Il neonato agitato durante la poppata al biberon: comprendere le cause e trovare soluzioni efficaci

Il momento del pasto dovrebbe essere un’occasione di serenità e nutrimento per il neonato, ma a volte può trasformarsi in un’esperienza stressante se il piccolo inizia a piangere mentre mangia. I genitori si trovano spesso a dover interpretare il motivo di questo disagio, cercando soluzioni per rendere il pasto più piacevole e meno frustrante. Quando si riscontrano problemi di allattamento, la cosa migliore da fare è rivolgersi a qualcuno di competente per aiuto e consiglio; le ostetriche sono tra le figure più adatte. Avere a che fare con un neonato che non vuole mangiare può destare preoccupazione, ma è bene tenere a mente che questo atteggiamento è piuttosto comune, generalmente transitorio, e non sempre indice di disturbi gravi.

illustrazione di una madre che allatta con tranquillità

Interpretare il pianto: il linguaggio del disagio

Il pianto è il principale strumento di comunicazione di un neonato. Quando un bambino piange mentre mangia, sta cercando di segnalare un disagio che può avere origini diverse. Alcuni neonati piangono per la fame, ma una volta iniziata la poppata si calmano rapidamente. Altri, invece, continuano a lamentarsi anche mentre si nutrono, segnalando che qualcosa non va. Il piccolo si agita, tende spesso a bloccarsi mentre succhia e si mette a piangere. È fondamentale, dunque, cercare di osservare attentamente il contesto. L'allattamento richiede ascolto e osservazione del bambino.

Possibili cause dell'agitazione durante la poppata al biberon

Quando il bambino si agita durante l'uso del biberon, le variabili in gioco sono molteplici. Non sempre si tratta di un problema legato alla qualità del latte, soprattutto se la quantità globale assunta è adeguata.

  • Difficoltà tecniche con il biberon: Anche con il biberon possono insorgere difficoltà. Se la tettarella non fosse adatta all’età del bambino, il flusso di latte potrebbe risultare eccessivo o troppo lento, creando frustrazione. Alcuni neonati ingeriscono aria durante la suzione, causando gonfiore addominale e dolore che li porta a piangere.
  • Gestione dell'aria e del ruttino: Il bambino ingerisce aria mentre mangia e ha bisogno di fare il ruttino; una poppata troppo veloce o troppo lenta fa ingerire più aria del normale. Prova a far fare il ruttino al tuo bambino delicatamente durante e dopo ogni pasto.
  • Problemi digestivi e infiammazioni: Studi recenti dimostrano che le coliche gassose e il reflusso sono causati da un quadro infiammatorio e irritativo del sistema gastrointestinale. Livelli di calprotectina fecale aumentati sono un segno oggettivo di infiammazione intestinale. Le coliche e il reflusso non sono causati da un’immaturità intestinale o del cardias, ma da un processo che provoca dolore e gonfiore. Ecco perché il neonato che soffre di disturbi gastrointestinali ha sempre la pancia gonfia e dolente.
  • Reflusso gastroesofageo: Se noti che il tuo bambino inarca la schiena, rigurgita spesso o piange subito dopo aver mangiato, potrebbe star soffrendo di reflusso. In questo caso, il contenuto dello stomaco risale nell'esofago causando dolore e disagio.
  • Fattori ambientali e routine: Un ambiente poco idoneo, che disturba il bambino, è un aspetto da non sottovalutare. Avere abitudini costanti è rassicurante per un neonato. Inoltre, la stanchezza può far sì che un bambino diventi irritabile durante l'alimentazione; durante la poppata potrebbe persino addormentarsi prima che il pasto sia terminato.

schema che mostra le posizioni corrette per il ruttino

Strategie pratiche per migliorare la poppata

Se il neonato piange mentre mangia, il primo passo è osservare attentamente il contesto. Se il problema del pianto persiste o è accompagnato da altri sintomi preoccupanti, è sempre consigliabile rivolgersi al pediatra per un consulto.

  • Revisione dell'attrezzatura: In caso del biberon, si può provare a cambiare la tettarella. Se la tettarella ha un flusso troppo rapido, il bambino si ritrova a succhiare troppo velocemente, ingerendo aria. Utilizzare una tettarella con un flusso più lento dà al tuo bambino il tempo di fermarsi e percepire i suoi segnali di fame.
  • Gestione della posizione: Per alleviare i sintomi del reflusso, prova a tenere il tuo bambino in posizione verticale per 20-30 minuti dopo la poppata. Anche la posizione durante il pasto deve essere confortevole; un supporto adeguato, come un cuscino, può fare la differenza nel rendere il momento della poppata più armonioso.
  • Il ruolo del "Baby-wearing": L’utilizzo di fasce e marsupi, il cosiddetto baby-wearing, ha un ruolo importante nel ridurre sia i disturbi legati al reflusso che all’aria in addome, e in generale sembra ridurre l’irritabilità del bambino.
  • Calmare il piccolo: A volte il pianto non è legato all'alimentazione. Spesso i bambini cercano vicinanza, consolazione e rassicurazione, soprattutto dopo un’esperienza stimolante come il pasto. I ciucci possono essere un ottimo alleato per aiutare il tuo bambino a calmarsi. Avvolgere il bimbo in una coperta, meglio se in posizione fetale, può aiutare purché il pianto non sia dovuto a fame o dolore.
  • Valutazione specialistica: È fondamentale chiedere aiuto a professionisti come le ostetriche del consultorio familiare o il pediatra. Se il bambino è allattato artificialmente, bisogna valutare la tipologia di latte artificiale, come viene proposto il latte e la tipologia di biberon. Bisogna sempre valutare la mobilità del diaframma toracico e di quello pelvico, che svolgono un ruolo importante nello svuotamento gastrico e nella peristalsi intestinale.

Come scegliere il biberon per evitare coliche ed avere una poppata naturale

Considerazioni sul temperamento e la crescita

È importante ricordare che i neonati attraversano scatti di crescita a pochi giorni dalla nascita e intorno a 7-10 giorni, 2-3 settimane, 4-6 settimane, 3 mesi, 4 mesi, 6 mesi e 9 mesi. In queste fasi, il comportamento alimentare può variare significativamente. Un famoso studio di psicologia infantile, condotto dai pediatri Alexander Thomas e Stella Chess, ha evidenziato come il "temperamento" sia un carattere distintivo genetico che influenza il modo in cui un individuo reagisce all'ambiente.

Circa il 10% dei bambini viene definito "difficile": si tratta di bambini dall'animo emotivo, irritabile, che piangono spesso. Identificare il temperamento del proprio bambino aiuta a comprendere che non sempre il pianto è indice di un problema di salute, ma può essere una caratteristica del suo modo di interagire con il mondo. A volte, la causa del pianto è molto più banale e da ricercare nella sensazione di fastidio del pannolino sporco o in una semplice stanchezza.

Nutrire il tuo bambino dovrebbe essere uno dei momenti più confortanti della giornata. Non temete di affidarvi al vostro istinto per intuire cosa non va, mantenendo sempre la calma e perseverando nella ricerca di un equilibrio che rispetti i ritmi e le esigenze uniche del piccolo, poiché ogni momento della poppata è un’opportunità per connetterti, confortare e conoscere meglio i bisogni del tuo bambino.

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