Impatto dei lubrificanti vaginali sulla fertilità: tra miti e realtà scientifiche

Il percorso verso il concepimento può rivelarsi una sfida complessa, circondata da una giungla di informazioni, consigli spesso contraddittori e veri e propri miti. Quando una coppia desidera avere un bambino, ogni dettaglio del rapporto sessuale assume un significato diverso, portando molti a interrogarsi sulla sicurezza di prodotti di uso comune, come i gel lubrificanti. Esiste davvero una correlazione tra l'uso di questi prodotti e una diminuzione delle probabilità di gravidanza? Analizzare questo tema significa distinguere tra studi di laboratorio e realtà clinica, considerando i molteplici fattori che influenzano la fertilità maschile e femminile.

Coppia che cerca di concepire guardando test di fertilità

Il dibattito scientifico: cosa dice la ricerca sui lubrificanti

Negli anni, diverse ricerche hanno avanzato l'ipotesi che l'utilizzo di lubrificanti vaginali potesse interferire con la possibilità di concepire un figlio. La preoccupazione principale nasceva da studi condotti in vitro, i quali suggerivano che alcuni di questi coadiuvanti potessero essere dannosi per la motilità degli spermatozoi e per la loro integrità, agendo come una barriera fisica o chimica.

La notizia arrivata dagli Stati Uniti, riguardante ricercatori della State University di New York, ha evidenziato come, testando cinque gel lubrificanti comunemente in commercio con il liquido seminale di 22 uomini sani, nella totalità dei casi meno uno, il gel diminuiva la motilità degli spermatozoi. Questi risultati, pubblicati sulla rivista scientifica Fertility and Sterility, suggerivano che i lubrificanti potessero attaccare gli spermatozoi, compromettendone la qualità e dunque diminuendo le probabilità che riescano a compiere la loro funzione naturale.

Tuttavia, il panorama scientifico è in continua evoluzione. Uno studio condotto presso l'università del Nord Carolina e pubblicato sulla rivista Obstetrics and Gynecology ha offerto una prospettiva differente. Coinvolgendo 296 donne di età compresa tra i 30 e i 44 anni, senza problemi di sterilità, i ricercatori hanno concluso che il tasso di fecondità di chi utilizzava lubrificanti si è rivelato analogo a quello delle donne che non ne utilizzavano affatto. È evidente che, per confermare o smentire definitivamente questi risultati, bisognerebbe effettuare uno studio randomizzato includendo anche donne più giovani.

La fisiologia della fertilità: il ruolo del muco cervicale

Per comprendere meglio il potenziale impatto dei lubrificanti, bisogna considerare il ruolo del muco cervicale naturale. L'Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che la condizione ottimale per la sopravvivenza e lo spostamento degli spermatozoi all'interno del muco cervicale richieda un range di pH compreso tra 7,0 e 8,5. Durante il periodo dell'ovulazione, la cervice uterina cambia la sua consistenza: il secreto diventa liquido, trasparente ed elastico, assomigliando all'albume, una condizione che permette agli spermatozoi di risalire verso l'utero.

Alcuni esperti sottolineano che i lubrificanti tradizionali tendono a costruire una barriera e a danneggiare lo sperma, alterando questo ambiente delicato. Alcuni di essi hanno un elevato contenuto di acido che distruggerebbe gli spermatozoi, e la consistenza del gel può impedirne il movimento. Tuttavia, per chi non vuole rinunciare all'uso di un lubrificante, la scienza offre delle alternative. Gli oli essenziali usati come lubrificanti, nello specifico quelli testati che non hanno interferito con lo sperma, sono consigliati per le coppie che stanno cercando di avere un bambino. È il caso dell'olio estratto dalla Brassica Nigra, la pianta da cui si ricava la mostarda nera, dove la motilità degli spermatozoi è risultata addirittura aumentata almeno per un'ora.

Rappresentazione schematica dello spermatozoo nel muco cervicale

Il fattore maschile: oltre il lubrificante

Spesso parliamo di punti chiave della fertilità femminile, ma il fattore maschile è decisivo, rappresentando quasi il 50% dei problemi di sterilità. Esistono tre problemi principali che influiscono sulla fertilità dell'uomo: conta spermatica ridotta o scarsa qualità dello sperma, disfunzione erettile e altre cause meno comuni. La produzione di sperma può diminuire se i testicoli non sono tenuti al fresco; per questo, indossare biancheria intima non attillata può essere un consiglio utile.

Anche lo stile di vita gioca un ruolo cruciale. La fertilità maschile e femminile può essere influenzata dall'eccessivo consumo di alcol. Inoltre, in confronto ai non fumatori, gli uomini che fumano possono avere una conta spermatica inferiore e un numero più alto di spermatozoi anomali. Particolare attenzione va posta all'uso di sostanze come il testosterone supplementare o gli steroidi anabolizzanti, che possono bloccare la produzione di sperma, una condizione che può richiedere da 6 a 12 mesi per tornare alla normalità una volta interrotta l'assunzione.

La secchezza vaginale e il piacere di coppia

È importante non dimenticare che la secchezza vaginale è più comune di quanto si pensi. In uno studio condotto in 11 paesi e che ha coinvolto circa 6.500 donne, fino al 18% delle donne di 18-34 anni ha dichiarato di soffrire sempre o saltuariamente di secchezza vaginale. Il ricorso a lubrificanti vaginali può essere utile alla procreazione perché le coppie che hanno rapporti sessuali soddisfacenti durante l'ovulazione hanno maggiori possibilità di concepire in tempi più rapidi. Sembra che in condizioni di piacere, la produzione di spermatozoi possa aumentare.

Le coppie spesso cercano di orientarsi in una giungla di consigli, alcuni dei quali privi di base scientifica. Ad esempio, non esiste alcuna prova che la forza di gravità influisca sul concepimento: posizioni come tenersi in equilibrio sulle mani o stare a testa in giù dopo i rapporti non hanno effetti scientificamente provati sui sistemi endocrini. Allo stesso modo, l'utilizzo di "softcup" o coppette per evitare che lo sperma fuoriesca dalla vagina è considerato inutile, poiché la maggior parte degli spermatozoi risale nel collo uterino pochi istanti dopo l'eiaculazione.

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Quando rivolgersi a uno specialista

L'infertilità colpisce una percentuale considerevole della popolazione: circa il 9-15% delle coppie nel Regno Unito avrà problemi di fertilità. Se stai cercando di avere un bambino da un anno, ma senza successo, e hai 35 anni o meno, è opportuno parlare con il proprio medico. Le cause di infertilità possono essere molteplici: per la donna, l'anovulazione, l'endometriosi, la sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) o l'ostruzione delle tube di Falloppio (spesso causata da infezioni pregresse come la clamidia) sono tra le più comuni.

Il medico può proporre una serie di test, come esami del sangue per valutare i livelli di progesterone e gli ormoni gonadotropinici, ecografie, radiografie o la laparoscopia per esaminare lo stato degli organi riproduttivi. Anche l'analisi dello sperma (spermiogramma) è un passaggio fondamentale per analizzare numero, mobilità e morfologia degli spermatozoi. Ricordate che, sebbene il percorso possa sembrare tortuoso, esistono molte opzioni, inclusi trattamenti specifici e l'ART (Tecniche di Riproduzione Assistita), che hanno permesso a molte coppie che cercavano di concepire da anni di avere bambini sani e felici. Il confronto diretto con professionisti della salute rimane sempre il passo fondamentale per orientarsi correttamente.

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