L'esercizio della professione di ingegnere libero professionista, o di altre professioni tecniche, richiede l'apertura di una Partita IVA. Per coloro che operano con il regime forfettario, la gestione degli aspetti legati alla maternità presenta specificità importanti da comprendere. Questa guida si propone di fornire un quadro chiaro e aggiornato, delineando come la maternità si interseca con il regime forfettario, con un focus particolare sugli ingegneri iscritti a Inarcassa, ma estendendo le considerazioni anche ad altre categorie di professioniste.
Ingegneri Liberi Professionisti e il Regime Forfettario
Per esercitare come ingegnere freelance o consulente tecnico, è obbligatorio aprire Partita IVA. Il codice ATECO più comunemente associato a questa attività è il 71.12.10 - Servizi di ingegneria e progettazione legati all’ingegneria, che copre le attività degli studi di ingegneria.
Gli ingegneri, in quanto iscritti all’Albo, hanno l'obbligo di iscriversi a Inarcassa (Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza per Ingegneri e Architetti). Questo comporta il versamento di contributi previdenziali e assistenziali. Anche quando si applica il regime forfettario, è fondamentale ricordare che è necessario versare il 4% di Inarcassa come contributo integrativo. Questo importo va aggiunto al compenso in fattura e non è deducibile dalle spese reali, poiché nel regime forfettario non si deducono le spese effettive.
Il regime forfettario offre semplificazioni fiscali significative, tra cui l'esclusione da alcune agevolazioni fiscali e una minore burocrazia, permettendo ai professionisti di dedicare più tempo ai propri progetti. Tuttavia, è essenziale una corretta gestione della fiscalità per trasformarla in un punto di forza dell'attività.

La Maternità per le Lavoratrici Autonome
La tutela della maternità si concretizza in un periodo di astensione dal lavoro riconosciuto alle lavoratrici durante la gravidanza e il puerperio. Durante questo periodo, l'ente previdenziale competente eroga un contributo economico a sostegno del reddito. Questo contributo, erogato in sostituzione del reddito da lavoro autonomo, rappresenta un provento che deve essere dichiarato.
L'indennità di maternità è dovuta anche senza l'obbligo di astensione dall'attività lavorativa per le lavoratrici autonome. Questo significa che una professionista in regime forfettario può continuare a lavorare durante il periodo di maternità, pur percependo l'indennità.
L'indennità di maternità spetta non solo alle future o neo-mamme, ma anche a coloro che adottano o hanno adottato un bambino, o che hanno subito un aborto spontaneo o terapeutico.
Indennità di Maternità INPS (Gestione Separata)
Le lavoratrici iscritte alla Gestione Separata INPS, che non sono pensionate, beneficiano dell'indennità di maternità. Queste lavoratrici sono tenute a versare un contributo con un'aliquota maggiorata, prevista dalla legge per finanziare le prestazioni economiche di maternità.
L'indennità erogata dall'INPS alle lavoratrici autonome iscritte alla gestione separata consiste nel versamento di cinque mensilità, retribuite all'80% del reddito professionale dichiarato nell'anno precedente a quello in cui viene presentata la domanda. I due mesi coperti sono quelli antecedenti la data presunta del parto e i tre mesi successivi alla data effettiva del parto.
Il presupposto per ricevere l'indennità è il rispetto della regolarità contributiva. La domanda può essere presentata tramite patronato o direttamente sul sito INPS, accedendo con credenziali SPID, CIE o CNS.
Un aspetto rilevante è che, se nel secondo anno precedente la nascita il reddito complessivo (non solo professionale) è stato inferiore a €9.354,45, la maternità viene prolungata di altri 3 mesi, arrivando così a 8 mesi di copertura.
Come richiedere la maternità INPS online: guida passo passo 2024 PART2
Indennità di Maternità dalle Casse Previdenziali Private (es. Inarcassa)
Le lavoratrici autonome iscritte a casse di previdenza private, come Inarcassa per ingegneri e architetti, possono usufruire di un'indennità di maternità a determinate condizioni previste dalla propria cassa.
Per le iscritte a Inarcassa, l'indennità di maternità spetta a tutte le donne architetto/ingegnere, indipendentemente dall'anzianità di iscrizione, purché siano in regola con i versamenti contributivi.
L'importo dell'indennità è proporzionale al reddito professionale dichiarato ai fini IRPEF nel secondo anno precedente a quello della domanda. Non essendo richiesti requisiti minimi di anzianità contributiva, l'importo minimo è garantito alle iscritte da meno di due anni, che non possono far valere un reddito nel periodo di riferimento per i conteggi.
La legge (Dlgs 151/2001 Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità) prevede che l'indennità sia pari a cinque dodicesimi dell'80% del reddito professionale denunciato ai fini IRPEF nel secondo anno anteriore a quello dell'evento. La formula per il calcolo è: (Reddito lordo da considerare) x 80% x 5 / 12.
L'indennità viene pagata in un'unica soluzione entro tre mesi dalla nascita. Inarcassa invia la documentazione fiscale necessaria, poiché l'indennità va dichiarata ai fini IRPEF, costituendo a tutti gli effetti un reddito. Il versamento da parte di Inarcassa avviene sempre dopo il parto, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda.
Anche nel caso di adozione o affidamento preadottivo, si ha diritto a un'indennità per cinque mesi a partire dall'ingresso in famiglia del bambino. L'indennità spetta sia per l'adozione nazionale che internazionale, entro i diciotto anni di età del minore.
È importante notare che per le iscritte a Inarcassa non vi è alcun obbligo di sospensione dell'attività durante il periodo indennizzato. L'indennità di maternità non è incompatibile con il reddito professionale.
La domanda va inoltrata dalla propria area riservata su Inarcassa On Line (iOL), nella sezione dedicata. In caso di presentazione della domanda prima del parto, è necessario trasmettere anche il certificato medico comprovante la data di inizio della gravidanza e quella presunta del parto.
Altre Casse e Situazioni Particolari
- ENPAPI: Per le iscritte all'ENPAPI (Ente di Previdenza e Assistenza Pluricategoriale), l'indennità di maternità è garantita anche in caso di reddito molto basso o pari a zero. Se la professionista lavora anche come dipendente part-time, ENPAPI integra l'indennità già percepita fino a raggiungere il minimo previsto dall'Ente.
- ENPAB: Analogamente, per le iscritte all'ENPAB (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Biologi), l'indennità di maternità è garantita anche in casi di reddito molto basso o nullo.
Gravidanza a Rischio
Oltre all'indennità di maternità, è possibile ottenere un sussidio in caso di gravidanza a rischio, qualora non sia possibile svolgere alcuna attività lavorativa. Si tratta di un'indennità per inabilità temporanea assoluta, che richiede documentazione medica attestante che l'attività lavorativa rappresenti una reale minaccia per la gravidanza. Questa indennità viene corrisposta per il periodo di inabilità totale assoluta fino all'inizio del periodo coperto dall'indennità di maternità. Queste due misure di sostegno al reddito non sono incompatibili, ma non possono essere richieste per lo stesso periodo.
Tassazione dell'Indennità di Maternità nel Regime Forfettario
Un aspetto cruciale da chiarire è come l'indennità di maternità venga tassata all'interno del regime forfettario.
L'indennità di maternità percepita dalla lavoratrice autonoma è considerata reddito che deve essere assoggettato a tassazione. In pratica, l'indennità riconosciuta a fronte della maternità rappresenta un provento percepito in sostituzione del reddito da lavoro autonomo. Questo significa che tale indennità deve essere tassata nello stesso modo in cui sarebbe stato tassato il reddito che va a sostituire.
Pertanto, il provento deve essere inserito nel corrispondente quadro della dichiarazione dei redditi relativo al reddito da lavoro autonomo che va a sostituire. Per le lavoratrici autonome che applicano il regime della contabilità semplificata, l'indicazione è nel quadro RE del modello Redditi.

Tuttavia, l'indennità di maternità non deve essere considerata in relazione alla verifica del limite dei compensi minimi legati all'accesso o alla permanenza nel regime forfettario. Questo perché tale provento non rappresenta un ricavo o un compenso derivante dalle diverse attività esercitate, come chiarito dalla normativa di riferimento (art. 68, comma 2, del D.Lgs. n. 151/2001).
Ad esempio, una professionista che percepisce compensi professionali pari a €50.000 e un'indennità di maternità di €17.000, per un reddito complessivo annuo di €67.000, può legittimamente continuare ad applicare il regime forfettario, ai sensi della Legge n. 190/2014, poiché l'indennità non concorre alla verifica del limite di fatturato previsto per il regime.
Estensione dell'Indennità di Maternità/Paternità
A partire dal 2022, la legge riconosce alle libere professioniste e ai liberi professionisti anche il diritto a un'estensione dell'indennità di maternità/paternità per i 3 mesi successivi ai 5 mesi di tutela obbligatoria già previsti dalla normativa vigente. Questa estensione è stata introdotta per fornire un supporto ancora maggiore alle famiglie.
Considerazioni Fiscali Generali per Liberi Professionisti
Il regime forfettario semplifica notevolmente la gestione fiscale, ma è sempre utile avere una panoramica generale sulle voci di spesa che possono ricorrere nello svolgere la professione. Alcune spese, sebbene sostenute nell'esercizio dell'attività, possono avere una deducibilità ridotta ai fini delle imposte sui redditi o una detraibilità limitata ai fini dell'IVA.
Tra gli aspetti pratici da considerare per un libero professionista vi sono:
- Inquadramento fiscale: Comprendere le differenze tra i vari regimi fiscali.
- Fatturazione: Gestire correttamente le fatture, incluse le ritenute d'acconto e la rivalsa dei contributi.
- Spese: Analizzare la deducibilità e detraibilità di spese comuni come telefonia, spese alberghiere, di viaggio, automezzi, rappresentanza e omaggi.
È importante sottolineare che molte delle considerazioni fiscali si applicano ai soggetti in regime IRPEF, ma il regime forfettario presenta delle peculiarità che lo rendono un'opzione vantaggiosa per molti professionisti, grazie alla sua semplicità e alla tassazione agevolata.
La gestione fiscale, se ben pianificata, può diventare un vero e proprio punto di forza per la propria attività professionale, permettendo di ottimizzare i guadagni e di concentrarsi sullo sviluppo del proprio business.
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