Guida alla Via dei Terrazzamenti: Un Viaggio tra Storia, Natura e Accessibilità in Valtellina

La Valtellina non è solo una destinazione, è un’esperienza che affonda le sue radici profondamente, ramificate e ben nutrite dall’acqua dei ghiacciai del Parco nazionale del Stelvio. Tutto in Valtellina ha basi solide, che sia una pianta, una tradizione, un monumento. Ce ne si accorge subito, appena voltate le spalle al lago di Como, percorrendo a ritroso il corso dell’Adda. Basta guardare verso nord per scorgere i terrazzamenti che modellano la montagna per decine di chilometri. Sono la testimonianza di un antichissimo lavoro di viticultura, quella che oggi viene definita eroica, alla quale si devono vini pregiatissimi e marcatamente identitari quali il Sassella, l’Inferno e lo Sforzato.

Panorama dei vigneti terrazzati della Valtellina con i tipici muretti a secco

Il valore paesaggistico e culturale dei terrazzamenti

Il terrazzamento contribuisce alla bellezza e alla cura del paesaggio. Noi viticoltori siamo consci dell’importanza del nostro lavoro di manutenzione dei pendii, contribuiamo in maniera importante al contenimento dei rischi di dissesto idrogeologico. Inseriti dall’Unesco nel patrimonio dell’umanità, i muretti a secco che sostengono i terrazzamenti sono una costante del viaggio. Ciò che rende questo percorso davvero straordinario è la presenza dei muretti a secco (dal 2018 sono stati iscritti nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO) e dei terrazzamenti vitati: veri e propri capolavori di ingegneria rurale, costruiti con muri a secco che sorreggono filari di vite aggrappati alle pendici montane.

La Via dei Terrazzamenti è un’area posta sul versante retico della bassa e media Valtellina valorizzata da un percorso ciclo-pedonale che collega Morbegno a Tirano, in provincia di Sondrio. Si tratta della zona più tipica del paesaggio agrario valtellinese, caratterizzata dai terrazzamenti vitati ma anche da edifici storico artistici, civili e religiosi di notevole pregio e interesse, fortemente rappresentativi e carichi di valore simbolico. Le vigne si presentano esposte a sud, ricavate terrazzando il fianco roccioso e ripidissimo del monte con muri a secco; è proprio la presenza della roccia viva, che circonda i piccoli ripiani così ricavati, che moltiplica l’apporto di calore solare. Il vigneto a terrazzi assume in questa zona un alto valore paesaggistico oltre che agrario e storico.

L’itinerario della Via dei Terrazzamenti: Tra sport e scoperta

Si può percorrere a piedi o in bici (anche a pedalata assistita, grazie a una rete estesa di punti di noleggio e ricarica batterie), integralmente o limitandosi a tratti parziali. L’immagine della partenza ha come sfondo il ponte di Ganda, che dal 1778 attraversa l’Adda a Morbegno. Anche per uno del posto questo percorso è una miniera di sorprese. Si corre nella natura, a mezza costa, con il fondovalle sotto i piedi e attraversando borghi poco noti.

La Via dei Terrazzamenti è un percorso che attraversa l’area più caratteristica del paesaggio valtellinese, i terrazzamenti vitati, posti a mezza costa, tra i 300 e 700 m di quota, sul versante retico della bassa e media Valtellina. Si tratta di un itinerario pedonale lungo settanta chilometri, che collega Morbegno a Tirano, e che può essere percorso da Sondrio in entrambe le direzioni. Il percorso, complessivamente scandito da quaranta aree di sosta, serpeggia sul ripido fianco roccioso del monte, tra vigneti, meleti, e i tradizionali muretti a secco, passando per boschi, borghi storici, torrenti ed edifici, civili e religiosi, di grande interesse storico e artistico.

La viticoltura eroica in Italia e nel mondo | Tannico

Tra le tante tappe, vi presentiamo quella da Berbenno a Sondrio, molto suggestiva per i bellissimi vigneti da cui si ottiene il celebre vino Sassella. Arrivando alla stazione di San Pietro Berbenno, si supera la chiesa di Santa Maria Assunta e si sale fino al borgo di Polaggia dove si incrocia la Via dei Terrazzamenti, ben segnalata con cartelli gialli. Attraversando bellissimi boschi si giunge a Postalesio. Si prosegue quindi fino a Castione Andevenno, incorniciato da splendidi vigneti che diventano mano mano sempre più numerosi.

Accessibilità e fruizione per le famiglie

La Via dei Terrazzamenti è accessibile a tutti: famiglie, escursionisti, amanti della natura e del buon vino. Sono presenti oltre 40 aree di sosta attrezzate, con panchine e punti informativi che raccontano la storia e le curiosità dei luoghi circostanti. Per quanto riguarda l'accessibilità specifica, è importante notare che sebbene la Via dei Terrazzamenti offra tratti agevoli, in montagna il concetto di accessibilità varia in base al mezzo. Molti sentieri della zona, specialmente nell'area di Bormio, sono ideali per passeggini da trekking o passeggiate assistite.

Bormio in estate è la località perfetta per le escursioni all’aria aperta con tutta la famiglia, perché ti offre splendidi paesaggi che si aprono a perdita d’occhio e sentieri alla portata di tutti, anche dei passeggini. A monte la prateria delle Alpi raggiungibili attraverso comode passeggiate per famiglie tra i boschi di conifere. Un itinerario semplice e rilassante attraversa un fitto bosco di larici, offrendo scorci panoramici sulla conca di Bormio e sulla Valfurva. Lungo il cammino, si incontrano punti panoramici perfetti per una sosta picnic. Esistono percorsi, brevi ma affascinanti, ideali per bambini piccoli e famiglie con passeggini da trekking, che permettono di immergersi in mondi fiabeschi tra cervi, camosci e maggenghi.

Eccellenze enogastronomiche e cultura locale

Lungo il cammino, non può mancare una sosta nelle rinomate cantine valtellinesi, dove è possibile degustare i pregiati vini del territorio - come il celebre Nebbiolo delle Alpi - accompagnati da prodotti tipici e racconti appassionati dei viticoltori. Amo in particolare la zona di produzione dell’Inferno, tra Montagna in Valtellina e Poggiridenti, che prevede anche il passaggio al cospetto del possente Castel Grumello. A Teglio ha sede anche l’Accademia del Pizzocchero, severa custode della ricetta originale della gloria gastronomica valtellinese.

Poco più avanti, a Bianzone, si celebra il più fastoso matrimonio fra trekking e vini docg nella Tenuta La Gatta, in un ex convento domenicano del Cinquecento. Il ripido pendio terrazzato alle spalle dell’edificio testimonia della difficoltà del lavoro in questo genere di vigne, trasmette fatica. Sono tantissime le persone che si fermano incuriosite: hanno scoperto noi e tante altre cantine grazie alla Via dei Terrazzamenti, la cui istituzione ha rappresentato un autentico volano per molte attività produttive. La gola viene ampiamente soddisfatta nella salumeria Boscacci, che dal 1934 produce bresaole, coppe, violini di capra e capriolo, mentre il Wine & Beer bar Bràulio è la culla del celebre amaro prodotto dal 1875 con una ricetta a base di erbe locali, ancora oggi segretissima.

Degustazione di vini valtellinesi presso una cantina locale lungo il percorso

Il patrimonio artistico e religioso lungo il cammino

La Via dei Terrazzamenti ha delle caratteristiche artistiche, oltre che naturalistiche ed etnografiche, molto interessanti: in passato molto popolata, presenta un ricco patrimonio culturale fatto di chiese anche di grandi dimensioni che ospitano opere d’arte interessanti, soprattutto intaglio ligneo ed affreschi, rinascimentali e barocchi. Prima di arrivare a Tirano, una salita ripida porta alla chiesa e allo xenodochio di Santa Perpetua, che dal XII secolo domina la cittadina e la media valle dall’alto di una rupe.

Camminare tra i terrazzamenti, incontrare i viticoltori, stare ad osservare la cura, l’impegno e il rispetto con i quali si adoperano per custodire un’eredità straordinaria rappresentata da muri a secco, ripidi sentieri, scalette, manufatti rurali costruiti a costo di enormi fatiche e sacrifici, è stata per me una grande lezione di umanità e coraggio. Questo patrimonio, costantemente monitorato e valorizzato, rappresenta non solo un volano economico, ma un monito vivente sulla dedizione umana applicata all'ambiente montano.

Verso l'Alta Valle: Bormio e Livigno

Dalla media valle si raggiungono in breve le grandi località turistiche della provincia di Sondrio. Il carnet del trekker si riempie rapidamente con l’escursione lungo la pedemontana della Reit, che si sviluppa su una strada forestale tra i boschi di larici che dominano la conca bormina; oppure affrontando il giro del Vallecetta, che parte da Bormio 3000 e corre in un ambiente di alta quota, ma con tracciato quasi del tutto in discesa, passando per la località Bei Laghetti.

Livigno è 30 chilometri più in là, sul versante opposto del Passo del Foscagno. Il lungo altopiano disteso intorno al torrente Spol da fine giugno è impreziosito da una nuova installazione di Land Art di 900 metri quadrati, realizzata con materiali naturali. Considerata una delle capitali mondiali della mountain bike, Livigno regala emozioni forti agli amanti delle due ruote. Poi, per un’ultima, rilassante escursione nel verde livignasco, basta seguire la ciclopedonale lunga 17 chilometri che attraversa tutto l’altopiano fino al lago del Gallo, sulle cui sponde si trova il Ristoro Val Alpisella.

La pista ciclopedonale di Livigno che attraversa l'altopiano montano

Ogni attività in questa regione, dai parchi avventura alle fattorie didattiche, profuma di divertimento e immersione nella natura più incontaminata. Che si tratti di esplorare il Forte Venini di Oga o di avventurarsi verso il Rifugio Branca tra ponti tibetani e sentieri d'alta quota, la Valtellina si conferma una terra di contrasti armoniosi, dove la fatica del passato si traduce oggi nel benessere e nella scoperta consapevole di un territorio unico al mondo. Vivi la Valtellina autentica: percorri la Via dei Terrazzamenti e scopri un cammino tra natura, storia e sapori unici.

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