La protezione vaccinale contro la meningite nei bambini: guida completa e informazioni scientifiche

La meningite batterica rappresenta una delle patologie più temute in ambito pediatrico, data la sua rapidità di progressione e la gravità degli esiti potenziali. Le meningi, le membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale, sono normalmente sterili e rappresentano un ambiente ideale per la colonizzazione di microrganismi patogeni. Quando questi batteri, tra cui il principale è la Neisseria meningitidis (meningococco), attraversano le mucose e invadono il flusso sanguigno, possono causare gravi malattie. La meningite da meningococco rappresenta un'emergenza medica che va gestita tempestivamente. Se non trattata per tempo, la meningite può causare danni di tipo neurologico permanenti se non fatali per il paziente.

rappresentazione microscopica di Neisseria meningitidis

Il meningococco e le dinamiche di diffusione

Nella popolazione generale, circa il 15% delle persone sono portatrici del batterio Neisseria meningitidis (meningococco) nel naso o nella gola, senza ammalarsi. Esistono 12 gruppi di meningococchi, di cui 5 (A, B, C, Y, W135) sono responsabili della malattia meningococcica invasiva. Se il batterio raggiunge il sangue, può interessare altri organi determinando un quadro clinico ancora più serio (sepsi).

La trasmissione della meningite infettiva si verifica in seguito a un contatto prolungato e stretto con persone affette dalla malattia o portatori sani. Il contagio può avvenire per via aerea (tramite goccioline di saliva e secrezioni nasali disperse parlando, tossendo o starnutendo) o attraverso il diretto contatto di liquidi biologici. Ci si può ammalare di malattia meningococcica a tutte le età, ma la malattia è più comune nei bambini con meno di un anno di età e tra i 12 e i 21 anni. L'incidenza di questa patologia è particolarmente accentuata nei bambini sotto l’anno di vita: studi indicano come i casi di meningococco B si osservino prevalentemente tra il quarto ed il nono mese di vita.

Sintomatologia e complicazioni

Le complicazioni sono comuni nelle infezioni da meningococco. I sintomi tipici della meningite includono: rigidità del collo e della nuca, febbre alta, mal di testa, nausea e vomito, chiazze cutanee diffuse, forte debolezza e prostrazione, alterazione del livello di coscienza e convulsioni. Nei lattanti e nei piccoli bambini, la malattia può manifestarsi, soprattutto nelle fasi incliziali, con segni più sfumati, come mancanza di appetito, irritabilità e febbricola.

In alcuni casi, la meningite ha un decorso fulminante, che può anche portare al decesso in poche ore. Le complicazioni includono la possibilità di amputazioni di arti o segmenti di arti, malattie del sistema nervoso (paralisi, convulsioni o ictus), sordità, disturbi della sfera psico-affettiva e ritardo mentale. La meningite batterica dovuta al meningococco B può determinare conseguenze importanti per il paziente, essendo causa di mielite, encefalite o setticemia.

Come funziona il nostro sistema immunitario?

Il vaccino antimeningococco B: una conquista tecnologica

Lo sviluppo di un vaccino contro il meningococco B ha rappresentato per molto tempo una sfida per i vaccinologi di tutto il mondo. I metodi tradizionali, utilizzati con successo per la messa a punto di vaccini contro gli altri sierogruppi meningococcici patogeni, si sono rivelati fallimentari per questo sierogruppo. Oggi, grazie a una tecnica innovativa denominata "reverse vaccinology", è stato possibile lo sviluppo di un vaccino universale contro il meningococco B, disponibile in Italia.

Il vaccino fornisce una risposta difensiva a largo raggio, essendo costituito da quattro componenti esposti sulla superficie del batterio, scelti per proteggere contro la maggior parte dei ceppi circolanti di meningococco B. Una volta inoculato, il vaccino agisce come stimolo verso il sistema immunitario per la produzione di anticorpi specifici. Grazie a questa vaccinazione, è possibile avere una significativa riduzione sia dei danni che possono derivare dalla malattia meningococcica sia del rischio di morte.

Strategie vaccinali e calendario per l'infanzia

Il calendario vaccinale nazionale include la protezione contro il meningococco sia nell'infanzia sia nell'adolescenza. I vaccini sono inattivati e contengono antigeni di uno o più ceppi di meningococco. Per il meningococco B, le tempistiche variano in base all'età di inizio del ciclo:

  • Lattanti (2-5 mesi): Prevede 4 dosi, con immunizzazione primaria (3 dosi) a partire dai 2 mesi e una dose di richiamo tra i 12 e i 15 mesi.
  • Bambini (3-5 mesi non vaccinati): 3 dosi totali, con due per l'immunizzazione primaria e una di richiamo nel secondo anno di vita.
  • Bambini (6-11 mesi non vaccinati): 3 dosi, con un intervallo di almeno 2 mesi tra le dosi primarie e il richiamo nel secondo anno di vita.
  • Bambini (12-23 mesi): 3 dosi con tempistiche dilatate.
  • Bambini (2-10 anni) e adolescenti: 2 dosi per l'immunizzazione primaria.

È importante sottolineare che il vaccino antimeningococcico di tipo B può essere somministrato in concomitanza ad altri vaccini (come esavalente, pneumococcico, o vaccini per morbillo, parotite, rosolia e varicella), purché iniettato in una sede di iniezione separata.

Il vaccino quadrivalente ACWY

Oltre al B, il vaccino quadrivalente coniugato (ACWY) protegge dai sierogruppi A, C, W e Y. È raccomandato al compimento dei 12 mesi di età e nuovamente in adolescenza. Al giorno d'oggi, tenendo presenti le grandi possibilità di spostamento legate alla globalizzazione, il vaccino quadrivalente può essere effettuato anche in Italia per chi desiderasse una protezione maggiore. Per chi si reca in Paesi ove sono presenti specifici sierotipi, questa vaccinazione è particolarmente indicata.

Sicurezza, tollerabilità ed effetti collaterali

I vaccini coniugati sono stati sviluppati appositamente per i bambini e sono sicuri e generalmente ben tollerati. Gli effetti collaterali comuni includono febbre lieve, irritabilità, sonnolenza o perdita di appetito, nonché reazioni localizzate come gonfiore, dolore e arrossamento (in 1-4 bambini su 10). Per il vaccino contro il meningococco B, in caso di somministrazione contemporanea ad altri vaccini, si riscontrano più frequentemente febbre e reazioni locali. L'uso preventivo di paracetamolo riduce significativamente la frequenza della febbre nei neonati.

infografica sulle reazioni comuni post-vaccinazione

Sebbene siano state segnalate reazioni allergiche gravi, queste sono estremamente rare (da 1 su 100.000 a 1 milione di vaccinazioni). Segni di reazione allergica grave (anafilassi) includono difficoltà nella suzione, debolezza, raucedine, stridore o difficoltà respiratoria, battito del cuore accelerato e pallore. Tali eventi si verificano solitamente nei primi minuti dopo l'inoculazione, motivo per cui è consigliato restare in osservazione per 15-30 minuti dopo la vaccinazione.

Controindicazioni e gestione medica

Non devono essere vaccinati i bambini che hanno manifestato ipersensibilità grave (anafilassi) ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti contenuti nel vaccino. Inoltre, il vaccino non deve essere somministrato a soggetti affetti da trombocitopenia o da qualsiasi patologia della coagulazione che controindichi l'iniezione intramuscolare, a meno che il potenziale beneficio non superi nettamente il rischio.

In presenza di uno stato febbrile acuto, la somministrazione deve essere rimandata. Tuttavia, essa non è da rimandare nel caso di una lieve infezione, come il raffreddore. Le persone affette da determinate patologie che conferiscono un rischio maggiore di contrarre infezioni devono essere vaccinate il prima possibile dopo la diagnosi, seguendo schemi vaccinali specifici in base all'età. È fondamentale informare sempre il proprio medico se il bambino ha qualche grave allergia.

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