La Vita dell'Informazione: Dalla Nascita all'Assimilazione nell'Era del Flusso Costante

Nel panorama complesso e interconnesso del mondo contemporaneo, le informazioni emergono, si sviluppano e vengono assorbite con una rapidità e una profondità senza precedenti. Questa dinamica, che potremmo metaforicamente descrivere come un processo in cui l'informazione "nasce, cresce, ingoia", riflette l'evoluzione delle nostre modalità di percezione, comprensione e reazione ai dati che ci circondano. Non si tratta solo di una semplice trasmissione di fatti, ma di un ciclo vitale che modella la nostra coscienza individuale e collettiva, influenzando ogni aspetto della nostra esistenza, dalla politica alla cultura, dalla scienza alla quotidianità più intima. In un'epoca in cui il "telegramma" non è più un foglio cartaceo ma un flusso ininterrotto di dati digitali, comprendere questo ciclo diventa fondamentale per navigare la complessità del reale.

La Nascita delle Informazioni: Miti, Dati e Prime Comunicazioni

La genesi dell'informazione è un processo antico quanto l'umanità stessa, affondando le sue radici non solo nell'osservazione empirica ma anche nella tessitura di narrazioni che davano senso al mondo. Fin dai tempi antichi, infatti, la necessità di comprendere e comunicare ha spinto l'uomo a creare sistemi di conoscenza. A tal proposito, il mito è una scienza esatta, come suggerito da Galileo Dallolio, un'affermazione che rovescia la prospettiva comune, elevando la narrazione primigenia a forma di conoscenza strutturata. Lo stesso autore osserva che astronomia e cosmologia trattano questioni specialistiche per definizione. Ma la loro presenza nella vita quotidiana in forma di parole e di simboli che rimandano al cielo e alle divinità di antiche religioni, è smisurata. Questo dimostra come le informazioni più complesse e specialistiche trovino spesso un'eco e una semplificazione nel linguaggio comune, diventando parte integrante del nostro immaginario collettivo.

L'impulso a conoscere, a decifrare l'universo, è una costante. Achille De Tommaso vent'anni fa, nel lontano 2004, pubblicò un libro intitolato "Gli errori dell'Universo", un titolo che già di per sé evoca il desiderio umano di scandagliare le imperfezioni e le anomalie per affinare la comprensione. La ricerca della verità e la sua elaborazione non si limitano però al campo scientifico o filosofico. Giovanni Boschetti ci ricorda che la teologia non rientra nei concetti astratti, come la filosofia; il suo oggetto è l'insieme di fatti concreti, i dati della rivelazione, eventi che trascendono i mezzi dell'espressione umana. L'iconografia si trova nella medesima situazione, di fronte agli stessi fatti. Questo sottolinea come anche le discipline apparentemente più distanti dalla scienza pura si basino su "fatti" e richiedano modalità espressive specifiche per comunicare la propria visione, dalla parola all'immagine. Per esprimere questo capovolgimento di prospettiva, come dice Giovanni Boschetti, sono necessari all'immagine una struttura peculiare, delle modalità espressive particolari, uno stile specifico.

La curiosità, la sete di sapere, è il motore primario della nascita di nuove informazioni e della loro ricerca. Camilla Accornero descrive un'esperienza universale: Leggevo con insaziabile curiosità. E più la comprensione del testo risultava ostica, più ardente il desiderio di conoscere accendeva il mio animo. Questo desiderio, a volte quasi ossessivo, può portare a un'immersione profonda nel sapere, fino a divorare pagina dopo pagina ogni singolo volume che gli Eredi erano riusciti a trafugare dalla Biblioteca della Lobby e, una volta terminata la lettura, ricominciavo daccapo, certo di essermi lasciato sfuggire qualche particolare importante. Un tale approccio evidenzia la complessità e la stratificazione delle informazioni, che spesso richiedono riletture e interpretazioni continue per essere pienamente colte.

Ma la nascita dell'informazione non è solo un atto intellettuale; è anche un bisogno pratico di comunicazione rapida. La storia stessa ci offre esempi illuminanti. Graziano Saibene ci rammenta che il primo che ci ha provato era un soldato ateniese, che voleva solo portare il più presto possibile ad Atene la notizia della vittoria nella battaglia di Maratona sui fortissimi Persiani, ed è passato alla Storia, ma ci ha rimesso la pelle proprio sul traguardo, appena dopo aver comunicato il suo messaggio. Questa è la metafora perfetta di un "telegramma" primordiale, un'informazione vitale consegnata con urgenza, a costo di un sacrificio estremo. Anche la tecnologia, in epoche inimmaginabili, ha contribuito a generare e processare informazioni; Vincenzo Rampolla ci invita a riflettere: se raccontassi che il calcolatore più antico del mondo è di epoca antichissima, inimmaginabile? La scoperta sarebbe sensazionale e ci riporterebbe indietro di più di 2000 anni. La costante ricerca di strumenti per elaborare e generare informazioni, anche in contesti non convenzionali, è illustrata dal fatto che in America esiste un gruppo di astronomi-detective che osservando le stelle, cercano di svelare i misteri contenuti nei capolavori pittorici, dimostrando come la curiosità e la capacità di connettere campi diversi possano portare alla scoperta di nuove e inattese narrazioni. Infine, la stessa idea di continuità e innovazione è esplorata in quesiti fondamentali come quello posto da Achille De Tommaso: Uno dei nodi più affascinanti e controversi della filosofia contemporanea è la domanda se esista una reale continuità tra l'essere umano e la macchina. La nascita dell'informazione, quindi, è un fenomeno multiforme, che spazia dal mito alla scienza, dal desiderio individuale di conoscenza alla necessità storica di comunicazione rapida, spesso intrecciandosi con le sfide etiche e filosofiche del nostro tempo.

Origine e trasmissione del sapere antico

La Crescita e la Diffusione: Canali, Narratività e Molteplicità di Voci

Una volta generata, l'informazione inizia il suo percorso di crescita e diffusione, alimentando un sistema complesso di canali e narrazioni che ne amplificano la portata e ne modellano la percezione. I media, i dibattiti politici, le conversazioni quotidiane e le piattaforme digitali agiscono come vasi comunicanti attraverso i quali i "telegrammi" moderni si propagano, spesso assumendo forme e significati diversi.

La narrazione mediatica, in particolare, gioca un ruolo cruciale nel definire il contesto delle informazioni. Paolo Molena osserva criticamente che dopo il 24 febbraio, “C'è un aggressore e c'è un aggredito!”. Dal 24 febbraio questa è una parola d'ordine che precede qualsiasi dibattito sulla guerra in Ucraina e che il conduttore di turno ha il compito di ripetere. Questa dinamica mostra come le informazioni possano essere incorniciate entro schemi predefiniti, limitando la complessità del dibattito. Allo stesso modo, le narrazioni sulla crescita femminile, un tema di grande attualità, vengono spesso filtrate e reindirizzate: ultimamente si parla molto della crescita femminile, ma cosa si intende veI media parlano molto di resilienza, competitività, ed altro, nel calderone di quello che loro intendono crescita femminile, come fa notare Stefania Marcotti. Ciò suggerisce una tendenza dei media a interpretare e re-impacchettare le informazioni per adattarle a determinate agende o a semplificazioni eccessive.

La diffusione delle informazioni si confronta anche con la manipolazione e la falsificazione storica. Achille De Tommaso smaschera una retorica comune affermando: oggi i guru-dell'economia ci dicono che “i dazi non hanno mai fatto bene a nessuno”; e questa è, dal punto di vista storico, una balla pazzesca. Questa osservazione evidenzia come anche informazioni che si presentano come verità economiche inconfutabili possano essere distorte o prive di fondamento storico, alimentando un "inganno dei popoli" come lo definisce Camilla Accornero. In un'epoca dove i guru-dell'economia ci dicono che “i dazi non hanno mai fatto bene a nessuno”, è fondamentale mantenere un occhio critico, poiché l'informazione può essere veicolo di convinzioni errate.

Il flusso costante di dati e la loro veicolazione possono talvolta generare uniformità nel comportamento e nel pensiero. Camilla Accornero descrive con acume: si muovono in massa come un sol uomo, esseri amorfi resi tali per incarnare quello che un tempo era stato il desiderio di plasmare l'utopico consumatore globalizzato, i cui desideri sono veicolabili e veicolati dalle leggi di mercato. Questo meccanismo trasforma gli individui in "ingranaggi" di un sistema di consumo e informazione, dove la molteplicità delle voci rischia di annegare in una monocultura. La questione della fiducia nelle fonti è quindi cruciale: Graziano Saibene domanda implicitamente: I governi ci imbrogliano? Il caso inglese. 8 gennaio 2023, il giorno più nero di una città luminosa. Episodi di questo tipo minano la credibilità delle istituzioni e rafforzano la diffusione di teorie alternative, come quella, definita “complottista” da molti media, che afferma che il 5G è in qualche modo responsabile del coronavirus, riportata da Achille De Tommaso.

La crescita delle informazioni si manifesta anche nel ricordo e nella celebrazione. Il 2017, come ci ricorda Mauro Lanzi, è stato un anno di grandi e significative ricorrenze, legate, in qualche misura, tutte alla Grande Guerra. La storia stessa è un serbatoio infinito di informazioni che vengono costantemente rilette e reinterpretate. La comprensione del passato è spesso frutto di un'analisi dettagliata: la decisione di entrare in guerra con l'Austria fu, come visto, un'operazione di vertice, condotta da un numero ristretto di ministri e funzionari, sotto l'egida del Re. Così, la complessa struttura politica che reggeva lo stato e le sue carenze diventa oggetto di studio e dibattito, come nel caso della Guerra dell'Italia (5) L'Italia in guerra, in cui "La mancata resistenza di reparti della II° Armata vilmente ritiratisi senza combattere, o ignominiosamente arresisi al nemico, ha permesso alle forze austro germaniche di rompere la nostra ala sinistra sulla fronte Giulia", fornisce una narrazione critica di eventi storici.

Ma la diffusione delle informazioni non è solo macro-storica; è anche profondamente personale. I momenti di condivisione autentica tra amici, indicati da ripetizioni come "Tra amici …….", rappresentano un canale essenziale per la circolazione di informazioni, emozioni e opinioni. Anche la nostalgia, quel sentimento che coinvolge sempre noi vecchi nel ricordo di un irripetibile passato, come dice Mario Moncada di Monforte, è una forma di trasmissione di informazioni culturali e affettive.

Nel contesto della crescita delle informazioni, emerge anche il tema della partecipazione civica. L'evento di Pontida, con le sue transenne, polizia, carabinieri, autoambulanze, furgoni, squadre di pronto intervento. Niente auto, solo pullman, descritto da Vincenzo Rampolla, è un esempio di come le informazioni su un raduno politico si traducano in un'organizzazione logistica complessa e visibile. Allo stesso modo, le elezioni americane, con l'incertezza sul loro esito, mostrano come la politica sia un terreno fertile per la produzione e la speculazione di informazioni: Nessuno, assolutamente nessuno. Nel Partito repubblicano su 100 persone 98 sono in favore di Trump e si identificano con lui, simbolo che rappresenta i valori di base del Gop (Great old party), nota Vincenzo Rampolla. Questo evidenzia il potere dell'identificazione politica nel plasmare la percezione delle informazioni.

In questo vortice di informazioni, l'individuo cerca di orientarsi, di selezionare ciò che è rilevante. Graziano Saibene confida: oggi di proposito non ho voluto leggere o ascoltare i commenti a caldo dei miei giornali e notiziari preferiti: forse lo farò più tardi. Questa scelta consapevole di procrastinare l'assimilazione delle notizie testimonia la necessità di un filtro personale. Anche il contesto artistico contribuisce alla crescita e diffusione delle informazioni: la mostra “Oggetti d'evasione”, realizzata con le creazioni dei detenuti-designer del carcere di Bollate, menzionata da Giacomo Ghidelli, offre una prospettiva inattesa sulla capacità di generare e condividere messaggi anche in condizioni di privazione. La diffusione di informazioni, quindi, è un processo dinamico e multi-sfaccettato, che intreccia media, politica, storia, e dimensioni personali, influenzando continuamente la nostra comprensione del mondo.

LE FONTI CEO SUMMIT | EVOLUZIONE DEI MEDIA E DELLA COMUNICAZIONE - 6 OTTOBRE 2022

L'Ingestione e l'Assimilazione: L'Impatto delle Informazioni su Individui e Società

Dopo la loro nascita e diffusione, le informazioni vengono ingerite e assimilate, un processo che non è passivo ma attivo, fatto di interpretazione, reazione e memoria. Questo assorbimento ha un impatto profondo sugli individui e sulla società, modellando convinzioni, comportamenti e il senso comune. Le notizie, le narrazioni, le immagini che ci raggiungono ogni giorno non sono solo dati, ma elementi costitutivi della nostra realtà percepita.

L'impatto emotivo e psicologico delle informazioni è spesso immediato e potente. Davide Torrielli descrive vividamente come i giornali di mezzo mondo ruotano violente immagini di quanto temevamo di vedere e nel nostro inconscio e che ci aspettavamo di vedere comparire all'orizzonte laddove c'è una guerra in corso: tutto come da copione. Questa frase cattura la dinamica con cui le notizie di conflitto non solo informano, ma anche confermano aspettative latenti e condizionano l'immaginario collettivo. Allo stesso modo, la percezione degli eventi politici può essere influenzata da narrazioni quasi televisive, come quando Davide Torrielli osserva che gli italiani, attoniti, hanno assistito, loro malgrado, ad una nuova puntata di “Beautiful”, che, però, non si è svolta a Los Angeles, ma a casa nostra. Questo paragone evidenzia come la cronaca politica possa essere vissuta come una serie di eventi drammatici, assimilati dal pubblico con un misto di stupore e coinvolgimento quasi da spettatore.

La capacità di discernimento nell'ingestione delle informazioni è una sfida continua. Camilla Accornero riflette sul dubbio che, giorno dopo giorno, mandava lentamente in cortocircuito la limitata capacità di discernimento del docente di mezz'età che era in me, quando si confrontava con la domanda se una certa visione fosse delirio complottista o ragionevole critica alla società del suo tempo?. Questo evidenzia la difficoltà, anche per figure intellettualmente preparate, di distinguere la verità dalla distorsione in un contesto di informazioni sempre più complesse e polarizzate. La memoria, in questo processo, gioca un ruolo cruciale, ma a volte è lacunosa: Davide Torrielli sottolinea che i consumatori abbiano la memoria corta, anzi, cortissima, una caratteristica che può influenzare le decisioni economiche e la percezione delle tendenze. L'oblio rapido delle informazioni passate rende la società vulnerabile a cicli di errore o a manipolazioni che sfruttano questa mancanza di memoria storica.

La nostalgia è un altro modo in cui le informazioni del passato vengono assimilate, rielaborate e proiettate nel presente. Mario Moncada di Monforte la definisce come il sentimento che coinvolge sempre noi vecchi nel ricordo di un irripetibile passato. Questo tipo di assimilazione è profondamente personale e emotiva, un dialogo costante con il proprio vissuto e con le informazioni che lo hanno formato. Anche la cultura popolare contribuisce all'assimilazione, come nel caso di una prima strofa di un samba de Gilberto Gil, usato e abusato come colonna sonora di quasi tutti i filmati che esaltano questa città, citato da Graziano Saibene. Una singola informazione, in questo caso una melodia, diventa un simbolo che viene "ingerito" e riproposto in contesti diversi, rafforzando un'immagine collettiva.

L'ingestione delle informazioni può portare a cambiamenti di prospettiva radicali. Simonetta Greganti Law racconta: È bastato un sì e la mia vita è cambiata da un momento all'altro. Un singolo "telegramma" di informazione, una decisione, ha la capacità di alterare completamente il corso degli eventi personali. Anche l'interpretazione dei simboli e delle parole quotidiane rivela un processo di assimilazione profondo: “Sei una persona squisita”; “la passione che divora”; “mangiare di baci”, in molti modi di dire si celano significati non immediatamente evidenti, e questo accade anche quando parliamo di due attività umane per eccellenza: cibo e sesso, osserva Mara Antonaccio. Questo dimostra come le informazioni non siano sempre esplicite, ma richiedano un'assimilazione culturale e interpretativa.

A volte, l'impatto delle informazioni è così forte da generare un senso di disorientamento, come descritto da Nazzareno Lasagno: Sirena di ambulanza in avvicinamento. Mi sento strano. Mi sembra che il mondo sia capovolto, come se avessi le gambe in aria e la testa in giù. Vedo tante persone con maschere che lasciano scoperti solo gli occhi, sono occhi inespressivi, sguardi sconsolati, rassegnati, senza vita. Questa è una reazione viscerale all'ingestione di informazioni su una crisi, che trasforma la percezione stessa della realtà. Il confronto con la brutalità della storia, come quella ricordata dalla Giornata della Memoria della Shoah, è un processo di assimilazione collettiva essenziale, anche se a volte compete con l'attenzione per le notizie immediate, come quando Annalisa Rabagliati nota che in questi giorni non se ne sta parlando molto, perché l'attenzione di quasi tutti è focalizzata, giustamente, sull'elezione del prossimo Presidente della Repubblica. La lotta per l'attenzione è una caratteristica distintiva dell'ingestione di informazioni nell'era moderna.

Il modo in cui le informazioni vengono assimilate può anche essere influenzato da schemi culturali e da modi di dire radicati. Davide Torrielli, citando i detti piemontesi a lui tanto cari, ci introduce a espressioni come ‘a campa i dadi …. Si dice di chi repentinamente perde il controllo ed impazzisce, facendo cose senza senso. Questi "telegrammi" culturali mostrano come l'informazione non sia solo logica, ma anche intuitiva e legata a codici condivisi. Anche i comportamenti devianti e delittuosi, che Giorgio Panattoni legge e sente tutti i giorni, rappresentano informazioni sociali che la collettività cerca di ingoiare e comprendere, spesso con difficoltà.

Infine, l'assimilazione delle informazioni può portare a una riflessione sul proprio ruolo nella società e alla ricerca di un significato più profondo. Davide Torrielli elenca una serie di opportunità: Pulire gli argini dei fiumi, raccogliere rifiuti, plastica negli oceani o per le strade, collaborare nel sociale e nel volontariato, insomma un sacco di opportunità per impegnare il proprio tempo e cercare di mantenere collegati sinapsi e neuroni. Questo suggerisce che l'ingestione di informazioni sulla condizione del mondo può stimolare un desiderio di azione e impegno, trasformando la mera ricezione in un catalizzatore per il cambiamento. Le informazioni, quindi, vengono continuamente elaborate, digerite e metabolizzate, lasciando un'impronta indelebile sulla nostra coscienza individuale e collettiva.

Impatto delle notizie e della disinformazione

Il Flusso Costante: L'Informazione nell'Era del "Telegram" Globale

L'attuale contesto è definito da un flusso ininterrotto di informazioni, un vero e proprio "telegramma" globale che non si ferma mai, plasmando la nostra percezione della realtà in tempo reale. Questo ambiente digitale e interconnesso ha trasformato radicalmente il modo in cui le informazioni nascono, crescono e vengono ingerite, rendendo la velocità e l'ubiquità le sue caratteristiche dominanti.

Il tema della rapidità e dell'immediatezza è onnipresente. La stessa cronaca politica, pur non essendo un film, si presenta con ritmi frenetici, come nella saga di JR stile anni '70 che prosegue, citata da Davide Torrielli, in cui negli United States of America si sta consumando l'ennesimo episodio del reality di Zio Donald e Nonno Joe. Questo paragone evidenzia come la politica sia diventata uno spettacolo continuo, un "telegramma" di eventi e dichiarazioni che si susseguono senza sosta. Anche gli eventi internazionali si svolgono a ritmi serrati: Vincenzo Rampolla ricorda come il 1° luglio, inizia il conto alla rovescia. B. Netanyahu (Bibi) secondo il piano definito con D.Trump, mercoledì ha iniziato l'annessione a Israele di parte della Cisgiordania. Questi "telegrammi" geopolitici si diffondono istantaneamente, con implicazioni immediate.

La natura pervasiva delle informazioni digitali solleva anche questioni complesse, come il binomio tra l'ostinata difesa della privacy ed i vantaggi derivanti dall'essere inseriti in un contesto globale e digitale di sharing mondiale di tutto o non so cosa, su cui Davide Torrielli riflette da mesi. Questo è un "telegramma" in sé, un messaggio che ci arriva costantemente sull'equilibrio precario tra la protezione dei dati personali e i benefici derivanti dalla condivisione capillare. In questo contesto, anche i trend, le mode, i cicli culturali si muovono con estrema velocità: Davide Torrielli osserva che sta tornando di moda il “double face”! Se avete qualche indumento nell'armadio che aveva questa caratteristica della fine del secolo scorso, non dateli via in quanto stanno tornando!. Questo suggerisce che anche le informazioni sui consumi e sulle tendenze si comportano come "telegrammi" effimeri, con cicli di nascita e rinascita rapidissimi.

Il flusso costante di informazioni include anche le riflessioni sul futuro e le sfide contemporanee. La domanda di Vincenzo Rampolla 2016: Dove va l'Europa? è un esempio di come le informazioni sulle dinamiche politiche e sociali stimolino interrogativi continui sul futuro. Allo stesso modo, l'interrogativo di Davide Torrielli su come ne usciamo? riguardo al Covid-19, rappresenta un "telegramma" che la pandemia ha inviato a tutta la società, ponendo la necessità di soluzioni e di una rapida assimilazione di nuove conoscenze scientifiche e sociali.

La fatica di elaborare questo volume immenso di informazioni è palpabile. Il commento di Gianni Di Quattro, secondo cui l'attuale momento politico, sociale ed economico è proprio brutto. Ho cercato un termine appropriato per definirlo bene e alla fine ho pensato che niente è più brutto di brutto, esprime il senso di oppressione che può derivare da un eccesso di "telegrammi" negativi. La sensazione di essere in un periodo difficile è una "informazione" in sé, un'onda che influenza l'umore collettivo. Anche la politica, spesso, sembra ridursi a un teatro di discussioni continue, con giorni nei quali la prima fila a teatro degli attori vede senza dubbio tenere banco a folle di politici che nuovamente discutono, come descritto da Davide Torrielli. Questo spettacolo costante di dibattito è un "telegramma" che la cittadinanza riceve, spesso senza soluzioni concrete.

Eppure, in questo flusso incessante, ci sono anche momenti di riflessione personale e di ricerca di significato. Simonetta Greganti Law, in una lettera aperta alla Sindaca Virginia Raggi, esprime un sentimento amaro: Sì, proprio infame questo mondo al punto da non permetterci più di poter cantare “Quanto sei bella Roma”. Questo "telegramma" personale di disillusione si inserisce nel più ampio dibattito sul degrado urbano e sociale. Allo stesso modo, la percezione di fatti e di comportamenti devianti e delittuosi, sovente senza motivo o con cause difficili da comprendere e ancor più da giustificare, come riportato da Giorgio Panattoni, sono "telegrammi" costanti che mettono alla prova la nostra capacità di comprensione e di risposta etica. L'esperienza personale di Margherita Barsimi che ha letto l'articolo sul colore giallo e ha partecipato a corsi in UNI3 tra cui Cromoterapia e Mandala è un "telegramma" che mostra come le informazioni estetiche e spirituali vengano anch'esse assimilate e condivise.

Il "telegramma" globale è un mosaico di voci, dalla più politica alla più intima. La nostalgia per un passato irripetibile, già citata da Mario Moncada di Monforte, è un "telegramma" emotivo che viaggia attraverso le generazioni. La celebrazione di eventi culturali, come il concerto per la Giornata della Donna di cui si occupa Annalisa Rabagliati, è un "telegramma" di valori e tradizioni che vengono mantenuti vivi. Anche le critiche dirette, come il riferimento di Ruggero Cerizza allo scritto “… ho le orecchie che sanguinano, Giorgia!”, sono "telegrammi" che riflettono reazioni forti al dibattito pubblico.

In ultima analisi, l'era del "telegramma" globale richiede una costante attenzione e una capacità critica sviluppata. Non si tratta solo di ricevere informazioni, ma di capire come nascono, come si propagano e come ci "ingoiano", influenzando ogni aspetto della nostra esistenza in un ciclo continuo e dinamico.

LE FONTI CEO SUMMIT | EVOLUZIONE DEI MEDIA E DELLA COMUNICAZIONE - 6 OTTOBRE 2022

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