Il panorama occupazionale italiano riflette una sfida complessa riguardante il ritorno al lavoro dopo la maternità. In Italia quasi una donna su 5 (con precisione il 18%), d’età compresa tra i 18 e i 49 anni, non torna a lavorare dopo la nascita di un figlio. Un dato preoccupante, che sottolinea la difficoltà nel conciliare vita familiare e lavorativa, quello presente nel “Rapporto Plus 2022 comprendere la complessità del lavoro” che raccoglie i risultati dell'indagine Inapp-Plus. Per contrastare un fenomeno, quello del mancato ritorno a lavoro dopo il periodo di maternità, che interessa una donna su 5, Poste Italiane ha ideato il progetto “Mums at work”. L'azienda, essendo la più grande del Paese e il principale datore di lavoro in Italia con circa 120 mila dipendenti, ha la responsabilità di promuovere una cultura d’impresa fondata sul rispetto e sulla valorizzazione delle diversità e delle pari opportunità.

L'approccio di Poste Italiane alla genitorialità attiva
La Politica di Sostegno alla Genitorialità Attiva vuole offrire una risposta concreta alle persone di Poste Italiane che hanno necessità di conciliare la famiglia attraverso politiche inclusive. Le persone che vi lavorano sono una risorsa fondamentale e l’Azienda ne è perfettamente consapevole, tanto che la “Valorizzazione delle persone” e la “Diversità e l’Inclusione” sono due dei pilastri della strategia di crescita del Gruppo definita nel piano “2024 Sustain & Innovate Plus” presentato dall’AD Matteo Del Fante.
Attualmente la presenza femminile in Poste Italiane supera il 53% degli oltre 120.000 dipendenti del Gruppo. È donna il 44% dei componenti del CDA e il 46% dei quadri e dirigenti. La Policy prevede adeguati percorsi di sostegno e sviluppo finalizzati al benessere individuale e organizzativo delle persone e pone l’attenzione sui programmi di supporto del ruolo genitoriale e sulle azioni per sostenere la condizione femminile. Poste Italiane punta in questo modo a generare, anche attraverso la Policy e le progettualità a sostegno, un’alleanza gestionale capace di superare sistemi culturali e bias disfunzionali per valorizzare l’inclusione nella famiglia così come nel lavoro.
Il progetto "Mums at Work" e il coaching professionale
Attualmente il 97% delle lavoratrici di Poste Italiane torna al lavoro dopo il congedo di maternità. Questo dato Poste Italiane lo ha con stessa metrica utilizzata dall’indice di Bloomberg sulla parità di genere (Bloomberg Gender Equality Index). Per riaccompagnare le donne nel reinserimento in Azienda al rientro dal congedo di maternità l’Azienda ha avviato il progetto dal nome di “Mums at work”, per le neomamme che ha l’obiettivo di facilitare il rientro delle donne, supportandole nella ricerca di un equilibrio fra il nuovo ruolo di madri e quello di lavoratrici.
Il progetto mette inoltre a disposizione anche un percorso di coaching, dedicato per facilitare il ritorno a lavoro. Le madri sono supportate per circa quattro mesi da coach interni all'azienda che aiutano le dipendenti a rimettere a fuoco i propri obiettivi personali e professionali e a conciliare le nuove esigenze familiari e il ritorno alle proprie mansioni in azienda. L’iniziativa, la cui partecipazione è su base volontaria, è attiva da dicembre e sta coinvolgendo un campione di neomamme. Come raccontato da Diana, della divisione Digital, Technology & Operations: “grazie al sostegno, al supporto e all’aiuto della mia coach Monica, è stato tutto molto più semplice, perché mi ha permesso di trovare quello che per me è il giusto equilibrio tra l'essere mamma e l'essere una buona lavoratrice”.
Equilibrio tra lavoro e vita privata: come trovare il giusto Work life balance
Strumenti di welfare e supporto alla genitorialità condivisa
Oltre al coaching, l'azienda propone programmi che valorizzano le competenze genitoriali. Già da diverso tempo Poste Italiane ha avviato un programma che valorizza le competenze genitoriali visto che è stata la prima azienda italiana ad introdurre la piattaforma Maam per affinare e allenare le soft skill che si acquisiscono nel ruolo di madre e favorirne l’utilizzo anche in altri contesti sia lavorativi che sociali. Sono competenze relative ad esempio al problem solving, alla gestione del tempo, all’ascolto ed alla capacità di persuasione.
Avviato nel 2015 e oggi ridenominato Lifeed Genitori, il programma è un percorso per rendere l’esperienza genitoriale un “master” in competenze trasversali. I dipendenti che aderiscono all’iniziativa possono usufruire, infatti, di percorsi on line di self-coaching che favoriscono il raggiungimento di un equilibrio tra vita privata e professionale, vissuto non come conflitto ma come opportunità. Inoltre, Poste Italiane pensa anche ai padri e per questo mira a promuovere la naturale evoluzione verso un sistema di genitorialità condivisa, legato all’aumento costante del coinvolgimento e della partecipazione dei papà negli impegni familiari.
Trattamenti normativi migliorativi e tutele
Per promuovere la cura della famiglia, durante il congedo di maternità e di paternità Poste Italiane eroga il 100% della retribuzione rispetto al pagamento dell’80% previsto dalla legge. L’Azienda, inoltre, riconosce ai genitori che fruiscano dei riposi per allattamento la possibilità di essere assegnati, fino al compimento del primo anno di età del figlio, nel comune di abituale dimora o in un comune limitrofo, nell’ambito della propria Struttura territoriale di appartenenza.
L'azienda sottolinea la sua posizione: «Poste Italiane riconosce universalmente tutte le tutele previste dalla normativa vigente in materia di maternità, inclusi i permessi per allattamento e i congedi parentali. Poste Italiane, inoltre, supporta la genitorialità con una serie di azioni e tutele più ampie rispetto a quelle previste dalla legge». Tra le altre iniziative, sono attivi gli asili nido aziendali PosteBimbi di Roma e Bologna per i figli/nipoti dei dipendenti del Gruppo e, per una quota parte, agli utenti provenienti da enti comunali e terzi in risposta sussidiaria alle esigenze dell’utenza locale. Il servizio è esteso ad oltre 100 famiglie con figli dai 3 ai 36 mesi ed è previsto un contributo per i dipendenti da parte dell’Azienda pari al 55% del valore della retta mensile.

La sfida operativa e le divergenze sindacali
Nonostante l'impegno strutturale, il dibattito sulla reale applicazione di tali politiche rimane vivo, specialmente nei reparti operativi. In alcuni casi, come emerso per il centro meccanizzato di Poste Italiane di via della Ricerca scientifica a Padova, le procedure lavorative possono entrare in contrasto con le esigenze di cura dei figli. I sindacalisti della Cgil, Marianna Cestaro e Stefano Gallo, hanno segnalato criticità relative a turnazioni rigide, sostenendo che: «Tale gestione dei turni sembra ignorare le tutele fondamentali della maternità nonché il diritto alla genitorialità».
La richiesta dei rappresentanti dei lavoratori è di intervenire rimodulando i turni dell’impiegata interessata e garantendo il diritto di allattare il figlio negli orari compatibili con la cura neonatale. Sul punto, l’azienda ribadisce che l’orario di lavoro applicato rientra pienamente nel rapporto di lavoro part-time e che l’organizzazione esclude i turni notturni, in conformità a quanto stabilito dalla normativa di riferimento. Il confronto rimane quindi aperto su come tradurre le politiche di "Work-life balance" in una gestione quotidiana che sia non solo conforme alla legge, ma anche sensibile alle specifiche necessità delle famiglie.
Percorsi di carriera e cultura inclusiva
Lo sviluppo delle competenze manageriali in Poste Italiane passa anche attraverso percorsi di mentoring e coaching. Nel 2022 sono stati oltre 440 i mentor e i mentee con una rilevante presenza di donne (+72% mentee donne e +47% mentor donne rispetto al 2021). Questo impegno si estende anche al contrasto alla violenza di genere, promuovendo attività di sensibilizzazione conformemente al Protocollo di Intesa stipulato con il Ministero delle Pari Opportunità. Messaggi istituzionali di sensibilizzazione su tali temi sono visibili sugli schermi degli sportelli Postamat ATM.
L’Azienda, inoltre, ha introdotto strumenti innovativi come il programma digitale Lifeed MultiMe®Finder, realizzato in collaborazione con la Kellogg School of Management della Northwestern University di Chicago, che consente di esplorare e scoprire le proprie competenze in diversi ruoli di vita. L’obiettivo è quello di investire in misura crescente sulla relazione di fiducia basata su un dialogo continuo tra la donna e il management di riferimento come leva per l’avvio di un accompagnamento strutturato nell’espressione delle proprie capacità personali e professionali. Attraverso l'adozione di un Codice Etico e di diverse politiche e linee guida, Poste Italiane continua a integrare i Diritti Umani e le pari opportunità negli obiettivi ESG del piano strategico aziendale.