Lombalgia in Allattamento: Cause e Rimedi Efficaci per le Neo-Mamme

Il periodo immediatamente successivo al termine della gravidanza, noto come puerperio, rappresenta una fase di profondi cambiamenti per ogni donna. In questo delicato frangente, la maggioranza delle neo-mamme si trova a dover affrontare una serie di dolori, spesso conseguenza diretta del parto o di posture scorrette mantenute durante l'allattamento o il semplice atto di tenere in braccio il neonato. Questi disagi possono variare in intensità e localizzazione, ma tra i più comuni e invalidanti vi è certamente la lombalgia, il mal di schiena che affligge una percentuale significativa di donne in questa fase. Comprendere le cause profonde di questo dolore e conoscere le strategie efficaci per gestirlo e prevenirlo è fondamentale per garantire il benessere della madre e, di riflesso, del bambino.

I Dolori Post-Partum: Una Realtà Frequente per le Neo-Mamme

Il post-partum è un periodo di grande cambiamento per la donna sia da un punto di vista psicologico che da un punto di vista fisico, e a fronte di questi cambiamenti spesso diventa complicato ritrovare il proprio equilibrio psicofisico precedente. È importante sottolineare che avere dolori post parto è una condizione normale, che si manifesta con diverse sfumature: dai dolori muscolari diffusi al dolore al perineo, dalle cefalee da sforzo post parto ai cosiddetti “morsi uterini”. Questi ultimi sono piccole contrazioni dolorose, percepite a livello dell'addome, che servono a riportare gradualmente l'utero alle dimensioni pre-gravidanza e possono essere avvertite fino a sei settimane dalla nascita del bambino. Tuttavia, una delle problematiche più sentite e diffuse è la lombalgia, un disturbo che si manifesta con dolore nella regione lombare e può estendersi ad altre aree.

Mamma con neonato in braccio, mostrando una postura scorretta

Studi e osservazioni cliniche evidenziano che l’80% delle donne soffre di mal di schiena in gravidanza o dopo il parto e di altri disturbi tipici della gestazione, tra cui il dolore pelvico. Nello specifico, a distanza di qualche giorno dal parto, specie se si è trattato di un travaglio lungo e doloroso, i gruppi muscolari possono risultare indolenziti e doloranti. In questa fase, il 20-40% delle neo-mamme soffre di mal di schiena, dolore al perineo (pavimento pelvico, tra pube e coccige) e mal di testa (cefalea da sforzo). Ma normale non significa che tu debba sopportarlo. Dopo il parto, tutto deve riassestarsi, e intervenire tempestivamente può fare la differenza.

L'Impatto del Parto e i Cambiamenti Fisiologici

Il parto, infatti, è un evento traumatico per il sistema osteomuscolare di una donna. Il corpo subisce uno stress significativo e profonde alterazioni che ne influenzano la struttura e la funzionalità. Questo viaggio, che inizia con la gravidanza, non termina con il parto; come c’è stato del tempo in gravidanza, è necessario del tempo lento anche post parto per permettere al corpo di ripristinare il suo equilibrio. Il mal di schiena dopo il parto è dovuto proprio alla postura che cambia nuovamente per adattarsi alle nuove esigenze, come l'allattamento e la cura del neonato.

Le Cause della Lombalgia nell'Allattamento

Il mal di schiena in allattamento, o lombalgia post-partum, è un fenomeno multifattoriale, risultato di una combinazione di modificazioni fisiologiche avvenute durante la gravidanza e nuove abitudini assunte nel periodo successivo al parto. Comprendere queste cause è il primo passo per una gestione efficace del dolore.

Il Ruolo degli Ormoni e la Lassità Articolare

Durante la gravidanza e il puerperio, il corpo femminile è soggetto a un'intensa attività ormonale. Livelli aumentati di ossitocina, l’ormone del parto e dell’allattamento, sono fondamentali per la diastasi della sinfisi pubica durante il parto, consentendo un passaggio più agevole al neonato. Tuttavia, questa maggiore produzione ormonale, insieme alla relaxina e agli estrogeni, induce un aumento della lassità articolare, rendendo i muscoli e i legamenti del bacino più rilassati e flessibili. Se da un lato ciò è essenziale per preparare il corpo della donna ad affrontare il parto, dall'altro comporta una conseguente maggior richiesta di attività muscolotendinea per mantenere la stabilità. Questa lassità legamentosa che ne residua, grazie agli ormoni gravidici, rende le donne particolarmente inclini ad avere dolore lombare nell’ultimo trimestre e nel post parto. L'elasticità acquisita può, infatti, ridurre la funzione di sostegno a livello dell'addome e del bacino, portando a una maggiore instabilità e potenziale dolore.

Posture Scorrette e Alterazioni Muscoloscheletriche

Una delle cause più dirette e modificabili della lombalgia in allattamento è legata alle posture scorrette mantenute durante questa fase. Il momento dell’allattamento al seno è uno degli avvenimenti più emozionanti per le neo-mamme, ma una postura scorretta può trasformare un momento così importante ed intimo in una situazione poco piacevole. Una cattiva postura può causare dolore alla schiena e al collo o addirittura intensi mal di testa. Questo accade perché, per sostenere il peso del bambino, la mamma mantiene in contrazione per lunghi periodi la parte dorsale e cervicale della schiena. La contrazione costante dei muscoli della schiena e quelli addominali, spesso già indeboliti, è all’origine del mal di schiena.

L'aumento del peso e del volume dell'addome materno, progredito durante la gravidanza, spinge il corpo a ricercare un nuovo equilibrio posturale. Ciò comporta un conseguente aumento della lordosi lombare, un adattamento che può irritare le radici nervose lombari e/o l’articolazione sacro iliaca. La muscolatura dorsale interviene per compensare questo cambiamento posturale, provocando un sovraccarico della zona dorsale con tensioni muscolari e dorsalgia. La futura mamma sposta progressivamente il baricentro spingendo in avanti il bacino e tirando indietro il busto. Il mal di schiena dopo il parto è dovuto a questa postura che cambia nuovamente, e oltre al dolore lombare possono comparire dolori alla dorsale, al collo e alle braccia.

Durante la fine della gravidanza e dopo il parto, i muscoli retti dell’addome si allontanano di circa 2-3 dita, e il pavimento pelvico si rilassa. Questi muscoli sono da considerare come i guardiani della schiena, e quindi la loro parziale assenza può sovraccaricare la colonna, generando dolore.

L'Influenza del Peso Corporeo e dello Stress

L'aumento di peso corporeo durante la gravidanza e il mantenimento di chili in eccesso nel post-partum rappresentano un ulteriore fattore di rischio. Questo aumento di peso porta la spina dorsale a dover sostenere un maggior carico, oltre che a sbilanciarsi, aggravando le tensioni muscolari e articolari.

Anche lo stress emotivo, comune in un periodo di grandi cambiamenti e nuove responsabilità, è responsabile di una tensione muscolare nella parte posteriore che può far avvertire alla neo-mamma una sorta di dolore alla schiena. La fatica del travaglio affatica tutti i muscoli, quindi è normale sentirsi stanche e indolenzite dopo il parto. La zona che subisce l’impegno più intenso è la schiena, i cui muscoli possono risultare doloranti anche dopo qualche giorno dal parto.

Condizioni Preesistenti e Fattori Aggiuntivi

Spesso, il mal di schiena post-partum non è una problematica che insorge ex novo, ma si tratta di condizioni e sintomi preesistenti, come lombalgia, traumi al bacino o all’osso sacro, dolore al coccige o sovrappeso, che la gestazione aggrava o fa riaffiorare. Sebbene più raramente, il mal di schiena post parto può dipendere anche dall'epidurale. L'inizio della gravidanza può già presentare lievi dolori lombari dovuti all'utero che cambia dimensione per accogliere la crescita del bambino settimana dopo settimana.

Allungare la schiena e tonificare l'addome dopo il parto

Sintomatologia: Riconoscere il Dolore

La sintomatologia del mal di schiena post-partum, e in particolare della lombalgia legata all'allattamento, varia da donna a donna. Alcune avvertono dolori di intensità medio/alta con picchi acuti occasionali nella zona lombo-sacrale e del bacino. Questi dolori possono associarsi a una sensazione di instabilità o rigidità mattutina, rendendo difficoltose le attività quotidiane.

Oltre al dolore lombare, possono comparire altri disagi, quali tensione dorsale e dolore cervicale persistente, spesso legati alla postura assunta per allattare o tenere in braccio il bambino. Il dolore al sacro è anch'esso una manifestazione frequente. La cattiva postura durante l'allattamento può causare dolore alla schiena e al collo o addirittura intensi mal di testa. Per quanto riguarda la zona pelvica, il dolore al perineo (il pavimento pelvico, tra pube e coccige) è un'altra problematica significativa riportata da molte neo-mamme. La combinazione di questi sintomi può influire notevolmente sulla qualità di vita e sull'esperienza di maternità.

Gestire e Prevenire la Lombalgia: Strategie Quotidiane

La gestione della lombalgia in allattamento richiede un approccio proattivo che combini modifiche delle abitudini quotidiane, l'uso di ausili e l'adozione di un sano stile di vita. Agire sulle cause di insorgenza è il primo e fondamentale passo.

L'Importanza della Postura Corretta

Uno degli aspetti cruciali è l'attenzione alla postura, specialmente durante le attività che coinvolgono il neonato. Mantenere posture quanto più ergonomiche possibili durante l’allattamento e nel tenere in braccio il neonato può essere di grande aiuto. Quando il bambino è ancora piccolo, la mamma potrebbe non avvertire il mal di schiena, ma durante la crescita e l’aumento di peso del bambino, il dolore può rendere l’allattamento problematico e limitare le normali azioni quotidiane della mamma.

Neo-mamma che allatta con una postura ergonomica

È importante anche valutare come prendere in braccio il bambino o eventuali pesi dopo il parto (come l'ovetto o la spesa), cercando di non andare a sforzare ulteriormente su addominali e muscoli perineali, che sono già stati messi a dura prova.Anche durante le attività comuni, come camminare o stare per lungo tempo in piedi o seduta, posture scorrette possono provocare o peggiorare il mal di schiena. Adottare una postura consapevole e corretta è una strategia preventiva essenziale.

Ausili Pratici per l'Allattamento

Per sostenere la corretta postura e alleviare il carico sulla schiena e sulle braccia, l'utilizzo di ausili specifici si rivela estremamente utile. In particolare, può essere molto efficace l’utilizzo di cuscini sagomati per allattamento e “marsupi” porta bebè. L'uso di un cuscino a mezzaluna su cui poggiare il bambino durante l’allattamento permette di evitare il carico prolungato del peso del bambino sulle braccia e sulla schiena della mamma, mentre le mani sostengono solo la testa del bambino. Questo riduce significativamente lo sforzo per la colonna cervicale e dorsale e per le braccia, che sono spesso le zone più colpite dal dolore. Inoltre, se il dolore è intenso, si può mettere un cuscino sotto la parte bassa della schiena mentre si riposa o si dorme, in modo da alleviare il fastidio.

Consigli Generali per il Benessere Post-Partum

Oltre alla modifica delle abitudini, ci sono altri accorgimenti che le neo-mamme possono adottare per promuovere il proprio benessere:

  • Gestione del Peso: Il calo ponderale per ritornare prima possibile al peso pre-gravidanza è un obiettivo importante. È essenziale seguire una dieta sana e nutriente per non prendere troppi chili.
  • Riposo: Come prima cosa è importante riposare per riprendersi dallo sforzo del parto.
  • Attività Fisica: Mantenere uno stile di vita attivo senza rinunciare ad un’attività fisica leggera è raccomandato. Si consigliano attività come lo Yoga e il Pilates, e attività in acqua quali il nuoto e l’Aquagym. Inoltre, in gravidanza e nel post-partum, è raccomandato camminare, indossando scarpe comode.
  • Uso di Fasce Addominali: Un altro importante consiglio è quello di limitare l’utilizzo della guaina per l’addome dopo il parto (differente è il caso di un parto cesareo), in quanto può rendere i muscoli addominali pigri, ostacolando il loro naturale recupero. A prescindere dal fatto che il parto sia stato naturale o cesareo, sarà importante prendersi cura degli esiti cicatriziali e rispettare le tempistiche di recupero dopo la gravidanza.
  • Farmaci: Prima di prendere farmaci antidolorifici ed antinfiammatori è sempre necessario contattare il proprio medico poiché i farmaci possono essere trasmessi al bambino tramite l’allattamento. L’eventuale ricorso a farmaci deve essere sempre concordato con il proprio medico ginecologo.

L'Approccio Terapeutico: Fisioterapia e Osteopatia

Quando le modifiche dello stile di vita non sono sufficienti a gestire il dolore, l'intervento di professionisti attraverso terapie mirate diventa essenziale. La fisioterapia e l'osteopatia offrono percorsi efficaci per alleviare la lombalgia e altri disturbi muscoloscheletrici nel post-partum.

La Fisioterapia nel Recupero Post-Partum

Anche la fisioterapia viene incontro alla risoluzione delle problematiche che si presentano nel post-partum. Il fisioterapista può aiutare la neo-mamma con diverse tecniche e approcci:

  • Terapie Manuali: Nel caso di cervicalgie e lombalgie, può essere di grande utilità ad alleviare il dolore il trattamento con terapie manuali come la massoterapia, il pompage e delicate mobilizzazioni. Il massaggio ha azione decontratturante, allenta le tensioni muscolari ed allevia il dolore.
  • Rieducazione Posturale: Un programma di ginnastica dolce o posturale è utile per andare a ripristinare i normali meccanismi posturali che vengono alterati durante la gravidanza e/o l’allattamento. Sedute di rieducazione posturale ed esercizi di rinforzo della muscolatura addominale sono fondamentali. Questi cambiamenti generalmente si riducono gradualmente dopo circa 8 settimane dal parto. Sicuramente può essere d’aiuto un buon percorso di riabilitazione mirato e un’attenzione quotidiana agli sforzi.
  • Riabilitazione del Pavimento Pelvico: Sedute di rieducazione del pavimento pelvico (riabilitazione perineale) sono cruciali per la ripresa della funzionalità di questi muscoli, che, come i retti addominali, agiscono da guardiani della schiena.

È importante fare una distinzione tra gravidanza e allattamento per quanto riguarda alcune terapie strumentali. In gravidanza, sono assolutamente controindicati tutti i trattamenti con elettromedicali quali tecarterapia, ipertermia, laserterapia, elettroterapia antalgica e campi magnetici. Tuttavia, nel post-partum e in allattamento, la situazione può cambiare per alcuni di questi strumenti.

Le Terapie Fisiche Strumentali Innovative

Per ridurre il dolore e le tensioni muscolari, il fisioterapista può utilizzare terapie fisiche strumentali all’avanguardia. Ad esempio, le tendinopatie ai polsi e alle mani, spesso causate dal tenere in braccio il neonato, possono essere trattate efficacemente con la laserterapia senza ricorrere all’uso di farmaci antiinfiammatori.

Nel caso di cervicalgie e lombalgie, per esempio, può essere di grande beneficio effettuare dei trattamenti con terapie fisiche strumentali innovative come la TECARTERAPIA o la Q-PHYSIO (che sfrutta il principio della risonanza quantica molecolare). Queste terapie, attraverso la loro azione decontratturante e biostimolante, riducono la sintomatologia dolorosa. È importante sfatare un mito: la tecarterapia non ha alcuna controindicazione nell’allattamento!

Il Beneficio dell'Osteopatia per la Neo-Mamma

L’osteopatia rappresenta un approccio delicato, adattato allo stato fisico della donna e al periodo post-partum. Sempre più donne si rivolgono all’osteopata per curare la lombalgia associata alla dolce attesa e, in caso di necessità, anche nella delicata fase di post-partum.

Le manipolazioni osteopatiche per il benessere della neo-mamma servono a favorire la mobilità dei tessuti e delle articolazioni, sbloccare le tensioni dovute ai continui mutamenti degli equilibri posturali, portando la colonna vertebrale ad adattarsi meglio a questi cambiamenti e ripristinare l'equilibrio del corpo. Le manovre sono prevalentemente di tipo fasciale e cranio-sacrale. L’osteopata effettuerà digitopressioni sul tratto vertebrale lombare e lombo-sacrale per inibire il dolore. Lavora soprattutto sul bacino, che subisce i cambiamenti di mutazione al momento del parto, ma anche sul diaframma, per migliorare la respirazione. Si rivela prezioso il lavoro sul muscolo del diaframma toracico che, attraverso la respirazione, incide positivamente sull’apparato muscolo-scheletrico e allevia la compressione sulla spina dorsale.

L’osteopatia rappresenta una tecnica efficace ed innocua, priva di controindicazioni, in quanto non utilizza né strumenti né farmaci, ma soltanto terapie manuali, ancora più ‘dolci’ e sicure per le donne. L'efficacia dell’osteopatia nella fase post-partum è documentata: il trattamento osteopatico consente di ridurre del 70% il mal di schiena dopo il parto. Seduta dopo seduta, l’osteopata insegnerà alla donna determinati esercizi da ripetere a casa che, se eseguiti correttamente, favoriscono la respirazione diaframmatica, la corretta postura e la tonicità del pavimento pelvico, per affrontare al meglio il periodo post-partum. Il trattamento osteopatico post parto favorisce il riequilibrio del corpo.

Programmi di Esercizio e Riabilitazione

Utile anche, laddove non ci fossero controindicazioni, un programma di ginnastica dolce per andare a ripristinare i normali meccanismi posturali che vengono alterati durante la gravidanza. Il recupero della forza e della funzionalità dei muscoli addominali e del pavimento pelvico è cruciale. Questi muscoli sono da considerare come se fossero i guardiani della schiena e quindi la loro parziale assenza può sovraccaricare la colonna, generando dolore.

Un Approccio Multidisciplinare e Personalizzato

Affrontare la lombalgia e altri disturbi post-partum in modo efficace richiede spesso un approccio olistico e multidisciplinare. Questo significa che diverse figure professionali collaborano per offrire un percorso di cura personalizzato e completo. L’approccio a queste problematiche prevede un metodo multidisciplinare grazie alla presenza, in strutture specializzate, di medici specialisti in ginecologia e ostetricia, fisioterapisti, laureati in scienze motorie. Grazie a questa collaborazione, è possibile ideare percorsi personalizzati e adattati alle pazienti, conformi a quelle che sono le ultime evidenze scientifiche e le linee guida internazionali.

Ad esempio, consideriamo il caso di C.D., una mamma da due settimane, con parto naturale, che si presenta in un centro lamentando dolori perineali e cervicali. Dopo un primo colloquio preliminare per conoscere nel dettaglio la sua situazione e inquadrare al meglio la sua problematica, si decide di intraprendere con lei un percorso che prevede una riabilitazione perineale con l’ostetrica e un lavoro misto di terapia manuale ed esercizio sul rachide cervicale con il fisioterapista. Già dopo un paio di settimane, C.D. riferisce notevoli miglioramenti della sintomatologia, fino alla risoluzione nel giro di un mese. Questo esempio concreto dimostra come la sinergia tra diverse specialità possa portare a risultati rapidi ed efficaci.

Quando Rivolgersi a un Professionista: Segnali da Non Sottovalutare

Il nostro invito è quello di non trascurarsi qualora si presentasse qualche disturbo, ma di rivolgersi subito ad una struttura con professionisti preparati che saprà accompagnarvi in questa delicata fase di cambiamento. Ricordate sempre che dalla salute della madre passa anche quella del neonato e che un intervento precoce velocizza i tempi di recupero e consente di tornare prima in forma e affrontare al meglio la vita da neo-mamma. Qualora si presentasse qualche disturbo, rivolgetevi al vostro curante o ad una struttura adeguata. Non sentitevi sole e non ricorrete al “fai da te”.

È fondamentale consultare il proprio ginecologo o un medico specialista se il mal di schiena è associato a sintomi quali febbre, dolore durante la minzione, sanguinamento o altre perdite vaginali, contrazioni uterine, e comunque in caso di dolore intenso o persistente che non migliora con il riposo o con le strategie di auto-aiuto. Le informazioni qui contenute non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti per una diagnosi accurata e un piano di trattamento personalizzato.

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