Le coliche neonatali, note anche come coliche infantili o colichette del neonato, rappresentano uno dei disturbi più comuni e fonte di grande preoccupazione per i genitori durante i primi mesi di vita. Sono caratterizzate da pianto intenso e inconsolabile, apparentemente privo di una ragione precisa, che può mettere a dura prova la pazienza e la serenità delle famiglie. Questo fenomeno, di natura benigna, tende a risolversi spontaneamente con la crescita del bambino, ma la sua origine e le strategie più efficaci per gestirlo sono oggetto di continue ricerche e dibattiti.

Definizione e Criteri Diagnostici delle Coliche Neonatali
Le coliche gassose del neonato sono una condizione caratterizzata da pianto intenso e inconsolabile apparentemente privo di una ragione precisa. Queste manifestazioni dolorose sono tipiche dei primi mesi di vita e si riferiscono sostanzialmente alla medesima condizione dei termini colica e colica gassosa. Per descrivere meglio le coliche nei neonati, è utile fare riferimento al classico criterio diagnostico noto come "regola del tre", ideato nel 1954 dal pediatra Morris Arthur Wessel e ancora oggi utilizzato. Questa regola ci dice che si tratta di colica se il pianto inconsolabile e continuo dura per più di 3 ore al giorno, per almeno 3 giorni a settimana e per 3 o più settimane consecutive. I criteri diagnostici internazionali (Roma IV) caratterizzano le coliche del lattante per pianto improvviso, intenso e prolungato in un bambino sano, sotto i 5 mesi, senza febbre, scarso accrescimento o altri segni clinici. È fondamentale che il pediatra escluda altre condizioni mediche, dal momento che i sintomi delle coliche sono molto simili a quelli dati da alcune patologie.
Epidemiologia e Durata delle Coliche Infantile
Generalmente, le coliche si manifestano già dalle prime settimane di vita. Molti genitori si chiedono quando iniziano le coliche nel neonato e quanto durano. In genere, le coliche neonatali iniziano tra la 2ª e la 4ª settimana di vita, raggiungono il picco intorno alla 6ª settimana e tendono a ridursi e scomparire tra i 3 e i 6 mesi. Si stima che 2-3 neonati ogni 10 soffrano di coliche. Secondo stime attendibili, ne soffrono dal 10% al 40% dei bambini, senza differenze significative tra maschi e femmine. Non è detto però che gli episodi siano quotidiani: può accadere che le colichette si presentino occasionalmente, più volte nella stessa giornata o per più tempo. Molti bambini - fino al 28% - presentano questo particolare comportamento durante i primi tre mesi di vita. Spesso si risolvono, nella maggioranza dei casi, dopo il terzo mese. Insieme a stipsi e rigurgito, le coliche infantili rientrano tra i disturbi funzionali gastrointestinali, problematiche che tendono a risolversi spontaneamente con la crescita del bambino.
Sintomi Riconoscibili delle Coliche del Neonato
Il sintomo principale delle coliche del neonato è il pianto inconsolabile. Tuttavia, esistono caratteristiche specifiche che aiutano a riconoscere le coliche nel neonato e a capire se un neonato ha le coliche. Tra i principali sintomi delle coliche nel neonato che aiutano a comprendere come riconoscere le coliche del neonato vi sono:
- Pianto prolungato che rispetta la regola del tre.
- Comparsa del pianto sempre alla stessa ora, spesso nel tardo pomeriggio o di sera.
- Pianto non legato a fame, sonno o pannolino sporco.
- Movimenti intensi degli arti, gambe piegate sull’addome, pugni serrati e inarcamento della schiena.
- Volto arrossato, agitazione e irritabilità.
- Possibile flatulenza, sputi e attività intestinale aumentata.
- Tensione dell'addome (pancia dura e tesa) che appare gonfio e alla percussione si sente che è pieno di aria (spesso è paragonato ad un tamburello).
- Il bambino piange finché non riesce ad emettere gas o fare la cacca; solo allora si tranquillizza.
- Il bambino piange e vuole attaccarsi al seno spesso, cercando di calmarsi, ma poi ricomincia a piangere.
- Il bambino piange anche quando è allattato al seno e si stacca spesso.
- Difficoltà a dormire supino (tira la pancia).
La febbre, invece, non è un sintomo tipico delle coliche gassose, pertanto, se presente, va indagata con il pediatra in quanto potrebbe essere il segnale di un altro disturbo. Se il piccolo cresce bene e tra un episodio e l’altro è sereno, è probabile che si tratti di coliche. È invece opportuno contattare il pediatra se compaiono vomito persistente, sangue nelle feci, febbre o difficoltà ad alimentarsi.
COLICHE e dolori da REFLUSSO nel neonato. Sintomi e rimedi.
Le Cause delle Coliche Neonatali: Tra Teorie e Nuove Evidenze
Ad oggi, la causa delle coliche del neonato non è stata identificata con certezza. Le teorie sono numerose, ma in realtà si tratta solamente di ipotesi. La diagnosi di colica nel neonato è una diagnosi per esclusione (diagnosi differenziale) e si basa principalmente su anamnesi ed esame fisico.
Ipotesi Tradizionali e Fattori Contribuenti
Tra i fattori che più frequentemente sono chiamati in causa, e le ipotesi avanzate nel tempo, troviamo:
Eccessiva quantità di gas nell’intestino: Questa è una delle teorie più accreditate. Si ritiene che sia dovuta all’incapacità del lattante di coordinare suzione e deglutizione durante i pasti, portando all'ingestione di tanta aria, un problema che può affliggere i bambini voraci. La presenza di gas nell’intestino talvolta viene attribuita anche a un’alterazione della flora intestinale. Questa eccessiva presenza di aria giustificherebbe l’insorgenza di gonfiore addominale, irritabilità, flatulenza ed eruttazione. Molto spesso si pensa che sia l’aria nella pancia del bambino a causare le coliche gassose. Tuttavia, l'aria è sempre presente nel tubo digerente di ogni essere umano, a qualunque età, e soprattutto in quello di un neonato. Pochi sono in realtà le circostanze in cui l’aria possa procurare dolore, ad esempio se le pareti sono irritate o infiammate (in presenza cioè di una “colite”).
Immaturità dell’apparato gastrointestinale: Un apparato digerente ancora immaturo può favorire uno squilibrio della flora intestinale (disbiosi), con conseguente aerofagia nel neonato, meteorismo nel lattante, flatulenza nel neonato e coliche gassose nei neonati. Questa ipotesi suggerisce che l'intestino del neonato non sia ancora pienamente sviluppato per gestire la digestione in modo efficiente.
Allergie o intolleranze alimentari: In alcuni casi, le coliche neonatali possono essere associate a intolleranze alimentari o a una reazione alle proteine del latte vaccino, sia nei bambini alimentati con formula sia, indirettamente, nei neonati allattati al seno. Questa ipotesi dovrebbe riguardare solamente i neonati/lattanti allattati al seno. Tuttavia, numerosi studi hanno dimostrato che la frequenza delle coliche è la stessa sia negli allattati al seno sia negli allattati artificialmente e che alimentare il bambino con formulazioni a base di riso o soia non ne riduce in alcun modo la frequenza.
Reflusso gastroesofageo: Molti bambini con coliche e reflusso nel neonato presentano una risalita del contenuto gastrico dovuta all’immaturità dello sfintere esofageo inferiore. Anche il reflusso nel lattante tende comunque a risolversi spontaneamente con la crescita.
Sovraccarico sensoriale e indole del lattante: Dopo le prime settimane di vita, i neonati diventano progressivamente più sensibili agli stimoli esterni. Questo sovraccarico sensoriale può generare stress, che spesso si manifesta con coliche notturne nel neonato e pianti serali inconsolabili. Alcuni lattanti non riescono ad adattarsi, a causa della loro immaturità, agli stimoli ambientali e manifestano questa difficoltà con un pianto inconsolabile. Si pensa che siano dovute a un’immaturità nel suo modo di controllarsi ed esprimersi: il neonato è estremamente sensibile agli stimoli ambientali e non è in grado di auto-consolarsi.
Sovralimentazione o sottoalimentazione: Sia la fame sia una sensazione di eccessiva pienezza possono contribuire all’insorgenza di coliche forti nel neonato e coliche fortissime nel neonato.
Insufficiente eruttazione: Una scarsa eliminazione dell’aria ingerita durante la poppata può favorire la comparsa di colichette gassose nel neonato e brontolio della pancia nel neonato.
Esposizione al fumo: Numerosi studi dimostrano che l’esposizione al fumo, attivo o passivo, aumenta il rischio di coliche ai neonati.
Nuove Prospettive: La Teoria dell'Infiammazione Intestinale
Studi recenti dimostrano senza ombra di dubbio che le coliche gassose sono dovute a un quadro infiammatorio intestinale che provoca mal di pancia, aria e conseguente alterazione del transito gastrointestinale, come stipsi, dischezia, pancia e addome gonfio. Queste problematiche NON sono “fisiologiche” e NON passano da sole, sfidando la vecchia definizione di coliche gassose che le considerava una sindrome comportamentale legata a un'immaturità intestinale.
Secondo questa nuova prospettiva:
Stadi dell'infiammazione: Quando l’infiammazione intestinale è lieve, il neonato inizia ad avere i primi dolori di pancia, fa tanta aria e fatica a fare la cacca, presentando sintomi correlati al termine "Dischezia". Se l’infiammazione si protrae, l’intestino altera la sua capacità peristaltica (motilità intestinale), si gonfia (sintomo oggettivo di un quadro infiammatorio), si crea aria nella pancia e provoca dolore al bambino. In altre parole, se l’infiammazione peggiora, il neonato inizia a soffrire di quelle che definiamo coliche gassose. Più si protrae il quadro infiammatorio, più il bambino si disabitua ad avere un transito intestinale regolare e potrebbe anche diventare stitico.
Dischezia del neonato: Con il termine Dischezia del neonato si intende un disturbo funzionale che si manifesta con una defecazione particolarmente difficoltosa, possibilmente associata ad emissione di gas e/o mal di pancia, di solito lieve. La dischezia è causata da un leggero quadro infiammatorio che inizia a creare i primi disturbi intestinali.
Stipsi e stitichezza del neonato: Stipsi e Stitichezza del neonato sono due sinonimi che indicano la difficoltà del bambino ad evacuare. Questa è causata da un quadro infiammatorio protratto nel tempo che provoca un’alterazione dell’assorbimento e della peristalsi intestinale.
Aria nella pancia e gonfiore addominale: Non è l'ingestione di aria a causare le coliche, ma è l’infiammazione intestinale che provoca un’alterazione del transito, dolore, gonfiore addominale (segno oggettivo di infiammazione) e aria nella pancia. Il bambino non ha mal di pancia o la pancia gonfia perché ingurgita aria durante la suzione al seno; piuttosto, si stacca spesso dal seno ed è agitato perché ha già mal di pancia.
Questa visione più recente suggerisce che la causa delle coliche, della dischezia e della stipsi del neonato sia un quadro infiammatorio intestinale, e non una fatidica "immaturità intestinale".

Il Ruolo dell'Alimentazione: Latte Materno e Latte Artificiale
In caso di frequenti coliche, la domanda da parte della mamma sorge spontanea: sarà il mio latte a causare questi disturbi al bambino? Sebbene sulle cause delle coliche nei neonati vi sia ancora poca chiarezza, senza dubbio l’allattamento al seno non è tra queste. L’allattamento al seno rappresenta, per il neonato, il miglior modo per nutrirsi e il latte materno è senza dubbio l’alimento più completo e sicuro per il neonato.
Alcuni pediatri sostengono che difficilmente un bambino possa avere una reazione negativa nei confronti di alimenti che la mamma introduce con la dieta. Tuttavia, alcuni cibi o bevande che passano rapidamente nel latte materno, sono da evitare perché in generale dannosi per l’organismo dei più piccoli: tra queste troviamo alcool, caffè o altre bevande energetiche. L'alimentazione della mamma è raramente la causa delle coliche. Diete di esclusione nella mamma che allatta sono consigliate solo se c’è un sospetto fondato di allergia alle proteine del latte vaccino o altri segnali clinici specifici. Non è necessario escludere alimenti dalla dieta in maniera preventiva e, in caso di dubbi, è sempre opportuno consultare il pediatra.
Inoltre, le mamme spesso si chiedono se il latte artificiale al posto di quello materno possa essere un rimedio per le coliche frequenti. In realtà, alcuni studi pubblicati nel 2018 evidenziano che l’incidenza di coliche non varia tra i bambini alimentati con latte artificiale e quelli allattati al seno. L’unico aspetto da sottolineare è che con l’allattamento al seno è più difficile il passaggio di aria, mentre con il biberon viene introdotta più facilmente. Per tale ragione, per chi usa latte artificiale, può essere utile sapere che è necessario prestare particolare attenzione all’inclinazione del biberon e alla tettarella utilizzata per rallentare il flusso ed evitare che il bambino tracanni il latte. Nei bambini alimentati con formula, eventuali cambi di formulazione devono essere valutati dal pediatra, evitando modifiche frequenti e non motivate.
Purtroppo, capita spesso che il bambino pianga continuamente a causa del mal di pancia, ma che la colpa di quel pianto venga imputata spesso al fatto che il bambino “mangia poco e non è sazio”. Per questo motivo veniva consigliata erroneamente l’aggiunta di latte artificiale. Prima di dare un’eventuale aggiunta di latte artificiale che mina le probabilità di successo dell’allattamento al seno, non si valutano mai le reali cause per cui il bambino piange (coliche o reflusso) o le cause per cui si attacca male al seno. Infatti, problemi di suzione ed eventuali tensioni gastrointestinali influenzano negativamente il benessere del bambino e, di conseguenza, anche l’allattamento al seno.
Distinguere le Coliche da Altri Pianti o Patologie
Il pianto del neonato rappresenta di certo uno strumento di comunicazione da ascoltare e da accogliere, e i genitori devono essere consapevoli di ciò. Nel primo anno di vita e soprattutto nei primi tre mesi, i lattanti piangono normalmente più o meno a lungo, per circa 2-3 ore ogni giorno. La scelta di chiamare “colica” questa irritabilità pomeridiana o serale del bambino piccolo avviene nel 1954, dopo la comparsa di un famoso articolo medico. Una scelta infelice, in quanto il termine colica dovrebbe indicare un dolore intestinale, laddove però la scienza medica non è mai riuscita a mettere il pianto del bambino in relazione a un dolore dell’intestino.
Il pianto da coliche nel neonato è generalmente più intenso e acuto, più prolungato e difficilmente consolabile. Questo aiuta a capire se un neonato ha le coliche rispetto a un normale pianto fisiologico. È importante tenere conto che, su centinaia di bambini a cui si attribuiscono coliche gassose, probabilmente solo poche decine avranno dei veri fastidi addominali, mentre la gran parte sono semplicemente neonati che piangono per tantissimi altri motivi, anche i più imperscrutabili.

Strategie e Rimedi per Alleviare il Disagio
Di fronte alle coliche del neonato, è normale sentirsi scoraggiati. Tuttavia, esistono diversi rimedi per le coliche dei neonati utili ad alleviare il disagio. È importante cercare di consolare il lattante, rimanendo innanzitutto sereni. Non esiste una cura per una condizione che non possiamo neppure considerare una vera e propria malattia. Non esiste un consiglio che si adatta perfettamente a ogni bambino, ma imparando a conoscere il piccolo sarà possibile capire cosa preferisce.
Misure di Conforto e Manipolazione
Tra le strategie più efficaci per consolare, calmare e distrarre il neonato, si possono mettere in atto diverse azioni:
- Cullare e contenere il neonato: Tenerlo in braccio e cullarlo in modo dolce, cercando la posizione che più lo rilassa. Dondolare il bebè nella culla o in braccio, oppure fargli fare un giretto nella carrozzina. Un breve viaggio in auto (mettendo il bimbo nell’apposito seggiolino) o salire e scendere le scale con movimenti ritmici possono essere efficaci.
- Contatto pelle a pelle (skin-to-skin): Tenere il bambino a contatto corpo a corpo con mamma e papà. Questo può ridurre le crisi di pianto e non presenta rischi o controindicazioni di ordine medico. Tenerlo spesso in braccio, anche se non piange o non è agitato, può ridurre la comparsa delle coliche. La fasciatura (swaddling), se correttamente eseguita, offre l’opportunità di ridurre le crisi di pianto.
- Massaggi e posizioni specifiche: Massaggi delicati con il neonato a pancia in giù o massaggiare il pancino con movimenti circolari antiorari per favorire l’eliminazione dell’aria. Un valido esempio è la cosiddetta posizione anti-colica, che consiste nel mettere il neonato/lattante a pancia in giù sul proprio braccio, con la testa nell’incavo del gomito, per poi dondolarlo mentre gli si danno delle piccole pacche sul sedere. Posizionare una fonte di calore sotto la sua pancia può aiutare a tranquillizzare il neonato durante le coliche.
- Bagno caldo e rilassante: Un bagno con acqua tiepida, che aiuta a rilassare l’addome e la muscolatura.
- Ambiente tranquillo e rumori bianchi: Mantenere un ambiente circostante il più tranquillo possibile, evitando stimoli come luce e rumori forti. La presenza di un “rumore bianco” (come quello prodotto per esempio da un’asciugatrice, un’aspirapolvere o un phon) a basso volume.
- Favorire il ruttino: Far eruttare il bambino durante e dopo la poppata è importante per eliminare l'aria ingerita.
Interventi Specifici e Trattamenti
- Probiotici: Alcuni studi suggeriscono che specifici ceppi di fermenti lattici, come il Lactobacillus reuteri DSM 17938, possano ridurre la durata del pianto nei lattanti allattati al seno. Possono essere presi in considerazione anche l’utilizzo di probiotici selezionati, che alcuni studi scientifici indicano come utili nel ridurre le coliche gassose del lattante. Tuttavia, i benefici non sono uguali per tutti i bambini e le evidenze sono più limitate nei piccoli alimentati con formula. I probiotici non sostituiscono la valutazione pediatrica e non vanno iniziati senza un confronto con il medico.
- Omeopatia: Per alleviare i sintomi delle coliche gassose, i medicinali omeopatici possono essere una valida opportunità terapeutica. Caratterizzati da alte diluizioni, non presentano generalmente tossicità chimica, controindicazioni, interazioni farmacologiche o effetti indesiderati direttamente legati alle quantità assunte. Alcuni medicinali omeopatici si presentano in forme orali molto adatte ai neonati. È sempre consigliabile chiedere il parere al pediatra e al farmacista.
- Osteopatia Pediatrica: Secondo la teoria più recente sull'infiammazione intestinale, l'osteopatia pediatrica viene presentata come un metodo per curare efficacemente le coliche gassose, la stitichezza e la dischezia del neonato, intervenendo sulle vere cause dell'infiammazione intestinale. Si suggerisce che massaggiare la pancia con l’Osteo-Massage possa essere efficace per curare l’aria nella pancia e l’addome gonfio.
- Farmaci e integratori: L’efficacia dei farmaci (per esempio il simeticone), così come quella degli integratori alimentari e dei preparati erboristici nel trattamento delle coliche neonatali non è documentata da solide prove scientifiche. Pertanto il loro impiego non è consigliato, e non si devono somministrare le goccioline per l’aria, né tanto meno farmaci antispastici o altri rimedi. Il simeticone, somministrato ai bambini in gocce, può essere utilizzato per alleviare il dolore, ma purtroppo ha scarsa efficacia. Anche i preparati fitoterapici a base di melissa, passiflora e finocchietto da somministrare in gocce o sciroppo al lattante, non sono sempre risolutivi. L’uso di sondini rettali e termometri nel tentativo di favorire l’eliminazione dell’aria intestinale è sconsigliabile perché provoca solo irritazione nel bambino e lo disabitua a scaricarsi autonomamente.
Il Supporto ai Genitori: Gestire lo Stress e Prendersi Cura di Sé
Qualunque sia l’origine, le coliche sono fonte di grande stress sia per i bambini che le sperimentano sia per i genitori. Dover far fronte alle coliche del neonato può essere un’esperienza molto stressante e frustrante, e per i genitori rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo di depressione post-partum. È importante mantenere la calma. La stanchezza può indurre i genitori a comportamenti errati, come per esempio scuotere il bimbo o la bimba con l’intento di calmarli. Questo è un comportamento molto pericoloso e da evitare: nei bambini piccoli la muscolatura del collo non è sufficientemente sviluppata e non consente di sostenere la testa. Lo scuotimento può causare traumi al cervello, con lesioni anche gravi (la cosiddetta Shaken baby syndrome, Sindrome del Bambino Scosso).
È importante che la mamma e il papà chiedano e ricevano aiuto da altri famigliari o amici per accudire il bambino così da consentire loro di potersi rilassare e riposare. È essenziale che i genitori si prendano cura di sé: affidare di tanto in tanto il piccolo ai nonni, a un familiare o a una babysitter attendibile e trascorrere qualche ora serena può aiutare a superare lo stress. Un ruolo fondamentale nella gestione delle coliche nei neonati spetta ai genitori, che devono trovare la strategia migliore per il proprio bebè e ricordarsi che le colichette, per quanto fastidiose e allarmanti, in genere non sono pericolose e non andranno a influire sulla crescita del piccolo.
