Il Carnevale porta con sé colori, musica, coriandoli, dolci squisiti e tanta allegria: ecco perché è una delle festività più amate di sempre! È il momento in cui i bambini possono divertirsi a sfoggiare i migliori travestimenti e partecipare alle parate o alle feste in maschera, dove la fantasia non ha limiti. Questa celebrazione antica, ricca di tradizioni e allegria, offre l'opportunità di trasformarsi e di esplorare mondi fantastici, ma dietro il divertimento si nasconde anche l'importanza della sicurezza e della consapevolezza, soprattutto quando si tratta di maschere e costumi destinati ai più piccoli.
La Sicurezza Prima di Tutto: Normative e Consigli per le Maschere di Carnevale
Quando si parla di costumi e maschere di Carnevale, in particolare quelli destinati ai bambini, la sicurezza assume un ruolo fondamentale. Il Ministero della salute, attraverso l’opuscolo “Il rischio mascherato”, invita a fare attenzione, ricordando che si tratta di oggetti assimilabili ai giocattoli e pertanto soggetti alla relativa normativa europea. In Italia, la direttiva europea 2009/48/CE sulla sicurezza dei giocattoli è stata recepita con il decreto legislativo n. 54/2011. Questo quadro normativo pone una particolare attenzione ai rischi derivanti dall'uso di sostanze pericolose. Le norme tecniche europee, adottate e pubblicate in Italia dall’UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione), stabiliscono i requisiti di sicurezza e i metodi di prova sui giocattoli destinati ai bambini fino ai 14 anni di età.

I pericoli maggiori che possono presentare i costumi di Carnevale sono legati all’infiammabilità. Per quanto riguarda le maschere, i rischi principali sono connessi al soffocamento e al rischio chimico, in particolare per la presenza di ftalati, sostanze tossiche assoggettate a restrizione europea. Il decreto legislativo n. 54 dell’11 aprile 2011, recependo la nuova direttiva europea, sostituisce la precedente del 1988 e pone un'attenzione specifica ai rischi derivanti da sostanze chimiche presenti nei giocattoli, dall’uso di sostanze pericolose, classificate come cancerogene, mutagene o tossiche, e da sostanze allergeniche.
Per quanto riguarda la presenza di cordoncini e lacci nelle maschere e, più in generale, nell’abbigliamento per bambini, la normativa europea EN 14682:2007, supportata dalla Decisione 2011/196/UE della Commissione Europea, prescrive requisiti distinti a seconda della fascia d’età. Per gli abiti destinati ai bambini più piccoli, dai 0 ai 7 anni (o comunque non oltre il metro e trentaquattro di altezza), sono banditi laccetti e cordoncini decorativi ai cappucci. I laccetti e cordoncini utilizzati per chiudere i cappucci, in questa fascia d’età, devono essere fissati al vestito in almeno un punto equidistante dalla fine del cordoncino, in maniera tale da evitare che questo possa sfilarsi accidentalmente. Negli abiti destinati ai bambini e ai giovani, dai 7 ai 14 anni, la presenza dei laccetti è ammessa, a condizione che i cordoncini siano a forma circolare, ad anello e senza estremità libere, e che il laccetto non sporga oltre l'abito quando questo è aperto. Quando invece l’abito è chiuso, la lunghezza della circonferenza sporgente non deve essere superiore ai 15 centimetri, mentre altri cordoncini funzionali o decorativi non devono superare i 14 centimetri di lunghezza.
Test di Sicurezza e Allarmi per i Consumatori
Per valutare il rischio di soffocamento, obbligatorio per i giocattoli destinati ai bambini al di sotto dei tre anni, si usa il “test di trazione e presenza di piccole parti”. Per eseguire il test viene utilizzato il “cilindro per le piccole parti”, uno strumento che simula la trachea dei bambini per verificare che gli elementi staccabili abbiano dimensioni tali da non potere entrare completamente nel cilindro di prova. Per quanto riguarda il rischio di infiammabilità, le norme UNI vietano l'uso di materiali fortemente infiammabili. Inoltre, per garantire il necessario livello di sicurezza per gli oggetti rivestiti di pelo, capelli, nastri o fili, che vengono a contatto diretto con la persona, vengono eseguite prove di resistenza alla fiamma in funzione delle caratteristiche dei diversi prodotti.
Una delle norme di sicurezza fondamentali per le maschere che coprono integralmente il volto riguarda la loro realizzazione: è necessario che siano realizzate in materiale impermeabile e che abbiano un’apertura di almeno 1 cm x 13 cm, oppure due fori di superficie equivalente, cioè con un diametro di circa 3 cm, distanti l'uno dall'altro almeno 15 cm. Per quanto riguarda il rischio di danneggiamento degli occhi o di lesioni, le maschere non devono avere bordi taglienti, punte acuminate o parti libere. Nelle maschere realizzate secondo la norma UNI EN 71, queste caratteristiche devono permanere anche dopo che la maschera stessa sia stata sottoposta alle prove di torsione, trazione, resistenza alla caduta, resistenza all’urto e compressione. Per evitare che venga fatto un uso improprio da parte dei bambini di quelle maschere che simulano strumenti di protezione come i caschi da moto, gli elmi dei vigili del fuoco ed elmetti da lavoro, deve essere chiaramente riportata, anche sull'imballaggio, l'avvertenza: "Attenzione! Questo è un giocattolo."
I consumatori europei possono consultare una mappa dei rischi più comuni, nella quale si sono imbattuti negli ultimi anni, contenuta nel RAPEX. Si tratta del sistema di allarme rapido attraverso il quale gli Stati membri dell’Unione europea condividono le informazioni sui prodotti che possono minacciare la salute e la sicurezza dei consumatori e le disposizioni messe in atto a livello nazionale. La quasi totalità degli articoli non conformi ritirati dal commercio è di origine cinese. Oltreché sul sito del Rapex, è possibile consultare l’elenco delle sostanze pericolose anche nell’archivio dei prodotti pericolosi, presente sul sito del Ministero della salute.
Operazione "Carnevale Sicuro": sequestrati oltre 7,7 milioni di giocattoli e maschere
I Volti Storici del Carnevale Italiano: Le Maschere della Commedia dell'Arte
Carnevale coincide, soprattutto durante l’infanzia, con il momento in cui ci si traveste e si indossano i panni di qualcun altro. Alcuni preferiscono i travestimenti originali, altri ignorano questa usanza e rimangono “in borghese”, altri ancora si rivolgono alle maschere classiche e si immedesimano nei panni di Arlecchino, Pulcinella, Pantalone e tanti altri. Il termine “maschera” ha più di 30 accezioni e, nel contesto del Carnevale italiano, si lega indissolubilmente alla storia del teatro italiano ed europeo, in particolar modo alla cosiddetta “commedia dell’arte”. Questa era una forma teatrale che non prevedeva dei copioni, ma dei “canovacci”, ossia delle indicazioni di massima su cui gli attori dovevano poi improvvisare. I nomi e i caratteri di queste maschere ci suggeriscono molto sulla cultura di allora. Sebbene la “maschera” come concetto sia nata nel ‘600, alcune sue espressioni, come il Pulcinella vestito di bianco, risalgono a due secoli dopo.

Tra i personaggi più noti che animano le strade e i palcoscenici del Carnevale, numerosi sono quelli maschili, ognuno con le sue peculiarità e la sua storia affascinante:
- Pulcinella: Questa maschera napoletana è simbolo ovunque del Carnevale italiano, insieme ad Arlecchino. Impersona il carattere napoletano in tutti i suoi aspetti, positivi e negativi. Le caratteristiche di questo personaggio della cultura partenopea sono sempre state le stesse, a volte in contraddizione: sciocco e astuto, pigro e sfrontato, chiacchierone e goffo. In realtà il suo aspetto è cambiato spessissimo nel corso dei secoli, basti pensare che il pittore veneziano Giovanni Domenico Tiepolo, che l’ha dipinto varie volte, lo raffigurava a volte con una maschera bianca, a volte con una maschera nera. Per quanto riguarda l’origine del nome Pulcinella, non c’è molta certezza. Secondo alcuni, la sua voce e il naso che ricorda un becco suggeriscono che “Pulcinella” voglia dire “piccolo pulcino”. Dalla Commedia dell'arte, Pulcinella è passato al teatro dei burattini, di cui è diventato uno dei personaggi più importanti, archetipo di vitalità, anti-eroe ribelle e irriverente, alle prese con le contrarietà del quotidiano. La sua importanza è tale che un'espressione popolare recita il “segreto di Pulcinella”, ossia un segreto che segreto non è, che è a conoscenza di tutti.
- Arlecchino: Nativo bergamasco e veneziano di adozione, Arlecchino è una delle maschere di Carnevale italiane più note. Scaltro e solitamente senza un quattrino, questo personaggio nasce da due tradizioni distinte: quella dello Zanni bergamasco, di cui Dario Fo dà una rappresentazione magistrale nel suo capolavoro, Mistero Buffo, e quella di vari personaggi farseschi di origine francese.
- Pantalone: Altra notissima maschera di Carnevale veneziana, il mercante avaro è così rappresentativo che una frase riassume perfettamente il suo spirito: “Tanto paga Pantalone!”.
- Dottor Balanzone: Questo avvocato di Bologna è un personaggio pedante e presuntuoso. Il suo nome indica anche la sua professione, dato che “balanza” in bolognese significa “bilancia”, simbolo della giustizia.
- Brighella: Anche lui originario di Bergamo come il suo compare Arlecchino, Brighella, al contrario di Arlecchino, non fa il servitore, anzi, si distingue per la sua intraprendenza.
Accanto a queste figure maschili, nel contesto della Commedia dell'arte, si trova anche Colombina, una serva veneziana, le cui caratteristiche la rendono davvero unica: fino alla sua comparsa, i personaggi femminili erano sciocchi e piatti. Colombina, così come il suo fidanzato (spesso Arlecchino), è invece molto astuta e vivace, astuzia che le torna sempre utile per evitare le avance dei ricchi veneziani che le mettono spesso gli occhi addosso.
Un Viaggio Mascherato nelle Regioni d'Italia: Le Tradizioni Locali
Oltre a questi famosissimi personaggi, esistono molte altre maschere di Carnevale regionali. In sostanza, ogni regione ha la propria ed è probabile che, se non siete famigliari con certe zone, non ne abbiate mai sentito parlare. Queste maschere sono profondamente radicate nella storia e nelle tradizioni locali, spesso legate a riti ancestrali, alla vita contadina o a particolari vicende storiche.

Nel Sud Italia, oltre al celebre Pulcinella campano, troviamo un ricco panorama di figure tradizionali:
- In Puglia troviamo Farinella. A Foggia il primo carnevale venne organizzato nel 1948 a Borgo Croci; da quell'epoca le maschere di carnevale tipiche foggiane sono sette: 'u Moneche cercande, 'a Pacchianèlle, Menille, Ursitte stagnarille, Sciammi sciamme, Zechille, Peppuzze.
- La Basilicata vanta maschere legate alle tradizioni arcaiche e contadine, a volte connesse al personaggio dell'uomo selvatico. Le zoomorfe maschere del Toro e della Mucca compaiono durante il Carnevale di Tricarico. Tipici del Carnevale di Satriano sono i particolarissimi Rumit, sorta di alberi semoventi che provengono dai boschi e invadono il paese, insieme all'Urs e alla Quaresima. I Campanacci caratterizzano invece il carnevale di San Mauro Forte e il carnevale di Montescaglioso. In quest'ultimo centro fra le tante maschere si ricordano anche la quaremma, il cucibocca, u' zembr, u' fus’ (o "la parca") e ’u zit’ e ’a zita. Va in giro con le pantofole al posto delle scarpe, abiti consumati e l'immancabile treccia di peperoncini piccanti per i vicoli di Potenza.
- La Calabria presenta Giangurgolo, che da una parte mette in ridicolo le persone che imitavano i cavalieri siciliani "spagnoleggianti", ma che ha anche tratti diversi, legati a una leggenda catanzarese. In essa lotta coraggiosamente contro l'occupazione spagnola e viaggia con un carrozzone da teatro col quale, insieme ad alcuni suoi amici, propone spettacoli satirici incitando il popolo alla rivolta. Un'altra pittoresca maschera calabrese è "U Zupinu" (o Zupini plur.). La maschera du Zupinu è allocata nell'Alto Tirreno Cosentino, precisamente nella cittadina di Cetraro e paesi limitrofi, in particolare nelle aree rurali. U Zupinu è una maschera molto popolare, infatti non ha vestito di ricorrenza, ma si veste di panni di fortuna, roba vecchia e larga, spesso lenzuola o coperte, berretti, passamontagna o foulard per coprire il viso. U Zupinu è la vera essenza del Carnevale; ama fare festa, ha un appetito pantagruelico e adora il buon vino, difatti u Zupino è sempre brillo. È un personaggio dispettoso e irriverente. Quando un gruppo di persone si riunisce per andare a fare i Zupini si organizza in modo ben preciso; nel gruppo è necessaria la presenza di un suonatore di organetto spesso coadiuvato da un suonatore di tamburello (in assenza, il tamburello può essere sostituito da due cucchiai, suonati come le nacchere tra mani e coscia, oppure da una bottiglia di vetro vuota sulla quale si lascia tintinnare una chiave lunga scheletrata). Altre figure importanti del gruppo dei Zupini sono gli stornellatori. Gli stornelli calabresi, cantati al ritmo di tarantella, sono anche detti "canzoni di dispetto" in quanto lo scopo è quello di vincere una gara a chi riesce a mettere in rima più offese degli altri (antesignani dei rapper americani). Nell'Alto Tirreno Cosentino il periodo di Carnevale coincide con la prima stagionatura dei salumi (salsiccia e soppressata) ecco perché ad un membro del gruppo viene affidato lo "spito", ovvero uno spiedo di ferro o di legno di circa un metro di lunghezza, ad un altro membro del gruppo viene affidato un cestino (panaro) per raccogliere le uova e ad un altro ancora un'anfora (gummulu) o, in tempi più moderni una bottiglia o un bidone di plastica. Ad ogni stazione della processione di Carnevale si aggiunge un pezzo di salsiccia allo spito, un uovo al panaro e un po' di vino al gummulu, ma contestualmente, in ogni casa visitata, si beve e si mangia. Le case sono scelte, normalmente, tra un ristretto gruppo di persone amiche o conoscenti, infatti durate la prima parte della visita il padrone di casa (spesso in vestaglia) cerca di individuare i componenti del gruppo travestiti da Zupini nonostante le voci abilmente camuffate. Difatti, tutta l'allegra spedizione ha due scopi fondamentali; il primo è quello di girovagare per le case a notte fonda portando in processione il pupazzo di carnevale cantando e suonando in modo da svegliare le persone, il secondo scopo è quello di raggranellare cibo e vino in modo da farne scorta per poi consumare il bottino tutti insieme in una casa prescelta.
- In Campania oltre a Pulcinella, sono campane anche le maschere di Tartaglia, di Scaramuccia, Coviello e Don Annibale Farsa Carnevalesca di Eboli, anch'esse maschere della Commedia dell'arte, e la maschera del Carnevale di Sarno, Alesio.
- La Sardegna è ricca di maschere dai tratti arcaici e la cui tradizione è sempre viva. Queste maschere prevalentemente facevano parte di riti sacri e propiziatori, legati alla vita contadina e al ciclo della vita e delle stagioni. Pertanto la fertilità, la vita, la morte, il demonio, la lotta tra animali, l'addomesticamento degli animali da parte del pastore (simbolo di come, attraverso la forza, l'uomo cerca di prevalere e di imporsi) rappresentano i temi più ricorrenti. Oltre alla figura dell'uomo, il cui volto solitamente risulta annerito dalla cenere o camuffato da una maschera principalmente nera, si accosta sempre la figura animale: dalla tipica e classica figura della pecora alla più ricorrente maschera de S'Urtzu o Orcus latino come i Sos Urthos e sos Buttudos di Fonni, S'Urtzu e is Sonaggiaos di Ortueri, S'Urtzu e sos Bardianos di Ula Tirso e nel carnevale di Seui, S'Urtzu e Sos Colonganos di Austis, e ancora il cinghiale che nel rito solitamente viene catturato e ucciso dai cacciatori. Si possono contare più di 50 maschere tradizionali. Nel Meridione dell'Isola, in particolare nel territorio cagliaritano le maschere erano quelle tipiche della vita cittadina, come sa dida (la balia), su macu (il pazzo), su tiaulu (il diavolo), sa viuda (la vedova), s'arregateri (il rigattiere), su moru (il moro), sa gatu (il gatto), su piscadori (il pescatore), sa panetera (la panettiera), su paliatzu (il pagliaccio), su caddemini (il mendicante), su dotori (il dottore), su sabateri (il ciabattino), su piciocu de crobi (il garzone), su bandidori (il banditore) e altre ancora. In altri paesi della Sardegna invece, tra le più note si ricordano i suggestivi Mamuthones e gli Issohadores del carnevale di Mamoiada, i Boes e Merdules, che con l'enigmatica sa Filonzana sono le maschere del carnevale di Ottana. La scura maschera del carnevale guspinese è chiamata Cambas de Linna, ossia gambe di legno, e ha da sempre accompagnato i più recenti carri allegorici, mentre quella della Sartiglia di Oristano è su Componidori, dall'inquietante aspetto androgino. I Mamutzones sono le maschere del Carnevale di Samugheo. Il carnevale di Tempio Pausania vede la presenza di lu Traicogghju, arcaica sintesi tra figura animalesca e maschera demoniaca, la Réula (schiera dei morti) e lu Linzolu cupaltatu, figura femminile avvolta in un lenzuolo e per questo irriconoscibile e disinibita. Non di meno importanza sono le maschere del carnevale di Ollolai chiamate Sos Bumbones, sono Sos Truccos o Sos Turcos, Maria Vressada, Maria Ishoppa e Sa Mamm'e e su Sole. Queste maschere sono figure femminili rappresentate da uomini avvolti in un pizzo bianco, mentre sulle spalle portano una mantella e uno scialle rosso, viola e blu.
- In Sicilia la maschera per eccellenza è Beppe Nappa, della Commedia dell'arte, beffardo, pigro ma capace di insospettabili salti e danze acrobatiche se deve procurarsi quei cibi di cui è ghiotto. Varie città siciliane si contendono la sua nascita e la sua maschera è solennemente celebrata durante il carnevale di Sciacca. Il mini-carro di Beppe Nappa è il più amato dai saccensi e l'ultimo giorno di festeggiamenti viene bruciato. Un'analoga figura di servo sciocco è Pasquino, maschera del teatro dialettale siciliano, che fu interpretata dal noto attore Giovanni Grasso; il Pasquino siciliano non si deve confondere con l'omonimo romano. Non tradizionale, perché ideata solo nel 2004, è la maschera ufficiale del Carnevale di Acquedolci, Doroteo, divertente e coraggioso, raffigurato assiso sul suo trono che è il castello del paese.
Nel Centro Italia la tradizione carnevalesca è altrettanto ricca:
- In Abruzzo la maschera ufficiale della regione è Frappiglia, che riuscì ad ingannare persino il diavolo, ma che ancora porta i segni del suo viaggio all'inferno. Si deve ricordare anche Patanello, di Francavilla al mare.
- In Lazio la maschera romanesca nota in tutta Italia è Rugantino, che ha avuto varie evoluzioni e che impersona il romano tipico; originariamente era un burattino. Ha ispirato una notissima commedia musicale; a lui si affiancano Nina e Meo Patacca, originari del teatro popolare. Tutte e tre le maschere, ma anche il napoletano Pulcinella e il generale Mannaggia La Rocca sono maschere tipiche del carnevale di Roma, un tempo evento irrinunciabile del Grand Tour che i giovani viaggiatori europei effettuavano in Italia. Una maschera ciociara è quella del Bravante, un brigante spavaldo, spaccone e furbo ideato dall'artista Gian Carlo Riccardi.
- Nelle Marche troviamo Mosciolino, simbolo del carnevale anconitano, che ha affiancato le maschere tradizionali di Papagnoco, contadino fustigatore dei liberi costumi cittadini, e di Burlandoto, guardia daziaria e dunque controllore delle merci che i contadini portavano in città. Queste due maschere sono nate nell'Ottocento dagli omonimi burattini, che erano protagonisti di spettacoli dati in piccoli teatrini ambulanti. La maschera caratteristica del carnevale di Fano è invece il Vulon, che mette in caricatura tutti i gradassi e i vanitosi. Trae origine, secondo la leggenda, dall'usanza di Napoleone Bonaparte di promulgare le sue leggi con degli editti le cui prime parole erano Nous Voulons ("noi vogliamo").
- In Umbria compare Bartoccio. Al carnevale di Avigliano Umbro del 2015 fanno la loro comparsa quattro maschere umbre della Commedia dell'Arte, associate ai quattro rioni del paese: Nasotorto, Nasoacciaccato, Chicchirichella e Rosalinda. Vengono fatte risalire a una filastrocca del cinquecento e parlano nel dialetto di quella parte dell'Umbria che va dall'Alta Valle del Tevere fino alla Conca Ternana.
- La Toscana ha maschere di origine molto diversa. Stenterello proviene dalla Commedia dell'arte e rappresenta il popolano fiorentino, di bassa estrazione, il quale, oppresso da avversità e ingiustizie, ha in sé sempre la forza di ridere e scherzare. Non di minore importanza è Cassandro, maschera senese della Commedia dell'arte nata nella seconda metà del '500.
Nel Nord Italia le tradizioni carnevalesche sono variegate e affascinanti:
- L'Emilia-Romagna vanta la maschera bolognese del dottor Balanzone, già menzionato. Sono del capoluogo regionale anche maschere originarie del teatro dei burattini: Fagiolino, servitore arguto e intraprendente, sua moglie Brisabella, il suo amico Sganapino, pavido e ingenuo, e Flemma. A Piacenza le maschere erano quattro: Vigion, caricatura dei piacentini dell'Appennino, Tulein Cücalla, ciabattino della città, e le rispettive mogli, Cesira e Lureinsa.
- In Friuli-Venezia Giulia sono tipici della regione i carnevali alpini, con le maschere dei Blumari (a Pulfero), i Maschkar e gli Jutalan (a Timau), te lipe bile maškire (“belle maschere”, a Resia); di Sauris sono i demoniaci babaci o kukaci, le Scheintena schembln e le Scheana schembln. Diffusa in tutto il Friuli è la figura del pust.
- Si riferisce in genere alla Liguria la maschera di Capitan Spaventa, della Commedia dell'arte, ma sono tipiche anche le maschere genovesi di Baciccia della Radiccia e del suo fidato amico Barudda, nati come burattini.
- In Lombardia, Meneghino, maschera della Commedia dell'arte, è il simbolo notissimo di Milano; è accompagnato da sua moglie Cecca di Berlinghitt. Si devono citare anche i bej (belli), i brutt (brutti) e il Sapor (un uomo selvatico) di Schignano, Gioppino, di Bergamo, il Gagèt col sò uchèt, di Crema, Tarlisu, dal 1983 maschera di Busto Arsizio, e (dal 1956) Pin Girometta, di Varese.
- Il Molise è una regione in cui le maschere tradizionali sono legate ad un folclore arcaico e la maggior parte delle maschere sono collegate alla figura dell'Uomo selvatico. Si ricordano i tre Folletti-Monaci che tengono in catene il Diavolo di Tufara ed i due Pulcinella-Morte che lo accompagnano brandendo il falcione, saltando ed urlando. L'Urz di Jelsi spunta improvvisamente dalla foresta vicino la città ma viene catturato e costretto a ballare la musica di suonatori improvvisati da un coraggioso Domatore. Non sono da dimenticare "ru Brutt", "ru Biell" e "la Santa Monna", maschere tipiche di Macchiagodena.
- Maschere piemontesi sono anche: gli sposi Stevulin dla Plisera e Majutin dël Pampardù del carnevale di Santhià, Gagliaudo Aulari, personaggio storico medievale divenuto la maschera carnevalesca di Alessandria, Re Biscottino e la Regina Cunëta, simboli del benessere economico della città di Novara, il Bicciolano e la Bela Majin, figure a cui storicamente si legano ideali come la rivolta contro i soprusi e il ripudio delle angherie, divenute emblema del carnevale di Vercelli, così come Violetta, la Vezzosa Mugnaia figura principale dello Storico Carnevale di Ivrea e la Regina Papetta e Conte Tizzoni, personaggi storici del carnevale di Crescentino, nati da un'antica leggenda basata su fatti realmente accaduti.
- Il Trentino-Alto Adige è una regione ricchissima di maschere di carnevale, che qui assume la forma del carnevale alpino. Tra le più importanti si ricordano i matoci di Valfloriana e gli altissimi e impressionanti Schnappviechern di Termeno, Salorno e Nova Levante, detti anche Wudelen; sono mostri con testa pelosa e grande bocca, che viene fatta aprire e chiudere producendo un caratteristico frastuono. Nella sfilata, detta dell'Egetmann, sono presenti anche le maschere del tipo dell'uomo selvatico e dell'orso. Anche il carnevale della val di Fassa è ricco di maschere tipiche: marascons, bufon, lachè, arlekin, pajazi, facères da bèl e facères da burt.
- In Valle d'Aosta le più note maschere sono quelle del carnevale della Combe Froide: le Landzette, tipiche della Valpelline e della Valle del Gran San Bernardo. Esse mettono in ridicolo la divisa delle truppe napoleoniche, che seminarono il terrore al loro passaggio nel maggio del 1800. Secondo un'altra tradizione, invece, i costumi furono inventati per festeggiare due abitanti del villaggio non più giovani che avevano deciso di sposarsi: Lo toc e La tocca.
A Venezia le donne a carnevale indossavano un ovale di velluto nero chiamato “moretta” che veniva tenuta aderente al viso senza l’uso di lacci. Questa maschera era apprezzata dalle donne sia aristocratiche che di condizioni modeste.
Carnevale Fai da Te: Idee Originali per Costumi da Bambino
Il Carnevale è una festa che celebra la fantasia e la creatività, e non c’è bisogno di arrovellarsi per trovare il costume perfetto per i tuoi piccoli. Puoi realizzare degli originali costumi di Carnevale fai da te per bambini in modo facile e conveniente! Creare dei costumi di Carnevale fai da te per bambini può rappresentare molto più di un semplice passatempo: è un’occasione speciale per unire la famiglia e per dare spazio alla creatività di tutti, grandi e piccini. Bastano dei materiali semplici e un pizzico di fantasia per realizzare dei travestimenti unici che riempiranno l’atmosfera di allegria e renderanno il Carnevale davvero indimenticabile. Coinvolgere i bambini nella scelta e nella realizzazione del costume non li farà solo divertire, ma sarà anche educativo: la realizzazione di ogni maschera diventa un’opportunità per liberare l’immaginazione e per fare un gioco di squadra con tutta la famiglia. Seguendo alcuni consigli pratici, è possibile creare travestimenti unici e memorabili.

Costumi Ispirati a Cartoni e Film
Se i tuoi bimbi adorano guardare la TV e si divertono ad immedesimarsi nei loro personaggi preferiti, puoi fargli una sorpresa che gli riempirà il cuore di gioia: realizza dei costumi di Carnevale fai da te per bambini ispirati ai personaggi del loro cartone o film preferito! Ecco qualche idea da cui potrai prendere spunto:
- Costume da Supereroe: Chi non vorrebbe sentirsi un super per un giorno? Basterà usare dei semplici materiali alla portata di tutti per creare dei costumi di Carnevale fai da te per bambini che conferiranno i superpoteri! Ti basterà usare vecchi vestiti o stoffe: taglia una maglietta che non usi più o un lenzuolo colorato per creare il mantello e realizza una maschera ritagliando un cartoncino colorato che potrai personalizzare con i pennarelli. Crea il logo da supereroe ritagliando la carta colorata o la stoffa a forma di un simbolo distintivo, come un fulmine nel caso di Flash o la S di Superman, che poi dovrai incollare sulla maglietta. Infine, aggiungi una cintura fatta di cartone o di stoffa così da completare la divisa e donare i superpoteri al tuo bambino o alla tua bambina!
- Costume da Topolino: Travestire i tuoi figli ispirandoti ai famosissimi topini Disney è semplicissimo! Per realizzare un costume da Topolino, basta una maglietta nera e dei pantaloni. Aggiungi un po’ di stoffa o nastro giallo per fare i bottoni da attaccare sulla maglietta. Completa il tutto con delle scarpe nere e, se vuoi, realizza una coda con un filo di stoffa nera. Per finire, trucca il viso dei bimbi colorando il naso di nero. Aggiungi un cerchietto con le orecchie da topo oppure realizzale con del cartoncino nero! Nella variante del costume da Minnie, invece, ti basteranno una maglia nera e una gonna rosa o rossa, possibilmente a pois bianchi. Il fiocco è l’elemento distintivo del costume di Minnie, quindi crealo prendendo un pezzo di stoffa rossa e facendo un semplice fiocco da attaccare al cerchietto. I risultati saranno dei costumi di Carnevale fai da te per bambini simpatici e veloci, perfetti per i fan di Walt Disney!
- Costume da Harry Potter: Regala ai piccoli fan della saga di Harry Potter la possibilità di proiettarsi direttamente ad Hogwarts con un travestimento perfetto! Per creare la classica divisa della scuola di magia, bastano pochi accessori, quindi partiamo subito, Wingardium Leviosa! Scegli una camicia bianca, un maglione e dei pantaloni neri per Harry oppure una gonna nera nel caso di Hermione. Aggiungi una cravatta rossa con delle righe gialle, che puoi creare con del cartoncino, oppure procurati una sciarpa rossa a strisce gialle. Infine, aggiungi un mantello o un cappotto nero e un bastoncino o un pennarello marrone da usare come finta bacchetta magica. Per realizzare il perfetto costume da Hermione per la tua bimba, servirà un’acconciatura con i capelli mossi e un libro vecchio da portare come accessorio. Per interpretare Harry, invece, i tuoi bimbi potranno indossare degli occhiali rotondi. E non dimenticare di disegnare con il trucco il segno inconfondibile di Harry Potter: la cicatrice a forma di saetta sulla fronte. Con questo costume facilissimo e veloce da realizzare, strapperai un sorriso ai piccoli fan della saga!

Costumi da Animali
Se i tuoi piccoli sono dei curiosoni e cominciano a fare le loro piccole scoperte nel mondo, adoreranno travestirsi da animaletti della fattoria o da compagnia. Puoi creare dei travestimenti adorabili in pochissimo tempo! Ti aiutiamo con qualche simpatica idea per dei costumi di Carnevale da animali:
- Costume da Pecorella: Preparati a trasformare i piccini di casa in morbide pecorelle in pochi step! Utilizza dei leggings e una maglietta nera come base. Per creare la soffice pelliccia della pecora, incolla tanti batuffoli di cotone sulla maglia. Le orecchie e il musetto possono essere realizzati ritagliando dei vecchi tessuti bianchi o di colori chiari, da fissare su un cerchietto o su un cappellino bianco per completare il travestimento. Il risultato sarà un costume semplice, economico e soprattutto, dolcissimo!
- Costume da Ragno: Vuoi creare un travestimento davvero simpatico per i tuoi bimbi? Utilizza una felpa nera con cappuccio e abbinala a dei pantaloni dello stesso colore. Per creare le zampette da ragno, prendi dei calzettoni neri e riempili con della carta o dei vecchi stracci. Cucili o incollali ai lati della felpa; in seguito, uniscili tra loro con del filo nero, in modo tale da farli muovere tutti insieme. Un tocco in più? Aggiungi dei piccoli dettagli, come gli occhietti da ragno fatti con i tappi di plastica o con i bottoni, da attaccare direttamente sul cappuccio.
Costumi Originali e Creativi
Non vuoi ripetere i soliti travestimenti anche quest’anno? Dai sfogo alla fantasia e crea degli innovativi costumi di Carnevale fai da te per bambini che lasceranno tutti a bocca aperta! I tuoi bimbi correranno a divertirsi con le nostre simpatiche idee per dei costumi particolari:
- Costume da Popcorn: Se vuoi sorprendere tutti, trasforma il tuo bambino o la tua bambina in un sacchetto di popcorn gigante! Utilizza una maglietta e dei pantaloni bianchi come base. Usa una scatola di cartone per creare la forma del sacchetto: ritagliala per adattarla al corpo del bambino e dipingila con strisce verticali rosse e bianche per richiamare i classici sacchetti del cinema delle serie TV. Per creare i popcorn, incolla delle palline di carta o dei batuffoli di cotone schiacciati da incollare sulla parte superiore della scatola, per poi dipingerli con un tocco di giallo che andrà a simulare il burro. Completa il tutto con un cerchietto sopra il quale potrai incollare altri popcorn. E, perché no, se preferisci, crea il costume utilizzando dei veri popcorn!
- Costume da Scheletro: Uno dei costumi più facili da realizzare per i tuoi bimbi è quello da scheletro! Come base, prendi una tuta nera oppure dei leggings e una maglietta nera. Disegna le ossa dello scheletro su dei fogli di carta o su del cartoncino bianco e ritagliale. Poi, incolla o cuci i ritagli sui vestiti, disponendoli in modo da comporre uno scheletro. Per aggiungere un tocco finale, usa il trucco bianco per disegnare un teschio sul viso dei tuoi bambini. In pochissimo tempo, realizzerai un costume super divertente!
Vieni da Pepco e dai un’occhiata ai tanti articoli stagionali, accessori e vestiti per bambini per trovare l’ispirazione per creare dei costumi di Carnevale fai da te per bambini a prezzi super! A Carnevale ogni scherzo vale. E per ogni bimbo, puoi creare un costume speciale!
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