La figura di Padre Pio da Pietrelcina, nato Francesco Forgione, rappresenta uno dei capitoli più significativi e dibattuti della storia del cattolicesimo del Novecento. La sua esistenza, segnata da un profondo percorso mistico e da una costante tensione tra la devozione popolare e le verifiche delle gerarchie ecclesiastiche, inizia in un piccolo centro del beneventano e si espande fino a diventare un fenomeno di portata mondiale, ancora oggi al centro di studi storici, religiosi e sociologici.
Le Origini e la Vocazione a Pietrelcina
Padre Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione, nasce il 25 maggio del 1887 a Pietrelcina, in una casetta del centro storico chiamato "zona castello" da Grazio e Maria Giuseppa De Nunzio. È una modesta famiglia di contadini, ed il piccolo Francesco attende al lavoro dei campi nel podere di Piana Romana percorrendo quotidianamente quella che oggi viene chiamata "Via del Rosario". Ricevette in famiglia e in parrocchia un’educazione squisitamente religiosa e sui dieci anni espresse il desiderio di farsi frate.
Viene battezzato all'alba del giorno dopo la nascita nella chiesa di Sant'Anna dal parroco Don Nicolantonio Orlando. Sin dalla tenera età Francesco matura la vocazione e decide di entrare in convento seguendo l'esempio di Fra Camillo, un questuante che dal convento di Morcone - altro centro del beneventano - scendeva spesso a Pietrelcina.

Il desiderio di diventare sacerdote fu sollecitato dalla conoscenza di questo frate del convento di Morcone, fra' Camillo da Sant'Elia a Pianisi, che periodicamente si recava a Pietrelcina per raccogliere offerte. Le pratiche per l'entrata in convento furono iniziate nella primavera del 1902, quando Forgione aveva 14 anni, ma la prima domanda ebbe esito negativo; solo nell'autunno del 1902 arrivò l'assenso. È lo stesso Fra Camillo ad accogliere il 6 gennaio 1903 il giovane Francesco nel convento di Morcone dove il futuro frate con le stimmate inizia il periodo del noviziato.
Il Percorso verso il Sacerdozio e il Noviziato
Il 22 dello stesso mese indossa i "panni di pronazione", cioè l'abito religioso del noviziato, prendendo il nome di Fra Pio da Pietrelcina. Il noviziato dura quattro anni, ed il 27 gennaio del 1907 Padre Pio pronuncia i voti nel convento di Sant'Elia a Pianisi. La madre era una cattolica molto devota e le sue convinzioni ebbero una grande influenza sulla formazione religiosa del futuro frate, il quale non frequentò le scuole in maniera regolare perché doveva rendersi utile in famiglia lavorando la terra. Solo quando ebbe dodici anni cominciò a studiare assiduamente sotto la guida del sacerdote Domenico Tizzani.
Negli anni 1907-1908 fra' Pio compì il percorso scolastico nel convento di Serracapriola. In questo anno accademico ebbe come compagni di studio i fraticelli Clemente, Guglielmo e Leone da San Giovanni Rotondo e Anastasio da Roio. Riguardo al Pio "serrano", padre Agostino scrisse: «Conobbi Padre Pio da frate il 1907, quando l'ebbi studente in Teologia a Serracapriola. Era buono, obbediente, studioso, sebbene malaticcio…». Il Venerdì Santo del 1908, nel convento serrano, fra' Pio fu colpito da una emicrania che continuò ad affliggerlo, impedendogli a volte di partecipare alle lezioni.
Padre Pio
Ultimato il primo anno del corso di teologia, fra' Pio proseguì il suo benessere morale e scientifico nel convento di Montefusco. Il 10 agosto 1910 viene ordinato sacerdote nel Duomo di Benevento da Mons. Paolo Schinosi, per poi celebrare la prima Messa il 14 agosto dello stesso anno a Pietrelcina.
Le Prime Manifestazioni Mistiche e le Stimmate Invisibili
Dal maggio del 1909, infatti, inizia per il frate un lungo periodo di convalescenza nel paese natale. È proprio durante la permanenza a Pietrelcina - presumibilmente tra il 1910 e il 1911 - che il frate, raccolto in preghiera presso il podere di Piana Romana, riceve le prime stimmate. Sì tratta dei segni della crocifissione definiti "invisibili", che si manifestano cioè solo con forti dolori. La manifestazione della passione di Cristo, seppur ancora non tangibile, turba profondamente Padre Pio che confida tutto al proprio direttore spirituale in una lettera dell'8 settembre del 1911.
In tale periodo gli agiografi collocano la comparsa sulle sue mani delle "stimmate provvisorie". Fra' Pio ne diede comunicazione per la prima volta l'8 settembre 1911 in una lettera indirizzata al padre spirituale di San Marco in Lamis, in cui il frate raccontava che il fenomeno andava ripetendosi da quasi un anno e che avrebbe taciuto perché vinto sempre da quella "maledetta vergogna". Il 10 ottobre dello stesso anno fra' Pio affermò che avrebbe ricevuto le stimmate «visibili, specie in una mano» e che, pregando il Signore, il fenomeno sarebbe scomparso, ma non il dolore che sarebbe rimasto «acutissimo».
L'Arrivo a San Giovanni Rotondo e la Trasverberazione
Concluso il periodo di convalescenza trascorso nel paese natale, Padre Pio fa ritorno al convento di Foggia nel febbraio del 1916. Passa qualche mese ed il 4 settembre dello stesso anno il frate viene trasferito al convento di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo. Doveva essere un trasferimento provvisorio, ma nessuno riuscì ad allontanare il frate dal piccolo centro del Gargano.

Il 5 agosto del 1918 nel confessionale Padre Pio riceve la grazia della "trasverberazione", fenomeno conosciuto anche come "assalto del Serafino". In una lettera del 21 agosto il frate racconta: «Me ne stavo confessando i nostri ragazzi quando tutto di un tratto fui riempito di un estremo terrore alla vista di un personaggio celeste… Teneva in mano una specie di arnese, simile ad una lunghissima lamina di ferro con una punta bene affilata… Vedere tutto questo ed osservare detto personaggio scagliare con tutta la violenza il suddetto arnese nell'anima, fu tutto una cosa sola… Da quel giorno in qua io sono stato ferito a morte».
Le Stimmate Permanenti e il Rapporto con la Scienza
Passa poco più di un mese ed il 20 settembre del 1918 Padre Pio riceve le stimmate mentre si trovava raccolto in preghiera nel coro della chiesa. Racconta ancora il frate in una lettera: «E mentre tutto questo si andava operando, mi vidi dinanzi un misterioso personaggio… che aveva le mani ed i piedi ed il costato che grondavano sangue. La vista del personaggio si ritira e io mi vidi che mani, piedi e costato erano traforati e grondavano sangue».
La notizia delle stimmate si diffonde rapidamente. Dal 1919 al 1920, per ordine dei superiori, Padre Pio si fa visitare da tre luminari della medicina dell’epoca: i professori Romanelli e Bignami e il dott. Festa. Il primo a studiarne le ferite fu il professor Luigi Romanelli, primario dell'ospedale civile di Barletta. Nella sua relazione scrisse: «Le lesioni che presenta alle mani sono ricoperte da una membrana di colore rosso bruno, senza alcun punto sanguinante… Ho la certezza che quelle ferite non sono superficiali perché, applicando il pollice nel palmo della mano e l'indice sul dorso e facendo pressione, si ha la percezione esatta del vuoto esistente».
Tuttavia, il clima attorno al frate si fece teso. Nel 1920 padre Agostino Gemelli, medico e psicologo, fu incaricato di visitare Padre Pio. Il frate rifiutò la visita, chiedendo l'autorizzazione scritta del Sant'Uffizio. Gemelli, irritato, definì il frate "psicopatico, autolesionista e imbroglione", giudizi che avrebbero pesantemente condizionato la vicenda del frate presso le autorità ecclesiastiche per anni.
Restrizioni Ecclesiastiche e la Casa Sollievo della Sofferenza
La presenza del frate con le stimmate attira nel Gargano sempre più fedeli. Così il 2 giugno 1922 il Santo Uffizio adotta dei provvedimenti restrittivi che limitano i ministeri sacerdotali di Padre Pio. Il 9 giugno arriverà anche una sospensione: Padre Pio potrà celebrare solo la Santa Messa, ma in privato. Questo provvedimento durerà fino al 16 luglio 1933.
Nel 1940 si delinea, in Padre Pio, l’idea di fondare “Casa Sollievo della Sofferenza”. Il 16 maggio 1947 viene posata la prima pietra del centro ospedaliero che verrà inaugurato il 5 maggio 1956. Padre Pio matura nel frattempo la decisione di dare il via ad un grandioso progetto: la realizzazione con le offerte dei fedeli di un importante e innovativo centro ospedaliero proprio a San Giovanni Rotondo.

Gli Ultimi Anni e la Morte
Negli anni '60, nuove calunnie spinsero il Generale dei Cappuccini a chiedere al Papa, Giovanni XXIII, una visita apostolica al convento di San Giovanni Rotondo. Nel 1966 si aggravano le condizioni di salute di Padre Pio, che ottiene la facoltà di poter celebrare la Messa seduto.
Alle cinque del mattino del 22 settembre 1968, Padre Pio celebra per l'ultima volta la Santa Messa. Alle 2,30 del mattino del 23 settembre Padre Pio muore pronunciando ripetutamente i nomi di Gesù e Maria. Durante il controllo ispettivo sul corpo del Cappuccino, appena spirato, si scopre che le stimmate sono scomparse senza lasciare traccia. La figura di Padre Pio rimane un intreccio complesso tra devozione popolare, misteri del soprannaturale e una storia di cattolicesimo italiano che continua a influenzare milioni di fedeli in tutto il mondo, sopravvivendo ai dubbi delle accademie e alle indagini del Sant'Uffizio. Il 12 febbraio 1990 è stato aperto il processo di beatificazione e canonizzazione, che ha portato alla sua elevazione agli altari, sigillando una devozione che ha superato ogni scontro gerarchico.