L’evoluzione del modello assistenziale in ostetricia: verso una gestione basata sulla fisiologia e l’autonomia professionale

L'assistenza alla nascita sta vivendo una trasformazione profonda, guidata dalla necessità di coniugare l'appropriatezza clinica con la centralità dei bisogni della donna. Quando la gravidanza si presenta completamente fisiologica può essere gestita in autonomia dall’Ostetrica/o. Il Governo ha emanato tali direttive il 16 luglio 2010 allo scopo di diminuire l’alto tasso dei tagli cesarei in Italia e di riorganizzare tutto il percorso nascita sul territorio italiano. Questo cambio di paradigma non risponde solo a un'esigenza di razionalizzazione dei costi, ma riflette un profondo riconoscimento scientifico del valore della professione ostetrica nel sostenere l'evento nascita come processo naturale e salutogenico.

rappresentazione grafica del percorso nascita tra territorio e ospedale

Il contesto normativo e l’organizzazione del Percorso Nascita

Il percorso di riforma è stato scandito da tappe fondamentali. Successivamente alla direttiva del 2010, è stato istituito un Comitato Percorso Nascita nazionale che coadiuva e supporta le Regioni nella costruzione della nuova rete dei Percorsi Nascita. Questo impegno è culminato nel 2017, quando sono state definite le Linee di indirizzo per la definizione e l’organizzazione dell’assistenza in autonomia da parte delle ostetriche alle gravidanze a basso rischio ostetrico (BRO).

Tale sforzo normativo è essenziale per contrastare fenomeni di medicalizzazione eccessiva. In media, nel 2020, il 31,12% dei parti è avvenuto con taglio cesareo, con notevoli differenze regionali che comunque evidenziano che in Italia vi è un ricorso eccessivo all’espletamento del parto per via chirurgica (dati Ministero della Salute). Tuttavia, i numeri attestano una diminuzione rispetto agli anni 2000 quando la percentuale di parti mediante taglio cesareo era del 33,2%. L’efficacia di questo modello promosso attraverso le ‘Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo’ è stato dimostrato da numerosi studi scientifici.

Il ruolo della Midwifery nell’evidenza scientifica

Il riconoscimento internazionale del ruolo dell'ostetrica è un pilastro della moderna ostetricia. In particolare, nel 2014, il Lancet ha pubblicato una serie dedicata alla Midwifery: sono stati analizzati più di 470 revisioni sistematiche che includono migliaia di studi definiscono il contributo che le Ostetriche/i offrono in termini di qualità delle cure, alle donne e ai loro neonati in tutto il mondo.

I risultati della ricerca suggeriscono l’identificazione ed il trattamento specifico di quelle situazione patologiche che rappresentano una minoranza, garantendo l’assistenza ostetrica di routine a tutte le donne e con il coinvolgimento di altri professionisti per affrontare le deviazioni dalla fisiologia. Tutti questi obiettivi vengono perseguiti proprio all’interno del Percorso Nascita. L'Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce la gravidanza e la nascita come eventi fisiologici che possono avvenire senza complicazioni nella maggior parte dei casi e sottolinea l’importanza che a tutti i neonati venga fornita un’assistenza di qualità. In questo contesto, l'ostetrica è la figura più qualificata per assistere le donne in gravidanza e i neonati a basso rischio, operando in autonomia nelle situazioni fisiologiche.

Giornata internazionale dell’ostetrica

Gli obiettivi del Percorso Nascita: continuità e umanizzazione

Per Percorso Nascita s’intende l’insieme di tutte le prestazioni offerte per promuovere la salute della donna e del bambino, fornendo un’adeguata assistenza in fase periconcezionale, in gravidanza, durante travaglio e parto e, successivamente, durante l’allattamento ed il puerperio.

Gli obiettivi dell’assistenza ostetrica all’interno del Percorso Nascita possono essere sintetizzati in tre punti fondamentali. Innanzitutto, garantire la presa in carico, la continuità assistenziale ospedale-territorio, l’umanizzazione della nascita e la realizzazione di reti dedicate. Prevedendo percorsi assistenziali differenziati e favorendo la gestione delle gravidanze a basso rischio ostetrico sul territorio si favorisce la prossimità e l’accessibilità ai servizi, nonché la dimensione sociale “di comunità” dell’evento nascita.

Il Percorso Nascita si articola, dunque, in molteplici step, che partendo dalla fase periconcezionale, arrivano al puerperio. Si comincia con la presa in carico dei bisogni prima della donna e della coppia e poi del neonato. Le necessità possono essere di natura clinica, assistenziale, psico-relazionale, sociale. Nelle gravidanze fisiologiche le cure non devono essere invasive. È necessario informare la donna su tutte le azioni che possono favorire la salutogenesi e il mantenimento di uno stato di salute ottimale con il minino intervento.

La relazione terapeutica come fulcro dell’assistenza

Un elemento distintivo del modello ostetrico è l'approccio relazionale. La relazione tra la famiglia e le ostetriche rappresenta il fulcro del parto domiciliare, ma è un principio applicabile a ogni setting. È consigliabile prevedere, prima del parto, un tempo sufficiente (solitamente non oltre le 32 settimane) per poter costruire la relazione terapeutica e intercettare precocemente eventuali condizioni che farebbero decadere questo principio di sicurezza.

Il concetto di relazione è trasversale e deve sussistere sia tra le ostetriche e la coppia, sia tra le ostetriche stesse. Le ostetriche diventano custodi della storia della donna, conoscono le sue dinamiche di salute, le sue caratteristiche corporee e psichiche, personalizzando così l’assistenza. Anche il padre/partner è importante che condivida e dia sostegno al percorso: viene infatti coinvolto il più possibile a partecipare attivamente e a esprimere i propri bisogni. L’approccio relazionale è inclusivo, rispettoso e compassionevole: la diade madre e bambino sono la base attorno a cui si costruisce l’assistenza anche quando ci sono delle complicanze.

Standardizzazione delle procedure per il neonato sano

Per garantire elevati standard di sicurezza, è fondamentale che l'assistenza si basi su evidenze consolidate. Un supporto ostetrico semplificato e basato su pratiche consolidate può garantire ottimi risultati neonatali, mantenendo elevati standard di sicurezza. Una revisione della letteratura ha permesso di identificare pratiche sicure ed efficaci per l'assistenza ai neonati sani in sala parto, successivamente organizzate in una procedura chiara e univoca.

Questo studio mira a raccogliere e analizzare le raccomandazioni provenienti da fonti affidabili riguardo alla gestione ostetrica del neonato sano, allo scopo di sviluppare una procedura standardizzata per la cura dei neonati a basso rischio da applicare in sala parto. Sono state consultate linee guida nazionali e internazionali in lingua italiana e inglese, provenienti da fonti autorevoli come l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Ministero della Salute, il National Institute for Health and Care Excellence e l’American Academy of Pediatrics.

infografica sui passaggi chiave del primo contatto pelle-a-pelle

Per la ricerca sono state utilizzate parole chiave come “gestione del neonato sano”, “pratiche cliniche neonatali”, “allattamento al seno”, “clampaggio del cordone ombelicale” “skin to skin”, escludendo le indicazioni relative ai neonati a rischio o con complicanze. L’indagine ha messo in luce l'importanza del personale ostetrico nella gestione dei neonati sani e nella capacità di intervenire prontamente in caso di necessità.

Il Modello Assistenziale a Conduzione Ostetrica (MACO)

Il dibattito attuale si concentra sull'implementazione del Modello Assistenziale a Conduzione Ostetrica (MACO). Implementare il Modello Assistenziale a Conduzione Ostetrica (MACO) nei setting ostetrici-ginecologici-neonatali, che prevede l’esclusiva presenza di personale ostetrico, coadiuvato da personale di supporto, è l’obiettivo del Documento ‘POSITION STATEMENT’ redatto dall’Ordine della Professione Ostetrica di Roma, patrocinato dalla FNOPO e dagli OO.PP.OO. di Viterbo, Rieti, Latina e dalle Società Scientifiche Sirio, Sirong e Sisogn.

Appropriatezza, sicurezza, prossimità delle cure sono concetti chiave del documento. Silvia Vaccari, presidente della FNOPO, sottolinea che è dovere dell’Ostetrica/o mettere in sicurezza tutte le donne, i bambini e le famiglie di cui si prende cura. È necessario che i nuovi modelli di assistenza e cura siano stilati in virtù di una visione che consideri in maniera congiunta sia l’aspetto sanitario che quello sociale, considerando l'aumento delle condizioni di fragilità e vulnerabilità nella società contemporanea.

L'impegno politico richiesto ai governi locali e nazionali è di riconoscere tale Modello, incrementando nella programmazione dei fabbisogni regionali la domanda/assunzione di personale ostetrico in tutti i setting citati. Nel panorama normativo nazionale, uno dei principali riferimenti è la Legge n. 42 del 1997 che individua e definisce gli ambiti di competenza e responsabilità dell’Ostetrica/o, delineati dal profilo professionale, dal Codice Deontologico e dai contenuti della formazione di base e post-base. L'evoluzione verso una gestione in autonomia non è solo un atto di riconoscimento professionale, ma una strategia clinica per rispondere ai bisogni di salute emergenti della popolazione, migliorando l'integrazione socio-sanitaria e garantendo alle donne una presa in carico globale e rispettosa della fisiologia.

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