Il percorso verso la genitorialità può presentare sfide inaspettate, portando molte coppie a confrontarsi con l'infertilità e le diverse opzioni di procreazione medicalmente assistita (PMA). La decisione di non voler fare la FIVET (Fecondazione In Vitro con Embryo Transfer) è una scelta profondamente personale, spesso influenzata da un insieme complesso di fattori fisici, emotivi, psicologici e anche burocratici. Questo articolo esplora le ragioni dietro questa decisione, le difficoltà incontrate e le alternative possibili, offrendo una panoramica informata e comprensiva di un viaggio intimo e spesso travagliato.

Il Percorso Iniziale: Diagnosi e Primi Tentativi
La ricerca di una gravidanza è un viaggio che può durare anni, come nel caso di una donna di 35 anni e del marito di 34, che cercano una gravidanza da tre anni. Inizialmente, gli esami in un ospedale pubblico hanno rivelato una ridotta riserva ovarica per la donna, mentre al marito non sono stati effettuati accertamenti. Questo dislivello nella diagnosi può generare perplessità e un senso di incompletezza nel processo diagnostico.
Le Prime Intervenzioni e le Loro Implicazioni
Dopo una prima stimolazione interrotta per la scoperta di polipetti e la conseguente polipectomia endometriale, si è proceduto con una seconda stimolazione seguita da una IUI (Inseminazione Intrauterina), che non ha avuto successo. La IUI facilita il viaggio dello spermatozoo verso l'utero, dove viene iniettato attraverso un sottile catetere, superando l'ambiente della vagina e della cervice. Questo metodo è spesso la "prima scelta" quando la causa dell'infertilità è una qualità inferiore dello sperma o un'ovulazione irregolare. Tuttavia, il fallimento di questi primi tentativi può portare alla considerazione della FIVET/ICSI, che prevede l'unione di un ovulo e di uno spermatozoo al di fuori del corpo della donna.
La decisione di proseguire con una FIVET/ICSI ha portato la coppia a rivolgersi a una clinica privata, ma convenzionata, con tempi di attesa molto brevi. Qui sono stati ripetuti gli esami e anche il marito ha effettuato molti accertamenti, rivelando una mobilità ridotta degli spermatozoi e un varicocele sinistro, per il quale è stato sconsigliato l'intervento. A complicare ulteriormente il quadro, è insorta un'infezione ai genitali per entrambi, curata per dieci giorni, seguita da un'altra infezione solo per la donna, curata per quaranta giorni. Questi eventi medici possono accrescere la frustrazione e la stanchezza, influenzando la volontà di proseguire con trattamenti invasivi.

I Timori Legati alla PMA e la Ricerca di Alternative
La prospettiva di dover assumere numerosi medicinali e ormoni per la stimolazione ovarica, necessaria per il pick-up degli ovuli nella FIVET, insieme agli impegni lavorativi che non consentivano di partecipare ai monitoraggi, ha portato la donna ad abbandonare il percorso. Questo evidenzia un aspetto cruciale della PMA: i costi fisiologici e psicologici da mettere in conto, di cui raramente si parla.
La Stimolazione Ovarica: Tra Benefici e Disagi
Durante la stimolazione della FIVET, può verificarsi un aumento del dolore mestruale, anche se il prelievo degli ovociti viene eseguito in anestesia generale e non fa male. L'intero processo dura circa 10-15 minuti, dopodiché la donna si riposa e dopo due ore può tornare a casa. Tuttavia, i fastidi legati al prelievo di ovociti, il gonfiore, il senso di pesantezza ovarica e la ritenzione idrica causati dalla stimolazione ovarica possono essere significativi. È importante notare che questi effetti sono legati a livelli ormonali elevati, che non sempre si manifestano nelle donne in età più avanzata a causa di una minore risposta alla terapia.
L'Opzione dell'Eterologa all'Estero: Un Desiderio Infranto dalla Burocrazia Italiana
A fronte di questi timori, la coppia si è rivolta a una clinica privata a Milano, avendo sentito parlare della possibilità di una fecondazione eterologa con ovodonazione. Questa opzione avrebbe consentito alla donna di non fare alcuna stimolazione, se non blanda con dei cerotti, e di avere più probabilità di successo. Tuttavia, la burocrazia italiana non consente di accedere all'eterologa se non prima di ripetuti tentativi falliti di FIVET/ICSI, negando di fatto a una donna la libertà di scegliere come avere una gravidanza.
Questa restrizione spinge molte coppie a considerare l'estero, dove le legislazioni possono essere più permissive. In paesi come la Spagna, la Svizzera, l'Inghilterra o Malta, non ci sono le stesse restrizioni italiane. Tuttavia, la mancanza di informazioni chiare sulla burocrazia e la legislazione inerente questo percorso all'estero può essere un ostacolo significativo. La fecondazione eterologa, ad esempio, ha un alto tasso di successo anche con donne oltre i 45 anni, perché l'utero, seppur invecchiando, lo fa molto meno delle ovaie e con un buon trattamento ormonale si può "ringiovanirlo".
Il percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA)
Infertilità: Patologia, Tabù e Implicazioni Psicologiche
L'infertilità è una patologia che causa una sofferenza enorme, spesso poco compresa dalle persone esterne. Non solo perché si tratta di un dolore astratto con cui è difficile empatizzare, ma anche perché chi ne soffre tende a non parlarne e a chiudersi in sé stesso. Come sottolinea Martina, una donna che ha affrontato la poliabortività e la PMA, l'infertilità è un tabù molto diffuso, e spesso le donne sono le prime a sentirsi difettose e colpevoli.
Il Carico Emotivo dell'Infertilità
L'infertilità può togliere la gioia di vivere, tempo, denaro, serenità e i sogni di maternità. Tuttavia, paradossalmente, può anche dare molto, insegnando a distinguere i rapporti davvero importanti e ricchi di valore da quelli deboli. Il rapporto con il partner può fortificarsi enormemente, vivendo insieme questo "inferno". Nonostante siano tantissime le coppie che affrontano questo problema, ci si sente abbandonati perché nessuno ne parla e tutto rimane nel silenzio.
Le frasi dolorose che si sentono rivolgere, come "ma quando fate un figlio?" o "quelli erano solo ammassi di cellule" in caso di aborto, possono essere come proiettili. Spesso, l'intento non è essere crudeli o insensibili, ma le persone non sono abituate ad avere a che fare con questa condizione e dicono la prima cosa che viene loro in mente. Il "linguaggio della fertilità" è un manifesto che mira a fornire spunti di riflessione a medici, amici e parenti per usare un linguaggio più empatico e delicato.
Il Ruolo del Supporto Psicologico nella PMA
La mia esperienza ventennale nel supporto psicologico alle donne che si sottopongono a un percorso di PMA porta a constatare che sono donne coraggiose. In questa delicata fase, una donna può mettere in discussione la validità delle scelte fatte in passato e il significato stesso che dà alla propria vita. La diagnosi di infertilità lascia inizialmente incredule e "ghiacciate", sospendendo ogni attività, desiderio o ambizione a cui si dava valore rispetto al progetto di avere un figlio.
Il sostegno psicologico, avvalendosi delle procedure della psicoterapia cognitivo-comportamentale, è volto ad aiutare la donna e la coppia a ridurre la tensione e migliorare il benessere emotivo. La paura che la gravidanza non arrivi, che qualcosa vada male e il timore che la PMA fallisca possono portare a un'angoscia e uno sconforto tali da rendere molto difficile proseguire. Le donne che si sottopongono a PMA si sentono spesso sole, non comprese, portando da sole il peso del timore di non realizzare il desiderio di stringere tra le braccia il loro bambino.

Le Sfide Pratiche e Logistiche della PMA
Affrontare una procreazione medicalmente assistita implica difficoltà fisiche, psicologiche e logistiche. Le difficoltà fisiche e psicologiche sono facilmente deducibili, ma quelle logistiche possono essere altrettanto gravose.
Conciliare PMA e Lavoro
C'è tutta la gestione delle visite mediche da conciliare con il lavoro. Non esistono permessi speciali; si possono usare quelli normali di malattia durante la stimolazione ormonale, il prelievo degli ovociti, il transfer dell'embrione e fino al test delle beta. Sono tanti step e chiedere ogni volta un permesso per malattia costringe a rivelare il percorso, cosa che non tutti desiderano. Il tabù della maternità può spingere a non dirlo, per timore di ripercussioni sulla carriera o di dover affrontare domande invadenti sulla propria privacy.

È difficile tenere tutto nascosto, specialmente quando si devono fare controlli ecografici e analisi del sangue un giorno sì e uno no per una decina di giorni. A questo si aggiunge la necessità di continuare a fare indagini di approfondimento, colloqui e visite specialistiche, e a volte di farsi punture sulla pancia in orari lavorativi. Una delle difficoltà più grandi può essere ammettere di non "funzionare" e di dover fare dei passi indietro rispetto al percorso professionale.
L'Impatto sul Quotidiano e le Emozioni Contraddittorie
Per aderire all'impegnativo trattamento di PMA, che prevede solitamente iniezioni di ormoni in orari precisi, controlli ecografici e analisi del sangue frequenti, la donna è costretta a ridurre e modificare l'impegno su altri fronti. Si trova spesso costretta a cambiare impegni lavorativi, a trascurare amicizie, affetti, interessi e cura di sé. Quando i trattamenti si susseguono, le donne rimangono sospese in un clima di solitudine, di incomprensione, di attività negate: niente più palestra, sport, viaggi perché ogni mese potrebbe essere quello giusto e non è possibile fare programmi.
Le donne che si sottopongono ai protocolli di PMA vivono in un mondo in cui altre donne, amiche, parenti, colleghe, hanno figli, restano incinte, esibiscono pancioni, apparentemente senza aver avuto alcuna difficoltà nell'avere un figlio. È frequente che provino invidia per queste donne e per i loro pancioni. Provano una varietà di emozioni, spesso contrastanti: dalla speranza al coraggio, allo sconforto, alla paura, all'ansia per il timore che il trattamento fallisca. Alcune si sentono in imbarazzo, quasi come se stessero facendo qualcosa di cui vergognarsi.
I Costi Finanziari della PMA
Un altro aspetto fondamentale sono i costi elevati della PMA. Le punture possono costare centinaia di euro l'una, e il supporto psicologico, che è una necessità, non è un lusso. Sarebbe auspicabile un piano di welfare economico che possa supportare chi è costretto alla procreazione medicalmente assistita.

Abbandono della PMA: Cause e Riflessioni
Nonostante le elevate probabilità cumulative di gravidanza fornite dalle tecniche di procreazione medicalmente assistita, molte coppie scelgono di non seguire il trattamento in maniera continuativa. Le principali ragioni di abbandono in PMA sono variegate e possono variare dal 7 all'80 percento nella letteratura scientifica.
Ragioni di Abbandono
Le cause dell'abbandono possono essere raggruppate in tre fattori principali. Il primo fattore è spesso legato allo stress emotivo e psicologico che il percorso comporta. La pressione di aspettare i risultati, la paura del fallimento e la necessità di gestire una routine rigida di iniezioni e monitoraggi possono diventare insostenibili. Questo stato di sospensione, spesso nel doloroso segreto di sentirsi costrette ad adottare per anni un comportamento da gestante, può esaurire le risorse emotive di una persona.
Un secondo fattore è la stanchezza fisica e il disagio legati alle procedure mediche. Le stimolazioni ovariche, i prelievi di ovociti e i continui esami possono essere invasivi e dolorosi, portando alcune donne a non voler continuare. Infine, un terzo fattore può essere rappresentato dai costi finanziari elevati, specialmente se non si ha accesso a rimborsi o se si devono affrontare trattamenti all'estero. Questi fattori, combinati, possono portare a una decisione di abbandono, anche a fronte del forte desiderio di un figlio.
Al di là della FIVET: Percorsi Alternativi e Riconciliazione
Di fronte alle difficoltà e ai timori legati alla PMA, alcune coppie esplorano percorsi alternativi, come l'adozione. La decisione di intraprendere il cammino dell'adozione può essere una fonte di serenità e felicità per un partner, anche se l'altro potrebbe essere meno convinto e desiderare di tentare ancora con la PMA.

L'Adozione Come Scelta
L'idea di adottare può rendere una persona serena, felice e non la terrorizza, anzi, può dare la forza di affrontare tutto serenamente. È possibile vedere i due percorsi (PMA e adozione) come aspetti separati, proseguendo con l'adozione a prescindere dall'avere o meno un figlio biologico. Tuttavia, la riluttanza di un partner verso l'adozione può generare delusione e rabbia, così come il desiderio di un partner di tentare la PMA può far sentire in colpa l'altro che non riesce ad accontentarlo. Questi pensieri possono portare a un senso di malessere e a pensieri negativi, arrivando persino a considerare la possibilità di separarsi per non gravare sul partner.
L'Importanza della Condivisione e della Comprensione
È fondamentale che entrambi i partner siano convinti del percorso intrapreso, sia esso la PMA o l'adozione. La pressione di sentirsi sotto esame e la difficoltà di affrontare insieme un disagio così forte possono mettere a dura prova la relazione. L'infertilità può portare a profonde e dolorose riflessioni su se stessi e sulla propria vita, sia come persone che come coppia. Il sostegno psicologico, in questo contesto, può aiutare a gestire le emozioni, a comunicare apertamente e a prendere decisioni più serene.
Il tempo è un fattore cruciale. Non bisogna affrettare le decisioni, ma darsi, concedersi il proprio tempo per riflettere e maturare le convinzioni. Separare i problemi, distinguendo le paure legate alla PMA da altre problematiche personali, può aiutare a prendere una decisione più consapevole. In fondo, la scelta finale è un atto di coraggio e di profonda introspezione, mirato a trovare la strada più adatta per realizzare il desiderio di genitorialità, nel rispetto dei propri limiti e delle proprie aspirazioni.