L'Abbondanza Naturale: Un Elenco Dettagliato dei Concimi Organici

Nel vasto e complesso mondo dell'agricoltura e del giardinaggio, la scelta del giusto nutrimento per il suolo e le piante è un fattore determinante per il successo di qualsiasi coltivazione. Si definisce concime organico tutto quel fertilizzante d’origine animale o vegetale, caratterizzato dall'assenza di elementi chimici di sintesi, con una composizione interamente derivata da materie organiche. Questo approccio alla fertilizzazione, profondamente radicato nella storia della civiltà contadina e nei ricordi dei nostri nonni, promuove non solo la crescita rigogliosa delle piante, ma anche la salute a lungo termine del terreno. Addentrarsi nel mondo del concime organico è un’impresa che richiede pazienza e devozione, poiché ogni passo offre l'opportunità di imparare qualcosa di nuovo e ogni formulato ha le sue specifiche modalità d’utilizzo e qualità.

Gli elementi necessari alla vita delle piante sono molteplici: ossigeno, carbonio, idrogeno, azoto, fosforo, zolfo, potassio, calcio, magnesio e ferro. Mentre l’ossigeno e l’idrogeno la pianta li assorbe sotto forma di acqua, e il carbonio viene assimilato sotto forma di anidride carbonica, tutti gli altri elementi sono acquisiti tramite i sali presenti nel terreno. Tuttavia, solo fosforo, azoto, potassio e calcio sono richiesti dalle piante in quantità maggiori, e in natura la loro presenza non è sempre così diffusa o prontamente disponibile. Da qui emerge il bisogno di fertilizzare con concimi mirati, e i formulati organici offrono una soluzione completa. Il concime organico, infatti, per il suo contenuto, è un fertilizzante nutritivo completo di sostanze fondamentali per i microrganismi presenti nel terreno, che svolgono un ruolo cruciale nella ciclizzazione dei nutrienti e nel mantenimento della fertilità. Nutrire il nostro terreno con un giusto apporto di concime organico significa renderlo più sano e fertile. Con un equilibrato uso di concimi organici, inoltre, le colture avranno meno bisogno di interventi di pesticidi e antiparassitari, con un notevole beneficio per la salute nostra e dell’ambiente, oltre ad un considerevole risparmio economico.

illustrazione di suolo fertile con microrganismi e radici di piante

Il Cuore Biologico del Suolo: Micorrize, Trichoderma e Batteri PGPR

L'efficacia dei concimi organici va oltre la mera fornitura di nutrienti, influenzando profondamente la biologia del suolo. Molti formulati moderni, come il concime organico naturale arricchito con micorrize, trichoderma e batteri PGPR, sono concepiti per potenziare questa sinergia naturale. Questi prodotti, spesso certificati 100% biologici, agiscono come ammendanti ad alta concentrazione di acidi umici e fulvici, che contribuiscono a migliorare la struttura del terreno, la sua capacità di ritenzione idrica e la disponibilità di nutrienti, mantenendo un pH acido ottimale per molte colture.

Le micorrize sono associazioni simbiotiche tra funghi e radici delle piante, dove il fungo estende il proprio micelio nel terreno, aumentando enormemente la superficie di assorbimento della pianta per acqua e nutrienti, in particolare fosforo. Il Trichoderma, un genere di fungo, è noto per le sue proprietà bio-protettive e per la sua capacità di migliorare la crescita delle piante, agendo come antagonista di patogeni radicali e stimolando i meccanismi di difesa della pianta. I batteri PGPR (Plant Growth-Promoting Rhizobacteria) sono, come suggerisce il nome, batteri che vivono nella rizosfera (la zona attorno alle radici) e promuovono la crescita delle piante attraverso vari meccanismi, come la fissazione dell'azoto, la solubilizzazione del fosforo e la produzione di fitormoni. L'incorporazione di questi elementi in un concime ammendante organico minerale per terreno, che include anche bacillus, significa creare un ambiente radicale più robusto e resiliente, ottimizzando l'assimilazione dei nutrienti e la resistenza agli stress. Questo tipo di concime, così come lo stallatico pellettato totalmente naturale e completo, rappresenta un passo avanti nella gestione della fertilità del suolo, combinando la ricchezza della sostanza organica con il potere dei microrganismi benefici.

Nutrienti Essenziali e Variazioni NPK

Quando si parla di fertilizzanti, sia organici che minerali, viene solitamente indicato il loro contenuto tramite tre percentuali, rispettivamente di azoto (N), fosforo (P) e potassio (K), spesso precedute dalla sigla NPK, dai simboli dei tre componenti principali. L'azoto è fondamentale per la crescita vegetativa, la formazione di proteine e la colorazione verde intensa delle foglie. Il fosforo è cruciale per lo sviluppo delle radici, la fioritura, la fruttificazione e il trasferimento di energia all'interno della pianta. Il potassio, infine, è essenziale per la regolazione dell'acqua, la resistenza alle malattie e la qualità dei frutti. Per i materiali organici, tuttavia, i valori NPK sono da intendersi come media, data la naturale variabilità delle materie prime e dei processi di decomposizione. Questo rende l'approccio organico più olistico, mirando a nutrire il suolo nella sua totalità piuttosto che fornire una dose precisa di un singolo elemento.

Un concime azotato organico biologico come la cornunghia, spesso disponibile in sacchi da 2.5 kg, fornisce azoto a lento rilascio, garantendo una disponibilità costante nel tempo. Esistono anche formulati di azoto a pronto effetto, indicati per tutte le stagioni, utili quando le piante necessitano di una spinta immediata. L'humus di lombrico è un altro fertilizzante organico naturale che offre una gamma equilibrata di nutrienti e microrganismi benefici, migliorando la struttura del suolo e la capacità di scambio cationico. Lo stallatico pellettato, ricco di sostanza organica e carbonio umico, è un esempio di come i prodotti tradizionali possano essere presentati in una forma più pratica e concentrata, consentita in agricoltura biologica e spesso disponibile in confezioni risparmio.

Fonti Organiche di Origine Vegetale: Dalla Caducità alla Fertilità

La natura offre un'ampia varietà di materiali vegetali che, opportunamente trattati, si trasformano in preziosi concimi organici.

Le Foglie Morte: Un Ciclo Naturale di Nutrizione

Le foglie che cadono dagli alberi o quelle che perdono le piante da giardino sono un ottimo supporto per aiutare il compost di casa ad arricchirsi. Si possono anche portare in concimaia, per chi ha la fortuna di averla, e unirle al letame per portarlo a maturazione, oppure si possono mantenere in disparte in giardino aiutandone la fermentazione con bagni di acqua e colaticcio di letame. Una volta mature, si uniscono al compost o si danno direttamente sulle parti dell’orto da concimare. Le felci che troviamo nei boschi, ad esempio, sono ricche di azoto, rendendole perfette come concime organico. Possono essere utilizzate come lettiera del compost oppure mescolate al letame. Lo stesso procedimento lo si svolge con l’erica (Erica vulgaris) e con la ginestra (Genista scoparia). Chi ha la fortuna di produrre granturco, girasole, topinambur, sesamo, colza, può utilizzare i residui come lettiera, deponendoli sotto la paglia così che si prendano tutto il tempo per la macerazione. Una volta pronto il concime organico, si procede a distribuirlo sul terreno.

È fondamentale, tuttavia, prestare attenzione ad alcune specie: le foglie di platano, noce, castagno, ippocastano, querce e pioppo non sono molto indicate alla decomposizione per via del tannino contenuto nella foglia. Infatti, ci metteranno anche 8 anni a decomporsi, oltre al fatto che per loro natura, una volta umide, tendono a fare strati compatti attaccandosi una con l’altra, rendendo difficile districarle. Inoltre, attenzione alle conifere: i loro aghi sono praticamente impossibili a decomporsi per via della cera che li ricopre e che rende la decomposizione lentissima. Come concime organico, invece, sono indicate le foglie di alberi da frutto che hanno la capacità di decomporsi abbastanza in fretta, arricchendo il suolo con facilità.

Banane: Oro Giallo per le Rose

Tra gli scarti di cucina, ce n’è uno preziosissimo che spesso finisce direttamente nella compostiera, ma che meriterebbe un'attenzione speciale: stiamo parlando della buccia di banana. Frutto che si consiglia di acquistare da agricoltura biologica, è una dispensatrice di potassio allo stato puro, oltre che di magnesio, fosfati e calcio. Per chi ha in giardino, o in terrazzo, le rose, non si lasci scappare l’occasione di nutrirle a costo zero. Basta prendere la buccia di banana, tagliarla in striscioline fini e interrarla intorno alla rosa un paio di centimetri dal bordo. Con le annaffiature e la macerazione, rilasceranno i preziosi nutrimenti, graditissimi alle piante, favorendo una fioritura abbondante e una maggiore resistenza.

Falasco, Giunchi e Canne di Padule: Ottimizzazione dello Stallatico

Per chi ha la possibilità di far maturare il letame in autoproduzione, il falasco, le cannucce e i giunchi di fiume o di lago, falciati da secchi, sono perfetti da aggiungere allo stallatico. Essi, infatti, assorbono poco le urine degli animali, svolgendo perfettamente il loro lavoro di "mantecatura" del letame, cioè aiutando a compattare e uniformare la massa. Con questo materiale si evita di utilizzare il fieno, che è sicuramente più utile come foraggio per gli animali, ottimizzando così le risorse disponibili in un'ottica di economia circolare.

Piante Marine e Alghe: Il Tesoro del Mare

Le alghe marine, in particolare quelle spiaggiate, sono un ottimo concime organico ricco di potassio, azoto e fosforo. Vengono utilizzate sia fresche che fermentate, oppure possono essere bruciate e la cenere risultante, pur perdendo l’azoto volatile, fornisce un buon apporto di potassio e acido fosforico. Per utilizzare l’alga ancora fresca, va fatta sgocciolare a lungo, poi è necessario ammucchiarla da una parte e bagnarla molto con acqua dolce, al fine di fargli perdere la maggior parte del sale in essa contenuto, che potrebbe essere dannoso per le piante. Se si ha la possibilità, si aggiunge del colaticcio di letame per far partire la fermentazione. Una volta che il concime organico si surriscalda, si copre con la terra fino al momento in cui non verrà utilizzato. Questo concime è indicato da spargere nell’orto in autunno o in primavera, prima delle semine, per arricchire il terreno. Invece, per nutrire le piante in vaso, è più indicata l’alga bruna, dalla quale si ricavano concimi essiccati, particolarmente ricchi di microelementi e vitamine essenziali.

Borlanda: Sottoprodotto Dolce e Potente

La borlanda è lo scarto di lavorazione della barbabietola da zucchero. Si acquista liquida o essiccata direttamente dalle fabbriche che producono barbabietola e viene utilizzata con buoni risultati per la fertilizzazione dei vigneti e del mais. Ricca di azoto e potassio, bisogna stare però molto attenti all’uso di questo concime organico perché "spinge" alquanto le colture, ovvero ne stimola una crescita molto rapida. Un’altra accortezza è che il preparato non deve toccare le foglie, perché ha un effetto disseccante. Un altro inconveniente è che il campo trattato avrà un aroma di caramello, ma con qualche pioggia questo odore svanisce.

Campo di viti fertilizzato con borlanda

Colaticcio di Ortica: Il Fermentato Benefico

Il colaticcio di ortica è un fertilizzante davvero speciale, utilizzato molto nell’agricoltura biologica non solo come nutriente ma anche come insetticida e fungicida naturale. Per preparare il colaticcio di ortica (raccolta preferibilmente prima della fioritura), basta 1 kg di ortica (oppure 150-200 g di ortica essiccata) per ogni 10 litri di acqua. Le foglie vanno tritate e messe in acqua. Si lascia in fermentazione il tutto per due settimane in un luogo caldo ma dove non batta il sole diretto. Quindi, si filtra e si diluisce circa 1 litro di macerato per ogni 10 litri di acqua, somministrandolo come concime organico, ricco di azoto e microelementi.

Sansa: Il Residuo Prezioso dell'Olio

La sansa è il residuo della lavorazione dell’olio. È ottima per la concimazione dei terreni calcarei, degli ulivi e per le colture erbacee. Si utilizza dai 10 ai 30 quintali per ettaro in tempi di concimazione. Attenzione, tuttavia, se ci sono pecore in zona, perché ne sono ghiottissime, quindi in caso è consigliabile coprire bene la sansa con del pagliericcio per evitarne il consumo da parte degli animali.

Fondi di Caffè: Un Piccolo Contributo Azotato

I fondi di caffè sono un residuo ricco di azoto e di fosforo. Questo concime organico, se non viene ben interrato, ha l’inconveniente di richiamare le formiche, quindi al momento della condivisione nell’orto, è fondamentale ricordarsi di interrarlo ben bene. Volendo, si può somministrare il caffè sulle piante in vaso utilizzando 3 tazzine di fondi di caffè su un litro di acqua. Lasciare macerare per una giornata e somministrare non più di una volta ogni 15 giorni. Assicurarsi, inoltre, che la pianta abbia già avuto la sua razione di acqua, quindi non somministrare mai quando la pianta ha sete, per non stressarla ulteriormente.

Vinaccia: Il Dono della Vite

La vinaccia è quello che resta della buccia dell’uva dopo che è stata spremuta per fare il vino. Prima di utilizzarla come concime, viene spesso usata nelle distillerie di grappa o per la fabbricazione dell’aceto, sfruttandone appieno tutte le potenzialità. Infine, si destina alla formazione del concime. La vinaccia può essere destinata direttamente sul campo, unita al letame. Ricca di fosforo, potassio, magnesio, calcio, silicio e azoto, è un perfetto nutrimento per l’orto. Grazie al suo elevato contenuto di potassio, è particolarmente indicata per concimare la vite, la cui produzione beneficia grandemente di questo elemento.

Lupino: Il "Pane" della Terra

Facendo parte delle leguminose, i lupini sono considerati il “pane” della terra per la loro straordinaria capacità di arricchire il suolo. Si dice che in un ettaro di terreno le leguminose hanno la capacità di fissare l’azoto tanto quanto trenta tonnellate di stallatico, un contributo immenso alla fertilità del suolo. C’è chi li utilizza anche secchi per concimare ortensie, pelargoni e gardenie con ottimi risultati. In Toscana, si utilizzano soprattutto per gli agrumi, seguendo la vecchia tecnica dei giardinieri di Boboli e di Villa di Castello, dove ancora si alleva la collezione di agrumi dei Medici. Infatti, per gli agrumi dei Medici, ricorda Massimo de Vico Fallani ne “Il vero giardiniere coltiva il terreno”, che i giardinieri utilizzano tutt’oggi un composto di terra rossa, terriccio ricavato dalla macerazione di foglie di leccio, sangue secco e lupini tostati, il tutto unito a stallatico equino macerato. Prima di usare i lupini, è buona norma tenerli in forno caldo per almeno mezz’ora al fine di sopprimere l’embrione, per questo si dice che alle piante si danno i lupini tostati. La vulgata popolare, inoltre, racconta che il tritato di lupini strofinato nelle parti basse delle piante tiene lontane le formiche: un utile accorgimento da ricordare in caso di assalto di questi insetti!

Come usare le foglie come concime

Concimi Organici di Origine Animale: Una Lunga Tradizione

Anche il regno animale fornisce una serie di materiali organici di inestimabile valore per la fertilizzazione.

Guano di Pipistrello: L'Azoto delle Grotte

Il guano di pipistrelli è un concime ricco di azoto. La sua alta concentrazione di questo elemento è dovuta al fatto che, trovandosi nelle grotte, non ha potuto dilavarsi con l’acqua, preservando intatte le sue proprietà nutritive. Ne sono ricche le coste della Francia, soprattutto la Bretagna, la Sardegna e la Sicilia. L’azione del guano di pipistrello non è molto diversa dal guano più conosciuto, ma è bene sapere che in passato veniva utilizzato soprattutto per il granturco, i fagioli, l’erba medica e la vite, colture che beneficiano particolarmente di un apporto azotato significativo.

Guano di Pesce: I Benefici del Mare Profondo

Il guano di pesce si desume dai resti della pesca alle aringhe, ai merluzzi e alle sardine. In passato, per estrarre tutti i benefici di questi elementi, si mettevano i resti a essiccare al vapore, così che l’olio contenuto nel pesce si separasse dalla massa, rendendola secca e poi polverizzata. Per l’alto potere fertilizzante, si utilizza nei terreni particolarmente sciolti circa 6 quintali per ettaro, fornendo un apporto equilibrato di azoto, fosforo e altri microelementi. Finché in Sicilia hanno funzionato le tonnare, si utilizzava il "bagano", che era il guano di pesce trattato con lo stesso metodo.

Sangue di Bue: Un Intervento d'Emergenza Azotato

Il sangue di bue essiccato si trova in farina o liquido ed è un concime utilizzato per il suo ricco apporto di azoto. Si utilizza solo in casi estremi e di emergenza per piante fortemente abbattute e povere di azoto, offrendo una soluzione rapida ed efficace. Tuttavia, va usato con attenzione e moderazione, seguendo scrupolosamente le indicazioni in etichetta, poiché un eccesso di azoto può essere dannoso per le piante.

Stallatico: La Base della Fertilità Contadina

Il letame di bovino stagionato, unito con paglia, è un ottimo apporto per tutti gli ortaggi, esclusi carote e cipolle, che potrebbero alterarne il sapore. È fondamentale prestare attenzione quando si acquista dagli allevatori: il letame deve essere stoccato in un luogo coperto e lontano dal dilavamento delle intemperie, unito a paglia fresca (o canne di padule, giunchi o falasco, come menzionato in precedenza) che gli dia modo di essere arieggiato e ben compostato. Se non ci sono queste accortezze, dopo poco tempo che il letame è stato stoccato perderà tutto l’azoto disponibile, diventando dunque inutile. Un consiglio è acquistare letame fresco e autoprodurre lo stallatico in giardino o nell’orto. Per fare ciò, si può creare un’area allungata di un metro di larghezza e fare strati alternati di letame e di sfalcio di giardino o paglia. Coprire con un telo in modo che la pioggia non lo bagni eccessivamente, ma che sia sempre areato, permettendo una corretta decomposizione e maturazione.

Colombina, Pollina e il "Brodolone" Toscano

La colombina e la pollina sono concimi naturalmente prodotti nelle fattorie, derivanti rispettivamente dai colombi e dagli avicoli. Si producono nel pollaio e nella colombaia e sono utilizzati soprattutto per lo sviluppo delle piante erbacee. È cruciale utilizzarle con attenzione: se non si usa ogni precauzione, si rischia di bruciare le piante per la forte concentrazione del letame. È possibile quindi diluirli con terricci oppure allungarli in acqua utilizzando una proporzione del 25% di guano per la somministrazione in terra, mentre per l’utilizzo in vaso si preferisce il 50% di pollina o colombina, data la minore massa di substrato.

Con la pollina o la colombina, in Toscana si prepara il "brodolone" o "concio", una tecnica antica ma ancora attuale. Consiste in un ricco nutrimento per le piante da fiore in vaso, oppure per le piante da giardino, sia orticole che da fiore. Il brodolone si realizza utilizzando un contenitore in un luogo ombreggiato del giardino. In quest’acqua si lascia in infusione per almeno due settimane un sacco di cotone contenente la pollina o la colombina (sappiamo comunque che la pollina è sempre la migliore in quanto riscalda di meno durante la decomposizione). Ogni tanto il sacchetto va girato in modo che fuoriescano in modo organico dal tessuto tutti i nutrimenti del guano. Per la somministrazione si deve stare molto attenti, meglio diluirlo ulteriormente con un po’ di acqua perché è un composto molto nutriente che rischia di bruciare le radici. Ma una volta presa la mano, il risultato è eccellente. Ha il vantaggio di avere un’efficacia temporale e di assorbimento maggiore sulle piante rispetto ad altri concimi. Si appronta in un luogo ombroso dell’orto o del giardino un contenitore o una vasca da lasciare aperta o semi aperta dove si diluirà della colombina o, ancora meglio, della pollina in acqua, e si lascia macerare per almeno due settimane utilizzando un sacchetto di cotone dove tenere chiuso il guano. Ogni tanto si gira il tutto e si somministra, solo la sera, mai di mattina. Se il terreno è secco, si inumidirà prima della somministrazione per facilitare l'assorbimento ed evitare shock alla pianta.

Cenere: Il Potassio dal Camino

La cenere, in particolare quella di legna proveniente da camini domestici, viene utilizzata in campagna sia nell’orto che nel giardino per arricchire le piante del potassio mancante. La cenere di casa è il miglior potassio che si possa avere, una fonte naturale e prontamente disponibile. Le piante che hanno più potassio e che, una volta bruciate, ne rilasciano quantità significative, sono l’avena, il grano, le leguminose, il saraceno, il papavero, la sansa, l'olmo, i baccelli di fava, le felci, il giunco e le alghe marine. In media, si utilizza 20 ettolitri di cenere per ettaro (dati desunti da “I concimi” di A. Bruttini, edizioni Casale, anno 1898). Attenzione, però: i vecchi contadini consigliano di non utilizzare la cenere come protezione invernale delle piante e sulle erbe aromatiche, tra le quali la menta, poiché potrebbe alterarne il pH del suolo o avere effetti indesiderati.

Cornunghia: Il Lento Rilascio di Corna e Unghie

La cornunghia è un concime tratto dalle corna e dalle unghie degli animali da macello, sottoposte a un processo di triturazione. Questi tritati sono ricchi di azoto e fosforo che vengono rilasciati abbastanza lentamente rispetto ad altri concimi, garantendo un'alimentazione costante e duratura per le piante. La cornunghia viene utilizzata con ottimi risultati anche su piante in vaso, dove la sua azione graduale è particolarmente apprezzata per evitare stress nutritivi.

Tecniche Moderne e Formulati Specializzati nell'Agricoltura Biologica

Il panorama dei concimi organici si è evoluto includendo anche formulati e tecniche più recenti o specializzate, che combinano la saggezza tradizionale con la ricerca scientifica. Il settore dell'agricoltura biologica e sostenibile è in continua crescita, come dimostra l'ampia gamma di prodotti offerti da aziende specializzate. Un portafoglio completo di specialità nutrizionali è al servizio della moderna agricoltura. Questo include biostimolanti e specialità, che sono prodotti innovativi a base di estratti vegetali sapientemente miscelati, rappresentando la soluzione vincente alle problematiche di ogni coltura nell’ambito della moderna agricoltura eco-sostenibile.

I fitoregolatori, grazie all’apporto delle stesse sostanze di crescita naturalmente sintetizzate dalle specie vegetali, modulano lo sviluppo degli organi vegetativi e riproduttivi della pianta, favorendo il raggiungimento di elevati standard organolettici e produttivi. L'importanza di mesoelementi e microelementi è riconosciuta anche in questi contesti, con prodotti a base di meso e microelementi chelati, complessati ed in forma ionica, disponibili sia singoli, per prevenire e curare specifiche carenze, sia in miscele mirate al soddisfacimento delle esigenze nutrizionali delle colture in ogni stadio fenologico e in ogni tipo di terreno.

Concimi fogliari NPK, con microelementi, liquidi o in polvere solubile, specifici per l’applicazione fogliare, sono formulati con materie prime di elevata purezza e solubilità, garantendo la massima assimilazione degli elementi nutritivi per rispondere alle esigenze nutrizionali delle colture nelle diverse fasi fenologiche. I fertirriganti, linee complete di concimi NPK con meso e microelementi chelati EDTA, liquidi o in polvere solubile, sono specifici per l’applicazione in fertirrigazione o in idroponia, offrendo un controllo preciso sull'apporto nutritivo.

Esistono anche granulari speciali, concimi minerali in formulazione granulare caratterizzati da rapida ed elevata solubilità nella soluzione circolante del terreno. Per soddisfare le specifiche esigenze, i prodotti sono stati arricchiti con microelementi, azoto a lenta cessione o acidi umici. Infine, i concimi organici e organo minerali, formulati di origine organica ed organo-minerale in pellet, specifici per la concimazione al terreno, sono prodotti da materie prime di alta qualità, consentendo di reintegrare la fertilità biologica del suolo e favorire la crescita dei microrganismi benefici. Prodotti complementari, specifici a complemento delle tecniche di irrorazione fogliare (indicatori e correttore di pH, attivatori di erbicidi, detergenti delle attrezzature), di fertirrigazione e idroponia (disincrostanti, ossigenanti, antialga), completano il quadro di un'agricoltura attenta e all'avanguardia.

Bokashi: Un Compostaggio Moderno e Veloce

Tra i compostaggi, il bokashi è il più “giovane” mai realizzato, essendo stato teorizzato dal microbiologo giapponese Teruo Higa negli anni Ottanta del secolo scorso. Consiste in un composto realizzato in ambiente anaerobico, cioè in assenza di ossigeno. Il segreto del bokashi è che, a differenza del compost tradizionale, non si basa sulla decomposizione ma sulla fermentazione dei materiali organici, utilizzando microrganismi effettivi (EM). Questo processo è più veloce, non produce cattivi odori e conserva un maggiore contenuto di nutrienti rispetto al compostaggio aerobico, rendendolo una soluzione efficiente per la gestione dei rifiuti organici e la produzione di un ammendante ricco e vivificante per il suolo.

schema del processo di fermentazione Bokashi

Il vasto elenco di concimi organici, dal guano di pipistrello al lupino tostato, dalla borlanda al bokashi e al brodolone, testimonia la ricchezza delle soluzioni che la natura e l'ingegno umano offrono per sostenere la vita delle piante. Questa carrellata ragionata attraversa la storia, dai concimi dimenticati a quelli più diffusi, con le tecniche d’uso e le qualità organiche che li contraddistinguono. L'approccio al concime organico è un percorso di continua scoperta, dove ogni testo e ogni esperienza contadina offre la sua versione d’utilizzo, contribuendo a un sapere collettivo che arricchisce la pratica agricola e rispetta l'ambiente.

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