Il mondo delle ninne nanne è vasto e antico, un ponte sonoro che collega generazioni e culture, un linguaggio universale che calma e rassicura. Spesso si dà per scontato il loro significato, dimenticando che le canzoni, le filastrocche e persino le fiabe non sono sempre state così adatte alle famiglie come lo sono oggi, e che alcune sono addirittura macabre e spaventose. Basti pensare alla tragedia di un ramo d’albero che si spezza e di un bambino che cade da esso, che cantiamo senza pensare in “Rock-a-bye Baby”. Tuttavia, il loro potere di indurre il sonno e di creare un legame profondo è innegabile. Una delle ninne nanne più conosciute, amata e cantata in ogni angolo del globo, è indubbiamente la “Ninna nanna” di Brahms, nota anche come “Canzone della culla”. La sua melodia delicata e il suo ritmo rassicurante hanno fatto addormentare innumerevoli bambini dal 1868 ad oggi, suonata da carillon, CD o servizi di streaming, o semplicemente cantata dai genitori. Ma quali sono le origini di questa e di altre melodie così importanti per l'infanzia?

Le Radici Profonde delle Ninne Nanne: Un Canto Antico Come l'Uomo
Le ninne nanne esistevano già nel 2000 a.C. Su una tavoletta di argilla delle dimensioni di un palmo risalente all’antica Babilonia (l’odierno Iraq) è riportata una ninna nanna scritta in caratteri cuneiformi, a dimostrazione della loro antichissima presenza nella storia umana. La ninnananna sembra rappresentare il genere musicale più cantato al mondo. Di ninnenanne se ne trovano infatti moltissime nella cultura popolare di tutti i popoli. L'idea alla base della ninna nanna è che un canto eseguito da una voce familiare induce i bambini ad addormentarsi. I toni tranquillizzanti e i ritmi dolci sembrano essere la ragione per cui una ninna nanna aiuti un bambino ad addormentarsi. Gli studi hanno dimostrato che se a cantarle sono voci familiari al bambino, queste ninne nanne sono più efficaci nel calmarlo.
Quando il bambino è nel grembo materno, non può percepire molto dall’esterno. Ma l’altro suono che il bambino sente prima della nascita è la voce della madre. Anche se questa gli giunge ovattata, il bambino ne è consapevole e si dice che le ninne nanne cantate dalla madre possano fungere da ponte tra la vita nel grembo materno e quella al di fuori di esso. Questo può funzionare anche se, mentre è nell’utero, il bambino è esposto continuamente anche ad altre voci. Si narra persino di un fratello che cantava ogni sera “You Are My Sunshine” alla sorellina mentre era nella pancia della madre; quando la bimba nacque con problemi di salute e sembrava che non ce l’avrebbe fatta, fu proprio la voce del fratello che cantava per lei a far risalire i suoi parametri vitali e farla guarire miracolosamente.
Non è solo un modo per far addormentare un bimbo. Una ninna nanna è molto di più. Aiuta nel bonding mamma-bimbo, migliora le competenze linguistiche, favorisce l'attenzione e la memorizzazione. Non solo, cantare i testi delle canzoni o persino recitare le filastrocche può favorire le prime capacità linguistiche. È stato dimostrato che la musica stessa è un valido aiuto all’apprendimento per i neonati e i bambini piccoli. Una caratteristica che permette di riconoscere una ninna nanna è il ritmo. È il ritmo del valzer, che ricorda un po’ il dondolio di una culla, e molte ninne nanne tradizionali di tutto il mondo sono scritte in questo modo. Ad esempio, il testo di “Good Night” o “Golden Slumbers” dei Beatles può avere più senso come ninna nanna, ma le canzoni “Lucy in the Sky with Diamonds” o “Norwegian Wood” potrebbero essere più efficaci per via del loro ritmo in 3/4.
♫♫♫ 12 Ore Ninne Nanne di Mozart ♫♫♫ Musica per Dormire Bambini e Neonati, Musica per Bambini
Etimologia e Significato Universale del Sonno
Da un punto di vista etimologico, il termine ninnananna è definito, nell’enciclopedia Treccani, come una “Nenia, cantilena dal ritmo monotono e cadenzato, con la quale si cullano i bambini cercando di addormentarli (e nella quale le parole ninna nanna ricorrono frequenti come intercalare): cantare la ninnananna. In musica, breve componimento musicale, in movimento moderato, ritmo pari, misura generalmente di 6/8, ispirato alle nenie che si cantano ai bambini: una n. di Mozart, di Chopin”. Sia «ninna» che «nanna» sono termini che nel linguaggio infantile significano «sonno», ma “se andiamo al significato principale del termine, già i latini parlando di nenia volevano indicare la cantilena, il linguaggio magico e il canto funebre. Il canto di culla era chiamato Lallum o Lallus e ancor oggi quando diciamo lallare indichiamo il suono che emettiamo quando dondoliamo il bambino che teniamo in braccio o è dolcemente posto nella culla ondulante per facilitargli il sonno. Gli antichi romani cantavano «lalla lalla»”.
Lo stesso termine per gli inglesi è “lullaby”, e l’assonanza con gli antichi non è casuale, mentre in francese è detto “berceuse”, “nana” per spagnoli e portoghesi, “Wiegenlied” per i tedeschi. La parola «dormire» per l’arabo, nella variante tunisina, è detto “nänni” mentre per gli egiziani lo stesso significato è riposto nel termine “ninne”. Le similitudini o le radici etimologiche simili della parola ninna nanna fanno supporre che fin dall’antichità cantare con un bambino tra le braccia era, in ogni luogo, uno dei gesti più naturali dell’uomo: “Nanna” nel linguaggio dei bambini o parlando ai bambini, significa il dormire, il sonno. “Nanna” preceduto da “ninna” identifica, come tutti sanno, quel particolare testo (filastrocca, nenia, cantilena) da sempre usato dalle mamme per favorire la calma, la rassicurazione e la fiducia del bambino nel momento del passaggio dalla veglia al sonno. È interessante notare come la parola italiana “Ninnananna” fosse compresa già nel “dizionario dell’Accademia della Crusca del 1612 che la attribuiva alle balie”.
Johannes Brahms e il Suo Immortale "Wiegenlied"
La più famosa tra le ninna nanne d’”arte” è sicuramente “Wiegenlied” di Johannes Brahms. Johannes Brahms è stato un compositore, pianista e direttore d’orchestra tedesco del periodo tardo-romantico. Nato ad Amburgo, in Germania, è stato un compositore del 1800. Secondo di tre figli, la sua famiglia è di modeste origini. Il compositore tedesco era esponente della cultura musicale e artistica del Romanticismo ma era anche romantico e intimista dal punto di vista del carattere e dei rapporti con amiche e conoscenti. Nonostante questo tuttavia non si sposò mai, preferendo i rapporti di amicizia e di rispetto alle costrizioni dell’amore.
“Guten Abend, gute Nacht: questo il titolo originale della composizione di Johannes Brahms, datata 1868”. “Guten Abend, gute Nacht (Buona sera, buona notte), Wiegenlied (Ninna-nanna) op. 49 n° 4, è una composizione in Mi bemolle maggiore per voce e pianoforte di Johannes Brahms, scritta nel 1868, che fa parte della raccolta di cinque Lieder op. 49”. La ninna nanna fu pubblicata nel novembre 1868 insieme ad altri quattro lieder. Il titolo ufficiale è “Wiegenlied, Opus 49, No. 4”.

La Storia Intima Dietro la Composizione
Brahms dedicò il lied a Bertha Porubszky in occasione della nascita del secondo figlio. In una ricerca, è stato notato che proprio perché le ninnenanne appartengono a tutte le culture del mondo e che sono presenti nell’esperienza di tutti i bambini, esse sono state utilizzate spesso per progetti scolastici interculturali, ma principalmente per quelli rivolti alla scuola dell’infanzia. Io ho pensato invece di utilizzarle con i più grandi della scuola primaria in modo da lavorare sulla scoperta e sulla storia della propria identità per poi confrontarla con quella di altri compagni, meno fortunati di noi, che vivono in paesi lontani.
La ninna nanna di Brahms fu scritta dal compositore tedesco per una certa Berta Faber in occasione della nascita del suo secondo figlio. Nella lettera che accompagna la canzone inviata a Bertha, il grande compositore scrisse: “[La signora] Bertha si renderà conto che ho scritto Wiegenlied per il suo piccolo; troverà giusto, come me, che mentre lei canta ad Hans per addormentarlo, suo marito le canti e sussurri una canzone d’amore. A proposito, Frau Bertha mi farebbe un favore se prima o poi potesse procurarmi la musica e le parole per la suddetta canzone d’amore ('Du meinst wohl, Du glaubst wohl')”.
In una composizione semplice come “Wiegenlied”, Brahms riesce a fare allusioni private che solo Bertha potrà cogliere. Quella che riconosciamo come la ninna nanna è la melodia principale della composizione cantata dalla voce solista. Poi c’è la parte suonata dal pianoforte che contiene un controcanto. È a questa contromelodia che Brahms si riferisce nella sua lettera come alla parte che Artur avrebbe potuto cantare a sua moglie mentre lei cantava a suo figlio. Questa contromelodia si basa su un’opera precedente scritta nel 1840 dal compositore Alexander Baumann. L’opera originale si chiamava “S’Is Anderscht”, ed era un duetto che raccontava la storia di un pastorello e della sua amante. La musica popolare e i racconti popolari surrogati erano di gran moda durante l’era romantica. Le danze ungheresi di Brahms rientrano in questa stessa categoria. Questa particolare canzone aveva un significato speciale per Brahms. Era stato uno dei preferiti di Bertha durante il suo soggiorno ad Amburgo, e lei glielo cantava durante le loro lunghe passeggiate. Brahms, dunque, modificò una canzone che gli ricordava il suo antico amore per Bertha, sapendo che lei l’avrebbe riconosciuta. Il testo originale adottato dall’autore, in tedesco, è di origine medioevale. La prima parte è il testo originale ed è di origine medioevale. Le parole vere e proprie della ninna nanna provengono da una raccolta di canzoni popolari e poesie popolari intitolata “Des Knaben Wunderhorn”.
La prima rappresentazione pubblica della ninna nanna di Brahms ebbe luogo a Vienna il 22 dicembre 1869. Clara Schumann suonò la parte del pianoforte. Quando scrisse il brano Brahms non avrebbe mai potuto immaginarne il grande successo che fu immediato. La canzone si diffuse, già ai tempi del compositore, in tutti i tipi di arrangiamenti. A un certo punto, in tipico stile brahmsiano, si lamentò con il suo editore: “Perché non fare una nuova edizione in tonalità minore per bambini cattivi o malati?”. Brahms usò una variazione della melodia nel primo movimento della Sinfonia n. 2 in Re maggiore, op. 73. Stesse caratteristiche le trovi in “Oh mia cara clementine”.

Altre Ninne Nanne Iconiche e la Loro Storia
Ninne nanne scritte da famosi compositori di musica classica prendono il nome di “berceuse”, che è il termine francese per ninna nanna, come la “Berceuse” scritta da Fryderyk Chopin nel 1844. Oltre alla ninna nanna di Brahms, esistono molte altre melodie che hanno cullato generazioni. Per quanto riguarda “Twinkle, Twinkle, Little Star”, questa è comunemente attribuita a Mozart, ma la melodia deriva in realtà da una vecchia canzone francese. Mozart compose una serie di dodici variazioni basate su questa melodia, probabilmente mentre si trovava a Parigi nel 1778, e le fu aggiunto il testo di una poesia intitolata “The Star” della poetessa inglese Jane Taylor. “Twinkle twinkle little star (Brilla brilla stellina)” è una delle più popolari filastrocche inglesi e combina la melodia di una canzone francese del 1761 “Ah! Vous dirai-je, Maman” con la poesia inglese “The Star” di Jane Taylor. La poesia, con strofe composte di coppie di versi in rima, fu pubblicata nel 1806 in “Rhymes for the Nursery”, una raccolta di poesie di Jane Taylor e di sua sorella Ann. Il testo contiene cinque stanze, sebbene soltanto la prima è largamente conosciuta. Mozart scrisse dodici variazioni su “Twinkle, Twinkle, Little star (Brilla, brilla, stellina)”, catalogate come “Variazioni su Ah! Vous dirai-je, Maman”, K. 265/300e.
Le origini di “Rock-a-bye Baby” e “Hush Little Baby”, invece, sono varie e difficili da individuare, ma la versione R&B di quest’ultima, scritta e registrata da Inez e Charlie Foxx e resa popolare da James Taylor e Carly Simon, è diventata più una canzone romantica che una vera e propria ninna nanna.
Un Patrimonio Culturale: Le Ninne Nanne d'Europa e del Mondo
La Commissione europea ha creato il progetto "Lullabies of Europe" per raccogliere tutte le ninna nanne nelle diverse lingue della Comunità per preservarne il patrimonio culturale. Questo impegno evidenzia l'importanza di queste melodie non solo per il sonno dei bambini, ma come espressione autentica delle tradizioni e dell'identità di un popolo.

Repubblica Ceca: Melodie e Storie
In Moravia, František Sušil (1804-1868), prete ed attivista della rinascita nazionale ceca, raccolse vivaci ninne nanne come “Spi, Janíčku, spi (Dormi, Janíček, dormi)”. Egli raccolse canti anche in Slesia ed anche nei villaggi slavi dell’Austria. Questa ninna nanna usa il nome proprio di un bambino, Janíček, che è usato familiarmente per il nome maschile Jan, molto comune. Un'altra composizione significativa è “Ukolébavka (Ninna nanna)”, pubblicata nel 1633 ne ‘L’Informatorium della Scuola Infantile’ di Johan Amos Comenius (1592-1670). Questo libro è probabilmente il primo trattato sullo sviluppo e l’educazione dei bambini fino a sei anni, nella famiglia. Comenius sottolineò, fra altre tematiche, la necessità di offrire stimoli sensoriali ed emozionali nella prima infanzia. “Hajej můj andílku (Angioletto mio)” è una delle ninnananne ceche più melodiose, raccolta inizialmente da Karel Jaromír Erben (1811-1870), scrittore romantico ceco, poeta e collezionista di canti popolari e fiabe cechi. Infine, “Halí, dítě (Fai la ninna, bambino)” fu raccolta da František Bartoš (1837-1906), pedagogo ed etnografo che collezionò canti moravi. Dalla Moravia orientale proviene “Halaj, belaj, malučký (Dormi, dormi, piccolo)”, dove il dialetto viene influenzato dallo slovacco e i canti popolari sono simili a quelli slovacchi al di là del confine.
Danimarca: Storie di Elefanti e Stelle
Per i danesi, “Solen er så rød, mor (Il sole è così rosso, mamma)” è una ninna nanna classica. “Elefantens vuggevise (La ninna nanna dell’elefante)” è una delle ninna nanne più popolari ed è considerata un classico delle ninna nanne danesi. Il tema tratta degli animali esotici, il contenuto ed il testo sono semplici e di facile comprensione per un bambino. Per rendere questa canzone politicamente corretta, negli anni novanta fu sostituita la parola “negerdukkedreng” (bambolotto negro) con “kokosnød” (noce di cocco). Il testo della canzone fu scritto nel 1948 dallo scrittore e poeta Harald H. “Godnatsang (Canzone della buona notte)” vede testi e musica composti da Sigurd Barrett (1967), pianista, compositore e conduttore di un programma televisivo per bambini in Danimarca, assieme a un suo collega, il musicista Steen Nikolaj Hansen. Sigurd di solito canta questa canzone alla fine del suo programma per bambini. Questa ninna nanna presenta un tema riguardante il sonno. “Mues sang få Hansemand (La canzone della mamma per il piccolo Hans)” proviene dalla zona meridionale dello Jutland, è molto antica e non si conosce l’anno in cui fu composta. Non è però molto conosciuta in tutta la Danimarca e questo si deve probabilmente al fatto che fu scritta nel dialetto dello Jutland. “Jeg vil tælle stjernerne (Conterò le stelle)” fu scritta nel 1951 dal famoso poeta e scrittore danese Halfdan Rasmussen (1915-2002). La musica di questa ninnananna fu composta da Hans Dalgaard (1919-1981).
Regno Unito: Tradizioni e Simboli
“Lavender’s blue (La lavanda è blu)” è una canzone tradizionale usata come ninna nanna. Non si sa quando fu scritta o da chi, ma risale almeno al XVII secolo. Come molte ninna nanne, anche questa probabilmente è stata tramandata da una generazione all’altra ed ha subito modifiche nel tempo. “By Baby Bunting (Ciao, bimbo ‘fagottino’)” è un’altra melodia antica. Nell’inglese antico, le ninna nanne erano chiamate “Byssinge” ed il prefisso “by” significava sonnellino. Questa gioiosa canzoncina è tanto antica quanto le filastrocche inglesi. Le madri inglesi l’hanno cantata ai loro bambini e risulta familiare ovunque si parli la lingua inglese. La melodia è giunta fino ai nostri giorni senza variazioni. Come nelle ninna nanne di altri luoghi, la promessa di una ricompensa per un buon comportamento viene presentata al bambino. Nell’inglese odierno, la parola “bunting” potrebbe riferirsi a un tipo di uccello oppure a un panno soffice e spesso. “Hush, little baby (Ninna, nanna, piccolino)” è un’altra ninna nanna tradizionale di cui non sappiamo chi compose la musica o chi scrisse le parole. Si suppone che abbia origine nel nord America, poiché il tipo di uccello menzionato nella canzone, il tordo beffeggiatore, si trova nel continente americano. La “Scottish Lullaby (Ninna nanna scozzese)” è una melodia tradizionale che proviene dai fieri clan delle Highlands scozzesi. Soltanto l’aria “Cdul gu lo” (Dormi fino all’alba) e non i versi originali scozzesi furono usati quando venne presentata una drammatizzazione di “Guy Mannering” di Sir Walter Scott. La storia delle Highlands e delle interminabili battaglie con cui i clan potevano preservare la loro sofferta indipendenza contro le schiaccianti disparità, sono evocate in questo primo canto per l’infanzia. Il sogno concerne lo squillo di tromba e l’ideale è il coraggio.
Grecia: Echi della Mitologia e della Natura
“Νάνι μού το νάνι νάνι (Ninna, mio caro, ninna, nanna)” proviene dall’isola di Calimno, una delle isole del Dodecaneso, situata a Sud-Est dell’Egeo. Quest’isola combina la bellezza delle montagne, l’aroma dell’origano e del timo con le acque cristalline. In questa ninna nanna, in particolare, le parole sono influenzate dalla bellezza della natura. Calimno è anche famosa per le spugne e la produzione dell’olio d’oliva, il che spiega perché nella ninna nanna vengono menzionati gli ulivi ed il sole, elementi essenziali per gli abitanti di Calimno. Oltre alle parole ‘nani-nanì, abbiamo qui anche il suono ‘e e è’ che è molto popolare e comune nelle ninna nanne greche. “Νάνι νάνι το παιδί μου (Ninna, nanna, bambino mio)” ha origine nella montuosa Kastoria, città greca situata nella Macedonia Occidentale. A Castoria vi sono molte aree coltivate e la regione è famosa specialmente per i vigneti, che non a caso sono citati nella ninna nanna. Vi sono anche molti allevamenti di bestiame e questo spiega i riferimenti all’agnello, alla capra e all’ovile. Un altro interessante elemento di questa composizione è l’uso di diminutivi, per esempio pecorella, capretta, ecc.
“Ύπνε, που παίρνεις τα μικρά (Sonno, che prendi i piccoli)” originariamente creata nell’isola di Tasso (Egeo settentrionale), si ascolta in tutta la Grecia con numerose variazioni. L’elemento del ‘Sonno’ (‘Ύπνος’) è centrale. In molte ninna nanne greche ci si rivolge al Sonno al quale gentilmente si richiede di prendere il bambino nelle sue braccia e di aiutarlo ad addormentarsi. Secondo la mitologia greca, ‘Ύπνος’ era il dio del sonno. In questa ninna nanna si menzionano l’Est e l’Ovest ad indicare la vastità del mondo. “Ύπνε μου, επάρε μού το (Sonno caro, ti passo il mio bambino)” nasce nell’Italia meridionale. Popolazioni di lingua greca hanno abitato quella parte dell’Italia fin dall’VIII secolo a.C., quando le prime colonie greche si stabilirono nelle regioni del Salento, in Calabria, a Taranto e a Metaponto. Queste aree hanno una vasta produzione di rose e forse per questo, nella ninnananna, troviamo il riferimento alle rose ed al loro assortimento. “Τζοιμάται ο ήλιος στα βουνά (Il sole dorme sulle montagne)” di tradizione greca, ebbe origine nell’isola di Egina, situata vicino alla città di Atene. Passata all’isola di Cipro, fu trasformata nel dialetto cipriota e vi si aggiunsero alcuni versi. La ninna nanna greca originale era formata soltanto dalla prima stanza. Non vi sono informazioni circa l’anno in cui fu creata o su chi abbia composto le rime e la musica. La ninna nanna parla del momento del tramonto, quando il sole e la pernice dormono ed anche i bambini dovrebbero dormire. La madre culla il suo bambino cercando di farlo addormentare. Bisogna parlare al bambino a bassa voce, per non svegliarlo.
Italia: Tradizione e Modernità
“Nana Bobò” è una bella ed antica ninna nanna della laguna veneta. Influenze balcaniche e bizantine sono evidenti nella struttura della canzone. Colei che canta, augura salute e ricchezza all’amato bambino che non vuole dormire. La madre non è presente, è andata alla fontana a prendere dell’acqua. “Fai la Nanna, Mio Simone” è un esempio delle ninna nanne tradizionali italiane. Questa canzone proviene dalla Toscana e presenta, all’inizio, un tono esuberante, seguito da un ritmo più dolce e più appropriato per una canzone da culla. “Ninna nanna sette e venti. Cuant ch’in cîl a ven le gnot e chi sês aí bessôi, se tu no tu duars inmó, jê ti cjale fís tai vôi. Quando il cielo si oscura e che siete lì da soli, se tu non dormi ancora, lei ti guarda negli occhi…” Questa dolce melodica ninna nanna fa parte del ricco folclore e delle villotte friulane. Altre donne sono in piazza a conversare e passeggiare piacevolmente, ma la madre rimane a casa, per sorvegliare la cottura al forno di un tipo di pane chiamato focaccia, e ad occuparsi del suo bambino. “Stella stellina”, composta da Lina Schwarz, è una delle ninna nanne più popolari in tutta l’Italia. Quando abbiamo chiesto a persone anziane se avessero ascoltato questa canzoncina nella loro infanzia, la risposta è stata positiva. “Fate la nanna, coscine di pollo”. Molte madri italiane conoscono questa ninna nanna toscana che viene usata di solito senza alcuna variazione di testo. Con un po’ di fantasia, possiamo pensare alle gambette di un bambino appena nato e paragonarle affettuosamente alle coscine di pollo. Infine, la “Ninna nanna dei suoni e dei colori” è una ninna nanna contemporanea, composta in occasione del progetto europeo Languages from the Cradle.
Romania: Dal Folclore alla Voce di Maria Tănase
“Culcă-te, puiuţ micuţ (Addormentati, piccino mio)” è un’antica ninna nanna della Romania occidentale e centrale (Cluj, Bihor, Năsăud), cantata ancora dalle donne che vivono in campagna e se ne possono ascoltare diverse versioni. Viene anche menzionata nei testi scolastici nella versione cantata da Maria Tănase (1913-1963), una famosa cantante folk rumena che contribuì grandemente a far conoscere la musica popolare rumena all’estero. “Nani, nani, puişor (Ninna, nanna dolce piccolino mio)” è usata in tutte le regioni della Romania. Inizia con le tipiche parole che inducono al sonno: nani, nani. La madre si augura che il bambino dorma a lungo, fino a mezzogiorno del dì seguente. In rumeno, la parola domani corrisponde a “mâine”, ma nella ninna nanna si può ascoltare un’antica variante, “mâni”. “Culcă-mi-te mititel (Vai a dormire come un bimbo piccolino)” è un antico canto per cullare i bambini, proveniente dalla regione della Montenia (Romania meridionale). Il titolo è dato dal terzo verso della prima stanza invece che dal primo, poiché la quarta ninna nanna di questa selezione comincia con le stesse parole e si è voluto riservare a quest’ultima il titolo tratto dal primo verso. La madre desidera che il suo bambino cresca e sia in grado di badare a pecore, agnelli ed anatroccoli nei campi. In campagna, i bambini giocano sempre con piccoli animali e fiori e, quando diventano un po’ più grandi, continuano a prendersene cura. “Nani, nani, puiù mamii (Ninna, nanna, il bambino della mamma)” è un’altra ninna nanna molto antica, nata nelle regioni meridionali della Romania, in Oltenia. È breve e ripete specifiche parole per indurre il bambino alla quiete e al sonno: “nani” è una parola tipica delle ninnananne; “maică/maichii” significa mamma mia/della mamma. In rumeno è comune rivolgersi ai bambini con le parole della mamma, per dimostrare affetto. “Haia, haia, mică baia (Haia, haia, il bagnetto)” inizia con le parole “haia, haia” che suggeriscono l’atto del cullare o del mettersi a giocare. Il tema principale della ninna nanna è la ripetizione del numero ventuno. In rumeno, il numero venti si dice “douăzeci”, ma nella ninnananna si può ascoltare “douăzăşi”, il modo in cui si pronuncia nella regione del Banato.
Turchia: Auguri e Metafore
“Uyusun da büyüsün (Che il mio bambino cresca mentre dorme)” è inclusa nella categoria più estesa delle ninna nanne turche, quelle che esprimono auguri e desideri. In queste ninna nanne perlopiù è espresso il desiderio che il bambino si addormenti. Generalmente, esprimono ciò che la madre desidera per la sua bambina o per il suo bambino, inclusi benefici materiali come giocattoli, vestiti, cibi e bevande. Nella prima strofa di questa ninna nanna, la madre esprime il desiderio che la sua bambina cresca sana. È usata, inoltre, l’espressione onomatopeica “tıpısh tıpısh”, per rendere il suono dei passi della bambina. Nella seconda strofa, la madre descrive le mani e le braccia della sua piccola decorate con l’henna. Una volta era molto comune per i turchi applicare l’henna sulle mani delle bambine in segno di benedizione. “Babanın Ninnisi (Ninna nanna del papà)” è una ninna nanna moderna composta da Özge İlayda.
“Dandini Dandini Dastana (Dandini Dandini Dastana)”. Quasi tutti in Turchia conoscono la prima strofa di questa ninna nanna. È possibile cantarla con variazioni del primo verso o di quelli successivi. A prima vista, il verso iniziale può sembrare strano, in quanto il suo contenuto è piuttosto estraneo ai concetti che si hanno del mondo del bambino o della ninna nanna. Secondo alcune fonti (Karabaş, 1999:62), tuttavia, il significato è metaforico: “dana” (vitello) rappresenta il figlio, “bostan” (orto) è la vita, “bostancı” (giardiniere) sta per il padre e “lahana” (cavolo) rappresenta una ragazza che la madre del ragazzo non approva. Invoca il nome di Dio e chiede che lo tenga lontano dal malocchio. Elogiare la bellezza del bambino o della bambina è un tratto molto comune nelle ninna nanne turche. La madre usa diverse similitudini e paragona le labbra della sua bambina alle ciliegie, e le sopracciglia alla luna crescente o a una piuma. Per la madre, il suo bambino è più bello che qualsiasi altra cosa, perfino degli angeli. “Sen bir güzel meleksin (Sei un magnifico angelo)” è un’altra ninna nanna che esalta la bellezza del bambino.