L'infrastruttura degli impianti sportivi destinati alle manifestazioni calcistiche rappresenta un ecosistema complesso dove la sicurezza, la gestione dei flussi e il comfort degli spettatori si intrecciano in una disciplina normativa rigorosa. In Italia, l’adeguamento di tali strutture non è solo un obbligo burocratico, ma una necessità evolutiva che risponde a standard internazionali e a una crescente consapevolezza tecnologica.

Il quadro normativo: dall'adeguamento strutturale al D.M. del 2024
Il processo di modernizzazione degli impianti sportivi in Italia trova le sue radici storiche nel D.M. del 6 giugno 2005, che ha segnato un punto di svolta per la gestione della sicurezza. Il progetto preliminare di ogni intervento di adeguamento deve essere sottoposto alla valutazione della Commissione Provinciale di Vigilanza (C.P.V.). Ferme restando le procedure stabilite dall’art. 3 del D.M. 18/3/96, il prefetto, in relazione alle valutazioni emerse dalla C.P.V. e sulla base di un cronoprogramma esecutivo, ha facoltà di concedere proroghe ai termini di adeguamento, fissandone le priorità operative.
Un ulteriore salto di qualità è rappresentato dal D.M. 13 agosto 2024, che riforma le normative sulla sicurezza, aggiornando il decreto del 1996. Tale provvedimento richiama il D.lgs 38 del 28 febbraio 2021, attuativo della legge 8 agosto 2019, n. 86, definendo criteri stringenti per la costruzione, ristrutturazione e gestione degli impianti. L’articolo 23-bis, introdotto dal Ministero dell'Interno, sancisce un rinvio alle norme tecniche vigenti, interpretato come un riferimento alle pratiche e agli standard attuali del settore, superando definitivamente le prescrizioni obsolete.
Gestione degli accessi e perimetrazione di sicurezza
La sicurezza inizia ben prima dell'ingresso sugli spalti. Le società organizzatrici devono prevedere, in relazione allo spazio disponibile, una recinzione perimetrale - anche temporanea - lungo la quale predisporre adeguati servizi per una prima verifica del titolo di accesso e per l'instradamento corretto del pubblico verso i varchi assegnati.
Questa area riservata, che può essere acquisita dalla pubblica via o da pertinenze esterne, deve essere delimitata da elementi di separazione fissi e/o mobili. È fondamentale che la realizzazione della perimetrazione non interferisca mai con le vie di esodo e l'accesso dei mezzi di soccorso. All'interno di questo perimetro si configura l’area di massima sicurezza, regolata dal principio per cui i varchi di ingresso devono essere in quantità e dimensioni non inferiori a quelli dell'area stessa, con un rapporto di almeno un varco ogni 750 spettatori/ora. I preselettori, fissati al suolo, devono garantire uno spazio di passaggio di almeno 60 cm.
L'evoluzione tecnologica: dalle "Crush Barriers" ai "Safe Standing"
È giusto dare un po’ di contesto, quindi, soprattutto nel caso di una delle aree insieme più iconiche ma anche più critiche di un impianto sportivo. Sotto il nome di “Safe Standing Areas” (settori in cui stare in piedi in sicurezza), stanno facendo la ricomparsa in sempre più stadi europei le gradinate dove si può rimanere in piedi durante una partita.
Storicamente, le barriere dell'epoca - strutture in ferro imbullonate - sono state viste come elementi di separazione, ma in tragedie come quelle dell'Heysel (1985) e Hillsborough (1989), si rivelarono ostacoli mortali. La moderna tecnologia "Rail Seat" rappresenta una sintesi evolutiva: unisce il concetto di mancorrente (rail) con quello di seggiolino (seat). Il modello, reso celebre da aziende come Ferco Seating, permette la sostituzione uno-a-uno con le sedute fisse, mantenendo la capienza originale ma offrendo, una volta chiusa la seduta, uno spazio libero frontale netto di 65 cm (rispetto ai 40-42 cm dei seggiolini tradizionali). La seduta può essere bloccata in posizione aperta dallo staff dell'impianto tramite apposita chiave, garantendo flessibilità tra evento "seduto" ed evento "in piedi".
Caratteristiche tecniche e anatomiche delle sedute sportive
Le sedute negli impianti sportivi outdoor non sono semplici elementi di arredo, ma componenti critici per il comfort e la sicurezza. L’UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) le classifica in quattro categorie: panche, sedute ribaltabili, sedute con schienale alto e sedute con schienale basso.
La progettazione deve rispondere a requisiti stringenti fissati da UEFA e FIFA:
- Singolarità e numerazione: Ogni posto deve essere singolo, numerato e fissato saldamente al supporto.
- Schienale: Obbligatorio per le sedute standard. Nel caso di tribune smontabili o telescopiche, è ammessa l'assenza dello schienale alto.
- Comfort e sostenibilità: L'anatomia deve favorire la visuale ottimale. Inoltre, la scelta dei materiali deve tener conto dell'impatto ambientale, garantendo al contempo durabilità nel tempo.

Il Centro per la gestione della sicurezza (GOS)
Ogni impianto deve dotarsi di un locale di controllo con visibilità diretta sullo spazio riservato agli spettatori e sull'area di attività sportiva. Questo Centro per la gestione della sicurezza delle manifestazioni calcistiche è il cuore operativo dove il GOS (Gruppo Operativo di Sicurezza) coordina le attività.
Tale ambiente deve:
- Costituire un compartimento antincendio con accesso diretto a cielo libero.
- Ospitare il personale tecnico dedicato alla videosorveglianza e gli apparati di regia.
- Disporre di infrastrutture per i sistemi di comunicazione ricetrasmittenti (analogici e digitali) in
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