Il Pianto dei Neonati Durante il Bagnetto e il Cambio: Cause, Rimedi e L'Arte della Cura Affettuosa

Per molti neogenitori, l'esperienza del bagnetto o del cambio del pannolino può trasformarsi in un momento di intensa preoccupazione. Non di rado, i piccoli manifestano un pianto inconsolabile, lasciando i genitori perplessi e desiderosi di comprendere le ragioni dietro tale disagio. Come si comportano i vostri piccoli durante il cambio o il bagnetto? La domanda è comune tra le mamme, come quella di Giulio che "piange tantissimo…non vuole proprio farsi lavare…la stessa cosa quando cambiamo il pannolino". Questo comportamento, sebbene possa sembrare allarmante, è un mezzo fondamentale attraverso cui i neonati comunicano i loro bisogni e le loro sensazioni.

Il Linguaggio Universale del Pianto Neonato: Decifrare i Segnali del Vostro Bambino

Per un neogenitore, uno degli aspetti più impegnativi nella cura del proprio bambino è capire perché piange. Il pianto è, infatti, il principale mezzo di comunicazione di un neonato, e interpretare questi pianti può sembrare scoraggiante. Capire il motivo del pianto e come farlo smettere può apparire un compito arduo. Il primo vagito di un neonato mette subito in allarme un neogenitore, ma è anche l'unico modo che ha di comunicare con il mondo esterno. Più che di diversi modi di piangere, si può parlare di intensità, toni e sfumature differenti, che piano piano la mamma può imparare a decodificare.

Il più delle volte, i neonati piangono per fame, che è uno dei motivi più comuni, soprattutto nei primi mesi di vita. Bisogna tenere presente che la comprensione del pianto del piccolo avviene in modo molto graduale e si sviluppa a mano a mano che si approfondisce la conoscenza del bebè. È in genere verso la fine del primo mese di vita che la mamma comincia a orientarsi nella decodificazione di questo linguaggio. L’importante, comunque, è che il pianto venga preso in considerazione e che ci sia un tentativo di interpretazione. Se il bebè piange, vuol dire che c’è un motivo.

È vero che i neonati piangono perché non si sono ancora adattati alla vita fuori dall'utero, oppure perché qualche aspetto del loro sviluppo neurofisiologico li mette in tensione o li rende irrequieti. Può capitare che il pianto del piccolo metta in allarme i genitori e faccia loro pensare a qualcosa di grave, per esempio a un forte dolore fisico. In realtà, il linguaggio del neonato è un po’ rudimentale e non conosce mezze misure. Ciò che il piccolo distingue è stare bene e stare male, ma non necessariamente questo "stare male" è catastrofico. Ci sono anche altre cause comuni di pianto: se il tuo bambino non sta bene, potrebbe piangere più del solito. A volte, il pianto può essere un sintomo di un'allergia alimentare o di reflusso gastrico. Successivamente, con la crescita, la dentizione, che inizia intorno ai sei mesi, può causare fastidio e un aumento del pianto. Questi elementi generali costituiscono i punti di riferimento per comprendere il pianto del bambino in qualsiasi situazione, incluso il bagnetto.

Le Ragioni del Disagio Durante il Bagnetto e il Cambio: Tra Sensazioni Fisiche ed Emozioni

Il pianto durante il bagnetto o il cambio pannolino è un'esperienza frequente che molti genitori condividono. Un genitore racconta: "Giulio piange tantissimo…non vuole proprio farsi lavare. Non riesco a capire perché fa così." Questo comportamento può avere diverse cause, spesso legate alla percezione che il neonato ha dell'ambiente e delle proprie sensazioni.

Newborn crying during bath time

Una delle ragioni principali è la sensazione di vulnerabilità che deriva loro dal non avere più nulla a contatto con la pelle. Molti neonati piangono al momento del cambio o del bagnetto, provando un senso di esposizione e insicurezza. Per un neonato, sentirsi protetto, coccolato e contenuto è fondamentale; da 0 a 3 mesi, questo bisogno coincide con l’acquisizione del senso di sé, significando "io esisto". Nell’utero materno, d’altra parte, il piccolo ha avuto modo di conoscere e di godere per nove mesi di un contatto estremamente contenitivo. È vero poi che ci sono bambini per cui questa esigenza di contatto è particolarmente forte e sentita.

Un'altra causa comune è legata alla temperatura. I neonati sono molto sensibili agli sbalzi termici. "Fose hai le mani fredde o un pò l'acqua…o ha freddo," è una preoccupazione valida. Nonostante i genitori si assicurino che "non credo abbia freddo perché prepariamo bene la stanza, accendendo il condizionatore, l'acqua è a 37 gradi," il passaggio dall'ambiente caldo dell'utero o dal calore del corpo genitoriale all'aria o all'acqua può generare un senso di freddo, anche se la temperatura è tecnicamente adeguata per un adulto. Anche una temperatura dell'acqua di 37 gradi, considerata ottimale, può sembrare troppo fredda per alcuni bambini, come testimonia chi preferisce tenere "l'acqua un po' più calda dei 37 gradi, perché si raffredda velocissimamente e anche la mia prima amava l'acqua un po' più calda."

Esperienze passate negative possono condizionare il comportamento del neonato. Spesso la paura del bagnetto dipende da un precedente approccio traumatico all’acqua. È facile che durante le operazioni di lavaggio della testa un pochino di acqua coli nel naso o negli occhi; il senso di fastidio che ingenera resta nel bambino come un ricordo traumatico. Il neonato potrebbe anche provare fastidio nei confronti di saponi troppo forti che ledono la sua pelle delicata. Questa memoria negativa può portare il bambino a piangere ogni volta che si avvicina il momento del bagnetto, perché magari associa ad esso un'esperienza negativa.

Il bagnetto può essere un momento di sovrastimolazione. Durante la giornata, il neonato è sovraccaricato di stimoli e ha bisogno di molto riposo. Nelle ore serali, notoriamente quelle in cui la tensione delle ultra stimolazioni è massima, va sostenuta la sua calma. "Il mio di sera era troppo stanco e il bagnetto non lo rilassava affatto, così quando era piccolo piccolo piccolo avevo iniziato a farglielo al mattino e decisamente andava meglio." È probabile che alcuni, nei primi mesi, reagiscano esageratamente agli stimoli provenienti dall’ambiente e facciano quindi fatica ad autocontrollarsi e autoconsolarsi. È logico pensare che il pianto si scateni alla sera, in seguito al sommarsi, durante la giornata, di stimolazioni visive, uditive, tattili e altro ancora, che il piccolo non è ancora capace di filtrare.

Infine, l'ansia dei genitori può essere percepita dal bambino. "Il bimbo percepisce l’ansia degli adulti e la fa propria." Un genitore agitato o teso può trasmettere involontariamente questa sensazione al neonato, rendendo il momento del bagnetto ancora più difficile. La confusione è nemica della pace; molto spesso i primi bagnetti del bambino avvengono davanti agli occhi curiosi ed emozionati di tanti spettatori, al punto tale che anche il ruolo del papà ne resta penalizzato. Perciò, per un momento rilassante, è consigliabile che la stanza da bagno non sia affollata.

Strategie e Accorgimenti per un Bagnetto e un Cambio Sereni

Trasformare il momento del bagnetto e del cambio da una potenziale fonte di pianto a un'occasione di gioia e rilassamento richiede attenzione e pazienza. L'obiettivo è fare in modo che il neonato associ al fasciatoio e alla vaschetta un momento sereno e piacevole, come per la bimba che "si diverte da matti, schizza ovunque… Ama fare il bagnetto e anche il cambio pannolino."

Preparare l'Ambiente e il Contesto

Un ambiente tranquillo è fondamentale. È consigliabile che la stanza da bagno non sia affollata. I genitori dovrebbero predisporre tutto in un ambiente tranquillo, affinché il momento del bagnetto si svolga in maniera piacevole e rilassante. Evitate sbalzi di temperatura, con riguardo anche alla temperatura della stanza da bagno, che deve essere calda e accogliente (almeno 24 gradi Celsius). Anche se lo sconsigliano, scaldare bene la stanza, per non fargli sentire troppo il cambio di temperatura, è una pratica diffusa tra i genitori che cercano di ovviare al disagio del neonato.

Il tempismo è cruciale. Alcuni bambini sono stimolati dal bagno e si attivano, facendo poi fatica ad addormentarsi. In questo caso, ha senso spostare il momento del bagno alle ore del mattino o dopo un pisolino. Quando era piccolo piccolo piccolo, alcuni genitori hanno iniziato a farlo al mattino e decisamente andava meglio. Ricordate che, per un momento rilassante, è consigliabile che la stanza da bagno non sia affollata. Inoltre, può essere utile allattare il bambino prima del bagnetto, poiché i bambini affamati raramente sono rilassati.

La Scelta della Vasca e le Posizioni di Sostegno

La vasca da bagno che sceglierete per i suoi primi bagnetti non deve essere troppo grande né di plastica troppo dura o scadente: il bambino vuole sentirsi avvolto e, se questo vale per gli abbracci, come per la copertina in cui la mamma lo adagia per tenerlo al petto, in maniera diversa, vale anche per i primi bagnetti. In commercio esistono pratiche vaschette da bagno per bebè in plastica leggera con un tappo di scarico sul fondo; è anche semplice utilizzare un lavabo pulito per fare il bagno al neonato. È essenziale evitare l'uso di cuscini e sedili da bagno o anelli galleggianti. Non solo impediscono il contatto cutaneo diretto tra genitore e bimbo, ma il loro uso potrebbe indurre la tentazione di lasciare il piccolo incustodito, anche se solo per un momento. L'acqua per molti bambini può essere percepita come qualcosa di strano perché non sono abituati al senso di galleggiamento e alla libertà di movimento quasi illimitata. Essere guidati delicatamente e sostenuti amorevolmente nella vasca da bagno da una persona di riferimento dà al bambino una sensazione di sicurezza e, al tempo stesso, impara a godersi questo nuovo elemento.

Il sostegno fisico è vitale. La testa e la primissima parte del busto del neonato devono essere appoggiati sull’avambraccio della mamma o del papà. Chi immerge il bambino in acqua, se destrorso, deve usare il braccio sinistro; la mano corrispondente, la mano sinistra, passerà sotto l’ascella del neonato chiudendone il braccio tra pollice e indice (questa stretta si chiuderà nella parte alta, proprio sotto l’attaccatura ascellare).

La Temperatura dell'Acqua e l'Igiene

La temperatura iniziale dell'acqua del bagno dovrebbe essere di 37 gradi Celsius. Questo può essere misurato usando un termometro da bagno, facilmente reperibile nella maggior parte delle farmacie. Un suggerimento per testare la temperatura dell'acqua è utilizzare il gomito, essendo una parte del corpo in cui la pelle è più sensibile. Basta immergerlo in profondità e se la temperatura dell'acqua è piacevole e non troppo calda o fredda, sarà piacevole anche per il tuo bambino. Poiché le nostre mani e le nostre dita sono già abituate a temperature più alte, non sono adatte ad essere utilizzate per controllare la temperatura dell'acqua.

Per l'igiene, è meglio utilizzare un prodotto per il bagno specifico per la pelle sensibile del bambino, piuttosto che lavarlo semplicemente con dell'acqua. Un bagno appositamente formulato per la pelle del bebè deterge e rimuove delicatamente eventuali residui di crema per il cambio pannolino. La sola acqua può causare secchezza alla delicata pelle del bimbo. Non è consigliabile usare bagni schiumogeni; piuttosto è preferibile un bagno delicato come il Bagno Cremoso Calendula, che contiene ingredienti nutrienti (come l'olio di mandorle) e principi attivi lenitivi per la pelle (come la calendula e la camomilla). Per i bimbi con pelle molto secca, si può aggiungere all'acqua del bagno una piccola quantità di Olio Extra Delicato Calendula (senza profumazione), tenendo presente che può rendere un po' scivolosa la pelle. Acquistate shampoo e bagno schiuma su misura e, per i neonati, acquistate sempre prodotti molto delicati.

Contenimento, Distrazione e Interazione

La sensazione di contenimento è cruciale per la tranquillità del neonato. All'inizio, si può fasciare anche per farlo sentire più contenuto, come mostrato da una persona che lavora in neonatologia. Il piccolo si sente molto tranquillizzato in una posizione di "chiusura": la si ottiene prendendogli le manine, tutte e due insieme, e tenendogliele raccolte, sul pancino. Lo si può fare, contemporaneamente, anche con i piedini.

Durante il bagnetto, si può cercare di distrarlo con dei giochini o parlandogli. Per il cambio pannolino, è utile che associ al fasciatoio un momento sereno, ad esempio facendogli le coccoline all'inizio o dei massaggi. Quando comincia a non voler più stare perché è grande, si possono portare dei giochini che lo distraggano mentre lo si cambia (se no fosse per lui si butterebbe di sotto o sguizzerebbe via come un'anguilla). Un genitore ha raccontato: "Ho insistito facendo un giorno sì e uno no con musica rilassante, due giochini colorati e con santa pazienza (se ero agitata saltavo)… Alla fine dopo quattro volte ha scoperto che tutto sommato era bello… Guai a tirarlo fuori ora!!!" Questo dimostra come la costanza e l'introduzione di elementi piacevoli possano trasformare l'esperienza.

Complete Guide to Bathing a Newborn Baby (Step-By-Step)

I bambini vanno coccolati nel bagnetto, assecondati un pochino e un pochino accompagnati al piacere del bagno. Non imponete al bebè il lavaggio del capo con fretta e immediatezza, abituatelo piano piano. Se il bambino non vuole proprio lavarsi o piange, provate ad essere dolcemente categorici, ma senza forzarlo in modo traumatico. Il bagnetto del neonato è una coccola familiare e un rito in cui ha un grande peso il ruolo paterno. Perciò, è importante dedicargli un tempo esclusivo: voi siete lì solo e unicamente per lui. L'acqua del bagno per il bimbo piccolissimo rappresenta il prolungamento del rassicurante liquido amniotico; ma solo se - assieme al sorriso - le mani genitoriali amorevoli lo proteggono e lo sostengono costantemente, come prima, quando era nella pancia.

Quando Iniziare, Quanto Spesso e Quanto Deve Durare il Bagnetto

Le domande ricorrenti di molte madri e padri alle prime armi riguardano spesso il "quando posso iniziare a fare il bagnetto al mio piccolo?", "quanto spesso dovrei farlo?" e "quanto deve durare?". Ogni bambino reagisce in modo diverso al contatto con l'acqua, ma ci sono alcune linee guida generali.

L'Inizio del Bagnetto: Rispetto per la Vernice Caseosa e il Cordone Ombelicale

Il periodo postnatale immediatamente successivo alla nascita è tutto dedicato al legame con il proprio figlio. Lo stretto contatto con la pelle e un magico mix di ormoni fanno sì che si sviluppi un legame tra genitori e bambino. Fare il bagno al neonato troppo presto dopo la nascita interrompe il contatto cutaneo tra madre e figlio, il che può influenzare negativamente il processo di allattamento in corso. Può anche rischiare di provocare ipotermia, ipoglicemia o disturbi respiratori. È quindi sconsigliato fare il bagno ai neonati subito dopo la nascita. È sufficiente che i neonati siano asciugati con cura e tenuti al caldo, mantenendo il contatto diretto della pelle con la madre o il padre. Questo aiuta la pelle del bambino ad abituarsi al mondo fuori dal grembo materno.

La vernix caseosa, uno strato meravigliosamente nutriente e protettivo che può ancora coprire completamente o parzialmente la pelle del neonato, non ha bisogno di essere pulita. I residui secchi di vernix nelle pieghe della pelle devono essere rimossi delicatamente con un olio dopo alcuni giorni, per evitare irritazioni in quelle zone. Da questo momento in poi si può iniziare a fare il bagnetto al bambino. Non c'è bisogno di aspettare che il moncone ombelicale cada. Assicurati solo di asciugare accuratamente la zona dell'ombelico dopo il bagno. Generalmente, il bagnetto al neonato può essere fatto subito dopo la caduta del cordone ombelicale.

Frequenza e Durata del Bagnetto

Non esiste una regola ferrea sulla frequenza. "Il bagno va bene una volta alla settimana!" è un consiglio, ma anche "Io gli faccio il bagno un giorno sì e uno no, pochi minuti, di pomeriggio" è un approccio comune. Molte mamme preferiscono lavarli solo una volta alla settimana proprio per ovviare alle crisi di pianto del bambino. In realtà, non è il tempo il focus della questione, piuttosto il nostro modo di agire. I bambini che amano fare il bagno possono essere lavati frequentemente, ma va bene anche che stiano alcuni giorni senza farlo. I bambini che sembrano rifiutare del tutto il bagno non hanno bisogno di essere forzati; in questo caso, si può provare di tanto in tanto.

La durata del bagnetto deve essere breve, soprattutto per i neonati. I bambini che amano fare il bagno possono rimanere in acqua da 3 a 10 minuti; i bambini più grandi possono rimanerci più a lungo, perché non si raffreddano così rapidamente. Genitori e bambino possono mettere da parte la vita quotidiana e godere di momenti teneri insieme senza distrazioni, ma sempre nel rispetto dei tempi e del benessere del piccolo.

Il Post-Bagnetto: Conforto e Protezione per una Transizione Dolce

Il momento immediatamente successivo al bagnetto è altrettanto importante per garantire il benessere del neonato e prevenire eventuali crisi di pianto. Il vostro bimbo piange dopo il bagno? Potrebbe essersi spaventato per la fine improvvisa della piacevole sensazione di leggerezza o per il brusco passaggio dall'acqua calda del bagno all'aria più fresca dell'ambiente interno. O forse il bagno ha fatto venire l'appetito.

Asciugatura Rapida e Calore

Dopo il bagno, i neonati e i bambini devono essere avvolti e asciugati accuratamente, delicatamente ma rapidamente, meglio se con un asciugamano di spugna morbido e soffice preriscaldato. Se non c'è una stufa nelle vicinanze, l'asciugamano può essere preriscaldato sul corpo del genitore. Un cappellino impedirà alla testa di disperdere troppo calore, poiché una parte significativa del calore corporeo viene persa dalla testa. È fondamentale vestirli rapidamente ma con delicatezza, anche se "La mia piange come una matta quando la devo vestire! Vuole stare sempre nuda :-)! Senza parlare di quando le devo mettere le maniche lunghe! Ho trovato il modo però la metto seduta le accendo una canzoncina e la vesto di fretta!"

Baby wrapped in warm towel after bath

Idratazione e Massaggio Rilassante

L'Olio Extra Delicato Calendula (senza profumazione) nutre e protegge la pelle sensibile del bambino e può essere applicato durante un massaggio rilassante. Questo momento di contatto fisico e di cura può aiutare a prolungare la sensazione di benessere e a rafforzare il legame tra genitore e figlio.

Attenzione all'Ambiente Esterno

Quando fuori fa freddo, un bambino appena lavato non dovrebbe essere esposto immediatamente all'aria invernale. Il corpo e i capelli del bambino devono prima essere completamente asciutti per evitare che l'umidità in eccesso evapori e che il calore corporeo si disperda rapidamente. Anche se gli adulti sentono caldo o afa all'esterno, un bambino può facilmente prendere freddo, soprattutto quando la sua pelle è bagnata e soffia una leggera brezza. Entrambi i fattori sottraggono rapidamente calore al piccolo organismo. Una gita in un centro balneare all'aperto in estate è più adatta ai bambini più grandi che sono già in grado di stare seduti autonomamente nella vasca da bagno. Quando visitate una piscina all'aperto con i vostri piccoli, assicuratevi che non prendano troppo freddo e proteggete la testa e il corpo bagnati dal vento. Inoltre, il bambino non deve mai essere esposto alla luce diretta del sole.

Alimentazione Post-Bagnetto

Dato che il bagno richiede molta energia, molti bambini vorranno nutrirsi nuovamente poco dopo il bagno. Offrire il seno o il biberon può essere un modo efficace per calmare il neonato e soddisfare un bisogno primario che potrebbe manifestarsi dopo l'attività del bagnetto.

Altre Forme di Pianto e Disagio Neonatale: Comprendere le Coliche e l'Aria nella Pancia

Oltre al bagnetto, ci sono altre situazioni in cui il pianto del neonato può essere particolarmente intenso e persistente. Una delle più comuni e dibattute è quella delle "coliche" o del disagio legato all'aria nella pancia.

Roberta si reca dal pediatra con in braccio il piccolo Emanuele, di appena 20 giorni. «In questi giorni non fa che piangere… Il viso gli diventa rosso, si agita, sento che ha la pancia gonfia… Tutti mi dicono che potrebbe essere un po’ di aria nella pancia», dice al medico senza nemmeno sedersi. Il medico la fa accomodare e comincia a rivolgerle qualche domanda per capire se, quello di Emanuele, è davvero un caso di aria nella pancia del neonato.

Le Cause dell'Aria nella Pancia e il Mito delle Coliche

Dobbiamo considerare che, sia nel bambino allattato al seno che in quello con formula, una parte degli zuccheri contenuti nel latte (in gran parte rappresentati dal lattosio) resta normalmente indigerita all’interno dell’intestino. Di conseguenza, i batteri presenti nel tubo digerente attaccano questi carboidrati causandone la fermentazione e quindi lo sviluppo di gas. Il fatto che i lattanti piangano di sera a causa del dolore provocato dall’aria nella pancia è visto come una verità assoluta e inconfutabile, tanto è vero che si parla di “coliche”, termine che si riferisce ai violenti dolori causati da contrazioni di quei visceri (in questo caso il colon) che sono dotati di una parete muscolare. In alcuni casi, che sembrano riguardare due-tre bambini ogni 10, il pianto diventa “eccessivo”, sia per durata (tre ore e oltre) che per frequenza. Gli esperti lo definiscono in base alla “legge del tre”: è un pianto che dura almeno 3 ore, per almeno 3 giorni la settimana e per almeno 3 settimane. È un pianto inconsolabile, che spesso si presenta sempre alla stessa ora del giorno, nel tardo pomeriggio o alla sera.

Infographic on baby colic symptoms

Tuttavia, che questi episodi siano dovuti a “coliche” causate dall’aria nella pancia non lo ha mai dimostrato nessuno studio scientifico. Le varie teorie, oltre a quella dell’eccessiva produzione di gas, vanno da un’alterazione della flora batterica intestinale a una immaturità del sistema nervoso centrale, da un’intolleranza al lattosio a un temperamento “difficile” del bambino, da un alto livello di stress dei genitori fino ad errori nelle modalità di allattamento.

La spiegazione che più convince fa riferimento a una particolare risposta emotiva e di comportamento agli stimoli. Fin dall’ultimo trimestre in utero, ma soprattutto dopo la nascita, i bambini ricevono dall’ambiente una quantità di segnali che colpiscono la loro attenzione e li portano a selezionare alcune informazioni e a ignorarne altre. È probabile che alcuni, nei primi mesi, reagiscano esageratamente agli stimoli provenienti dall’ambiente e facciano quindi fatica ad autocontrollarsi e autoconsolarsi. È logico pensare che il pianto si scateni alla sera, in seguito al sommarsi, durante la giornata, di stimolazioni visive, uditive, tattili e altro ancora, che il piccolo non è ancora capace di filtrare. Una volta stabilito che l’aria della pancia nei neonati non rappresenta quasi mai un problema, è comunque importante sapere come aiutare i piccoli.

Rimedi e Manovre per Alleviare il Disagio Addominale

Se lo allatta la mamma, si può tenere dritto per qualche minuto prima di passare da un seno all’altro, ma non è raccomandabile staccarlo durante il pasto per fargli fare il ruttino. Se invece prende il biberon, andrà tenuto in verticale per alcuni minuti alla fine del pasto.

Come possono i bambini liberarsi di questi momentanei accumuli d’aria? Da una parte con il ruttino al termine del pasto e dall’altra espellendo l’aria dall’intestino, ma anche queste manovre richiedono un certo training per diventare efficaci. In quanto ai farmaci, alcuni pediatri consigliano il Simeticone, un prodotto in gocce piuttosto popolare che avrebbe la capacità di sciogliere la bolla di gas in tante piccole bollicine facilmente eliminabili.

Il Ruolo Fondamentale dei Genitori: Pazienza, Intuizione e Ricerca di Aiuto

Capire perché i bambini piangono e sapere come calmarli può fare una differenza enorme nel tuo percorso genitoriale. Con pazienza e pratica, i genitori diventeranno più in sintonia con i bisogni del proprio bambino e saranno più preparati a confortarlo.

È importante mantenere la calma e avere pazienza. Se ti senti sopraffatta, non c'è nulla di male nel mettere il tuo bambino al sicuro nella culla o nel dondolo e prenderti un momento per te stessa. Non esitare mai a chiedere aiuto a un professionista sanitario se sei preoccupata per il pianto del tuo bambino.

Il pianto del neonato non è un "vizio", ma un "bisogno" che eventualmente si può tentare di soddisfare in altro modo, senza prenderlo in braccio subito. Procedere un po’ per prove ed errori è normale. La comprensione del pianto del piccolo avviene in modo molto graduale e si sviluppa a mano a mano che si approfondisce la conoscenza del bebè. È in genere verso la fine del primo mese di vita che la mamma comincia a orientarsi nella decodificazione di questo linguaggio. L’importante, comunque, è che il pianto venga preso in considerazione e che ci sia un tentativo di interpretazione. Se la mamma offre il seno al piccolo, che invece in quel momento ha un altro bisogno, non è così rilevante; l'intenzione è quella che conta.

Mostrate voi stessi ai piccoli il valore dell'igiene quotidiana. Cercate di essere decisi ma non petulanti. Il bagnetto, così come il cambio, è un momento di famiglia, un'occasione per legare, attivare i sensi, toccare delicatamente e sperimentare la gioia del movimento. Via via che il bagnetto del neonato comincia a entrare nella routine dei genitori, ci si rende sempre più conto della gioia e rilassatezza che questo momento può regalare. È un momento di contatto in cui la postura corretta, l’uso giusto della spugna e i movimenti di cura delle mani libere nella vaschetta diventano azioni naturali e istintive.

I contenuti di questo articolo hanno esclusivamente scopo informativo e non sostituiscono in alcun modo la consulenza medica o le indicazioni di sicurezza fornite da professionisti.

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