La terza stagione di Jujutsu Kaisen ha ufficialmente introdotto i fan nel complesso e spietato mondo del "Culling Game", un arco narrativo creato da Gege Akutami che segna una svolta cruciale nella serie, portandola verso la sua conclusione. Se l'arco narrativo dell'Incidente di Shibuya è stato un vortice di emozioni e devastazione, il Culling Game si presenta come un enigma cognitivo, un labirinto di regole, punteggi, territori e scadenze temporali che rende la battaglia per la sopravvivenza tutt'altro che semplice. Non si tratta di un combattimento diretto e istintivo, ma di una strategia intricata dove ogni azione è ponderata e ogni punto conta.
Consapevole della potenziale confusione generata da un sistema così articolato, Crunchyroll ha rilasciato un video esplicativo volto a semplificare le regole del torneo, un tentativo di alleggerire il carico narrativo che la puntata stessa ha cercato di trasmettere attraverso un briefing tra Yuji, Megumi e Tengen. La complessità intrinseca del Culling Game è sempre stata una sfida per i lettori, soprattutto per quanto riguarda il ritmo. L'inizio della stagione, con un doppio episodio iniziale spettacolare che ha visto il ritorno di Yuta Okkotsu, ha subito una brusca frenata nell'episodio successivo a causa di una lunga spiegazione delle regole. Questo evidenzia l'utilità di contenuti di supporto che riescano a comprimere la "burocrazia narrativa" per lasciare maggiore spazio all'azione e alle spettacolari abilità che i fan desiderano vedere.

Ciò che rende il Culling Game ancora più caotico è il fatto che non si tratta di un torneo nel senso tradizionale del termine. Se la parte "procedurale" può disorientare, la sua vera forza risiede nel contesto in cui si sviluppa. L'Incidente di Shibuya ha innescato l'attivazione di poteri latenti in individui comuni, trasformandoli improvvisamente in partecipanti di una battle royale di stregoneria. Kenjaku, l'antagonista principale, mira a raccogliere energia maledetta attraverso questo massacro, spingendo l'umanità verso una forma collettiva e mostruosa. Questa premessa brutale è estremamente fertile dal punto di vista narrativo, permettendo l'introduzione di un vasto numero di personaggi, fazioni emergenti, abilità anomale e, soprattutto, offrendo un ampio margine di interpretazione per l'adattamento anime.
Un'altra verità fondamentale, spesso sottintesa ma ben nota ai fan più accaniti, è che il Culling Game funge da pretesto ideale per scatenare battaglie visivamente sbalorditive e folli. Jujutsu Kaisen, creato da Gege Akutami e serializzato su Weekly Shōnen Jump a partire dal 2018, ha ridefinito il genere shonen moderno. La serie mescola azione frenetica, horror sovrannaturale e un profondo substrato di dramma esistenziale, catturando sia un pubblico casual che appassionati hardcore. L'opera segue le vicende di Yuji Itadori, un liceale la cui vita viene stravolta dall'ingestione di un dito maledetto, catapultandolo nel mondo degli stregoni jujutsu, esseri che combattono contro spiriti maledetti che minacciano l'umanità. Dal suo debutto, il manga ha raggiunto una popolarità globale, vendendo oltre 80 milioni di copie (dati aggiornati al 2025), grazie a un mix vincente di combattimenti stilisticamente innovativi, personaggi carismatici e temi universali come il sacrificio, l'amicizia e il peso delle scelte morali.
Le stagioni precedenti e i film hanno gettato le basi per questo successo fenomenale. La Stagione 1 ha introdotto il pubblico al mondo di Jujutsu Kaisen con un ritmo incalzante, presentando i protagonisti Yuji, Satoru Gojo - l'iconico e potentissimo maestro -, Megumi Fushiguro e Nobara Kugisaki. Nonostante le critiche riguardanti i "crunch time" dello staff di animazione dello studio MAPPA, il risultato è stato un anime che ha dominato le classifiche di piattaforme come MyAnimeList e Crunchyroll, vincendo riconoscimenti prestigiosi come "Miglior Animazione" agli Anime Awards 2024.
L'Ingresso nel Culling Game: Strategia e Sopravvivenza
Ora, con la Stagione 3, siamo immersi nel cuore del Culling Game, l'arco narrativo più ambizioso del manga. I sopravvissuti all'incidente di Shibuya si ritrovano coinvolti in questo torneo mortale orchestrato da Kenjaku. Lo studio MAPPA ritorna con un team potenziato, inclusi nuovi animatori provenienti dal "Progetto Shibuya", e un budget visibilmente investito in ogni frame. La serie è prontamente disponibile su Crunchyroll con sottotitoli, e il doppiaggio in italiano e inglese è previsto entro la fine del mese.
La stagione non perde tempo in introduzioni superflue. L'episodio 1 si apre con una sequenza muta e opprimente: Yuji Itadori, solo in un bagno fatiscente, cerca di lavarsi le mani dal sangue. Questa immagine potente simboleggia il suo trauma post-Shibuya, un ragazzo che ha perso molto - amici, innocenza, forse anche parte della sua umanità - ma che continua a combattere. L'episodio 2 accelera, intrecciando le informazioni necessarie all'azione senza ricorrere a noiosi "info-dump". Il culmine di questo episodio è lo scontro tra Naoya Zenin, un personaggio misogino e arrogante erede del clan Zenin, dotato della velocissima Tecnica Maledetta "Projection Sorcery", e Choso, un mezzo-spirito che considera Yuji come un fratello. MAPPA dimostra la sua eccellenza qui: animazione fluida a 24 fps, tagli dinamici che seguono la velocità di Naoya, effetti di sangue realistici (ma non gratuiti) e un sound design che amplifica l'impatto di ogni colpo. L'animazione e la regia sono al loro apice, con le espansioni del Dominio rese con effetti CGI perfettamente integrati, evitando le stonature viste in altre produzioni passate.

Lo sviluppo dei personaggi è palpabile. Yuji appare più maturo e tormentato, mentre Yuta funge da perfetto contraltare, con la sua calma letale. L'atmosfera e i temi esplorati sono profondi: il Culling Game non è solo un torneo, ma una metafora di una società darwiniana, dove regole arbitrarie puniscono i più deboli. Il rischio di un "overload" informativo è reale: chi non ha riletto il manga potrebbe trovare difficile seguire la miriade di personaggi e regole. Tuttavia, i primi episodi bilanciano sapientemente azione (circa il 70%) e momenti emotivi (circa il 30%), confermando che Jujutsu Kaisen Stagione 3 è partita con il piede giusto, potenzialmente superando persino l'hype generato dall'arco di Shibuya.
I manga, in quanto fumetti giapponesi, raccontano storie attraverso un formato sequenziale con una forte componente visiva e narrativa. Non sono mai statici, assorbendo continuamente elementi culturali, sia tradizionali che internazionali. Questo dialogo con altre forme artistiche è una delle ragioni della loro ricchezza espressiva, un punto di convergenza per l'espressione creativa, come dimostra Jujutsu Kaisen.
L'Arte nell'Opening: Riferimenti e Simbolismo
L'opening della terza stagione di Jujutsu Kaisen va oltre la semplice presentazione visiva. È una sequenza densa di riferimenti artistici che collegano il mondo dei manga alla storia dell'arte occidentale e moderna. I creatori di manga attingono da sempre all'arte figurativa per arricchire il loro linguaggio visivo, dai dettagli compositivi ai gesti espressivi, fino alle simbologie profonde che solo un'opera d'arte può suggerire.
Nell'opening, la posa di alcuni personaggi richiama l'"Urlo" di Edvard Munch, un'opera simbolista che rappresenta una figura stilizzata in preda all'angoscia esistenziale, con un paesaggio distorto alle spalle. Questa somiglianza evoca un senso di shock e tormento condiviso. La scena in cui Mai Zen'in sembra sospesa nell'acqua ricorda l'"Ofelia" di John Everett Millais, che ritrae il personaggio shakespeariano galleggiante in acqua, circondato da fiori. Questa immagine suggerisce un equilibrio fragile tra calma apparente e un destino fatale.
Referensi - Referensi Opening Jujutsu Kaisen Season 3
Le Regole del Gioco: Un Rituale Mortale
L'arco narrativo del Culling Game, noto anche come "Gioco di Massacro", segue i disastrosi eventi dell'Incidente di Shibuya. I personaggi dell'amato manga si trovano ad affrontare vicende e battaglie di cruciale importanza. L'incidente di Shibuya raggiunge il suo apice quando Kenjaku, l'entità che occupa il corpo di Suguru Geto, ingerisce Mahito, acquisendo la sua abilità di trasfigurazione inattiva. Questa tecnica permette di toccare e trasformare l'anima delle persone, alterando forma e dimensioni del corpo. Kenjaku sfrutta questo potere per attivare due categorie di stregoni precedentemente "marcati": individui che, come Yuji Itadori, hanno ingerito oggetti maledetti, e quelli che hanno acquisito tecniche maledette senza possedere un cervello predisposto, come Junpei Yoshino.
Il piano principale di Kenjaku è di trasformare l'intera umanità in stregoni capaci di usare tecniche e abilità, un'ambizione già condivisa da Geto in passato. Tuttavia, la sua abilità da sola non è sufficiente per mutare il mondo intero a causa della mancanza di energia maledetta. L'unico modo per realizzare la sua visione evolutiva dell'umanità è attraverso Master Tengen, un ex stregone immortale che possiede la tecnica di barriera più potente del mondo Jujutsu. Tengen è in grado di proteggere le scuole di stregoni e nascondere il magazzino maledetto. Kenjaku intende fondere il resto dell'umanità con Tengen, evolvendoli in esseri con energia maledetta, creando una realtà in cui non esistono barriere tra individui. Tuttavia, questo procedimento non è del tutto soddisfacente per Kenjaku. Il suo obiettivo finale è una selezione drastica, in cui solo gli stregoni più potenti sopravvivano.
Megumi Fushiguro scopre che sua sorella, precedentemente marcata da Kenjaku, è obbligata a partecipare al gioco. Questo lo spinge a chiedere aiuto a Yuji per partecipare al Culling Game insieme ai loro alleati: Yuta, Maki, Choso e Yuki. Tengen spiega che questa battle royale è un rituale preparatorio per la fusione, alla quale lui stesso non può opporsi. Per attuare il suo piano, Kenjaku è costretto a stipulare voti vincolanti, tra cui l'impossibilità di agire come game master.
La sfida si articola in 10 colonie interconnesse sparse per il Giappone. Uno dei pochi modi per risolvere il conflitto, secondo Megumi, è liberare Gojo dal Prison Realm, la prigione creata da Kenjaku. La chiave per liberare Gojo è un individuo noto come "Angel", dotato dell'abilità di estinguere qualsiasi tecnica maledetta. Col tempo, si scoprirà che Angel può aiutare Fushiguro, ma a condizione che venga ucciso colui che viene definito "The Disgraced One". Attraverso Sukuna, si apprenderà che egli stesso è la persona a cui si riferisce l'angelo.
Il gioco inizia con regole definite, che non possono essere rimosse ma solo aggiunte in base al punteggio di ciascun giocatore. Gli individui che attraversano la barriera di una colonia vengono immediatamente trasformati in giocatori. Il game master stabilisce il valore in punti della vita di un giocatore. I giocatori possono utilizzare 100 punti per aggiungere una nuova regola al gioco, senza che questa influenzi il valore della propria vita (in pratica, ogni giocatore deve sempre mantenere almeno 5 punti).
Gege Akutami, con questo arco narrativo, non ha evitato complessità, rendendo il gioco forse più difficile di quanto appaia. È un gioco di sopravvivenza dove vita e morte vengono spesso trattate con leggerezza da molti partecipanti, alcuni dei quali vi prendono parte per puro divertimento. Nonostante la complessità narrativa, i panel del manga sono ricchi di battaglie mozzafiato.

Le tavole del manga di Gege Akutami stanno narrando gli scontri all'interno del Culling Game, e una nuova fase di combattimenti è iniziata. La situazione per Panda è particolarmente sfortunata: il suo avversario è lo stregone più letale nella sua colonia, Hajime Kashimo, un profilo pericoloso e letale. Sebbene Panda sia ancora vivo, la sua condizione è raccapricciante: l'unica cosa rimasta del suo corpo è la testa distaccata. Fortunatamente, Hakari interviene giusto in tempo per impedire a Kashimo di infliggere il colpo di grazia.