Le malattie a trasmissione sessuale (MTS) sono infezioni che si trasmettono, principalmente, attraverso le relazioni sessuali senza protezione. La loro incidenza e la varietà dei patogeni coinvolti rappresentano una sfida significativa per la salute pubblica globale. Esistono più di 30 tipi diversi di MTS, e se queste infezioni non vengono identificate e persistono nel tempo, possono arrivare a occasionare serie complicazioni nell’ambito dell’infertilità di coppia. Questi tipi di infezioni, che colpiscono sia uomini che donne, generano difficoltà per raggiungere la gravidanza dato che possono provocare alterazioni come l’ostruzione delle tube di Falloppio, infiammazione testicolare, peggioramento della qualità del seme o problemi d’infertilità d’origine sconosciuta. In questo contesto, l'attenzione si concentra sempre più su microrganismi come l'Ureaplasma e il Mycoplasma, che, sebbene a volte considerati commensali del microbioma umano, possono trasformarsi in patogeni quando l'equilibrio delicato si rompe.
Ureaplasma e Mycoplasma: Identità e Caratteristiche Distintive
Il termine "Mycoplasma" è un'ampia categoria usata per riferirsi a qualsiasi membro della classe Mollicutes, che include sia Mycoplasma che Ureaplasma. All'interno di questa classe, il genere Mycoplasma comprende oltre 100 specie diverse e, alcune, sono in grado di infettare l’essere umano causando diverse forme d’infezione. In particolare, possono localizzarsi nell’apparato respiratorio o genitale. La sottospecie Mycoplasma pneumoniae è la più studiata e, sebbene tipicamente associata alla “polmonite atipica” (perché non responsiva agli antibiotici), è in grado di colonizzare anche altri distretti, tra cui pelle, sistema nervoso centrale, sangue, cuore e articolazioni.
Gli ureaplasmi sono un genere specifico di batteri che appartiene alla famiglia dei mycoplasmi. L’Ureaplasma è un microrganismo che prende la sua energia dall’urea - da qui deriva il nome del batterio - per crescere e replicarsi. Questa caratteristica metabolica spiega perché gli ureaplasmi possono essere trovati nei sistemi urogenitali femminile e maschile, inclusi cervice, mucosa vaginale, endometrio, liquido amniotico e placenta (durante la gravidanza), uretra e liquido seminale, dove si attaccano sulla superficie degli spermatozoi.
Questo genere è diviso in due specie principali: Ureaplasma urealyticum e Ureaplasma parvum. Una delle loro peculiarità più significative è la dimensione molto ridotta e la mancanza di una parete cellulare. L’ureaplasma ha dimensioni molto ridotte e non ha una parete cellulare, il che lo rende unico tra i batteri. La totale assenza di parete cellulare li rende insensibili agli antibiotici che agiscono sulla sintesi di quest'ultima, come le penicilline o le cefalosporine. A causa delle sue dimensioni ridotte, l’ureaplasma è quasi impossibile da vedere al microscopio, rendendo la sua identificazione più complessa rispetto ad altri batteri.
L’ureaplasma è stato spesso considerato uno dei batteri costituenti il microbioma vaginale ma, nonostante viva in equilibrio con i nostri tessuti, capita che venga associato a una serie di problematiche quando questo equilibrio si rompe. Similmente, specie come Ureaplasma, Mycoplasma genitalium e Mycoplasma hominis possono essere isolate in una percentuale che raggiunge l’80% delle donne sessualmente attive, ma ovviamente questi microrganismi non sono invariabilmente correlati ad un’infezione attiva. L’ureaplasma è quindi spesso una componente attiva e normale del microbioma umano, che può presumibilmente trasformarsi in una minaccia in caso di proliferazione eccessiva e fuori controllo. Le differenze cliniche tra U. parvum e U. urealyticum devono ancora essere chiaramente definite perché è piuttosto recente il riconoscimento come specie separata, quindi l'attuale presentazione non terrà conto di questa distinzione, considerandoli congiuntamente per la maggior parte delle complicanze.

Modalità di Trasmissione e Fattori di Rischio
La trasmissione dell'infezione da ureaplasma avviene principalmente attraverso il sesso vaginale, orale o anale non protetto. Gli ureaplasma vengono tipicamente trasmessi attraverso i rapporti sessuali e riescono a colonizzare facilmente vagina e uretra (il canale che consente l’espulsione dal corpo dell’urina). Questa modalità di trasmissione sessuale rende cruciale la consapevolezza e l'adozione di pratiche sessuali sicure per prevenire la diffusione dell'infezione.
Oltre alla trasmissione sessuale, il batterio può essere trasmesso anche per via verticale dalla madre al bambino, sia durante la gravidanza che al momento del parto. Solitamente, in questi casi, l'infezione viene eliminata nel giro di qualche settimana. È raro che possa essere isolato in bambini e adulti sessualmente inattivi, suggerendo una certa capacità del sistema immunitario infantile di risolvere spontaneamente l'infezione. Tuttavia, la presenza in soggetti con sistema immunitario indebolito può aumentare la suscettibilità allo sviluppo d’infezione, rendendo questi individui più a rischio di complicanze.
Fattori che possono aumentare la suscettibilità all'infezione e alle sue potenziali conseguenze includono avere più partner sessuali, praticare sesso non protetto e avere una storia di altre malattie a trasmissione sessuale (MTS). Per quanto riguarda il Mycoplasma genitalium, ad esempio, chiunque sia sessualmente attivo può essere a rischio di contrarlo. Le persone con una storia di altre IST sono più soggette al Mycoplasma genitalium, e gli individui che hanno un sistema immunitario indebolito, come le persone affette da HIV, possono essere più inclini a sviluppare complicanze a lungo termine.
Malattie sessualmente trasmissibili e prevenzione
La Natura Spesso Asintomatica e i Sintomi Manifesti
Una delle sfide maggiori nella diagnosi e nel trattamento delle infezioni da Ureaplasma e Mycoplasma risiede nella loro natura spesso asintomatica. La maggior parte delle persone con infezione da Ureaplasma, così come per il Mycoplasma genitalium, non presenta alcun sintomo. Questa assenza di segni evidenti rende difficile sapere se l'infezione è presente e se stia influenzando la fertilità o la salute generale.
Tuttavia, quando l'equilibrio microbico si rompe e la popolazione batterica aumenta eccessivamente, possono manifestarsi una serie di sintomi che variano ampiamente non solo in relazione al distretto d’infezione, ma anche da individuo a individuo. Tra i sintomi più comuni si annoverano:
- Dolore, secrezione e prurito nella zona genitale o durante la minzione.
- Perdite vaginali/dal pene, che possono essere anomale per colore, consistenza o odore. Ad esempio, secrezioni vaginali di colore verdognolo e maleodoranti sono state riportate in contesti clinici.
- Odore vaginale sgradevole.
- Urine torbide, sanguinolente e/o maleodoranti.
- Dolore pelvico o addominale. L’ureaplasma è stato collegato a ulteriori problemi di salute che possono causare dolore nella zona pelvica, addominale o inguinale.
Un esempio concreto di come un'infezione da Ureaplasma possa manifestarsi, anche in un contesto di apparente resistenza alle cure, è il caso di una paziente che ha riportato di soffrire da tre anni di prurito ai genitali esterni, passando da un’infezione all’altra, soprattutto da Candida. Nonostante avesse fatto mille tamponi e assunto tantissime medicine e creme, il problema non si era risolto. Successivamente le è stata trovata l’ureaplasma, con persistenza di prurito, infiammazione e molte secrezioni vaginali di colore verdognolo e maleodoranti. Questo sottolinea la complessità diagnostica e la necessità di considerare questi microrganismi anche in presenza di sintomi persistenti e non risolvibili con terapie standard per altre infezioni.
Complicanze e Patologie Associate a Ureaplasma e Mycoplasma
Le infezioni da Ureaplasma e Mycoplasma possono, quando non adeguatamente controllate, sfociare in una serie di complicanze e patologie che interessano sia l'apparato riproduttivo che altri sistemi dell'organismo. Tali condizioni possono avere un impatto significativo sulla salute e sul benessere degli individui, con ripercussioni potenzialmente gravi.
Complicanze nell'apparato genito-urinario:
- Vaginosi batterica: L’ureaplasma è anche una possibile causa di vaginosi batterica.
- Uretrite: Ureaplasma parvum (e U. urealyticum) sono stati collegati allo sviluppo di uretrite non gonococcica, ovvero l’infezione dell’uretra (il canale che permette l’espulsione dell’urina/sperma attraverso il pene). Anche il Mycoplasma genitalium è una causa nota di uretrite.
- Vaginite: L'infezione da ureaplasma rientra tra le possibili cause di questa infiammazione della vagina.
- Prostatite: Negli uomini, l'uretra potrebbe raggiungere i testicoli (epididimite) e/o la prostata (prostatite). La prostatite è un'infiammazione della ghiandola prostatica. Simili dubbi sulla patogenicità sorgono in relazione al legame tra Ureaplasma e prostatite, data la sua presenza anche in soggetti sani.
- Epididimite: Infiammazione dell'epididimo, una struttura situata dietro al testicolo.
- Cervicite: Il Mycoplasma genitalium colpisce principalmente l'uretra negli uomini e la cervice nelle donne, potendo causare cervicite.
- Endometrite: Nelle donne, l'endometrite è un'infiammazione del rivestimento dell’utero. Ciò può causare dolore pelvico, sanguinamento o secrezione vaginale anormale e febbre. L'endometrite può anche manifestarsi nel post-partum come complicanza di un'infezione da Ureaplasma non gestita durante la gravidanza.
- Malattia Infiammatoria Pelvica (PID): Nelle donne si è osservata la presenza di Mycoplasma genitalium in correlazione alla malattia infiammatoria pelvica (PID), una condizione che può danneggiare le tube di Falloppio e ostacolare il movimento degli ovuli dalle ovaie all'utero. Questa è una delle complicanze più gravi, con ripercussioni dirette sulla fertilità.
Complicanze sistemiche e nei neonati:
- Malattie respiratorie nei neonati: I neonati nati da madri affette possono sviluppare malattie respiratorie.
- Basso peso alla nascita: È un'altra complicanza potenziale per i neonati esposti all'infezione in utero o durante il parto.
- Corioamniosite: L'infiammazione della placenta è una complicanza grave che può verificarsi in gravidanza.
È importante notare che la presenza di questi microrganismi è stata riscontrata anche in molti soggetti sani, inducendo quindi una certa cautela nel trarre conclusioni definitive sulla loro patogenicità in ogni singolo caso. Ciononostante, rappresentano una percentuale non trascurabile della normale flora batterica vaginale di numerose donne perfettamente in salute. La chiave è il bilanciamento e la proliferazione eccessiva che può portare a queste condizioni.

L'Impatto sull'Infertilità Maschile e Femminile
Il legame tra la presenza di Ureaplasma (e Mycoplasma) e l'infertilità è un campo di ricerca attivo, sebbene il quadro completo sia ancora in via di definizione. Tuttavia, gi ureaplasmi sono stati trovati sia in uomini che donne con problemi di infertilità, suggerendo un ruolo potenziale in questa complessa condizione.
Infertilità maschile:Negli uomini, l’infezione da ureaplasma sembra avere un impatto negativo sulla concentrazione e la morfologia degli spermatozoi, come hanno concluso Linda Farhani ed Al. I batteri possono influenzare il numero di spermatozoi e la loro capacità di muoversi negli uomini. L'ureaplasma può anche attaccarsi sulla superficie degli spermatozoi, potenzialmente compromettendone la motilità e la capacità fecondante. La presenza di U. parvum nello sperma è risultata significativa in alcuni studi, rafforzando l'ipotesi di un suo coinvolgimento nell'infertilità maschile.Tuttavia, il legame tra presenza di Ureaplasma e fertilità è ancora oggi poco chiaro, a differenza del meglio caratterizzato rischio di complicazioni durante la gravidanza. Simili dubbi sorgono in relazione al legame con l’infertilità maschile, dato che gli stessi batteri sono stati isolati anche in molti soggetti sani. Questo richiede una valutazione attenta del contesto clinico prima di attribuire l'infertilità esclusivamente alla presenza di questi microrganismi.
Infertilità femminile:Nelle donne, l’infezione da Ureaplasma sembrerebbe essere coinvolta in un’alterazione della funzionalità tubarica, con successiva infiammazione di queste strutture. L'ostruzione delle tube di Falloppio è una causa nota di infertilità, impedendo l'incontro tra ovulo e spermatozoo. Uno studio ha evidenziato che Ureaplasma urealyticum si trova più spesso nelle donne con infertilità inspiegabile. Inoltre, l’infezione da ureaplasma rende inadatto l’endometrio all’embrione, nella fase d’impianto o in quella successiva, compromettendo così le probabilità di una gravidanza.Per quanto riguarda il Mycoplasma genitalium, sebbene la relazione esatta tra le due problematiche sia ancora in fase di ricerca, diversi studi suggeriscono che possa effettivamente essere correlato all'infertilità. Il preciso meccanismo non è stato ancora completamente compreso, ma si ipotizza che la sua diffusione possa portare a infiammazioni degli organi riproduttivi (come cerviciti ed endometriti), che possono interferire con la fertilità. Nelle donne, la correlazione tra Mycoplasma genitalium e la malattia infiammatoria pelvica (PID) è particolarmente rilevante, dato che la PID può danneggiare le tube di Falloppio e ostacolare il movimento degli ovuli. Alcune ricerche hanno individuato il Mycoplasma genitalium in uomini e donne infertili, ma non è stata ancora accertata una relazione di causa-effetto che lega l’infezione da Mycoplasma genitalium con l’infertilità.
In sintesi, mentre il ruolo di Ureaplasma e Mycoplasma nell'infertilità è supportato da evidenze crescenti, la loro patogenicità non è universale e richiede un'attenta interpretazione clinica, specialmente considerando la loro frequente presenza anche in individui sani.

Ureaplasma e Mycoplasma in Gravidanza: Rischi e Gestione
La presenza di Ureaplasma e Mycoplasma durante la gravidanza rappresenta un campo di particolare preoccupazione a causa delle potenziali complicanze sia per la madre che per il feto. L’Ureaplasma Urealyticum è un batterio che generalmente colonizza le vie respiratorie e genitali. È stato stimato che la sua presenza a livello vaginale in gravidanza vari dal 40% all’80%. Sebbene in molti casi possa essere asintomatica o non causare problemi, nel caso in cui l’infezione risalga alle alte vie genitali, può effettivamente portare allo sviluppo di alcune complicanze serie.
Complicanze specifiche in gravidanza:
- Aborti ricorrenti: Le infezioni possono contribuire a una serie di aborti spontanei.
- Corioamniosite: Si tratta di un’infiammazione della placenta, una condizione grave che può mettere a rischio la gravidanza. La ricerca attuale indica che le infezioni da U. parvum potrebbero causare complicazioni durante la gravidanza, capaci di determinare infiammazione della placenta (corioamniosite).
- Parto pretermine: Questa è una delle complicanze più temute. Se l'infezione non viene gestita, può portare a un parto che avviene prima della 37esima settimana di gestazione. La gravidanza gemellare, di per sé, è fattore di rischio per parto prematuro, con una durata media di 35 settimane, e la presenza di Ureaplasma in questi casi richiede una gestione ancora più accurata.
- Rottura prematura delle membrane: L’ureaplasma è tra le complicanze possibili dell’infezione che includono la rottura prematura delle membrane con nascita pretermine.
- Endometrite nel post-partum: Dopo il parto, l'infezione può causare un'infiammazione del rivestimento uterino.
- Infiammazione materna e fetale: Le infezioni da U. parvum sono state collegate a infiammazione materna e fetale.
- Mortalità neonatale: Purtroppo, in alcuni casi, le complicanze possono portare alla mortalità del neonato.
- Basso peso alla nascita: I neonati possono nascere con un peso inferiore alla norma.
Un esempio delle preoccupazioni legate a queste infezioni in gravidanza è il caso di una futura mamma in gravidanza gemellare alla sedicesima settimana, che lamentava prurito persistente, infiammazione e secrezioni vaginali maleodoranti nonostante una terapia antibiotica precedente. La paziente era giustamente preoccupata, avendo letto su Internet che l’ureaplasma può provocare aborti tardivi e parti prematuri, una paura particolarmente intensa con due gemellini identici in grembo. In casi come questo, è fondamentale instaurare una corretta gestione dell’infezione, considerando la vulnerabilità della gravidanza e i fattori di rischio aggiuntivi come la gemellarità.
È tuttavia importante ribadire che l'Ureaplasma, quando vive in equilibrio con gli altri batteri dell’organismo, come batterio commensale, non causa alcun sintomo. Inoltre, gli ureaplasmi rappresentano una percentuale non trascurabile della normale flora batterica vaginale di numerose donne perfettamente in salute. La chiave è monitorare la situazione e intervenire quando l'equilibrio si altera e si manifestano sintomi o rischi specifici.

Diagnosi Accurata e Opzioni Terapeutiche
La gestione efficace delle infezioni da Ureaplasma e Mycoplasma dipende da una diagnosi tempestiva e accurata, seguita da una terapia mirata. Poiché la maggior parte dei soggetti con infezione non manifesta alcun sintomo, e data la natura asintomatica di molte infezioni, la diagnosi può essere complessa.
Metodi diagnostici:
- Tampone: La diagnosi si effettua mediante tampone. Questo può essere un tampone vaginale, endocervicale o uretrale, a seconda della localizzazione sospetta dell'infezione. In particolare, è bene eseguire tamponi vaginali ed endocervicali completi, soprattutto considerando che l’80% delle pazienti positive per il germe presenta una concomitante infezione da altri patogeni genitali.
- Esame del sangue: Un esame del sangue può essere utilizzato per rilevare la presenza di anticorpi specifici, indicando un'esposizione all'agente patogeno.
- Biopsia su fluidi e tessuti corporei: In alcuni casi, può essere necessaria una biopsia su fluidi o tessuti per identificare direttamente il microrganismo.
- Coltura batterica: Per l'ureaplasma, quando non è possibile esaminare immediatamente il campione, sono necessari terreni di coltura e di trasporto appositi. La crescita batterica nel terreno di coltura può richiedere diversi giorni, rendendo la diagnosi più lenta rispetto ad altri agenti patogeni. È importante ricordare che a causa delle sue dimensioni ridotte, l’ureaplasma è quasi impossibile da vedere al microscopio, rendendo le tecniche di coltura o PCR (Polymerase Chain Reaction) più affidabili.
- Test specifici per Mycoplasma genitalium: Se si sperimentano sintomi come secrezioni anomale, dolore durante la minzione o sensazioni di disagio pelvico, è fondamentale cercare assistenza medica. Il professionista sanitario eseguirà i test necessari, che possono includere un tampone o un campione di urina, per determinare se si è contratto l'infezione da Mycoplasma genitalium.
Opzioni terapeutiche:Una volta confermata la diagnosi, la cura si basa sulla terapia antibiotica. L’ureaplasma è un’infezione facilmente curabile con una terapia antibiotica. Il trattamento dipende dallo stato di salute della donna e dalle specifiche circostanze cliniche. È fondamentale che ogni terapia sia individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo.
- Antibiotici specifici: Gli antibiotici selezionati per un’infezione da ureaplasma sono azitromicina o doxiciclina. Altri macrolidi come l'eritromicina e la claritromicina sono anch'essi efficaci. Per le donne con rottura prematura delle membrane, possono essere trattate con macrolidi (ad esempio claritromicina, azitromicina ed eritromicina). In alcuni casi, possono essere prescritti fluorochinoloni (come la ciprofloxacina). In genere, in condizioni normali, si prevede un ciclo di antibiotici. La paziente menzionata in precedenza, che non aveva risolto il problema con la claritromicina, evidenzia la possibilità di resistenze o la necessità di un'alternativa terapeutica.
- Astensione dai rapporti sessuali: Fino alla completa guarigione, è consigliabile astenersi dall’attività sessuale per prevenire la ritrasmissione dell'infezione al partner e favorire la risoluzione completa.
- Monitoraggio e gestione delle complicanze: Nel caso di una paziente in gravidanza con Ureaplasma urealyticum, la gestione è cruciale. In genere si ricorre a una terapia basata essenzialmente su eritromicina e/o metronidazolo, sempre sotto stretto controllo medico.
È importante sottolineare che poiché l'ureaplasma e il mycoplasma non possiedono parete cellulare, risultano insensibili agli antibiotici attivi sulla sintesi di quest’ultima. Questo aspetto determina la scelta di antibiotici specifici che agiscono su altri bersagli cellulari, come la sintesi proteica.In conclusione, i controlli regolari e gli screening per le IST sono fondamentali, soprattutto se si praticano comportamenti sessuali ad alto rischio o si hanno più partner. Comunicare apertamente con i propri partner sessuali riguardo la propria salute sessuale e la propria storia clinica è altrettanto essenziale per una prevenzione e gestione efficace. Se si sospetta di avere il Mycoplasma genitalium o Ureaplasma, è essenziale cercare un parere medico tempestivo.

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