belle. I sintomi dell’ovulazione compaiono a ridosso del 14esimo giorno di ciclo e possono durare qualche ora come uno o due giorni. I dati ci dicono che almeno il 40% delle donne nella vita prova un’ovulazione dolorosa, sporadicamente o addirittura mensilmente.
Comprendere il Dolore di Metà Ciclo (Mittelschmerz)
Solitamente il dolore è descritto in maniera simile a quello delle mestruazioni, ma con alcune caratteristiche peculiari. Le ovaie, infatti, di mese in mese rilasciano l’ovocita in maniera alternata, per questo il fastidio dell’ovulazione si percepisce più intenso da un lato. I medici tedeschi chiamano il disturbo di cui lei soffre “mittelschmerz”, ossia dolore di metà ciclo, in corrispondenza dell’ovaio che sta ovulando, accompagnato da perdite di sangue.
In condizioni fisiologiche le cause dell’ovulazione dolorosa non sono del tutto note. Vengono attribuite al rilascio di sangue e di fluido che avviene insieme all’espulsione della cellula uovo dalle ovaie: questi liquidi probabilmente causano un’irritazione del peritoneo, che riveste la cavità addominale. Il rigonfiamento dei follicoli all’interno delle ovaie, poco prima dell’ovulazione, dilata ed estende la superficie dell’ovaia, causando dolore. Anche la rottura della parete ovarica e la contrazione delle tube di Falloppio dopo l’ovulazione possono provocare dolore in alcune donne.
Fasi ciclo mestruale
Il Ruolo delle Perdite Vaginali e lo Spotting
Un discorso a parte va fatto sul rapporto tra ovulazione e perdite vaginali. Vedere delle perdite biancastre nei giorni dell’ovulazione è normale: si tratta del muco cervicale, che in questi giorni si fa più fluido e abbondante. Se si prova disagio a sentirsi l’intimo bagnato è sufficiente indossare per qualche giorno dei salvaslip in cotone, che evitano rossori e irritazioni. Se però all’ovulazione dolorosa corrispondono perdite marroni o rosa è bene fare una maggiore attenzione.
Il fenomeno è noto anche come spotting ed è la comparsa di piccole macchie di sangue a metà del ciclo. Lo spotting (dall’inglese “to spot”, macchiare) è costituito da piccole perdite scure di sangue fra una mestruazione e l’altra, spesso durante l’ovulazione. Queste perdite indicano sempre che qualcosa non funziona correttamente nell’organismo. Una donna sana, infatti, non ha perdite tra una mestruazione e l'altra. Lo spotting va quindi visto come un “sintomo amico”, che ci porta ad ascoltare ciò che nel nostro corpo, in quel momento, non funziona come dovrebbe.
Cause Disfunzionali e Organiche delle Perdite
Lo spotting può essere provocato da due ordini di cause:
- Disfunzionali: alterazioni ormonali dovute a stress, premenopausa, disturbi del comportamento alimentare (specie bulimia) e obesità; inserimento scorretto della spirale.
- Organiche: cisti ovariche; vaginosi e vaginiti; ectopia del collo dell’utero; polipi e fibromi; endometriosi; lesioni precancerose o tumorali.
Quando si verifica in concomitanza con l’ovulazione, lo spotting è il segnale di un brusco cambiamento nella produzione ormonale e indica lo sfaldamento dell’endometrio. Tuttavia, se il fenomeno si ripete in più cicli, può indicare la presenza di cisti ovariche. Le più comuni sono quelle “disfunzionali”, legate a un’ovulazione non ottimale e frequenti soprattutto in giovane età. Tendono a riassorbirsi spontaneamente nel corso di due o tre cicli mestruali; se non regrediscono si interviene con una terapia a base di ormoni.
Infezioni e Alterazioni del pH Vaginale
Lo spotting ripetuto aumenta il pH vaginale, facilitando così l’insorgenza di vaginosi e vaginiti. Questi disturbi si sviluppano infatti quando l’alterazione del pH modifica drasticamente l’ecosistema vaginale. Le vaginosi sono provocate dalla proliferazione di un germe normalmente minoritario, la Gardnerella Vaginalis, che comporta piccole perdite dal caratteristico odore di pesce avariato. La cura mira alla normalizzazione del pH vaginale, attraverso estrogeni locali, acido borico, gel vaginali acidificanti o tavolette di vitamina C.
L'ectopia, o “ectropion”, è una lesione del collo dell’utero, di dimensioni variabili. Innocuo e congenito, è un fenomeno comune a molte donne, che non provoca dolore ma solo fastidio. Le cellule ectopiche sono più vulnerabili alle infezioni e tendono a causare lo spotting durante i rapporti sessuali.
Fibromi, Polipi ed Endometriosi
Tra le possibili cause delle perdite di sangue intermestruali ci sono anche i fibromi e i polipi, due diversi tipi di tumore benigno. Il fibroma è un tumore benigno della parete muscolare dell’utero, mentre i polipi sono una proliferazione benigna di cellule della mucosa dell’endometrio. L’iter diagnostico prevede un’ecografia transvaginale, una sonoisteroscopia o un’isteroscopia diagnostica.
Anche l’endometriosi, malattia poco conosciuta ma molto dolorosa, può avere tra i suoi sintomi lo spotting. Questa malattia si manifesta quando l’endometrio si sviluppa al di fuori dell’utero. Pur essendo “ectopico”, questo tessuto risponde agli stimoli ormonali tipici dell’ovulazione, crescendo e sfaldandosi, causando infiammazione e molto dolore. L’uso della pillola contraccettiva può ridurre dell’80% il rischio di recidive di cisti endometriosiche.
Diagnostica e Prevenzione
Lo spotting può anche essere il sintomo di lesioni più serie. Se ci sono lesioni precancerose, infatti, il primo campanello d’allarme sono proprio le piccole perdite fra una mestruazione e l’altra. Per questo è importante sottoporsi ogni anno a un controllo ginecologico completo. Il pap-test, in particolare, consente di diagnosticare precocemente il tumore al collo dell’utero, che all’inizio non provoca dolore ma solo un irregolare sanguinamento.

Altro fattore da monitorare è la menopausa precoce. Lo spotting, insieme con il peggioramento del dolore mestruale e l’aggravamento della sindrome premestruale, può essere il sintomo di un’imminente menopausa precoce, definita tale se compare prima dei 40 anni. In tal caso dipende dalla irregolare produzione ovarica di estrogeni e progesterone, che provoca a sua volta un’irregolare maturazione con sfaldamento dell’endometrio.
Approcci Terapeutici e Rimedi
I rimedi per contrastare il dolore da ovulazione possono essere diversi e differiscono in base alle cause alla base del disturbo. Se il dolore è lieve, spesso è sufficiente attendere qualche ora o il giorno successivo per vederlo scomparire. Se mal sopportabile si può assumere un antidolorifico come il paracetamolo oppure un antinfiammatorio appartenente ai FANS. Talvolta anche qualche rimedio naturale per l’ovulazione dolorosa può essere di aiuto, come un buon infuso o una semplice borsa dell’acqua calda applicata sulla sede del dolore.
Tra le soluzioni farmacologiche per evitare i fastidi che si ripetono ogni mese, il ginecologo potrebbe proporti di assumere un anticoncezionale ormonale, come la pillola: questi, infatti, inibendo l’ovulazione, hanno effetti che vanno al di là della loro funzione contraccettiva e vengono perciò raccomandati per dolori in questa fase e durante le mestruazioni. È fondamentale che ogni terapia venga individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo, escludendo condizioni come gravidanza ectopica, appendicite o malattie infiammatorie pelviche che richiedono interventi tempestivi.
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