Parto in Auto: Cause, Conseguenze e le Sfide del Sistema Sanitario

Il parto in auto, un evento che un tempo poteva essere considerato un'eccezione dovuta a circostanze impreviste, sta emergendo in alcune realtà come un sintomo di criticità più profonde all'interno dei sistemi sanitari. La vicenda di Soraia Moreira, 28 anni, che nel Portogallo del 2025 si è trovata a partorire per strada ad Alenquer, a 40 chilometri da Lisbona, con l'aiuto del padre e di passanti, a causa dell'impossibilità di ricevere un'ambulanza tempestiva, getta luce su una problematica in crescita. Questo non è un caso isolato; dall'inizio dell'anno, 150 donne in Portogallo hanno vissuto esperienze simili, partorendo a casa, in ambulanza o per strada. Il motivo principale è la chiusura di numerosi pronto soccorso ginecologici per mancanza di personale, un problema che il governo portoghese fatica a risolvere.

Donna incinta che aspetta un'ambulanza

La Crisi del Sistema Sanitario Portoghese: Un Peggioramento Graduale

Adalberto Campos Fernandes, ex ministro della Salute portoghese, ha spiegato a CNN Portugal che "le condizioni della sanità pubblica sono andate peggiorando nel tempo, non esiste un punto preciso in cui tutto questo è iniziato". Questa lenta ma inesorabile discesa ha avuto conseguenze dirette sui servizi dedicati alle donne incinte e ai neonati.

Le cronache degli ultimi anni sono punteggiate da episodi drammatici. Già nel 2022, l'ex ministra della Salute Marta Temido si dimise in seguito alla morte di una donna incinta durante il trasferimento tra ospedali a Lisbona, dovuto alla carenza di personale. Nei mesi precedenti, altri due neonati persero la vita in ospedale per ritardi nelle cure. La situazione non sembra essersi invertita: durante l'estate del 2025, nell'arco di tre settimane, tre neonati sono deceduti, uno dei quali dopo che la madre era stata visitata in cinque ospedali diversi in sole due settimane.

Risposte Istituzionali e Critiche dal Basso

Interrogata in parlamento, l'attuale ministra della Salute Ana Paula Martins ha tentato di minimizzare la gravità della situazione, affermando che "da sempre i neonati nascono nelle ambulanze", pur dichiarando l'obiettivo del governo di evitare tali occorrenze. Ha inoltre sottolineato l'importanza del numero verde del servizio sanitario nazionale (Linha SNS 24) e ha promesso la creazione di un'unità ginecologica regionale nell'area metropolitana di Lisbona, dove le urgenze sono più critiche.

Tuttavia, queste dichiarazioni e proposte non hanno placato le preoccupazioni del personale sanitario, dei pazienti e delle associazioni. Cátia, una donna incinta di due gemelli, ha espresso la sua angoscia a CNN Portugal: "Penso: e se succedesse a me? E avessi bisogno di un’ambulanza e non ce ne fosse una libera? O immagina se non ci fosse un pronto soccorso aperto qui vicino e dovessi percorrere il Portogallo intero mentre sono in travaglio per partorire!".

Dal primo giugno 2024, in Portogallo, le donne non possono più scegliere autonomamente l'ospedale più vicino per partorire. Devono obbligatoriamente chiamare il numero verde Linha SNS 24 per essere indirizzate verso un centro che abbia disponibilità. Questa procedura, secondo Ayres de Campos, presidente della Federazione delle società portoghesi di ostetricia e ginecologia, ha "conseguenze a livello psicologico" sulle donne incinte, generando un profondo senso di insicurezza.

L'Associazione portoghese per i diritti delle donne durante la gravidanza e il parto (APDMGP) ha evidenziato come, in attesa di una risposta telefonica, "si perde tempo, un fattore che può fare la differenza tra la vita e la morte di un neonato". Inoltre, si perde la continuità dell'assistenza sanitaria, considerata dalla ricerca la via più sicura sia per le madri che per i bambini. L'associazione sottolinea come questa situazione colpisca in modo sproporzionato le famiglie in condizioni di vulnerabilità socioeconomica, le persone migranti e quelle residenti in aree isolate o rurali.

Maternità Alfredo da Costa a Lisbona

Oltre il Parto: Problemi nell'Accesso a Visite ed Esami

Le difficoltà non si limitano alla fase del parto. Anche la prenotazione di visite ed esami di controllo rappresenta un ostacolo significativo. Cátia ha raccontato la sua esperienza: la sua dottoressa di base le aveva prescritto le tre ecografie trimestrali e un elenco di cliniche. Dopo averle contattate ripetutamente, ha scoperto che avevano disponibilità solo dopo quattro mesi, impedendole di effettuare la prima ecografia nel trimestre previsto. Alla fine, ha dovuto ricorrere a una struttura privata.

Il ricorso al settore privato è diventato così diffuso che anche queste strutture faticano a far fronte alla crescente domanda. L'APDMGP avverte che "la mancanza di visite ed esami sta facendo aumentare i casi di gravidanze a rischio non monitorate tempestivamente, o addirittura non monitorate affatto. Non sorprende quindi che la mortalità neonatale sia aumentata di conseguenza".

L'Aumento della Mortalità Neonatale e le Ipotesi degli Esperti

Nel 2024, il tasso di mortalità neonatale in Portogallo è aumentato del 20% rispetto all'anno precedente, attestandosi a tre neonati morti ogni mille nascite. Un dato peggiore non si registrava dal 2018.

Tuttavia, numerose specialiste intervistate dall'Observador invitano alla cautela nell'associare direttamente questo aumento al peggioramento del servizio sanitario nazionale. La neonatologa Gabriela Mimoso, ad esempio, sottolinea la necessità di attendere per verificare se la tendenza si manterrà. Ricorda inoltre che durante la pandemia si è assistito a "una drastica diminuzione del numero di nascite premature" (che rappresentano il 60% dei decessi infantili sotto l'anno di età). Un eventuale aumento delle nascite pretermine potrebbe quindi contribuire all'incremento recente del tasso di mortalità infantile.

Grafico sul tasso di mortalità neonatale in Portogallo

Il Caso di Soraia Moreira: Un Parto d'Emergenza

Il racconto del parto di Soraia Moreira, la cui madre Isabel ha definito l'esperienza un "calvario", evidenzia ulteriormente le criticità. "Il parto è stato molto veloce: mio marito ha aiutato Soraia a spingere fuori il bebè", ha raccontato Isabel. "L’ambulanza, però, è arrivata 45 minuti dopo". A bordo dell'ambulanza, idealmente, ci sarebbe dovuto essere uno dei 1.913 ginecologi attivi in Portogallo. Tuttavia, un dato da considerare è che non tutti operano nel settore pubblico e, a fine 2023, il 60% di questi specialisti aveva superato i 56 anni, età a partire dalla quale possono cessare l'attività in pronto soccorso.

Nonostante le avversità, per la nipote è stato scelto un nome che evoca serenità: Serena.

Un Contesto Storico di Miglioramento Sotto Minaccia

La crisi dei servizi ginecologici d'urgenza in Portogallo assume un'importanza particolare se si considera che, negli ultimi cinquant'anni, il tasso di mortalità infantile e materna nel Paese è diminuito drasticamente. Come sia avvenuto questo progresso è approfondito nel documentario "Nascido para viver".

Concepito per vivere (documentario)

Riflessioni da Altre Realtà: Spagna e Italia

La problematica dei parti in contesti non ospedalieri non è esclusiva del Portogallo. In Spagna, la situazione sanitaria presenta sfide simili, come dimostra il caso di duemila donne andaluse non avvisate dell'esito incerto delle mammografie, che ha portato alle dimissioni della Consigliera della salute e a manifestazioni di protesta.

Anche in Italia si sono verificati episodi di parti in auto o in prossimità di strutture ospedaliere, spesso a causa di ritardi o difficoltà nell'accesso ai servizi. A Roma, i carabinieri hanno scortato una donna in gravidanza, permettendole di raggiungere l'ospedale in tempo per un parto avvenuto regolarmente. Analogamente, a Mola di Bari, una bambina è nata in auto davanti al pronto soccorso del Miulli, con l'assistenza immediata del personale sanitario. Un caso negli Stati Uniti, in Indiana, ha visto una donna essere dimessa dall'ospedale e partorire pochi minuti dopo in auto, portando al licenziamento di un medico e un'infermiera.

Questi episodi, pur con dinamiche e cause talvolta differenti, sottolineano la fragilità dei sistemi sanitari e l'importanza di garantire un accesso equo e tempestivo alle cure, soprattutto in momenti critici come la gravidanza e il parto.

Fattori di Rischio e Complicanze Ostetriche

È importante considerare anche i fattori medici che possono influenzare la gravidanza e il parto, aumentando il rischio di complicanze. Ad esempio, la splenectomia, ovvero la rimozione chirurgica della milza, è un fattore di rischio in gravidanza. Studi hanno dimostrato che tale intervento può aumentare il rischio di infezioni, dato che la milza è un organo linfopoietico. Inoltre, può determinare un aumento delle piastrine, incrementando il rischio di trombosi durante la gestazione.

Durante il parto, la testa del feto si confronta con i diametri del bacino materno, formando un canale paragonabile a un cilindro irregolare con un asse curvo in avanti. Condizioni mediche preesistenti o complicanze durante la gravidanza possono rendere questo processo più complesso e richiedere un monitoraggio e un'assistenza specialistica adeguata.

Schema anatomico del bacino femminile e del feto durante il parto

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