Il Sacro Monte di Varese: un viaggio tra fede, arte e natura

Il Sacro Monte di Varese rappresenta una delle espressioni più alte del barocco lombardo e un fulcro spirituale di inestimabile valore. Situato nel cuore del Parco regionale Campo dei Fiori, che si estende tra la città di Varese a sud e le valli della Valcuvia e della Valganna, questo complesso religioso sorge sul monte Orona (o monte di Velate). Si tratta di un percorso devozionale che si snoda per circa due chilometri, una "Via Sacra" che conduce i pellegrini e i visitatori verso il borgo di Santa Maria del Monte, posto a 844 metri sul livello del mare.

veduta panoramica del Sacro Monte di Varese immerso nel verde del Parco regionale Campo dei Fiori

Origini storiche e sviluppo del complesso

Le radici del Sacro Monte affondano in un passato remoto, denso di fede e leggenda. Alcune fonti, risalenti al 922, indicano che fu la Chiesa di Santa Maria, edificata sulla sommità, a dare il nome all'intero sito. Secondo la tradizione, l'origine del luogo risalirebbe addirittura al IV secolo, quando Sant'Ambrogio, vescovo di Milano, avrebbe fondato un primo altare come ringraziamento alla Vergine per la vittoria ottenuta sugli Ariani.

Nel corso del Medioevo, il Monte acquisì un’importante funzione di roccaforte militare grazie alle sue fortificazioni, trasformandosi poi in una realtà di profonda valenza religiosa. Un santuario romanico dell'XI secolo, di cui oggi è ancora visibile la cripta, fungeva da polo attrattivo per fedeli provenienti da ogni dove, inclusi i territori dell'odierno Canton Ticino. Nel 1472, su disegno dell'architetto ducale Bartolomeo Gadio, il santuario fu quasi interamente ricostruito, assumendo una pianta a tre navate e tre absidi. A questo periodo risale anche l'insediamento di Caterina Moriggi da Pallanza e Giuliana da Busto Arsizio, fondatrici dell'Ordine delle Romite Ambrosiane, il cui esempio di vita consacrata segnò indelebilmente la storia del luogo.

La nascita della Via Sacra del Rosario

L'attuale conformazione monumentale del Sacro Monte nasce all'inizio del XVII secolo, in piena epoca borromaica (1560-1631). Fu suor Maria Tecla Cid a concepire l'idea di un percorso che mettesse in comunicazione la pianura varesina con il santuario, offrendo ai fedeli un'occasione di meditazione sui Misteri del Rosario. Sotto gli auspici del cardinale Federigo Borromeo e grazie all'iniziativa di Padre Giovanni Battista Aguggiari, nel 1604 ebbe inizio la costruzione della "Fabbrica del Santissimo Rosario".

Il progetto architettonico fu affidato a Giuseppe Bernascone, detto "il Mancino", che seppe fondere magistralmente le strutture architettoniche con l'ambiente naturale circostante. Il Sacro Monte di Varese, completato nel 1698, si distingue per la sua rapida esecuzione rispetto ad altri complessi simili: tredici delle quattordici cappelle previste furono terminate entro il 1623. L'intero sito è dal 2003 parte della lista del Patrimonio dell'Umanità UNESCO, a testimonianza del suo eccezionale valore universale.

L'architettura del percorso: i Misteri Gaudiosi, Dolorosi e Gloriosi

La Via Sacra è scandita da quattordici cappelle, suddivise in gruppi di cinque, separate tra loro da archi trionfali e fontane. Il percorso è strutturato come un vero e proprio teatro a cielo aperto, dove le architetture, in uno stile che spazia dal manierismo al barocco, si integrano con la vegetazione di faggi, castagni e noccioli.

I Misteri Gaudiosi

Il cammino inizia in località Prima Cappella. Qui troviamo l'Arco dei Misteri Gaudiosi, che introduce ai primi momenti della vita di Gesù:

  • Prima cappella (Annunciazione): presenta l'arcangelo con un giglio e la Vergine inginocchiata.
  • Seconda cappella (Visitazione): l'unica senza pronao, caratterizzata da colonne ioniche.
  • Terza cappella (Natività): arricchita nel 1983 dall'acrilico di Renato Guttuso, che sostituì una precedente pittura ormai deteriorata, raffigurante la Fuga in Egitto.
  • Quarta cappella (Presentazione al tempio): contornata da un porticato anulare.
  • Quinta cappella (Disputa con i dottori): si distingue per un tiburio circolare e una facciata chiusa da una lunetta.

I Misteri Dolorosi

Oltre l'Arco di San Carlo, l'architettura si fa più sobria per favorire il raccoglimento sul dolore di Cristo:

  • Sesta cappella (Orazione nell'orto): con statue del Silva e affreschi del Ghiandone.
  • Settima cappella (Flagellazione): finanziata dalla famiglia Litta, vanta affreschi del Morazzone.
  • Ottava cappella (Incoronazione di spine): celebre per gli affreschi che creano un'illusione ottica di ampiezza.
  • Nona cappella (Salita al Calvario): caratterizzata dal dinamismo della scena.
  • Decima cappella (Crocifissione): un'opera fortemente simbolica che separa il mondo terreno da quello spirituale.

I Misteri Gloriosi

L'Arco di Sant'Ambrogio segna l'ingresso ai Misteri Gloriosi, dove i colori diventano più luminosi:

  • Undicesima cappella (Resurrezione): raffigura la Corte Celeste.
  • Dodicesima cappella (Ascensione): decorata dallo stemma della famiglia Carcano e plastiche di Francesco Silva.
  • Tredicesima cappella (Discesa dello Spirito Santo): pianta ottagonale con cupola a lanternino.
  • Quattordicesima cappella (Assunzione della Vergine): il culmine del percorso narrativo devozionale.

le cappelle del Sacro Monte immerse in un sentiero boscoso

Il cuore del complesso: il Santuario di Santa Maria del Monte

Al termine del percorso, superata la fontana del Mosè, si raggiunge la Piazza del Santuario. Qui si staglia la torre campanaria del Bernascone e il monumento bronzeo a Papa Paolo VI di Floriano Bodini. Il Santuario, vero cuore pulsante del complesso, conserva la statua lignea della Madonna del Monte, che rappresenta simbolicamente il quindicesimo mistero: l'Incoronazione della Vergine.

All'interno della navata centrale, gli affreschi raffigurano la leggenda di Sant'Ambrogio e la vittoria sugli Ariani. La trasformazione barocca dell'edificio ha arricchito le pareti con stucchi e fregi dorati, mentre la cupola, affrescata da Francesco Maria Bianchi, magnifica le schiere degli angeli.

Un tesoro d'arte e cultura tra passato e presente

Il borgo di Santa Maria del Monte si è sviluppato progressivamente come luogo di accoglienza per sacerdoti, laici e pellegrini. Oltre alla bellezza naturale, il visitatore può immergersi nella cultura presso il Museo Baroffio, che ospita la collezione storico-artistica di Santa Maria del Monte e una sezione dedicata al Novecento, e presso la Casa Museo Pogliaghi.

Non mancano curiosità e legami moderni, come il dipinto di Renato Guttuso, un'opera imponente che raffigura i Misteri del Rosario e che, al tempo della sua inaugurazione, suscitò forti dibattiti per il suo linguaggio espressivo. Più recentemente, l'attenzione astronomica si è posata sul Sacro Monte, quando nel 2021 l'asteroide 113671, scoperto dall'Osservatorio Schiaparelli di Varese, è stato battezzato "Sacromonte".

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L'esperienza del visitatore: percorsi e logistica

Raggiungere il Sacro Monte è oggi un'operazione agevole grazie alla sinergia tra trasporti moderni e storici. È possibile arrivare tramite una strada carrozzabile con autobus urbani, oppure risalire lungo la funicolare che collega Varese alla prima cappella. La camminata lungo la Via Sacra, che richiede circa trenta minuti, è percorribile in ogni stagione, sebbene la primavera e l'autunno offrano i panorami più suggestivi grazie alla fioritura e al foliage del Parco Campo dei Fiori.

Per chi desidera un approfondimento, le visite guidate permettono di scoprire le peculiarità artistiche delle botteghe milanesi che lavorarono al sito, come quella del Maestro di Trognano o di Andrea da Milano. Ogni pietra, dalle cappelle barocche alle antiche vie coperte, racconta la dedizione delle popolazioni locali che, secoli fa, hanno contribuito fisicamente ed economicamente alla creazione di uno dei monumenti più iconici del territorio lombardo. Il Sacro Monte non è dunque solo una meta di pellegrinaggio, ma un itinerario culturale che unisce la maestosità dell'architettura seicentesca alla pace contemplativa della natura prealpina.

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