Chi non ha mai ascoltato o cantato una ninna nanna? Questa dolce melodia, presente in tutte le culture del mondo, accompagna i bambini nel sonno fin dai tempi più remoti. Ma cos’è esattamente una ninna nanna? Quali sono le sue origini e perché è così diffusa? Il termine “ninna nanna”, come attesta l’Accademia della Crusca fin dal 1612, designa una cantilena dal ritmo uniforme e modulato, con cui si cullano i bambini per indurli al sonno. L’espressione è onomatopeica e si pensa che riproduca il dondolio della culla.

Radici Etimologiche e Significato Profondo
Sia «ninna» che «nanna» sono termini che nel linguaggio infantile significano «sonno», ma se andiamo al significato principale del termine, già i latini parlando di nenia volevano indicare la cantilena, il linguaggio magico e il canto funebre. Il canto di culla era chiamato Lallum o Lallus e ancor oggi quando diciamo "lallare" indichiamo il suono che emettiamo quando dondoliamo il bambino che teniamo in braccio. Gli antichi romani cantavano «lalla lalla». Lo stesso termine per gli inglesi è lullaby, e l’assonanza con gli antichi non è casuale, mentre in francese è detto berceuse, nana per spagnoli e portoghesi, Wiegenlied per i tedeschi. La parola «dormire» per l’arabo, nella variante tunisina, è detto nänni mentre per gli egiziani lo stesso significato è riposto nel termine ninne. Le similitudini o le radici etimologiche simili della parola ninna nanna fanno supporre che fin dall’antichità cantare con un bambino tra le braccia era, in ogni luogo, uno dei gesti più naturali dell’uomo.
La Funzione dell'Inculturazione e del Legame
Cantare una nenia è un atto istintivo che rafforza il legame tra adulto e bambino. Come ha affermato l’etnomusicologo Roberto Leydi, la funzione della ninna nanna non è solo addormentare, ma anche avviare il processo di inculturazione. Il valore della ninna nanna risiede proprio in quel legame dialogante, un momento di intimità insostituibile che reca benefici a entrambi. Il ritmo lento e costante della ninna nanna (solitamente intorno ai 60-80 battiti al minuto) imita il battito cardiaco materno che il bambino percepiva nel grembo. Molte culture utilizzano melodie semplici o vocalizzi senza un testo definito. L’elemento fondamentale non sono le parole, ma la musicalità, il tono affettuoso della voce e la cadenza ritmica. Si può iniziare fin dalla nascita, e anche prima, poiché i neonati sono estremamente sensibili alla voce umana, in particolare a quella della madre, che riconoscono fin dai primi istanti di vita.

Una Prospettiva Storica e Antropologica
Per quanto ne sappiamo, le ninne nanne esistevano già nel 2000 a.C. Su una tavoletta di argilla delle dimensioni di un palmo risalente all’antica Babilonia (l’odierno Iraq) è riportata una ninna nanna scritta in caratteri cuneiformi. Jules Combarieu scrive: "Si tratta di un genere mai assente dal Folklore […] E non solo la tenerezza materna si è servita del canto per favorire il sonno: anche i conquistatori, i guerrieri, i cacciatori l'hanno adoperato contro il nemico o la preda, per colpire senza pericolo, o per liberarsi da un ostacolo". Ernesto De Martino, tra i massimi cultori italiani di etnologia, osservava che le ninnananne appaiono ricche di elementi cattolici, dalla Madonna ai santi, utilizzati per aiutare a incantare il sonno e assicurare efficacia al contenuto augurale. Oltre all'incantesimo del sonno, ha luogo qui anche un appassionato incantesimo della sorte, una trasfigurazione fiabesca della situazione reale e una anticipazione di destini fausti, dominati dal tema della ricchezza e della potenza.
Testimonianze dal Mondo: Dal Folklore alle Voci Locali
I testi verbali delle ninne nanne sono molto spesso costituiti da componimenti già esistenti che ben si adattano al repertorio infantile. Si tratta prevalentemente di ballate o strambotti dal contenuto amoroso, spesso con riferimenti ai modi, agli stili e ai comportamenti di vita quotidiana. Un esempio significativo è la ninna nanna lombarda conosciuta come Nani nanà.

Il testo di questo canto presenta evidenti richiami alla vita di cascina e alla difficile condizione femminile, quest’ultima evidenziata nel motivo, assai frequente, della scelta tra monacazione e matrimonio. La ninna nanna è interpretata da Natalina Bettinelli, una delle tre sorelle Bettinelli, note come le principali protagoniste del canto popolare cremasco. La registrazione del canto è stata realizzata il 25 aprile 1971 da Luisa Betri e Silvio Uggeri ed è raccolta all’interno del disco dedicato al repertorio delle sorelle Bettinelli E la partenza per me s’avvicina pubblicato nel 1972.
Ninna nanna prigioniera
Diversità Geografica e Patrimonio Culturale
La Commissione europea ha creato il progetto Lullabies of Europe per raccogliere tutte le ninna nanne nelle diverse lingue della Comunità per preservarne il patrimonio culturale. Esplorando diverse tradizioni:
- Tradizione Ceca: Ukolébavka, pubblicata nel 1633 ne ‘L'Informatorium della Scuola Infantile' di Johan Amos Comenius. Questo libro è probabilmente il primo trattato sullo sviluppo e l'educazione dei bambini fino a sei anni.
- Tradizione Danese: Elefantens vuggevise (La ninna nanna dell'elefante), classica e popolare, inizialmente contenente riferimenti oggi modificati per sensibilità moderna.
- Tradizione Anglosassone: Twinkle Twinkle Little Star, che combina la melodia di una canzone francese del 1761 con la poesia inglese The Star di Jane Taylor.
- Tradizione Greca: Numerose ninne nanne, come quelle di Calimno o Kastoria, fanno largo uso di elementi naturali (ulivi, vigneti) e richiami alla mitologia, citando il dio Hypnos (Sonno).
- Tradizione Rumena: Culcă-te, puiuţ micuţ, cantata in campagna e resa celebre dalla voce di Maria Tănase.
Oltre la Melodia: Simbologia e Critica Sociale
Una lettura non superficiale dei testi delle ninna-nanne ci offre una panoramica completa della vita femminile nella comunità, dei rapporti madre-figlia, del dramma esistenziale della donna che, per uscire da una situazione di obblighi familiari oppressivi, non aveva altra strada che sposarsi, andando incontro a obblighi ancora più oppressivi e vincolanti. In molte ninna-nanne emerge il tema della possessività materna; vengono fatte delle promesse al bambino, gli vengono suggerite fortune prossime o remote, basate sul concetto: "Dormi bambino, la tua mamma ti è vicina. Tuo padre è andato a caccia/in città/in osteria/al mercato".
Il Contrasto tra Tecnologia e Tradizione
Oggi, strumenti tecnologici come smartphone e tablet rischiano di sostituire il contatto diretto tra genitore e figlio. Sebbene possano offrire playlist e app dedicate, è importante ricordare che la tecnologia non può replicare il calore e la fusione comunicativa della voce di un genitore. La ninnananna sembra rappresentare il genere musicale più cantato al mondo. Ora le ninne nanne si ricordano sempre meno, poiché più frequentemente vengono usati carillon di sola musica o anche registrazioni con canto vocale; si carica lo strumento con una chiavetta, oppure ancora più velocemente si spinge un tasto e si lascia il bambino che ascolta, da solo, una voce che non è della famiglia. Si tratta di una voce di melensa stereotipia, uguale a comando per tutte le occasioni, che manca di quel legame dialogante, un momento di intimità insostituibile che reca benefici a entrambi.

Analisi Tecnica e Pedagogica
Una ninna nanna è una melodia rasserenante cantata ai bambini per farli addormentare. L'idea alla base della ninna nanna è che un canto eseguito da una voce familiare induce i bambini ad addormentarsi. Ninna nanne scritte da famosi compositori di musica classica prendono il nome di berceuse, come la Berceuse scritta da Fryderyk Chopin nel 1844 o la celebre Wiegenlied di Johannes Brahms. Emily Prokop, nel suo podcast The Story Behind, sottolinea che i toni tranquillizzanti e i ritmi dolci sembrano essere la ragione principale per cui una ninna nanna aiuti un bambino ad addormentarsi. Gli studi hanno dimostrato che, se a cantarle sono voci familiari al bambino, queste sono molto più efficaci nel calmarlo. Non solo, cantare i testi delle canzoni o persino recitare le filastrocche può favorire le prime capacità linguistiche. È stato dimostrato che la musica stessa è un valido aiuto all’apprendimento per i neonati e i bambini piccoli. Molte ninne nanne tradizionali di tutto il mondo sono scritte in tempo di valzer (3/4), che ricorda un po’ il dondolio di una culla.
La Ninna Nanna come Strumento Educativo
La ninnananna è un canto popolare che viene dal cuore e presenta delle caratteristiche specifiche: innanzitutto viene cantata quando c’è un contatto corporeo, che trasmette oltre al messaggio uditivo una stimolazione plurisensoriale fatta di calore, di odore, di stimolazione vestibolare che accompagna il dondolio e facilita l’addormentamento. Anche quando il bambino non è tenuto in braccio c’è una vicinanza che porta oltre al messaggio uditivo anche quello affettivo visivo. Chi canta sente inevitabilmente un richiamo al passato, ad un tempo precedente a cui attingere queste poche strofe imparate spesso in forma dialettale, perché appartenenti alla propria regione o paese di nascita. Ascoltate e riascoltate, mandate a memoria assieme al ricordo di quella voce particolare e della persona a cui apparteneva. Proprio perché le ninne nanne appartengono a tutte le culture del mondo e sono presenti nell'esperienza di tutti i bambini, esse sono state utilizzate spesso per progetti scolastici interculturali, utili per lavorare sulla scoperta e sulla storia della propria identità per poi confrontarla con quella di altri, in un mondo sempre più connesso ma talvolta distante dal calore delle radici popolari.