Le Ninne Nanne della Buonanotte: Un Canto Antico per Cuori Moderni

Cantare una ninna nanna al proprio bambino che fatica a prendere sonno è una pratica molto antica ed è tuttora presente in culture diversissime per territorio geografico, per linguaggio, tradizioni e storia. Questa melodia rasserenante, un canto eseguito da una voce familiare, induce i bambini ad addormentarsi, ed è un rituale che trascende il tempo e le geografie, tessendo un filo invisibile tra generazioni e continenti. Non si tratta solo di una semplice canzone, ma di una forma di comunicazione profonda che tocca aspetti sensoriali, emotivi e affettivi, indispensabili per lo sviluppo e il benessere del bambino.

L'Essenza della Ninna Nanna: Più di un Semplice Canto

La ninna nanna è un canto popolare che viene dal cuore e presenta delle caratteristiche specifiche. Innanzitutto, viene cantata quando c’è un contatto corporeo, che trasmette oltre al messaggio uditivo una stimolazione plurisensoriale fatta di calore, di odore, di stimolazione vestibolare che accompagna il dondolio e facilita l’addormentamento. Anche quando il bambino non è tenuto in braccio c’è una vicinanza che porta, oltre al messaggio uditivo, anche quello affettivo visivo. Questo gesto, apparentemente semplice, è in realtà un complesso atto comunicativo che avvolge il bambino in un bozzolo di sicurezza e affetto.

La ninna nanna è una melodia dolce che aiuta i bambini ad addormentarsi, e le sue caratteristiche intrinseche sono pensate per questo scopo. Brevi cantilene ripetute con tempi lenti, con ritmo regolare, senza cambiamenti, con un’intensità di suono lieve, a predisporre il sonno del bambino. Attraverso il ritmo uniforme, la regolarità e la ripetizione delle parole, la semplicità della struttura musicale e l’andamento lento della melodia, le ninne nanne aiutano i bambini a crearsi dei modelli e a controllare le emozioni. Se, assieme al canto, una mamma addormenta i propri piccoli cullandoli, il movimento dondolante, stimolando il sistema vestibolare del bimbo, aumenta l’attenzione, contribuisce allo sviluppo dell’equilibrio e soddisfa il suo bisogno di movimento. Le madri tendono ad attirare l’attenzione del loro bambino cantando più velocemente all’inizio, per poi rallentare l’esecuzione e mantenere alta quell’attenzione, guidandolo dolcemente verso il sonno.

Bambino addormentato in braccio alla mamma

Chi canta sente inevitabilmente un richiamo al passato, ad un tempo precedente a cui attingere queste poche strofe imparate spesso in forma dialettale, perché appartenenti alla propria regione o paese di nascita. Ascoltate e riascoltate, mandate a memoria assieme al ricordo di quella voce particolare e della persona a cui apparteneva. Tradizionalmente, la ninna nanna viene cantata dalla mamma ma anche dalla nonna, dalle zie, dalle sorelle, e, secondo una conquista culturale del nostro tempo, anche dal padre, dal nonno eccetera. In passato, nella famiglia patriarcale, il canto della ninna nanna spettava alle donne della famiglia, non solamente alla mamma. Questa condivisione del compito evidenzia la natura comunitaria e tramandata di questo rito.

Un Eco dal Tempo: Storia e Origini Evolutive

La pratica di cantare ai bambini per conciliare il sonno è incredibilmente antica. Per l’antropologo Dean Falk, la comunicazione vocale attraverso la ninna nanna risale probabilmente a molto prima che venisse in uso il marsupio, più di un milione e mezzo di anni fa. Le madri preistoriche, infatti, quando dovevano occuparsi delle faccende quotidiane, mettevano a terra i loro neonati. Questi sicuramente avranno protestato piangendo e lamentandosi, non gradendo di essere separati, anche se momentaneamente, dalle loro mamme. È probabile che le madri «[…] abbiano iniziato a mantenere il contatto con i figli vocalmente. La voce rasserenante avrà ogni tanto sostituito il conforto dell’abbraccio, mentre la madre altrimenti occupata conciliava il sonno del bimbo, assicurandolo della sua presenza» (Dean Falk, Lingua madre).

Ricostruzione di una madre preistorica con il suo bambino

Questo scenario evolutivo suggerisce che la ninna nanna non è solo un’usanza culturale, ma una risposta istintiva e profondamente radicata al bisogno primario di sicurezza e attaccamento del bambino. I bimbi piccoli sono disposti a tutto pur di evitare la separazione dalla madre e per ristabilire il contatto fisico: urlano, scalciano, si aggrappano e piangono. Il pianto provoca l’empatia dell’adulto, innesca emozioni, sollecita una risposta. La ninna nanna, in questo contesto, emerge come uno strumento potente per gestire l'ansia da separazione e per riaffermare la presenza e l'amore del genitore, anche a distanza. Essa è una delle prime forme di comunicazione affettiva che il bambino sperimenta, un ponte sonoro tra il mondo esterno e il rifugio della voce familiare.

I Benefici Profondi: Dal Sonno allo Sviluppo

Il compito primario delle ninne nanne è proprio quello di rasserenare i bambini creando una situazione di totale relax, e l’effetto finale sarà ancor più rilassante e calmante se a cantarle, piuttosto della radio o del lettore cd, sono mamma e papà o anche nonni e nonne o fratelli e sorelle maggiori. Questo atto prezioso, rimboccare le coperte, leggere una storia, dare il bacio della buona notte e cantare una bella ninna nanna al proprio bambino, magari cullandolo dolcemente nel caso sia ancora neonato, è un rito a cui nessun genitore dovrebbe rinunciare. Le ninne nanne favoriscono il sonno tranquillo, aiutano lo sviluppo del linguaggio e rafforzano il legame emotivo con il genitore. Inoltre, alcune ninne nanne sono particolarmente efficaci per calmare i neonati che faticano ad addormentarsi.

Infografica sui benefici delle ninne nanne

Una ninna nanna è il modo perfetto per aiutare neonati e bambini a prendere sonno con dolcezza. Ma i benefici di questo rituale si estendono ben oltre la semplice induzione al sonno. Le ninne nanne sono canzoni speciali, si riconoscono anche se cantate in una lingua non familiare. Attraverso il ritmo uniforme, la regolarità e la ripetizione delle parole, la semplicità della struttura musicale, l’andamento lento della melodia, aiutano i bambini a crearsi dei modelli e a controllare le emozioni. Il movimento dondolante, stimolando il sistema vestibolare del bimbo, aumenta l’attenzione, contribuisce allo sviluppo dell’equilibrio e soddisfa il suo bisogno di movimento, elementi cruciali per lo sviluppo psicomotorio.

Inoltre, può facilitare la vita di ogni genitore sapere che le ninne nanne non hanno come unico scopo quello di far addormentare i bambini. Esse possono rivelarsi utili anche per le mamme, perché cantare una ninna nanna per bambini ha un effetto rilassante anche su chi la canta e può servire a distrarsi e a superare i momenti di noia, mentre si eseguono le ripetitive operazioni legate al prendersi cura del bambino. Infine, man mano che crescono, le ninne nanne possono essere utili per l’acculturazione dei propri bambini. Sono infatti un piccolo campionario di parole nuove che i bambini, a forza di sentirle ripetere dalla bocca di mamma e papà, memorizzeranno ed impareranno, inserendole nel loro piccolo vocabolario mentale. Esse, inoltre, rappresentano un originale approccio alla realtà che li circonda, fatto attraverso l’udito, contribuendo a formare la loro percezione del mondo in maniera delicata e rassicurante. La voce familiare, che li rassicura, li protegge e li culla mentre si abbandonano al mondo dei sogni, ha un effetto benefico per i figli, contribuisce a rinforzare il legame affettivo e donare loro maggiore fiducia in voi e in loro stessi.

La Voce Autentica Contro la Stereotipia Digitale

Il momento di andare a letto e dormire, sia per i neonati che per i bambini, può rappresentare un fattore di ansia e stress, soprattutto perché avviene la separazione dai genitori per diverse ore. Per questo motivo bisogna trovare un modo per fargli vivere serenamente questo momento e tranquillizzarli una volta giunta la sera. Tuttavia, nel panorama contemporaneo, si assiste a un cambiamento nelle abitudini serali. Ora le ninne nanne si ricordano sempre meno, perché più frequentemente vengono usati carillon di sola musica o anche registrazioni con canto vocale. Si carica lo strumento con una chiavetta, oppure ancora più velocemente si spinge un tasto e si lascia il bambino che ascolta, da solo, una voce che non è della famiglia, non è stanca della giornata trascorsa, non ha preoccupazioni per il giorno dopo, insomma una voce di melensa stereotipia, uguale a comando per tutte le occasioni.

Ninna nanne, voce e presenza: la musica dell'attesa (anche per i papà)

I moderni neo genitori preferiscono tante volte affidarsi alle note e alla voce di altre persone per far addormentare e dormire serenamente il proprio bambino, senza prestare attenzione al fatto che proprio le voci dei genitori spesso riescono a tranquillizzare bambini e neonati molto più facilmente e a farli addormentare con più serenità. L’abitudine di affidarci alla tecnologia sempre e comunque, in tutti gli aspetti, da quelli sociali e comunicativi fino a quelli più delicati della nostra vita, non dovrebbe riguardare la relazione personale tra genitore e figlio.

È sconsigliato tentare di far venire sonno ai bambini mettendoli davanti alla televisione o a dei giochi al computer: questo non farà altro che provocare in loro eccitazione e andrà a intaccare la qualità del sonno, perché le immagini che avranno guardato alla tv potrebbero rendere il sonno poco profondo e sereno. Nella società contemporanea, inoltre, i bambini sono sempre più sottoposti alle luci e alle stimolazioni degli schermi, che comportano per gli occhi una notevole fatica e sono fonte di stress per l’organismo, specie se si tratta di videogiochi o di immagini digitali ricche di movimento e di colore. Un altro metodo che non è consigliabile è quello di far addormentare i bambini in auto: in questo modo non si renderanno conto che è arrivato il momento della nanna, e non si abitueranno a dormire nel proprio lettino. Invece, l’elemento più potente e rassicurante resta la voce e la presenza del genitore.

La ninna nanna rappresenta un elemento appartenente da sempre alla tradizione popolare, come anche le favole e le fiabe, una peculiarità che sarebbe un peccato perdere a causa delle spesso caotiche dinamiche familiari attuali. Tra i vari rituali dell’addormentamento dunque, la ninna nanna dovrebbe occupare un posto privilegiato, preservando un patrimonio culturale inestimabile.

Il Ricco Repertorio: Tradizione, Innovazione e Universalità

Una mamma che si appresta a cantare per il suo bambino può disporre di un ricco repertorio che appartiene alla tradizione infantile italiana e straniera. In commercio si trovano diversi libri, piacevolmente illustrati e corredati di CD. Non serve essere brave cantanti e in ogni caso la voce della mamma è sicuramente più gradita ai bimbi e da preferire, perché portatrice di emozioni vere. Da sempre le ninne nanne, come tutta la cultura musicale popolare, si sono prestate a essere cambiate, mescolate tra loro, modificate nel testo o nel profilo melodico. Ogni mamma può dunque inventare una ninna nanna per il suo piccolino. Oppure, può cambiarne una che conosce, adattandola con la propria fantasia al suo mondo.

Un ricordo particolare è legato alla volta in cui il pianto di un figlio è durato per delle ore. Dopo aver cantato tutto il repertorio conosciuto, averlo cullato e coccolato a lungo, aver inventato rime e vocalizzazioni, non sapendo più cosa fare si è scelto una canzone che piaceva e si è iniziato a cantarla, avendo cura di rallentarla molto, di intonarla in una zona un po’ più acuta e di frammentarla con dei silenzi che via via si rendevano sempre più lunghi. Questo aneddoto dimostra come la creatività e l'adattabilità possano trasformare qualsiasi melodia in una ninna nanna efficace, se permeata di affetto. Il rito delle ninne nanne si protrae spesso per anni, evolvendo con la crescita del bambino.

Tra le più amate ninne nanne italiane ci sono:

  • "Ninna Nanna Stella stellina", composta da Lina Schwarz, è una delle ninne nanne più popolari in tutta Italia. Molte persone anziane l'hanno ascoltata nella loro infanzia.
  • "Ninna nanna ninna oh".
  • "Fra' Martino campanaro".
  • "Ninna Nanna del chicco del caffè".
  • "Ninna Nanna di Mary Poppins".
  • "Brilla brilla la stellina".
  • "Ninna Nanna di Bruno Lauzi".
  • "Ninna Nanna di Wendy in Peter Pan".

Alcune di queste canzoni contengono testi che evocano immagini dolci e rassicuranti, come in questa ninna nanna che parla del legame tra madre e figlio:"Ninna nanna, mamma tienimi con teNel tuo letto grande solo per un po'Una ninna nanna io ti canteròE se ti addormenti, mi addormenterò"

O questa che introduce elementi di fantasia e la dolcezza del sonno:"Ninna nanna, mamma insalata non ce n'èSette le scodelle sulla tavola del reNinna nanna, mamma ce n'è una anche per teDentro cosa c'è? Solo un chicco di caffè"

E ancora, una descrizione serena della notte:"Dormono le case, dorme la cittàSolo l'orologio suona e fa tic tacAnche la formica si riposa ormaiMa tu sei la mamma e non dormi mai"

Un altro esempio della tradizione italiana è "Nana Bobò", una bella ed antica ninna nanna della laguna veneta. Influenze balcaniche e bizantine sono evidenti nella struttura della canzone. Colei che canta augura salute e ricchezza all'amato bambino che non vuole dormire, menzionando una madre assente andata alla fontana a prendere dell'acqua, un'immagine evocativa della vita quotidiana di un tempo.

Un altro canto tradizionale è "Fai la Nanna, Mio Simone", proveniente dalla Toscana, che presenta all'inizio un tono esuberante, seguito da un ritmo più dolce e più appropriato per una canzone da culla. E dalla Toscana giunge anche "Fate la nanna, coscine di pollo", che molte madri italiane conoscono e usano, con un affettuoso paragone tra le gambette di un neonato e le "coscine di pollo".

Dal ricco folclore e dalle villotte friulane si annovera "Ninna nanna sette e venti", con versi come:"Cuant ch'in cîl a ven le gnot e chi sês aí bessôi,se tu no tu duars inmó, jê ti cjale fís tai vôi.Quando il cielo si oscura e che siete lì da soli,se tu non dormi ancora, lei ti guarda negli occhi…"Questa dolce e melodica ninna nanna descrive una madre che rimane a casa, per sorvegliare la cottura al forno di un tipo di pane chiamato focaccia, e ad occuparsi del suo bambino, mentre altre donne sono in piazza a conversare e passeggiare piacevolmente.

Esistono anche ninne nanne contemporanee, come la "Ninna nanna dei suoni e dei colori", composta in occasione del progetto europeo "Languages from the Cradle", a dimostrazione di come il genere continui a evolversi.

Per andare sul sicuro, i genitori possono rivolgersi ai grandi autori della musica classica del passato, come il compositore tedesco Johannes Brahms. Questi, per celebrare la nascita del secondo figlio di un’amica, scrisse una ninna nanna per pianoforte e voce dalla melodia lenta e dolce, diventata ormai un classico: la celebre "Ninna Nanna di Brahms". Provare quindi a far ascoltare al proprio bimbo le delicate composizioni di Mozart, magari il "Concerto n. 21 per pianoforte" (una ninna nanna è una melodia dolce che aiuta i bambini ad addormentarsi. Tra le più amate ci sono la Ninna Nanna di Brahms, Stella Stellina e Twinkle, Twinkle, Little Star), è un'ottima alternativa. In effetti, Mozart scrisse dodici variazioni su "Twinkle, Twinkle, Little star" (Brilla, brilla, stellina), catalogate come "Variazioni su Ah! Vous dirai-je, Maman". In caso di genitori con gusti più contemporanei, una scelta possibile è anche quella di una canzone moderna: molti genitori infatti, preferiscono preparare una playlist apposita, contenente musiche e testi selezionati delle canzoni più popolari del moderno panorama musicale italiano, per farle ascoltare ai propri bambini al momento della nanna. Come si spiegherà più avanti, esistono ninne nanne per ogni occasione e vedrete che anche voi vi divertirete a cambiare melodia anche in base al periodo dell’anno in cui vi trovate.

Le Ninne Nanne del Mondo: Un Mosaico Culturale Europeo

Le ninne nanne originali di quest'opera si ispirano a diverse forme tipiche del genere musicale. Accanto a nenie e filastrocche infantili tradizionali e canzoni in stile popolare, ci sono brani riferiti a un repertorio classico e brani vicini ad una sensibilità più moderna, tutti eseguiti da un'interprete femminile, con alcuni interventi di voci armonizzate. Nei testi troviamo temi e personaggi fiabeschi, elementi simbolici e figure legate al mondo della natura: un piccolo universo naïf, l'immaginario infantile dei sogni, espresso in un linguaggio semplice e delicato. È una proposta musicale dedicata ai più piccini e a tutte le mamme; con l'augurio che non si perda mai la consuetudine, antica e sempre incantevole, di accompagnare il sonno dei bambini con questa forma di comunicazione che è sonora, sensoriale, emotiva e affettiva.

La Commissione europea ha creato il progetto "Lullabies of Europe" per raccogliere tutte le ninne nanne nelle diverse lingue della Comunità per preservarne il patrimonio culturale, dimostrando il valore universale e la ricchezza di questo genere. Ninne nanne scritte da famosi compositori di musica classica prendono il nome di "berceuse", che è il termine francese per ninna nanna, come la "Berceuse" scritta da Fryderyk Chopin nel 1844, a testimonianza del loro valore artistico.

Ninne Nanne dalla Repubblica Ceca

In Moravia, František Sušil (1804-1868), prete ed attivista della rinascita nazionale ceca, raccolse vivaci ninne nanne come "Spi, Janíčku, spi" (Dormi, Janíček, dormi). Egli collezionò canti non solo in Moravia e Slesia, ma anche nei villaggi slavi dell'Austria. Questa ninna nanna usa il nome proprio di un bambino, Janíček, diminutivo familiare di Jan.

Un'altra ninna nanna, "Ukolébavka" (Ninna nanna), fu pubblicata nel 1633 ne ‘L'Informatorium della Scuola Infantile' di Johan Amos Comenius (1592 - 1670). Questo libro è probabilmente il primo trattato sullo sviluppo e l'educazione dei bambini fino a sei anni, nella famiglia. Comenius sottolineò, fra altre tematiche, la necessità di offrire stimoli sensoriali ed emozionali nella prima infanzia, riconoscendo già allora il ruolo fondamentale di pratiche come la ninna nanna.

"Hajej můj andílku" (Angioletto mio) è una delle ninnananne ceche più melodiose, raccolta inizialmente da Karel Jaromír Erben (1811-1870), scrittore romantico ceco, poeta e collezionista di canti popolari e fiabe cechi.

"Halí, dítě" (Fai la ninna, bambino) fu raccolta da František Bartoš (1837-1906), pedagogo ed etnografo che collezionò canti moravi. Dalla Moravia orientale, dove il dialetto viene influenzato dallo slovacco e i canti popolari sono simili a quelli slovacchi al di là del confine, proviene "Halaj, belaj, malučký" (Dormi, dormi, piccolo), un esempio di come le ninne nanne possano riflettere le influenze linguistiche e culturali di una regione.

Mappa delle ninne nanne europee

Ninne Nanne dalla Danimarca

Per i danesi, "Solen er så rød, mor" (Il sole è così rosso, mamma) è una ninna nanna classica. Tra le più popolari e considerate un classico delle ninne nanne danesi c'è "Elefantens vuggevise" (La ninna nanna dell'elefante). Il tema tratta degli animali esotici, il contenuto ed il testo sono semplici e di facile comprensione per un bambino. Per rendere questa canzone politicamente corretta, negli anni novanta fu sostituita la parola "negerdukkedreng" (bambolotto negro) con "kokosnød" (noce di cocco). Il testo della canzone fu scritto nel 1948 dallo scrittore e poeta Harald H.

"Godnatsang" (Canzone della buona notte), molto popolare, è stata composta da Sigurd Barrett (1967), pianista, compositore e conduttore di un programma televisivo per bambini in Danimarca, assieme a un suo collega, il musicista Steen Nikolaj Hansen. Sigurd di solito canta questa canzone alla fine del suo programma per bambini, e presenta un tema riguardante il sonno.

Un'altra ninna nanna, "Mues sang få Hansemand" (La canzone della mamma per il piccolo Hans), proviene dalla zona meridionale dello Jutland, è molto antica e non si conosce l'anno in cui fu composta. Non è però molto conosciuta in tutta la Danimarca, probabilmente a causa del fatto che fu scritta nel dialetto dello Jutland.

"Jeg vil tælle stjernerne" (Conterò le stelle) fu scritta nel 1951 dal famoso poeta e scrittore danese Halfdan Rasmussen (1915-2002), con la musica composta da Hans Dalgaard (1919 - 81).

Ninne Nanne dal Regno Unito e dalla Scozia

"Lavender's blue" (La lavanda è blu) è una canzone tradizionale usata come ninna nanna. Non si sa quando fu scritta o da chi, ma risale almeno al XVII secolo. Come molte ninne nanne, anche questa probabilmente è stata tramandata da una generazione all'altra ed ha subito modifiche nel tempo.

"By Baby Bunting" (Ciao, bimbo ‘fagottino’) è una gioiosa canzoncina tanto antica quanto le filastrocche inglesi. Nell'inglese antico, le ninne nanne erano chiamate "Byssinge" ed il prefisso "by" significava sonnellino. Le madri inglesi l'hanno cantata ai loro bambini e risulta familiare ovunque si parli la lingua inglese, con una melodia giunta fino ai nostri giorni senza variazioni. Come nelle ninne nanne di altri luoghi, la promessa di una ricompensa per un buon comportamento viene presentata al bambino. Nell'inglese odierno, la parola "bunting" potrebbe riferirsi a un tipo di uccello oppure a un panno soffice e spesso, aggiungendo un tocco di curiosità linguistica.

"Hush, little baby" (Ninna, nanna, piccolino) è un'altra ninna nanna tradizionale di cui non si conoscono gli autori. Si suppone che abbia origine nel Nord America, poiché il tipo di uccello menzionato nella canzone, il tordo beffeggiatore, si trova nel continente americano.

"Twinkle twinkle little star" (Brilla brilla stellina) è una delle più popolari filastrocche inglesi e combina la melodia di una canzone francese del 1761 "Ah! Vous dirai-je, Maman" con la poesia inglese "The Star" di Jane Taylor. La poesia, con strofe composte di coppie di versi in rima, fu pubblicata nel 1806 in "Rhymes for the Nursery", una raccolta di poesie di Jane Taylor e di sua sorella Ann. Il testo contiene cinque stanze, sebbene soltanto la prima sia largamente conosciuta.

La "Scottish Lullaby" (Ninna nanna scozzese) con l'aria "Cdul gu lo" (Dormi fino all'alba) proviene dai fieri clan delle Highlands scozzesi. Soltanto l'aria, e non i versi originali scozzesi, furono usati quando venne presentata una drammatizzazione di "Guy Mannering" di Sir Walter Scott. La storia delle Highlands e delle interminabili battaglie con cui i clan potevano preservare la loro sofferta indipendenza contro le schiaccianti disparità, sono evocate in questo primo canto per l'infanzia, dove il sogno concerne lo squillo di tromba e l'ideale è il coraggio, infondendo nel bambino i valori di una cultura guerriera ma al tempo stesso profonda.

Ninne Nanne dalla Grecia

"Νάνι μού το νάνι νάνι" (Ninna, mio caro, ninna, nanna) proviene dall'isola di Calimno, nel Dodecaneso. Quest'isola combina la bellezza delle montagne, l'aroma dell'origano e del timo con le acque cristalline. In questa ninna nanna, le parole sono influenzate dalla bellezza della natura. Calimno è anche famosa per le spugne e la produzione dell'olio d'oliva, il che spiega perché nella ninna nanna vengono menzionati gli ulivi ed il sole, elementi essenziali per gli abitanti di Calimno. Oltre alle parole ‘nani-nanì, qui si trova anche il suono ‘e e è, molto popolare e comune nelle ninne nanne greche.

Dalla montuosa Kastoria, città greca nella Macedonia Occidentale, è il luogo di origine di "Νάνι νάνι το παιδί μου" (Ninna, nanna, bambino mio). A Castoria vi sono molte aree coltivate e la regione è famosa specialmente per i vigneti, che non a caso sono citati nella ninna nanna. Vi sono anche molti allevamenti di bestiame e questo spiega i riferimenti all'agnello, alla capra e all'ovile. Un altro interessante elemento di questa composizione è l'uso di diminutivi, per esempio pecorella, capretta, ecc., che aggiungono tenerezza al canto.

"Ύπνε, που παίρνεις τα μικρά" (Sonno, che prendi i piccoli), originariamente creata nell'isola di Tasso (Egeo settentrionale), si ascolta in tutta la Grecia con numerose variazioni. L'elemento del ‘Sonno’ (‘Ύπνος') è centrale. In molte ninne nanne greche ci si rivolge al Sonno al quale gentilmente si richiede di prendere il bambino nelle sue braccia e di aiutarlo ad addormentarsi. Secondo la mitologia greca, ‘Ύπνος' era il dio del sonno. In questa ninna nanna si menzionano l'Est e l'Ovest ad indicare la vastità del mondo.

Un esempio di ninna nanna che nasce nell'Italia meridionale, dove popolazioni di lingua greca hanno abitato fin dall'VIII secolo a.C., è "Ύπνε μου, επάρε μού το" (Sonno caro, ti passo il mio bambino). Le prime colonie greche si stabilirono nelle regioni del Salento, in Calabria, a Taranto e a Metaponto. Queste aree hanno una vasta produzione di rose e forse per questo, nella ninna nanna, troviamo il riferimento alle rose ed al loro assortimento, unendo l'influenza greca con elementi del paesaggio italiano.

"Τζοιμάται ο ήλιος στα βουνά" (Il sole dorme sulle montagne), di tradizione greca, ebbe origine nell'isola di Egina, vicino ad Atene. Passata all'isola di Cipro, fu trasformata nel dialetto cipriota e vi si aggiunsero alcuni versi. La ninna nanna greca originale era formata soltanto dalla prima stanza. Non vi sono informazioni circa l'anno in cui fu creata o su chi abbia composto le rime e la musica. La ninna nanna parla del momento del tramonto, quando il sole e la pernice dormono ed anche i bambini dovrebbero dormire. La madre culla il suo bambino cercando di farlo addormentare, con un invito a parlare a bassa voce per non svegliarlo.

Ninne Nanne dalla Romania

"Culcă-te, puiuţ micuţ" (Addormentati, piccino mio) è un'antica ninna nanna della Romania occidentale e centrale (Cluj, Bihor, Năsăud), cantata ancora dalle donne che vivono in campagna e se ne possono ascoltare diverse versioni. Viene anche menzionata nei testi scolastici nella versione cantata da Maria Tănase (1913-1963), una famosa cantante folk rumena che contribuì grandemente a far conoscere la musica popolare rumena all'estero, rendendola un simbolo culturale.

"Nani, nani, puişor" (Ninna, nanna dolce piccolino mio) è usata in tutte le regioni della Romania. Inizia con le tipiche parole che inducono al sonno: "nani, nani". La madre si augura che il bambino dorma a lungo, fino a mezzogiorno del dì seguente. In rumeno, la parola "domani" corrisponde a "mâine", ma nella ninna nanna si può ascoltare un'antica variante, "mâni".

Il titolo di "Culcă-mi-te mititel" (Vai a dormire come un bimbo piccolino) è dato dal terzo verso della prima stanza invece che dal primo, poiché un'altra ninna nanna di questa selezione comincia con le stesse parole e si è voluto riservare a quest'ultima il titolo tratto dal primo verso. "Culcă-Mi-Te Mititel" è un antico canto per cullare i bambini, proveniente dalla regione della Montenia (Romania meridionale). La madre desidera che il suo bambino cresca e sia in grado di badare a pecore, agnelli ed anatroccoli nei campi. In campagna, i bambini giocano sempre con piccoli animali e fiori e, quando diventano un po’ più grandi, continuano a prendersene cura, riflettendo la vita rurale.

"Nani, nani, puiù mamii" (Ninna, nanna, il bambino della mamma) è un'altra ninna nanna molto antica, nata nelle regioni meridionali della Romania, in Oltenia. È breve e ripete specifiche parole per indurre il bambino alla quiete e al sonno: "nani" è una parola tipica delle ninnananne; "maică/maichii" significa mamma mia/della mamma. In rumeno è comune rivolgersi ai bambini con le parole "della mamma", per dimostrare affetto.

"Haia, haia, mică baia" (Haia, haia, il bagnetto) inizia con le parole "haia, haia" che suggeriscono l'atto del cullare o del mettersi a giocare. Il tema principale della ninna nanna è la ripetizione del numero ventuno. In rumeno, il numero venti si dice "douăzeci", ma nella ninnananna si può ascoltare "douăzăşi", il modo in cui si pronuncia nella regione del Banato, offrendo un'ulteriore sfumatura dialettale.

Ninne Nanne dalla Turchia

"Uyusun da büyüsün" (Che il mio bambino cresca mentre dorme) è inclusa nella categoria più estesa delle ninne nanne turche, quelle che esprimono auguri e desideri. In queste ninne nanne perlopiù è espresso il desiderio che il bambino si addormenti. Generalmente, esprimono ciò che la madre desidera per la sua bambina o per il suo bambino, inclusi benefici materiali come giocattoli, vestiti, cibi e bevande. Nella prima strofa di questa ninna nanna, la madre esprime il desiderio che la sua bambina cresca sana. È usata, inoltre, l'espressione onomatopeica "tıpısh tıpısh", per rendere il suono dei passi della bambina. Nella seconda strofa, la madre descrive le mani e le braccia della sua piccola decorate con l'henna. Una volta era molto comune per i turchi applicare l'henna sulle mani delle bambine in segno di benedizione.

"Babanın Ninnisi" (Ninna nanna del papà) è una ninna nanna moderna composta da Özge İlayda, a dimostrazione del ruolo crescente dei padri in questo rituale.

"Dandini Dandini Dastana" è una ninna nanna la cui prima strofa è conosciuta da quasi tutti in Turchia. È possibile cantarla con variazioni del primo verso o di quelli successivi. A prima vista, il verso iniziale può sembrare strano, in quanto il suo contenuto è piuttosto estraneo ai concetti che si hanno del mondo del bambino o della ninna nanna. Secondo alcune fonti (Karabaş, 1999:62), tuttavia, il significato è metaforico: "dana" (vitello) rappresenta il figlio, "bostan" (orto) è la vita, "bostancı" (giardiniere) sta per il padre e "lahana" (cavolo) rappresenta una ragazza che la madre del ragazzo non approva. Invoca il nome di Dio e chiede che lo tenga lontano dal malocchio. Elogiare la bellezza del bambino o della bambina è un tratto molto comune nelle ninne nanne turche. La madre usa diverse similitudini e paragona le labbra della sua bambina alle ciliegie, e le sopracciglia alla luna crescente o a una piuma. Per la madre, il suo bambino è più bello che qualsiasi altra cosa, perfino degli angeli, esprimendo un amore profondo e incondizionato attraverso immagini poetiche.

L'ampia varietà di ninne nanne, con i loro testi e melodie unici, sottolinea come questo canto sia un pilastro universale dell'infanzia, una dimostrazione che, indipendentemente dalla lingua o dalla cultura, l'amore e la cura dei genitori trovano sempre un modo per esprimersi nel modo più dolce e rassicurante.

tags: #ninna #nanna #della #buonanotte #testo