I biscotti sono un popolarissimo alimento, amato da molti italiani e prevalentemente consumato a colazione. La loro versatilità e il loro sapore li rendono (quasi) universalmente graditi, portando all'esistenza di una grandissima varietà sul mercato. Possiamo trovare biscotti fatti con farine integrali o esotiche, biscotti arricchiti con frutta secca o essiccata, e innumerevoli altre combinazioni. Questa vasta disponibilità e la costante spinta verso promozioni e offerte hanno reso i biscotti un acquisto sempre più frequente, quasi un elemento "immancabile" nella dieta quotidiana per alcune persone, soprattutto al mattino.
Tuttavia, dietro la facilità d’uso di questi prodotti, si nascondono importanti considerazioni relative alla salute, specialmente per chi deve gestire condizioni particolari. Per le persone che soffrono di diabete, il discorso si complica notevolmente, ed è qui che la scelta consapevole diventa fondamentale. Sebbene la maggior parte delle discussioni si concentri sul diabete di tipo II, i principi di un'alimentazione adeguata sono ancora più cruciali per le donne che affrontano il diabete gestazionale, una condizione che richiede un controllo glicemico particolarmente rigoroso per il benessere sia della madre che del bambino. Non esistono biscotti che non contengano zuccheri, ma è la tipologia e la quantità degli zuccheri, così come la qualità dei grassi e la presenza di fibre, a fare la differenza. L'obiettivo non è demonizzare un alimento, ma piuttosto imparare a orientarsi in un mare di offerte, sciogliendo ogni dubbio rispetto all'argomento biscotti e prodotti da forno, con un'attenzione particolare al controllo della glicemia.
La Popolarità dei Biscotti e il Loro Ruolo nella Dieta Quotidiana
Il consumo di biscotti è profondamente radicato nelle abitudini alimentari italiane. Basta pensare al grande tema del consumismo, con scaffali di supermercati stracolmi di confezioni di ogni tipo, dimensione e prezzo. Si tratta di alimenti estremamente pratici, veloci e palatabili, apprezzati non solo dagli adulti ma anche, e forse soprattutto, dai più piccoli. Da qui deriva una richiesta in continua crescita, tanto che per alcune persone i biscotti sono percepiti quasi come un elemento imprescindibile della colazione quotidiana.

Tuttavia, nonostante la loro innegabile attrattiva e convenienza, è essenziale considerare che, se facciamo riferimento alla nostra amata piramide alimentare mediterranea, si consiglia un consumo di biscotti e prodotti da forno di tipo occasionale, e non quotidiano. Questo perché, come viene spesso spiegato negli incontri di educazione alimentare, i biscotti, pur non essendo assolutamente un alimento da demonizzare, come del resto nessun'altra tipologia di alimento, per un consumo ottimale richiedono l'applicazione di alcuni semplici accorgimenti.
Un mito molto comune da sfatare è che esistano biscotti davvero ‘leggeri’. Nonostante le pubblicità spesso utilizzino claim accattivanti che promettono leggerezza o un ridotto impatto calorico, i biscotti rimangono prodotti ad alta densità energetica. Questo significa che, a fronte di un volume ridotto, apportano un notevole quantitativo di calorie. Per mantenere un'alimentazione equilibrata, le Linee guida per una corretta alimentazione aggiornate hanno stabilito una porzione e una frequenza di consumo consigliata per la popolazione generale, che si attesta intorno ai 30 grammi (corrispondenti a circa 3-4 biscotti), proprio per evitare un eccesso di zuccheri semplici e grassi (saturi) se consumati in maniera abituale.
In generale, i prodotti da forno dolciari sono caratterizzati da un basso indice di sazietà. Ti sarà capitato di fare colazione con un semplice tè e dei biscotti, e ritrovarti a dover fare i conti con un senso di fame accentuato poco dopo, quasi la sensazione di "non aver mangiato" nulla di sostanzioso. Questa situazione è molto comune ed è uno dei motivi per cui si cercano di proporre colazioni alternative, riducendo a frequenze settimanali il consumo di biscotti e offrendo una più ampia varietà di alimenti che possano conferire maggiore sazietà e un apporto nutrizionale più bilanciato. I biscotti, essendo un concentrato di nutrienti, sono il classico esempio di prodotto caratterizzato da un ridotto volume ma da un'alta “densità energetica”, motivo per cui è stata stabilita una porzione di riferimento raccomandata. Se proviamo a unire i pezzi, ci ritroviamo quindi con un alimento poco saziante, ad alta densità energetica, che probabilmente non ci porta ad avere un livello di energia adeguato durante la giornata, e per queste ragioni il suo consumo viene consigliato in modo occasionale. Ma se volessimo comunque consumare i biscotti saltuariamente, cerchiamo di capire come orientarci in questo mare di offerte, soprattutto quando si deve gestire una condizione come il diabete gestazionale.
Decifrare le Etichette Nutrizionali: La Bussola per la Tua Scelta
La chiave per fare una scelta consapevole, specialmente per chi deve prestare particolare attenzione ai livelli di zuccheri semplici e grassi a causa del diabete gestazionale o di tipo II, risiede nella capacità di leggere correttamente le etichette nutrizionali presenti sulle confezioni. Conoscere gli ingredienti, comprendere le tabelle nutrizionali e saper decifrare i vari claim pubblicitari è essenziale per selezionare i biscotti più adatti alle proprie esigenze di salute.
La lista degli ingredienti è organizzata in ordine decrescente, il che significa che il primo ingrediente elencato è quello presente in maggiore quantità nel prodotto. Ad esempio, se acquistiamo del pane, ci aspettiamo che la farina sia il primo ingrediente indicato, poiché dovrebbe costituire la base principale del prodotto, mentre ingredienti come il lievito o il sale compariranno più in basso nella lista, essendo presenti in quantità minori. Nel caso dei biscotti, è particolarmente importante prestare attenzione alla posizione degli zuccheri semplici e dei grassi, che sono i componenti più rilevanti dal punto di vista nutrizionale quando si tratta di diabete. La qualità e la quantità degli zuccheri e dei grassi utilizzati nei biscotti possono variare notevolmente da un prodotto all’altro.

Nonostante i biscotti possano contenere anche altri nutrienti, come proteine, fibre e micronutrienti, in genere sono considerati principalmente una fonte di carboidrati complessi, zuccheri semplici e grassi. Se un biscotto risulta carente in fibre o proteine, non è necessariamente un problema insormontabile, in quanto i biscotti sono solitamente consumati insieme ad altri alimenti che possono compensare queste carenze. Ad esempio, abbinarli a uno yogurt può fornire la quota di proteine mancante, mentre aggiungere un frutto può incrementare l'apporto di fibre, migliorando anche il senso di sazietà e contribuendo a mantenere più stabile la glicemia, un fattore cruciale per chi ha problemi di metabolismo degli zuccheri.
Come si leggono le etichette degli alimenti? - La vita in diretta estate 02/07/2018
Il Mito dei Biscotti "Senza Zucchero": Cosa Si Nasconde Dietro le Diciture
Quando leggiamo sulla confezione dei biscotti frasi come “senza zucchero” o “con solo zucchero di canna“, è facile cadere nell’equivoco che questi prodotti siano completamente privi di zuccheri o che utilizzino esclusivamente ingredienti considerati spesso “più salutari”. In realtà, non è sempre così ed è importante comprendere cosa significano questi claim e come interpretarli correttamente per fare scelte consapevoli, specialmente in presenza di diabete gestazionale.
Il termine “zucchero” è spesso usato in modo generico per riferirsi allo zucchero bianco raffinato, derivante dalla barbabietola da zucchero. Quando leggiamo “senza zucchero” su una confezione, siamo più facilmente portati a credere che il prodotto non contenga affatto zuccheri aggiunti. In verità, ne esistono numerose tipologie, anche di dolcificanti, inseriti sulle etichette con nomi differenti. Ad esempio, il fruttosio, il glucosio, il maltosio, lo sciroppo di mais e lo zucchero di canna sono tutti tipi di zuccheri semplici che possono essere presenti nei biscotti, anche se la dicitura “senza zucchero” può far pensare diversamente. È fondamentale sottolineare che lo zucchero di canna, ad esempio, è spesso considerato una scelta più salutare rispetto allo zucchero bianco, ma dal punto di vista nutrizionale non vi sono differenze significative: entrambi sono zuccheri semplici che influenzano la glicemia in modo simile.
Dunque, bisogna restringere tutti gli zuccheri nell'alimentazione? La risposta è NO. È importante comprendere che in alcuni alimenti, come nella frutta o nei latticini (latte e yogurt), sono contenuti naturalmente zuccheri in forma di fruttosio o lattosio. Pertanto, non bisogna focalizzarsi sulla limitazione di queste fonti alimentari nella dieta abituale. Le linee guida raccomandano invece di limitare le fonti dei cosiddetti “zuccheri aggiunti”, che si trovano sotto forma di zucchero aggiunto ad alimenti e bevande, preparazioni dolciarie e così via.
Oltre agli zuccheri naturalmente presenti nei prodotti alimentari, ne esistono alcuni che sono stati modificati o creati ex novo dall’industria alimentare per soddisfare specifiche esigenze di produzione. Possono avere origini diverse: alcuni provengono da zuccheri naturali, altri da basi alcoliche - riconoscibili dal suffisso “-olo” sull’etichetta alimentare, come il sorbitolo o il mannitolo, spesso presenti nei chewing-gum - e altri ancora sono il risultato di processi di sintesi chimica in laboratorio. Questi vengono usati per diversi scopi, tra cui migliorare la conservazione, modificare la consistenza o semplicemente dolcificare un prodotto alimentare senza utilizzare il tradizionale zucchero da cucina.
È quindi importante ricordare che anche quando un biscotto è etichettato come “senza zuccheri aggiunti” o “a basso indice glicemico”, questo non significa che sia privo di zuccheri. Possono contenere zuccheri sotto altre forme o dolcificanti alternativi, che possono comunque avere un impatto sul metabolismo e sui livelli glicemici, un aspetto critico per chi soffre di diabete gestazionale. La lettura attenta dell'intera lista degli ingredienti e della tabella nutrizionale è l'unico modo per avere un quadro chiaro.
I Dolcificanti: Un'Alternativa con Luci e Ombre
Esistono ormai numerosi dolcificanti artificiali e naturali che vengono utilizzati con lo scopo di “sostituire” lo zucchero nei prodotti alimentari, con l’obiettivo di ridurre l’apporto calorico-energetico complessivo del prodotto. Tra i più utilizzati si ricordano la saccarina, l’aspartame, il sucralosio, l’acesulfame di potassio, il ciclamato di sodio e la stevia. Quest'ultima, molto in voga in questo periodo, è un dolcificante naturale derivato dalle foglie della pianta Stevia rebaudiana. È molto popolare grazie al fatto che è acalorica e per la sua origine naturale. Tuttavia, il gusto della stevia può non essere gradito a tutti, poiché può lasciare un retrogusto leggermente amaro o di liquirizia. Inoltre, anche se la stevia è considerata sicura, il suo impatto a lungo termine sulla salute umana è ancora oggetto di studio, e la sua approvazione da parte dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha aperto le porte a un uso più ampio.

È fondamentale ricordare che, anche se i dolcificanti senza zucchero possono sembrare un'alternativa attraente e la soluzione a tutti i mali, soprattutto per chi cerca di controllare i livelli di zucchero nel sangue (come nel diabete gestazionale), non sono privi di controversie e potenziali effetti collaterali. Da recenti studi è emerso, infatti, che un uso eccessivo di dolcificanti nella dieta può portare ad alterazioni della flora batterica intestinale, causando stati di disbiosi intestinale, oltre ad abituare il palato al tipico sapore "dolce", mantenendo così alta la soglia del desiderio di alimenti zuccherati. È fondamentale quindi considerarli con attenzione e non abusarne, capendo che il loro utilizzo potrebbe non essere necessariamente migliore rispetto a un consumo moderato di zucchero naturale. La scelta più sicura rimane sempre quella di privilegiare una dieta equilibrata e variata, dove anche l’utilizzo del dolcificante dovrebbe essere fatto con moderazione e solo quando strettamente necessario.
La Questione dei Grassi: Biscotti Secchi o Frollini?
La qualità dei grassi utilizzati è un altro fattore di primaria importanza da considerare nella scelta dei biscotti, con implicazioni dirette sulla salute cardiovascolare e metabolica, aspetti particolarmente rilevanti per le persone con diabete. Negli ultimi anni, i biscotti e altri prodotti dolciari sono stati al centro di un acceso dibattito riguardo l’uso di determinati ingredienti, primo fra tutti l’olio di palma. Questo ingrediente è stato fortemente criticato e molti consumatori ne hanno richiesto la rimozione, preoccupati per i possibili effetti negativi sulla salute e sull’ambiente.
Tuttavia, mentre molti produttori hanno risposto a queste richieste eliminando l’olio di palma dalle loro ricette, la realtà è che spesso questo è stato sostituito da altri oli vegetali, altrettanto problematici dal punto di vista nutrizionale. Tra i grassi che si consiglia di limitare il più possibile spiccano l’olio di colza, l’olio di cocco e l'olio di palma stesso. Questi oli, insieme alla generica dicitura “oli tropicali”, sono spesso utilizzati nei prodotti industriali perché economici e stabili a livello industriale, a causa dei processi di idrogenazione.
L’idrogenazione è un processo chimico che trasforma i grassi insaturi, naturalmente presenti in forma “cis” nella molecola, nei cosiddetti grassi “trans”. Questo cambiamento nella struttura chimica ha conseguenze significative sulla salute. I grassi trans, infatti, sono associati a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari, poiché possono innalzare i livelli di colesterolo LDL (quello “cattivo”) e abbassare quelli di colesterolo HDL (quello “buono”), se consumati abitualmente. Per questo motivo, le linee guida nutrizionali raccomandano di limitare al massimo il consumo di grassi trans, che dovrebbero costituire meno dell’1% dell’apporto calorico giornaliero. Oltre agli oli idrogenati, è importante fare attenzione anche ai grassi vegetali non idrogenati di scarsa qualità e alla margarina, che spesso nasconde grassi problematici.

Allora, quali sono i grassi che dovremmo cercare nelle etichette dei biscotti? È preferibile scegliere prodotti che contengano grassi più salutari, come l’olio di girasole non idrogenato, l’olio d’oliva e il burro. L’olio d’oliva, in particolare, è noto per il suo alto contenuto di acidi grassi monoinsaturi, considerati benefici per la salute cardiovascolare. Il burro, sebbene sia un grasso saturo, è una scelta preferibile rispetto ai grassi trans o agli oli idrogenati, purché venga consumato con estrema moderazione, soprattutto per chi ha esigenze di controllo del colesterolo.
In conclusione, quando scegliamo i biscotti, non basta evitare l’olio di palma; è altrettanto importante limitare tutti i grassi vegetali idrogenati e quelli con alto contenuto di grassi saturi, privilegiando sempre le opzioni con grassi più sani e naturalmente presenti.

La distinzione tra biscotti secchi e frollini è anch'essa importante quando si valuta l'apporto di grassi. I biscotti secchi sono noti per contenere una percentuale di grassi inferiore al 10% (ovvero meno di 10 grammi di grassi per 100 grammi di biscotti). Questa caratteristica li rende apparentemente più leggeri e, per alcuni, più “salutari” rispetto ad altre tipologie di biscotti. Tuttavia, i grassi non rappresentano solo una fonte di energia, ma svolgono un ruolo fondamentale nel conferire sapore e consistenza ai prodotti da forno. Nei biscotti secchi, la minore quantità di grassi deve essere compensata in qualche modo, e spesso questo viene fatto aumentando la quantità di zuccheri. Gli zuccheri, oltre a essere un conservante naturale, contribuiscono a migliorare il gusto e a dare quella friabilità che altrimenti verrebbe a mancare.
I frollini, invece, derivano dalla pasta frolla, una base ricca di grassi che conferisce ai biscotti una consistenza burrosa e un sapore più avvolgente. Possono contenere una percentuale di grassi molto più elevata, anche fino al 30% (quindi, fino a tre volte di più rispetto ai biscotti secchi). Questa maggiore presenza di grassi, tuttavia, non significa necessariamente che siano peggiori in ogni contesto. I grassi nei frollini possono ridurre la necessità di aggiungere grandi quantità di zucchero, rendendo il prodotto finale meno dolce ma più ricco in termini di sapore e consistenza. A primo impatto, la scelta tra biscotti secchi e frollini potrebbe sembrare semplice: meno grassi dovrebbero indicare una scelta più “salutare”. Tuttavia, come abbiamo visto, i biscotti secchi, con il loro minore contenuto di grassi, spesso compensano questa “mancanza” con un aumento degli zuccheri, il che non li rende la scelta ideale per chi deve controllare la glicemia. D'altra parte, i frollini, pur contenendo più grassi, potrebbero avere meno zuccheri, ma è la qualità di questi grassi a dover essere attentamente valutata.
Fare i Biscotti in Casa: Il Controllo degli Ingredienti per la Tua Salute
Un'ottima alternativa, e forse la migliore, per chiunque debba prestare attenzione alla propria alimentazione, e in particolare per chi gestisce il diabete gestazionale, è quella di fare i biscotti in casa. Questa pratica offre un controllo completo sugli ingredienti, permettendo di personalizzare la ricetta in base alle proprie esigenze nutrizionali e di salute.

Preparare i biscotti in casa permette di scegliere farine integrali o esotiche ricche di fibre, che contribuiscono a un maggiore senso di sazietà e a una gestione più stabile della glicemia. Si possono aggiungere ingredienti come la frutta secca o essiccata (con moderazione per il contenuto zuccherino) o il cioccolato fondente con un'alta percentuale di cacao, che ha un indice glicemico più basso e apporta antiossidanti. È possibile controllare con precisione la quantità e la qualità dei grassi, preferendo oli vegetali sani come l'olio d'oliva o l'olio di girasole non idrogenato, o una quantità moderata di burro. Soprattutto, si ha il potere di minimizzare o eliminare completamente il saccarosio, cioè lo zucchero da cucina, che va evitato il più possibile e comunque usato con estrema moderazione.
Per dolcificare, si possono esplorare alternative come l'estratto di stevia, un dolcificante naturale approvato dall’EFSA. Sebbene il suo gusto non sia gradito a tutti, offre un'opzione acalorica senza l'impatto glicemico dello zucchero. L'importante è abituare il palato a sapori meno dolci, riducendo gradualmente la quantità di dolcificante.
La preparazione è spesso più semplice di quanto si pensi: basta preriscaldare il forno a 180 gradi e seguire una ricetta ben bilanciata. In questo modo, i biscotti non solo saranno più salutari, ma anche più freschi e gustosi, permettendo di godere di un piccolo piacere senza compromettere il controllo della glicemia, essenziale per la gestione del diabete gestazionale.
Navigare il Supermercato: Consigli Pratici per la Scelta dei Biscotti Adatti al Diabete Gestazionale
Quante volte ti sarà capitato di entrare al supermercato, passare per il reparto dei biscotti e prodotti dolciari e sentirti letteralmente “perso”, non sapendo quale scegliere, soprattutto se in casa ti trovi a dover fare i conti nel preparare i pasti ad un parente affetto da diabete, o nel tuo caso, se stai gestendo il diabete gestazionale? E soprattutto, esistono veramente “biscotti per diabetici” specifici per la gravidanza?
La risposta è che, sebbene esistano prodotti commercializzati come "senza zuccheri aggiunti" o "per diabetici", non esiste una categoria specifica di "biscotti per diabete gestazionale". La chiave è applicare i principi di scelta consapevole che abbiamo esplorato, adattandoli alle esigenze specifiche di questa condizione. La persona che soffre di diabete gestazionale deve mantenere un controllo glicemico stretto, il che significa che ogni scelta alimentare deve essere fatta con grande attenzione.
Ecco alcuni consigli pratici per orientarsi:
- Priorità alla Lista degli Ingredienti: La farina integrale dovrebbe essere tra i primi ingredienti, o al limite una farina non troppo raffinata. Se il primo ingrediente è zucchero o uno dei suoi sinonimi (glucosio, sciroppo di mais, fruttosio, maltodestrine), meglio riporre la confezione.
- Attenzione agli Zuccheri Aggiunti: Anche se un prodotto dichiara "senza zuccheri aggiunti", verifica l'etichetta per la presenza di dolcificanti alternativi e tieni presente che possono comunque contenere zuccheri naturalmente presenti (es. latte, frutta). L'estratto di stevia è un'alternativa migliore al saccarosio.
- Qualità dei Grassi: Prediligi biscotti che utilizzino olio di girasole alto oleico non idrogenato, olio d'oliva o burro (con moderazione) come fonte di grasso. Evita oli tropicali (palma, cocco, colza) e soprattutto grassi idrogenati o parzialmente idrogenati, che contengono grassi trans, dannosi per la salute cardiovascolare.
- Contenuto di Fibre: Cerca biscotti con un buon apporto di fibre (almeno 3-5 grammi per 100 grammi di prodotto). Le fibre rallentano l'assorbimento degli zuccheri e aiutano a stabilizzare la glicemia. Le farine integrali sono una buona fonte di fibre.
- Porzione Controllata: Anche il biscotto più "salutare" per una persona con diabete gestazionale deve essere consumato in porzioni controllate. Ricorda la porzione raccomandata di circa 30 grammi.
Per illustrare questi concetti, analizziamo un esempio di prodotto che potrebbe essere trovato in commercio, come il "Giusto NOVELLINO", spesso posizionato nel reparto "alimenti per diabetici":
Giusto NOVELLINO
- Descrizione: Classici frollini per una colazione nutriente o per una pausa golosa. Realizzati solo con ingredienti genuini. Ancora più leggeri grazie a un basso contenuto di grassi del 30%.
- Ingredienti: Farina di frumento; edulcoranti: sciroppo di maltitolo, maltitolo; olio di palma non idrogenato, latte fresco pastorizzato, latte intero in polvere; agenti lievitanti: carbonato acido di sodio, carbonato acido d'ammonio; sale; emulsionante: lecitina di girasole; aromi. Può contenere tracce di uova, frutta a guscio, soia.
- Caratteristiche nutrizionali (valori medi per 100 g):
- Energia: 1.731 kJ/412 kcal
- Grassi: 12 g (di cui acidi grassi saturi: 6 g)
- Carboidrati: 75 g (di cui zuccheri: 1,8 g; di cui polioli: 19 g)
- Fibre: 2,8 g
- Proteine: 7,2 g
- Sale: 0,65 g
- Avvertenze: Un consumo eccessivo può avere effetti lassativi. Non adatto ai bambini al di sotto dei 3 anni.
Analisi per il Diabete Gestazionale:
- Zuccheri/Dolcificanti: La dicitura "di cui zuccheri: 1,8 g" è rassicurante in termini di zuccheri semplici, ma è fondamentale notare la presenza di "polioli: 19 g". I polioli (maltitolo e sciroppo di maltitolo in questo caso) sono carboidrati che, sebbene abbiano un indice glicemico inferiore rispetto al saccarosio, non sono privi di calorie e possono comunque influenzare la glicemia, specialmente in quantità elevate. Inoltre, come indicato nelle avvertenze, un consumo eccessivo può avere effetti lassativi. Questo rende il "senza zuccheri aggiunti" meno "innocuo" di quanto possa sembrare.
- Grassi: L'uso di "olio di palma non idrogenato" è preferibile rispetto a quello idrogenato, ma ci sono opzioni più salutari come l'olio di girasole o d'oliva. Il contenuto di grassi saturi (6 g per 100 g) è moderato, ma va considerato nell'ambito dell'apporto giornaliero totale.
- Fibre: Con 2,8 g di fibre per 100 g, il contenuto non è particolarmente elevato, soprattutto considerando che il primo ingrediente è farina di frumento, che non specifica se sia integrale. Una maggiore quantità di fibre sarebbe preferibile per il controllo glicemico.
- Densità energetica: 412 kcal per 100 g è un valore elevato, confermando che anche i biscotti "leggeri" o "senza zucchero" sono ad alta densità energetica e richiedono un consumo molto moderato, sempre entro la porzione consigliata.
Questo esempio evidenzia come la sola dicitura "senza zuccheri" possa essere fuorviante e sottolinea l'importanza di una lettura approfondita dell'intera etichetta. Per il diabete gestazionale, è cruciale non solo limitare il saccarosio, ma anche comprendere l'impatto dei polioli e privilegiare biscotti con un maggior apporto di fibre e grassi di qualità, sempre in porzioni minime.
Come si leggono le etichette degli alimenti? - La vita in diretta estate 02/07/2018
In definitiva, la scelta migliore per una persona con diabete gestazionale è quella di prediligere i biscotti secchi (ma sempre verificando la composizione zuccherina, che spesso è più alta) fatti con farine integrali, che abbiano un buon contenuto di fibre, e, se amanti dei biscotti con gocce di cioccolato, meglio prediligere quelli che abbiano il cioccolato fondente con alta percentuale di cacao. In ogni caso, la moderazione è la parola d'ordine. E la soluzione più sicura per un controllo ottimale è sempre la preparazione casalinga, dove ogni ingrediente è sotto il proprio diretto controllo.
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