L'Eco Primordiale del Conforto: Ninne Nanne e Filastrocche nell'Esperienza Umana

Fin dalla nascita, ogni individuo avverte la presenza di suoni e voci, alcuni dei quali si rivelano più o meno confortevoli. In questo scenario sensoriale primordiale, la ninna nanna emerge come il primo contatto sonoro tra la mamma e il bambino, un ponte uditivo che inaugura una relazione profonda e significativa. Questo antico genere musicale e verbale, insieme alle filastrocche, costituisce un patrimonio culturale di inestimabile valore, tramandato attraverso i secoli e le generazioni, plasmando l'esperienza umana sin dai suoi albori. Le ninne nanne, e più in generale quelle nenie, filastrocche o tiritele inventate o "rubate" alla tradizione per accompagnare i piccoli al sonno, rappresentano un rituale che ci riconduce ad antiche sensazioni di dolcezza e tenerezza. Un rito che si dimostra appagante in sé, con la capacità di sprigionare una carica tranquillizzante e un coinvolgimento emotivo potente, spiegando così la sua resilienza di fronte ai cambiamenti dei tempi e alla modernità.

Le Radici Profonde della Ninna Nanna: Storia e Universalità

Un Canto Antico come l'Uomo

La ninna nanna non è una creazione recente; al contrario, le sue origini affondano in tempi remoti, testimoniando la sua natura intrinseca all'esperienza umana. Per quanto ne sappiamo, le ninne nanne esistevano già nel 2000 a.C.. Una prova tangibile di questa antichità è una tavoletta di argilla, delle dimensioni di un palmo, risalente all’antica Babilonia, nell'odierno Iraq, su cui è riportata una ninna nanna scritta in caratteri cuneiformi. Questa scoperta straordinaria ci permette di immaginare madri babilonesi che, migliaia di anni fa, intonavano dolci melodie per cullare i loro bambini, proprio come facciamo oggi. Questo genere musicale sembra rappresentare il genere musicale più cantato al mondo, e di ninnenanne se ne trovano infatti moltissime nella cultura popolare di tutti i popoli, a riprova della sua universalità. Il rituale della ninna nanna si ripete, dicono gli studiosi, dai tempi antichi e a tutte le latitudini, percorrendo trasversalmente le diverse culture, a conferma che da sempre e ovunque il momento dell’abbandono al sonno comporta il bisogno della vicinanza fisico-affettiva diretta, che favorisce la calma, la rassicurazione e forse la fiducia nel risveglio.

Tavoletta cuneiforme babilonese con ninna nanna

Etimologia e Assonanze Globali

Da un punto di vista etimologico, il termine "ninnananna" è definito, nell’enciclopedia Treccani, come una "Nenia, cantilena dal ritmo monotono e cadenzato, con la quale si cullano i bambini cercando di addormentarli (e nella quale le parole ninna nanna ricorrono frequenti come intercalare): cantare la ninnananna. In musica, breve componimento musicale, in movimento moderato, ritmo pari, misura generalmente di 6/8, ispirato alle nenie che si cantano ai bambini: una n. di Mozart, di Chopin". Sia «ninna» che «nanna» sono termini che nel linguaggio infantile significano «sonno». Tuttavia, il significato principale del termine ha radici ancora più antiche: già i latini, parlando di "nenia", intendevano indicare la cantilena, il linguaggio magico e il canto funebre. Il canto di culla era chiamato "Lallum" o "Lallus", e ancor oggi quando diciamo "lallare" indichiamo il suono che emettiamo quando dondoliamo il bambino che teniamo in braccio o è dolcemente posto nella culla ondulante per facilitargli il sonno. Gli antichi romani cantavano «lalla lalla».

La risonanza di questi termini si estende a livello globale: lo stesso termine per gli inglesi è "lullaby", e l’assonanza con gli antichi non è casuale, mentre in francese è detto "berceuse", "nana" per spagnoli e portoghesi, "Wiegenlied" per i tedeschi. La parola «dormire» per l’arabo, nella variante tunisina, è detto "nänni", mentre per gli egiziani lo stesso significato è riposto nel termine "ninne". Le similitudini o le radici etimologiche simili della parola ninna nanna fanno supporre che fin dall’antichità cantare con un bambino tra le braccia era, in ogni luogo, uno dei gesti più naturali dell’uomo. Nel linguaggio dei bambini o parlando ai bambini, "Nanna" significa il dormire, il sonno. "Nanna" preceduto da "ninna" identifica, come tutti sanno, quel particolare testo (filastrocca, nenia, cantilena) da sempre usato dalle mamme per favorire la calma, la rassicurazione e la fiducia del bambino nel momento del passaggio dalla veglia al sonno. È interessante notare come la parola italiana "Ninnananna" fosse compresa già nel “dizionario dell’Accademia della Crusca del 1612”, che la attribuiva alle balie.

Il Rituale Senza Tempo: Elementi e Processi

È interessante notare come, nell’arco del tempo, gli elementi del rito si siano mantenuti sostanzialmente immutati: il ritmo, semplice ed essenziale, una modulazione vocale cantilenante, fatta di parole che si ripetono, e l’accompagnamento corporeo del dondolare, del cullare e della stimolazione tattile. Ritmicità, musicalità, vocalità e corporeità sono dunque i pilastri che caratterizzano strutturalmente le ninne nanne e che favoriscono un rapporto intenso tra bambino e adulto, una comunicazione profonda e lo scambio reciproco di affettività. Questo rituale pre-sonno non può essere inteso come semplice vicinanza fisica; va piuttosto interpretato come momento di autentica “fusione comunicativa”, un legame dialogante che porta benefici sia al bambino che all’adulto.

Ninna Nanna Nino 🌙 Musica per Dormire Bambini - Canzone Personalizzata

Anatomia della Ninna Nanna: Ritmo, Melodia e Parola

La Funzione Duplice: Culla e Evasione

L’analisi di questi canti evidenzia una duplice funzione fondamentale. Da una parte, l’andamento melodico e il ritmo binario servono per cullare e fare addormentare il bambino, creando un ambiente sonoro rassicurante e prevedibile. Dall’altra, attraverso le parole della ninna nanna, la mamma trova motivi di evasione dalla vita quotidiana, un momento intimo per esprimere emozioni e pensieri che vanno oltre la semplice funzione di addormentare il piccolo. L’etnologo Ernesto de Martino "fa notare come, nella nenia, l’oscillazione ritmica del busto che accompagna il lamento sia analoga a quella del canto di culla", sottolineando la connessione profonda tra il gesto fisico e la vocalità del canto.

Musica e Linguaggio: Unione Indissolubile

Nella ninna nanna, musica e linguaggio stabiliscono un’unione e fusione unica e irripetibile. Le ninne nanne permettono al bambino di apprendere le basi della musica, stabilendo un collegamento con le note e la realtà che lo circonda, attraverso le melodie e le parole delle canzoncine. I toni tranquillizzanti e i ritmi dolci sembrano essere la ragione per cui una ninna nanna aiuta un bambino ad addormentarsi. Tuttavia, gli studi hanno dimostrato che se a cantarle sono voci familiari al bambino, queste ninne nanne sono più efficaci nel calmarlo. Non solo, cantare i testi delle canzoni o persino recitare le filastrocche può favorire le prime capacità linguistiche, offrendo un primo, prezioso contatto con la struttura e la ricchezza del linguaggio.

I Pilastri Strutturali: Ritmo, Melodia, Vocalità e Corporeità

Una caratteristica che permette di riconoscere una ninna nanna è il ritmo. Le caratteristiche della ninnananna sono comuni a tutte le culture: infatti, il ritmo è semplice, binario o ternario, e inoltre abbiamo una ripetizione ritmica e melodica che tende a rilassare perché induce un effetto ipnotico. È il ritmo del valzer, che ricorda un po’ il dondolio di una culla, e molte ninne nanne tradizionali di tutto il mondo sono scritte in questo modo. Per esempio, il testo di Good Night o Golden Slumbers dei Beatles può avere più senso come ninna nanna, ma le canzoni Lucy in the Sky with Diamonds o Norwegian Wood potrebbero essere più efficaci per via del loro ritmo in 3/4, che richiama il movimento oscillatorio della culla.

Il Dialogo Silenzioso tra Genitore e Bambino

L’esperienza, ripetendosi puntualmente ad ogni sonno, sempre ugualmente rassicurante e sempre totalmente differente, va ad alimentare il senso di sicurezza personale e di fiducia in sé e nell’altro. Adulto e bambino sembrano “guidarsi” a vicenda in questo rituale: la mamma comincia, la sua voce è sommessa, quasi sussurrata, modulata su strutture semplici nella loro progressione basilare, inducendo alla calma. Ma è il bambino che dirige il successivo andamento della modulazione. Come, infatti, il piccolo si tranquillizza, la mamma lo “sente” e istintivamente abbassa la voce, rallentando il suo cantilenare. Come poi il piccolo si abbandona al sonno, la modulazione cambia ancora: i toni si abbassano, le parole vengono appena sussurrate, diventando quasi impercettibili e si annullano nell’ultimo dondolio.

Oltre il Sonno: Ninne Nanne come Strumento di Sviluppo e Acculturazione

Nutrimento d'Affetto e Sicurezza Personale

Qualcuno ha efficacemente scritto che il rituale della ninna nanna è dimostrazione d’affetto, ma è nel contempo “nutrimento d’affetto”. Tale nutrimento orienterà la capacità di aprirsi e di porsi in relazione attiva verso gli altri, negli anni a venire. Da questa relazione/interazione, è ovvio, il bambino trae un effetto immediato: la tranquillità necessaria per riuscire ad addormentarsi. Gli studiosi, tuttavia, dicono che il vantaggio non si limita a questo.

Un Ponte tra il Grembo e il Mondo

Quando il bambino è nel grembo materno, non può percepire molto dall’esterno. Ma l’altro suono che il bambino sente prima della nascita è la voce della madre. Anche se questa gli giunge ovattata, il bambino ne è consapevole e si dice che le ninne nanne cantate dalla madre possano fungere da ponte tra la vita nel grembo materno e quella al di fuori di esso. Questo può funzionare anche se, mentre è nell’utero, il bambino è esposto continuamente anche ad altre voci. Si narra persino di un fratello che cantava ogni sera "You Are My Sunshine" alla sorellina mentre era nella pancia della madre; quando la bimba nacque con problemi di salute e sembrava che non ce l’avrebbe fatta, fu proprio la voce del fratello che cantava per lei a far risalire i suoi parametri vitali e farla guarire miracolosamente, evidenziando il potere straordinario della voce familiare.

Acculturazione Linguistica e Musicale: L'Insegnamento di Leydi

Secondo Leydi, la funzione delle ninne nanne "non è solo l’addormentare i bambini, ma anche quella di avviare il processo di inculturazione del nuovo nato (e inculturazione non soltanto musicale)". Attraverso le ninne nanne, infatti, i bambini iniziano a conoscere le strutture linguistiche e musicali, l’uso delle parole e dei modi di dire, i personaggi, le abitudini e le tradizioni del proprio ambiente familiare e culturale, immergendosi - forniti di guida - nell’universo simbolico di significati che li circonderà da adulti.

Gioco, Apprendimento e Sviluppo Cognitivo

La ninna nanna è, in effetti, gioco-parola, è gioco-ritmo, è struttura onomatopeica, è parola ripetuta, è esercizio di ascolto e di imitazione, è percorso di fantasia, è forma elementare di conoscenza. Il tutto proposto a livelli elementari, mediante strutture così semplici da risultare facilmente accessibili al bambino, anche piccolissimo. È così che le ninne nanne, le filastrocche, le nenie e le tiritele diventano strumenti che concorrono allo sviluppo dell’apprendimento linguistico, all’affinamento dell’orecchio musicale, alla costruzione del senso ritmico, all’esercizio della capacità d’ascolto e alle primissime esperienze simboliche di un determinato contesto. Un apprendimento che, tuttavia, non può prescindere dalla dimensione relazionale in cui avviene, proprio a partire dal contatto con la figura protettrice di turno per propiziare il sonno.

La Reazione del Neonato alla Voce

Non va peraltro dimenticato che studi recenti confermano la capacità del bambino di cogliere già alla nascita le modificazioni vocali, in termini di tono, altezza e timbro e di reagire a queste variazioni, esprimendo senso di benessere, eccitazione, attenzione, rilassamento. La voce coinvolge quindi la mente, l’emozione e il corpo in un'interazione profonda. Anche l’adulto trae un certo beneficio dall’interazione con il bambino: la creazione di un rapporto esclusivo, intensamente connotato sul piano emozionale, favorisce infatti l’espressione dei suoi sentimenti personali, determinando così un rinforzo potente al ruolo di accudimento.

Dalle Figure Rassicuranti a quelle Inquietanti

In molte ninnenanne si fa riferimento ad alcune figure, come la Befana o l’uomo nero, o la morte che inquietano il bambino. Questa dualità, tra conforto e un velato senso di pericolo, riflette una comprensione profonda della psiche infantile: scivolare nel sonno è un po’ un “morire”, la paura di separarsi è presente in quel momento. La ninna nanna aiuta il bambino a navigare in questo spazio liminale tra veglia e sonno, fornendo una guida sonora attraverso l'incertezza. Pensa alla tragedia di un ramo d’albero che si spezza e di un bambino che cade da esso, che cantiamo senza pensare in "Rock-a-bye Baby", una delle ninne nanne più conosciute. Poiché molte ninne nanne sono state tramandate da generazioni, è facile dimenticare che le canzoni, le filastrocche e persino le fiabe non sono sempre state così adatte alle famiglie come lo sono oggi, e che alcune sono addirittura macabre e spaventose, riflettendo le ansie e le paure delle epoche in cui sono nate.

Le Filastrocche: Tra Educazione e Tradizione

Funzione Educativa e Trasmissione del Sapere

Le filastrocche, simili alle ninne nanne nella loro forma ritmica e ripetitiva, svolgevano soprattutto una funzione educativa. Servivano cioè ad accrescere le conoscenze dei bambini. Alcune, per esempio, dovevano far apprendere i nomi delle parti del corpo o contenevano elenchi di oggetti, fungendo da primi strumenti didattici informali. Particolari filastrocche servivano anche a tramandare le tradizioni, insegnando ai bambini le usanze, i valori e la storia della loro comunità attraverso versi facili da memorizzare e ripetere. È stato dimostrato che la musica stessa è un valido aiuto all’apprendimento per i neonati e i bambini piccoli, e le filastrocche ne sono un esempio lampante, combinando il divertimento con l'acquisizione di nuove informazioni.

Un Patrimonio da Generazioni

Esiste un vero e proprio patrimonio di filastrocche tradizionali che si tramandano da generazioni, arricchendo il folklore di ogni cultura. Oltre a questo ricco repertorio, oggi possiamo attingere a un bacino più ampio di canzoncine moderne, che continuano a svolgere funzioni simili, adattandosi ai tempi e ai contesti contemporanei. Queste brevi composizioni, che spesso accompagnano i giochi o le routine quotidiane, non solo divertono, ma contribuiscono in modo significativo allo sviluppo cognitivo e linguistico dei bambini, rafforzando le loro capacità di ascolto, memorizzazione e comprensione.

Illustrazione di bambini che giocano con filastrocche

Le Ninne Nanne nel Contesto Sociale: Cambiamenti e Sfide della Modernità

Trasformazioni Sociali in Italia

In Italia, tra la prima metà dell’ ‘800 e la seconda metà del ‘900, sono avvenute profonde trasformazioni sociali, in particolare con l’aumento del livello di istruzione, non più affidata solo alla famiglia o agli anziani, ma alla scuola. Questo cambiamento ha avuto un impatto anche sulla trasmissione delle tradizioni orali, comprese ninne nanne e filastrocche. Contestualmente, il dialetto è quasi scomparso a favore della lingua italiana, portando a una standardizzazione linguistica che ha influenzato anche il repertorio di canti e rime per bambini.

Il Ruolo dei Genitori Oggi

Se fino a pochi decenni fa l’accompagnamento al sonno era quasi esclusivamente di pertinenza femminile e coinvolgeva essenzialmente la mamma, la nonna, la zia, negli ultimi anni la cura dei figli, soprattutto dopo il primo anno di vita, vede protagonisti attivi anche i papà e i nonni. E questo non può che essere motivo di apprezzamento, poiché arricchisce la relazione affettiva del bambino e distribuisce in modo più equo le responsabilità di cura. Quando arriva la sera, tutto si placa: è l’ora della nanna. Il momento in cui mettere a posto i giochi, abbassare le luci, spegnere televisione, smartphone, tablet, e dedicarsi all'intimità del rituale del sonno. Una cosa che non ho fatto con i miei figli è stata cantare le ninne nanne più semplici, quelle che tutti conoscono, soprattutto perché le avevo sentite così tante volte che ne ero stufa ancor prima di partorire, un sentimento che molti genitori moderni potrebbero condividere, cercando magari repertori meno comuni o creandone di propri.

L'Ombra della Tecnologia e le Nuove Sfide Relazionali

Ma con la diffusione massiccia della tecnologia, qualcosa è sostanzialmente cambiato sul piano della relazione. È risaputo che gli strumenti tecnologici si sono prepotentemente infiltrati, ahimè, negli spazi di relazione diretta adulto-figlio, diventando in non pochi casi vere e proprie presenze sostitutive dell’adulto stesso. Succede così che, anche là dove la presenza del genitore continua ad esserci, è spesso presenza muta, frettolosa, e “la magia” della condivisione e del legame interpersonale è debole, spesso marginale, ridotto ai primissimi anni di vita, quando la dipendenza dall’adulto è totale. Di fatto, il significato “di cura” dei bambini di oggi appare enfatizzato sul piano delle attenzioni alla salute fisica ed “esteriore”, ma molto ridimensionato (spesso minimizzando) sul piano della relazione interpersonale e della dinamica comunicativa. La fretta, la stanchezza, i ritmi frenetici degli adulti sono i parametri su cui si regolano le relazioni adulto/bambino, spesso sostituite da Tv, Cd, Dvd. Uno dei miei mentori in materia di podcast, Dave Jackson, era solito dire che i bambini sono i killer dei podcast. Questa battuta cattura l'essenza della sfida moderna: bilanciare le esigenze professionali e personali con la necessità di una presenza genitoriale autentica e non mediata dalla tecnologia, come nel caso di Emily Prokop, laureata in giornalismo alla Southern Connecticut State University, che ha combinato la sua passione per le curiosità e il racconto di storie con la creazione, nel 2016, del podcast The Story Behind e che ha dovuto immagazzinare episodi per cinque settimane in previsione della gravidanza, per non lasciare che scoraggiasse i suoi piani di continuare il programma.

Illustrazione di un genitore che canta a un bambino senza distrazioni tecnologiche

Un Viaggio Attraverso le Ninne Nanne del Mondo

Una ninna nanna è una melodia rasserenante cantata ai bambini per farli addormentare. L'idea alla base della ninna nanna è che un canto eseguito da una voce familiare induce i bambini ad addormentarsi. Ninna nanne scritte da famosi compositori di musica classica prendono il nome di "berceuse", che è il termine francese per ninna nanna, come la "Berceuse" scritta da Fryderyk Chopin nel 1844. La più famosa tra le ninna nanne d’”arte” è sicuramente "Wiegenlied" di Johannes Brahms, nota anche come "Canzone della culla", scritta dal compositore tedesco per una certa Berta Faber in occasione della nascita del suo secondo figlio.

Icone Globali: Storie e Rivelazioni

Le origini di alcune ninne nanne celebri, come "Rock-a-bye Baby" e "Hush Little Baby", sono varie e difficili da individuare. Tuttavia, la versione R&B di quest’ultima, scritta e registrata da Inez e Charlie Foxx e resa popolare da James Taylor e Carly Simon, è diventata più una canzone romantica che una vera e propria ninna nanna. Per quanto riguarda "Twinkle, Twinkle, Little Star", questa è comunemente attribuita a Mozart, ma la melodia deriva in realtà da una vecchia canzone francese del 1761, "Ah! Vous dirai-je, Maman". Mozart compose una serie di dodici variazioni basate su questa melodia, probabilmente mentre si trovava a Parigi nel 1778, e le fu aggiunto il testo di una poesia intitolata "The Star" della poetessa inglese Jane Taylor, pubblicata nel 1806 in "Rhymes for the Nursery". Il testo contiene cinque stanze, sebbene soltanto la prima sia largamente conosciuta. "Lavender's blue" è una canzone tradizionale usata come ninna nanna, risalente almeno al XVII secolo, tramandata e modificata nel tempo. "By Baby Bunting", dall'inglese antico dove le ninne nanne erano chiamate Byssinge (con il prefisso by che significava sonnellino), è una gioiosa canzoncina tanto antica quanto le filastrocche inglesi. La melodia è giunta fino ai nostri giorni senza variazioni, e presenta la promessa di una ricompensa per un buon comportamento. Nell'inglese odierno, la parola "bunting" potrebbe riferirsi a un tipo di uccello oppure a un panno soffice e spesso. "Hush, little baby" è un'altra ninna nanna tradizionale di probabile origine nordamericana, come suggerisce il tordo beffeggiatore menzionato nel testo.

Cechia: Canti di Rinascita e Pedagogia

In Cechia, un ricco patrimonio di ninne nanne riflette la storia e la cultura locale. "Spi, Janíčku, spi" (Dormi, Janíček, dormi) è una vivace ninna nanna raccolta in Moravia da František Sušil (1804-1868), prete e attivista della rinascita nazionale ceca. Questa ninna nanna usa il nome proprio di un bambino, Janíček, usato familiarmente per il nome maschile Jan, molto comune. "Ukolébavka" (Ninna nanna) fu pubblicata nel 1633 ne ‘L'Informatorium della Scuola Infantile’ di Johan Amos Comenius (1592-1670), probabilmente il primo trattato sullo sviluppo e l'educazione dei bambini fino a sei anni in famiglia. Comenius sottolineò la necessità di offrire stimoli sensoriali ed emozionali nella prima infanzia. "Hajej můj andílku" (Angioletto mio) è una delle ninnananne ceche più melodiose, raccolta inizialmente da Karel Jaromír Erben (1811-1870), scrittore romantico ceco e collezionista di canti popolari. "Halí, dítě" (Fai la ninna, bambino) fu raccolta da František Bartoš (1837-1906), pedagogo ed etnografo moravo. Infine, "Halaj, belaj, malučký" (Dormi, dormi, piccolo) proviene dalla Moravia orientale, dove il dialetto è influenzato dallo slovacco, e i canti popolari sono simili a quelli slovacchi al di là del confine.

Danimarca: Animali Esotici e Poesia Moderna

La Danimarca vanta anch'essa una collezione di ninne nanne peculiari. "Solen er så rød, mor" (Il sole è così rosso, mamma) è considerata una ninna nanna classica danese. "Elefantens vuggevise" (La ninna nanna dell'elefante) è una delle ninna nanne più popolari, con un tema che tratta di animali esotici, un contenuto e un testo semplici e di facile comprensione. Il testo della canzone fu scritto nel 1948 dallo scrittore e poeta Harald H. Per rendere questa canzone politicamente corretta, negli anni novanta fu sostituita la parola "negerdukkedreng" (bambolotto negro) con "kokosnød" (noce di cocco). "Godnatsang" (Canzone della buona notte) ha testi e musica composti da Sigurd Barrett (1967), pianista e conduttore televisivo, assieme a Steen Nikolaj Hansen; Barrett la canta alla fine del suo programma per bambini e presenta un tema riguardante il sonno. "Mues sang få Hansemand" (La canzone della mamma per il piccolo Hans) proviene dalla zona meridionale dello Jutland, è molto antica e non si conosce l'anno in cui fu composta, ma è meno nota per via del suo dialetto. Infine, "Jeg vil tælle stjernerne" (Conterò le stelle) fu scritta nel 1951 dal famoso poeta e scrittore danese Halfdan Rasmussen, con musica di Hans Dalgaard.

Scozia: Eco delle Highlands

La "Scottish Lullaby" (Ninna nanna scozzese) è una melodia tradizionale che proviene dai fieri clan delle Highlands scozzesi. Soltanto l'aria "Cdul gu lo" (Dormi fino all'alba) e non i versi originali scozzesi furono usati quando venne presentata una drammatizzazione di "Guy Mannering" di Sir Walter Scott. La storia delle Highlands e delle interminabili battaglie con cui i clan potevano preservare la loro sofferta indipendenza contro le schiaccianti disparità, sono evocate in questo primo canto per l'infanzia, dove il sogno concerne lo squillo di tromba e l'ideale è il coraggio.

Grecia: Natura, Mitologia e Vita Quotidiana

Le ninne nanne greche sono intrise di riferimenti alla natura e alla mitologia. "Νάνι μού το νάνι νάνι" (Ninna, mio caro, ninna, nanna) proviene dall'isola di Calimno, combinando la bellezza delle montagne, l'aroma dell'origano e del timo con le acque cristalline. Le parole sono influenzate dalla bellezza della natura, e vengono menzionati ulivi e il sole, elementi essenziali per gli abitanti di Calimno, famosa anche per le spugne e l'olio d'oliva. Oltre alle parole ‘nani-nanì, qui si trova anche il suono ‘e e è, molto popolare e comune nelle ninna nanne greche. "Νάνι νάνι το παιδί μου" (Ninna, nanna, bambino mio) ha origine nella montuosa Kastoria, città famosa per i vigneti, citati nella ninna nanna, e per gli allevamenti di bestiame, che spiegano i riferimenti all'agnello, alla capra e all'ovile, con un interessante uso di diminutivi. "Ύπνε, που παίρνεις τα μικρά" (Sonno, che prendi i piccoli), creata nell'isola di Tasso, si ascolta in tutta la Grecia con numerose variazioni, e l'elemento del ‘Sonno’ (‘Ύπνος’) è centrale. In molte ninna nanne greche ci si rivolge al Sonno, a cui si richiede gentilmente di prendere il bambino tra le sue braccia. Secondo la mitologia greca, ‘Ύπνος’ era il dio del sonno. In questa ninna nanna si menzionano l'Est e l'Ovest ad indicare la vastità del mondo. "Ύπνε μου, επάρε μού το" (Sonno caro, ti passo il mio bambino) nasce nell'Italia meridionale, dove popolazioni di lingua greca hanno abitato fin dall'VIII secolo a.C.; l'area, con una vasta produzione di rose, ne include il riferimento nel testo. "Τζοιμάται ο ήλιος στα βουνά" (Il sole dorme sulle montagne), di tradizione greca, ebbe origine nell'isola di Egina, per poi passare a Cipro dove fu trasformata nel dialetto locale. La ninna nanna parla del momento del tramonto, quando il sole e la pernice dormono ed anche i bambini dovrebbero dormire, con la madre che culla il suo bambino cercando di farlo addormentare a bassa voce, per non svegliarlo.

Italia: Tradizioni Regionali e Melodie d'Autore

L'Italia, con la sua ricchezza di dialetti e tradizioni locali, offre un ventaglio variegato di ninne nanne. "Nana Bobò" è una bella ed antica ninna nanna della laguna veneta, con influenze balcaniche e bizantine, dove si augura salute e ricchezza al bambino che non vuole dormire, mentre la madre è andata alla fontana a prendere l'acqua. "Fai la Nanna, Mio Simone" è un esempio di ninna nanna tradizionale toscana, che presenta un tono esuberante all'inizio, seguito da un ritmo più dolce e appropriato per una canzone da culla. "Ninna nanna sette e venti" ("Cuant ch'in cîl a ven le gnot e chi sês aí bessôi, se tu no tu duars inmó, jê ti cjale fís tai vôi. Quando il cielo si oscura e che siete lì da soli, se tu non dormi ancora, lei ti guarda negli occhi…") fa parte del ricco folclore e delle villotte friulane; in essa, la madre rimane a casa per sorvegliare la cottura della focaccia e occuparsi del bambino, mentre altre donne sono in piazza a conversare e passeggiare. "Stella stellina", composta da Lina Schwarz, è una delle ninne nanne più popolari in tutta Italia, conosciuta e amata da generazioni. "Fate la nanna, coscine di pollo" è un'altra ninna nanna toscana, usata solitamente senza variazioni di testo, che con un po' di fantasia paragona affettuosamente le gambette di un neonato alle coscine di pollo. Esiste anche una "Ninna nanna dei suoni e dei colori", una ninna nanna contemporanea, composta in occasione del progetto europeo "Languages from the Cradle".

Romania: Canti di Campagna e Auguri per il Futuro

Le ninne nanne rumene sono spesso legate alla vita rurale e ai desideri per la crescita dei bambini. "Culcă-te, puiuţ micuţ" (Addormentati, piccino mio) è un'antica ninna nanna della Romania occidentale e centrale, cantata ancora dalle donne di campagna e di cui esistono diverse versioni. Viene anche menzionata nei testi scolastici nella versione cantata da Maria Tănase (1913-1963), famosa cantante folk rumena. "Nani, nani, puişor" (Ninna, nanna dolce piccolino mio) è usata in tutte le regioni della Romania, iniziando con le tipiche parole che inducono al sonno: "nani, nani". La madre si augura che il bambino dorma a lungo, fino a mezzogiorno del dì seguente, usando un'antica variante, "mâni", per "domani". "Culcă-mi-te mititel" (Vai a dormire come un bimbo piccolino), proveniente dalla regione della Montenia, è un antico canto in cui la madre desidera che il suo bambino cresca e sia in grado di badare a pecore, agnelli ed anatroccoli nei campi, riflettendo la vita rurale dove i bambini giocano e si prendono cura degli animali. "Nani, nani, puiù mamii" (Ninna, nanna, il bambino della mamma), dell'Oltenia, è breve e ripete parole come "nani" e "maică/maichii" (mamma mia/della mamma) per indurre quiete. "Haia, haia, mică baia" (Haia, haia, il bagnetto) inizia con le parole "haia, haia" che suggeriscono l'atto del cullare o del mettersi a giocare, con il tema principale della ripetizione del numero ventuno, usando la pronuncia dialettale "douăzăşi" del Banato.

Turchia: Desideri, Similitudini e Tradizioni

Le ninne nanne turche spesso esprimono auguri e desideri per il futuro del bambino. "Uyusun da büyüsün" (Che il mio bambino cresca mentre dorme) è inclusa nella categoria più estesa delle ninne nanne turche che esprimono desideri di benessere materiale, giocattoli, vestiti, cibi e bevande. Nella prima strofa, la madre esprime il desiderio che la sua bambina cresca sana, usando l'espressione onomatopeica "tıpısh tıpısh" per il suono dei passi. Nella seconda strofa, descrive le mani e le braccia della sua piccola decorate con l'henna, un'antica usanza turca in segno di benedizione. "Babanın Ninnisi" (Ninna nanna del papà) è una ninna nanna moderna composta da Özge İlayda. "Dandini Dandini Dastana" è una ninna nanna molto conosciuta, quasi tutti in Turchia conoscono la prima strofa, e può essere cantata con variazioni. Il verso iniziale può sembrare strano, ma secondo alcune fonti il significato è metaforico: "dana" (vitello) rappresenta il figlio, "bostan" (orto) è la vita, "bostancı" (giardiniere) sta per il padre e "lahana" (cavolo) rappresenta una ragazza che la madre del ragazzo non approva. Si invoca il nome di Dio e si chiede che lo tenga lontano dal malocchio. Elogiare la bellezza del bambino o della bambina è un tratto molto comune nelle ninne nanne turche, paragonando le labbra alle ciliegie e le sopracciglia alla luna crescente o a una piuma, rendendo il bambino più bello di qualsiasi altra cosa, perfino degli angeli.

Mappa delle ninne nanne europee

Progetti e Iniziative per la Preservazione Culturale

La ricchezza e la varietà delle ninne nanne in diverse lingue e culture hanno ispirato iniziative volte a preservarne il patrimonio. La Commissione europea ha creato il progetto "Lullabies of Europe" per raccogliere tutte le ninna nanne nelle diverse lingue della Comunità, un tentativo encomiabile di salvaguardare questo tesoro culturale immateriale. Proprio perché le ninnenanne appartengono a tutte le culture del mondo e sono presenti nell’esperienza di tutti i bambini, esse sono state utilizzate spesso per progetti scolastici interculturali, principalmente per quelli rivolti alla scuola dell’infanzia. Tuttavia, l'idea di utilizzarle anche con i più grandi della scuola primaria può offrire l'opportunità di lavorare sulla scoperta e sulla storia della propria identità, per poi confrontarla con quella di altri compagni che vivono in paesi lontani, meno fortunati, promuovendo così la comprensione interculturale e l'empatia attraverso la musica e le storie che cullano l'infanzia di ogni angolo del mondo.

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