Il nuoto per i bambini: benefici, sviluppo e consigli pratici

L’attività aerobica è, in generale, un toccasana per il nostro organismo. Il nuoto, in particolare, ha la fama di essere l’attività fisica più completa: permette di rinforzare i muscoli, attiva la coordinazione, stimola il sistema circolatorio e quello respiratorio. È un’attività che da sempre affascina bambini e adulti, offrendo una serie di benefici straordinari per lo sviluppo fisico e mentale. Tra le attività consigliate per il corretto sviluppo e crescita dei bambini, c’è al primo posto il nuoto, poiché in piscina il bambino piccolo trova l’ambiente ideale per favorire il suo benessere globale.

bambino che nuota felicemente in piscina

Sviluppo fisico e coordinazione motoria

Il nuoto è uno sport che coinvolge tutti i gruppi muscolari del corpo. I movimenti nell'acqua richiedono l'uso simultaneo di braccia, gambe e tronco, sviluppando così la forza, la resistenza e la coordinazione motoria dei bambini. Come tutti sanno, è lo sport completo per eccellenza, dove lavorano tutti i principali muscoli.

L’assenza di gravità in acqua spinge il bambino a muoversi costantemente, imponendogli di esercitare i muscoli in modo efficace per contrastare l'instabilità e la resistenza del fluido. Il movimento in acqua aiuta inoltre a bruciare tante calorie e consuma molte energie: il bambino che riesce a tenere sotto controllo il proprio peso sin da piccolo ha meno probabilità di diventare un adulto in sovrappeso. Una corretta alimentazione e una regolare attività fisica sono i pilastri su cui basare un salutare stile di vita.

Benefici cognitivi e apprendimento

Un recente studio condotto da ricercatori dell’Università del Delaware e pubblicato sul Journal of Speech, Language, and Hearing Research suggerisce che l’esercizio fisico, in particolare il nuoto, può aumentare la crescita del vocabolario dei bambini. A 48 bambini e ragazzi dai 6 ai 12 anni sono state insegnate nuove parole prima di fare una di tre opzioni: nuotare, prendere parte a esercizi di CrossFit o completare un foglio da colorare. È emerso che coloro che hanno nuotato erano il 13% più accurati nei test di controllo successivo delle parole del vocabolario.

Oltre a questo, il nuoto è un’attività che richiede concentrazione, coordinazione e capacità di seguire istruzioni. I bambini che lo praticano sviluppano abilità cognitive come l’attenzione, la memoria e la capacità di risolvere problemi. Durante la lezione, il piccolo esegue gli esercizi impartiti dall’istruttore e il suo livello di comprensione, di conseguenza, migliora notevolmente, grazie anche all’ambiente ludico che rende l’apprendimento più divertente ed agevolato. Dal punto di vista mentale e psicologico, l’apprendimento del nuovo è un valido alleato all’implementazione della concentrazione e della disciplina: imparare a nuotare richiede attenzione e costanza, qualità fondamentali non solo nello sport, ma anche nella vita scolastica e relazionale.

Il sistema respiratorio e cardiovascolare

Il nuoto è un’attività aerobica che coinvolge il cuore e i polmoni. Praticare questa disciplina aiuta i bambini ad aumentare la capacità polmonare e a sviluppare un sistema cardiovascolare sano. La fase della respirazione rappresenta un momento molto delicato per il bambino: l’immersione controllata sott’acqua gli permette di capire come funziona il respiro e di ottenere un maggiore controllo, rafforzando anche il cuore e i polmoni. Praticare nuoto aiuta a sviluppare una respirazione più efficace, favorendo l’ossigenazione dei tessuti.

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Sicurezza in acqua: una competenza salvavita

Il nuoto è una delle abilità più importanti che i bambini possono imparare per la sicurezza in acqua. Insegnare il nuoto ai più piccoli è la chiave per evitare anche possibili annegamenti futuri. Imparare a nuotare può salvare la vita propria e degli altri. Ogni volta che un bambino si trova nei pressi dell’acqua, è bene ricordare che l’annegamento è una delle cause principali di lesione accidentale e morte in età pediatrica e che i tassi di mortalità sono più elevati fra i bambini di due anni. Le lezioni, pur essendo fondamentali, non rendono i bambini "immuni all’annegamento": essi dovranno essere sempre sorvegliati in acqua, che sappiano nuotare o meno.

Aspetti sociali e psicologici

Il nuoto è spesso praticato in gruppo, creando un ambiente sociale in cui i bambini possono interagire, fare amicizia e imparare a collaborare con gli altri. Questa esperienza favorisce la crescita sociale, l’autostima e la fiducia in se stessi. Uno dei momenti più difficili che si affrontano quando si introduce un bambino al nuoto è quello di superare la paura iniziale dell’acqua. Affrontare per poi superare le paure, come il tuffo o l’assenza dei braccioli, permette al bambino di acquisire una maggiore tranquillità e consapevolezza di quello che è in grado di fare. L’ambiente giocoso aiuta il bambino a rilassarsi e a superare più facilmente la timidezza e la riservatezza. Come tutti gli sport, anche il nuoto aumenta il livello di endorfine nel sangue e favorisce il buonumore.

gruppo di bambini che interagiscono durante una lezione di nuoto

Qual è l’età giusta per iniziare?

Il bambino può entrare in acqua fin dai primi mesi di vita. A partire da un anno inizia ad avere una maggiore consapevolezza dei movimenti. Quando l’attività è praticata da 1 a 3 anni, non parliamo di un vero e proprio corso di nuoto, poiché ci si limita a piccoli movimenti e ad un corso di acquaticità, chiamato "Nuoto Baby". Il primo corso di nuoto vero e proprio inizia a 3 anni, in concomitanza con l’ingresso alla scuola materna. L'età ideale per consolidare le capacità è intorno ai 6 anni, perché il bambino è in grado di memorizzare e concentrarsi, ma nulla impedisce di iniziare prima o dopo. Per iscrivere un bambino a un vero e proprio corso di nuoto è consigliabile aspettare almeno fino ai quattro anni. Se poi il bimbo o la bimba si dimostrano particolarmente portati, allora si può iniziarli all’attività agonistica, ma non prima dei sei o sette anni, per non sottoporli ad allenamenti troppo intensi e allo stress delle gare che potrebbe allontanarlo dal nuoto prematuramente.

Consigli per i genitori e scelta della scuola

Il ruolo dei genitori durante la lezione di nuoto è molto importante. Non aspettarti che il bambino impari subito a nuotare; dipenderà moltissimo dalla sua abilità e dalla sua capacità di apprendimento. Se al bambino non piace più nuotare, non arrenderti: continua regolarmente le lezioni e non sprecare tutto il lavoro svolto. Non fare raffronti fra il tuo e gli altri bambini, ogni bambino impara diverse abilità con tempi diversi.

Nella scelta della struttura, verifica sempre che:

  • Le lezioni siano brevi e frequenti, limitate a mezzora.
  • Vi sia un rapporto di un genitore o assistente per ciascun bambino (nei corsi baby) e che l’adulto sia sempre in acqua con lui.
  • I gruppi siano composti da 8-10 bambini al massimo.
  • La temperatura dell’acqua sia di almeno 30°C e che la temperatura fuori dall’acqua sia confortevole.

Le piscine sono tra i posti più sicuri, sia per la presenza di personale appositamente formato, sia per ragioni igieniche. La presenza del cloro in vasca rende l’ambiente sanificato, inibendo la proliferazione e diffusione di virus e batteri. Per fare davvero il pieno di benefici, l’ideale è praticare almeno 20-30 minuti di nuoto continuativo, tre volte alla settimana.

istruttore di nuoto che guida un bambino in piscina

Se il bambino non entra in acqua, spesso capita perché non riesce ad entrare in sintonia con l’ambiente. La novità e il distacco dai genitori è vissuto allo stesso modo come il primo giorno di scuola. È importante che il genitore affidi il piccolo all’istruttore e gli dia modo di interagire con il resto del gruppo. Se il genitore ha paura dell’acqua, meglio non mostrarglielo con ripetuti allarmi di pericolo, ma cercare di trasmettergli sicurezza. Affidati sempre ad istruttori e strutture competenti e lascia che i bambini siano trasportati dal divertimento. Saper nuotare per un bambino è molto importante sia per il divertimento che offre, che per una questione di sicurezza: è una competenza fondamentale dalla quale non si può prescindere.

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