Il panorama della bellezza e dell'espressione personale ha subito una profonda trasformazione negli ultimi anni, con confini sempre più fluidi e meno rigidi tra ciò che è tradizionalmente considerato "maschile" e "femminile". In questo contesto di ridefinizione, il fenomeno dei "maschietti che si truccano" emerge come una tendenza di crescente rilevanza, non più relegata a nicchie artistiche o professionali, ma pienamente integrata nella vita quotidiana di molti giovani e non solo. Quella che un tempo era un'esigenza editoriale, un servizio di moda o una necessità cinematografica, come accadeva fino a pochi anni fa, si è evoluta in una forma autentica di autoespressione, sdoganata e abbracciata da un pubblico sempre più vasto. La virilità e il trucco, lungi dall'escludersi a vicenda, si supportano anzi nella costruzione di un immaginario e nella volontà di riconoscersi in un’estetica personale e distintiva.

L'Esplosione del Fenomeno: Dai Maneskin alle Piattaforme Sociali
L'onda di questa nuova tendenza ha trovato un catalizzatore potente e inaspettato nell'ascesa di figure e gruppi musicali che hanno rotto gli schemi tradizionali. Il fenomeno è esploso anche tra i ragazzi e i ragazzini italiani, sdoganato dall’esempio del gruppo rock tra i più seguiti dalle nuove generazioni, i Maneskin che cantano rigorosamente truccati. La loro immagine, audace e iconica, ha avuto un impatto immediato e diffuso, ispirando migliaia di giovani a esplorare il proprio rapporto con il make-up. Così i videotutorial del titolo 'mi trucco come i Maneskin' impazzano e sono seguiti da migliaia di ragazzi, desiderosi di emulare i look dei loro beniamini e di sperimentare con smalti colorati a gogò, rossetti dark, matite, ombretto e glitter per occhi, che sono diventati i nuovi must per lui.
Questa diffusione capillare è fortemente legata al ruolo preponderante dei social media. I teenagers sono infatti i più fertili al trucco no-gender, che scoprono proprio sui social, i quali costituiscono la loro fonte di ispirazione primaria. Attraverso queste piattaforme, si identificano nei loro beniamini in ogni parte del mondo, che fanno outing, che sono fluidi, che giocano col look in nome dell'inclusività e che diventano sempre più numerosi e, soprattutto, truccatissimi, come spiega all'ANSA Chantal Ciaffardini, la guru del trucco dei Maneskin. Questa interconnessione globale e la visibilità offerta dai social media hanno accelerato l'accettazione e la normalizzazione del make-up maschile, trasformandolo da un atto di trasgressione a una scelta personale e creativa ampiamente accessibile.
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È interessante notare come questa tendenza si ponga in contrasto con le preferenze di altre fasce demografiche. Mentre alle giovanissime piace il nude look e si mostrano sui social affaccendate a farsi trattamenti in chiave skincare come pulizia, protezione e nutrimento della pelle ma senza un filo di maquillage, ora a truccarsi ci pensa lui. Questo evidenzia un ribaltamento delle aspettative e delle convenzioni estetiche, dove il trucco impazza e non è più solo coniugato al maschile per esigenze editoriali, servizi di moda o necessità cinematografiche, ma diventa una scelta consapevole di molti.
Oltre il Genere: Una Nuova Espressione di Identità
La terminologia stessa che descrive questo fenomeno è ricca e variegata, riflettendo la complessità e la fluidità delle identità contemporanee. Termini come Genderless, gender-free, ungendered, gender-friendly, gender-neutral e androgino sono utilizzati per descrivere un approccio alla bellezza che trascende le tradizionali categorie binarie. Questo movimento non si limita al mero utilizzo di prodotti cosmetici, ma rappresenta un'affermazione più ampia di libertà individuale e di espressione di sé.
Chantal Ciaffardini, con la sua esperienza che include una laurea in studi orientali e il makeup di molti altri artisti di rilievo come Levante e i partecipanti al talent X-Factor, sottolinea come per la gen Z il trucco al maschile sia già sdoganato. Questo non significa che l'interesse sia esclusivo dei più giovani; al contrario, come precisa Ciaffardini, certo non mancano i sessantenni che le chiedono di applicare il correttore per cancellare le occhiaie, ma il fenomeno è in evidente aumento soprattutto tra i quattordici e i trentacinque anni in Italia. Questa fascia d'età è particolarmente incline a sperimentare, e l’aspetto ha sempre più importanza per comunicare la propria personalità, rendendo il trucco uno strumento potente per manifestare la propria individualità.
L'identità, adesso, passa attraverso alcuni step del trucco, dai divi dei più piccoli a quelli più grandi, capitanati da Fedez che al look colorato non rinuncia, smalto in primis. Questa tendenza è una chiara indicazione di come i confini tradizionali della mascolinità si stiano ampliando, incorporando elementi che una volta sarebbero stati considerati incongruenti. Il trucco, in questo contesto, diventa un mezzo per definire e comunicare chi si è, piuttosto che conformarsi a norme predefinite. È un invito a esplorare e a celebrare la propria unicità, senza timori di giudizio o di etichette restrittive.
I Prodotti e le Tendenze: Cosa Usano (e Cosa Evitano) i Ragazzi
L'approccio al make-up maschile, sebbene in forte crescita, non è un'imitazione diretta delle routine femminili, ma piuttosto un'adattamento che tiene conto delle caratteristiche e delle esigenze specifiche. Chantal Ciaffardini spiega quali sono i prodotti più in voga tra i ragazzi. Il prodotto più usato, oltre allo smalto con decori e simboli colorati, è il correttore, insieme alla BB cream, applicata a scopo correttivo per cancellare le imperfezioni e dare un colorito migliore alla pelle. Questi prodotti sono spesso scelti per ottenere un aspetto più curato e uniforme, senza necessariamente alterare drasticamente i lineamenti naturali. La BB cream, in particolare, offre un'alternativa leggera e meno coprente rispetto al fondotinta tradizionale, ideale per chi cerca un effetto "non truccato" ma migliorato.
È sdoganata inoltre la matita, irrinunciabile per avere uno sguardo più intenso. Questo semplice strumento può fare una grande differenza nel definire gli occhi, aggiungendo profondità e carattere allo sguardo maschile. Seguono gli ombretti di qualsiasi tonalità e i glitter per occhi, applicati dai più coraggiosi per uscire la sera e per le occasioni speciali. Questi prodotti, più audaci, sono riservati a contesti in cui l'espressione artistica e l'estro creativo sono più liberamente accettati e incoraggiati, come serate a tema, concerti o eventi speciali.

Tuttavia, esistono anche prodotti da trucco banditi per lui, o almeno sconsigliati in certi contesti per evitare effetti indesiderati o artificiali. Se in via generale i ragazzi possono usare tutto ciò che vogliono per essere liberi, originali e sentirsi meglio e tutto dipende dal contesto, Chantal Ciaffardini consiglia di evitare il mascara che agli occhi maschili dà l’aria da cerbiatto e leva quella naturale intensità che ha il loro sguardo. La sua raccomandazione si basa sull'idea di preservare l'autenticità e la potenza espressiva tipica dello sguardo maschile. Inoltre, è meglio evitare ombretti troppo accesi, se non per feste particolari, optando invece per nuance più scure, più accattivanti e versatili per un uso quotidiano o per occasioni meno formali. Un prodotto infine molto difficile da indossare è il rossetto, che richiede una certa sicurezza e un contesto specifico per essere portato con disinvoltura da un uomo.
Questi consigli dimostrano come l'applicazione del make-up maschile sia un'arte che richiede discernimento e consapevolezza del proprio stile e del contesto in cui ci si trova, contribuendo a sfatare il cliché che il trucco sia una faccenda da donne. L'obiettivo non è imitare, ma esprimere, adattare e innovare, nel rispetto della propria identità.
Tra Storia e Contemporaneità: Icone e Influenze
La storia ci offre numerosi esempi di figure maschili che hanno utilizzato il trucco come strumento di espressione, di affermazione artistica o di creazione di un personaggio. Questi precursori hanno contribuito a spianare la strada per l'attuale ondata di accettazione e sperimentazione. David Bowie, il mai dimenticato, ha fatto del trasformismo la sua carta vincente, diventando un'icona di stile e un simbolo della fluidità di genere attraverso i suoi look audaci e camaleontici. Anche Boy George, un cantautore e dj inglese, è noto per il suo uso distintivo del make-up, che ha contribuito a definire la sua immagine e la sua musica. Renato Zero, all'anagrafe Renato Fiacchini, è un personaggio provocatorio dei primi anni '60, che ha sempre giocato con il trucco e l'estetica androgina per esprimere la sua arte e la sua personalità unica. La figura di Johnny Depp è resa ancora più misteriosa da un sapiente uso del trucco, che lo ha aiutato a caratterizzare molti dei suoi indimenticabili personaggi cinematografici. Adam Lambert, cantante che ha preso il posto di Freddy Mercury nei Queen, continua la tradizione di artisti che abbracciano il make-up come parte integrante della loro performance e del loro stile personale. La star di High School Musical non disdegna affatto il make-up, dimostrando come anche figure più mainstream stiano adottando questa forma di espressione.
Nel panorama contemporaneo, Damiano ha conquistato il pubblico di XFactor con il suo talento e i suoi look fuori dalle righe. È il frontman dei Måneskin, band che ha rubato un sacco di cuori durante la dodicesima edizione del fortunato talent, diventando un punto di riferimento ineludibile per i giovani che si avvicinano al trucco maschile. Anche Luca Buttiglieri, beauty creator e attore professionista, ha iniziato a nutrire la sua passione per il trucco dietro le quinte dei teatri nazionali. Abituato al palcoscenico, durante la pandemia si è creato una platea digitale, una community affezionata che lo supporta anche se non mancano hater e commenti negativi, spesso legati al make-up. Egli dichiara di aver iniziato a postare video senza presentarsi come “un uomo che si trucca” perché non lo trovava necessario, sottolineando una visione intrinseca del make-up come qualcosa di naturale per lui.
Un altro esempio significativo è Lucio Corsi, protagonista di un'intervista, che sfoggia spesso matita nera e ombretto bianco o addirittura fondotinta schiarente che copre il colore naturale della pelle, come strumento scenico, di affermazione della propria identità artistica. Questi esempi dimostrano come virilità e trucco non si escludano a vicenda, ma al contrario, si supportino nella costruzione di un immaginario e nella volontà di riconoscersi in un’estetica. Anche se appare ancora difficile da accettare per alcuni, il trucco maschile è sempre più visibile e celebrato.

Il Mercato e la Nuova Mascolinità: Dati e Prospettive
La crescente visibilità del make-up maschile non è solo un fenomeno culturale, ma anche una tendenza che sta plasmando l'industria della bellezza. Il trucco genderless è stato infatti oggetto di una sessione dedicata al OnBeauty by Cosmoprof Worldwide, la fiera dell’estetica internazionale svolta alla fiera di Bologna, che ha ospitato proprio Chantal Ciaffardini, testimoniando il riconoscimento ufficiale di questa tendenza a livello globale.
La società di ricerche di mercato globale Mintel evidenzia la crescente attrattiva per i prodotti gender-neutral e gender fluid. Quasi un terzo (31%) dei consumatori, scrive Mintel, afferma di voler sperimentare prodotti per la cura della persona creati per generi diversi, arrivando a oltre la metà (52%) dei Millennial (di età compresa tra 26 e 43 anni) negli Stati Uniti. Questi dati sottolineano una chiara e significativa richiesta da parte dei consumatori, in particolare le generazioni più giovani, di prodotti che non siano etichettati in base al genere, promuovendo un approccio più inclusivo alla bellezza.
Il mercato dei prodotti per la cura della pelle maschile è destinato a una crescita esponenziale, con le ricerche di Future Market Insight che prevedono raggiungerà i 37 milioni di dollari di fatturato entro il 2033. Questa previsione indica non solo un aumento dell'uso di prodotti specifici per la pelle maschile, ma anche una predisposizione più ampia ad accettare e incorporare il make-up nella routine di cura personale. Sebbene alcuni brand abbiano già incluso in gamma prodotti pensati per il pubblico maschile, la soluzione ottimale è non attribuire un genere al make-up, ma normalizzare l’utilizzo dei prodotti a 360 gradi, senza più distinzione tra “maschile” e “femminile”.
Il concetto di "grooming", storicamente associato alla cura personale maschile, sta anch'esso evolvendo. Il trucco è in effetti da sempre utilizzato nei contesti professionali per correggere e uniformare la pelle di modelle e modelli, ma se per le donne si chiama hair & make-up, declinato al maschile prende un altro nome: grooming. La stessa parola è utilizzata anche per connotare il primo servizio beauty in 62 anni di storia di GQ US, che nel 2019 ha pubblicato The glorious now of men in make-up per presentare la nuova linea editoriale del magazine e il concetto di “new masculinity”. I modelli protagonisti delle immagini indossano ombretti e rossetto e i riferimenti estetici sono sex symbol ed esponenti del glam rock e del punk inglese come Billie Idol e David Bowie. Il tutto per sottolineare come il trucco sia uno strumento espressivo e scenico, capace di costruire un personaggio, anche teatrale.
La tendenza #makeupformen, alimentata da portavoce virali come Luca Buttiglieri e il creator franco-italiano Bach Buquen, muove un dibattito significativo sulla nuova mascolinità e un mercato in continua ascesa. Bach Buquen ha iniziato a registrare questo tipo di contenuti con il fine di normalizzare l’uso del make-up quotidiano al maschile. «Sono partito con l’infoltire le sopracciglia per giocare di proporzioni e avere una mascella più prominente», racconta. Gli piacerebbe andare oltre, magari collaborando con marchi nella co-creazione di prodotti, perché sente la responsabilità di dover contribuire all’evoluzione di questa nuova mascolinità. Egli ha iniziato a utilizzare il make-up quando lavorava come modello, dopo un percorso da giocatore di basket professionista nell’Overtime League, la risposta francese all’NBA.

Nonostante i progressi, le pressioni sociali persistono. «Oggi gli uomini che si truccano non sono pienamente accettati perché culturalmente, soprattutto in Occidente, siamo ancora soggetti a certe pressioni sociali», racconta Bach Buquen. Tuttavia, l'educazione e la sensibilità degli utenti a questi contenuti è un dato rilevante sia da un punto di vista antropologico sia di marketing. Luca Buttiglieri, dal canto suo, ha notato che l’implicazione tra trucco, genere e orientamento sessuale non è diretta, e l’odio e le frasi offensive arrivano sotto i suoi contenuti solo quando escono dal perimetro del suo algoritmo. Egli osserva che i giovani sono più rispettosi della controparte di pubblico più adulta, e che c’è molta più apertura e comprensione tra le nuove generazioni. Queste osservazioni suggeriscono che, sebbene ci siano ancora ostacoli culturali, il cammino verso una maggiore accettazione del trucco maschile è irreversibile, guidato dalla libertà di espressione e dalla ricerca di una mascolinità più inclusiva e meno definita da stereotipi. Il desiderio di sperimentare e l'importanza crescente dell'aspetto per comunicare la propria personalità, come evidenziato dalle tendenze attuali, sono forze trainanti in questa evoluzione.
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