La gestione di una gravidanza gemellare rappresenta una delle sfide più complesse e affascinanti della medicina ostetrica moderna. La gravidanza gemellare deve essere prima di tutto definita nel modo corretto in base a corionicità, amnionicità e zigosità. Le gravidanze gemellari, numeri alla mano, non sono molte, anche se si è rilevato un certo aumento negli ultimi anni. Nella gravidanza multipla ci sono due o più feti che si sviluppano.
La complessità clinica deriva dal fatto che, a differenza della gravidanza singola, il benessere di ciascun feto è intrinsecamente legato alla struttura placentare e alla condivisione di spazi vitali all'interno dell'utero materno. Comprendere questi termini medici è il primo passo per i genitori per approcciarsi con consapevolezza a un percorso che, se ben monitorato, può giungere a un esito positivo.

I pilastri della classificazione: Corionicità, Amnionicità e Zigosità
Per comprendere come si sviluppano i gemelli e quali sono i rischi associati, dobbiamo innanzitutto distinguere i concetti di zigosità e di anatomia dell'annessione. La placenta è un organo che si forma durante la gravidanza e che mette in “comunicazione” la mamma con il feto. Quando ci sono due feti, possono formarsi una o due placente e, come ci spiega la dott.ssa Marinella D’avanzo, questa situazione viene chiamata corionicità.
“Se le placente sono una o due cambia radicalmente la condotta della gravidanza. Il numero di sacchi amniotici presenti è chiamata medicalmente amnionicità. Se sono due si tratta di una gravidanza biamniotica. Se sono 3 sacchi è una gravidanza triamniotica e così via.
La distinzione fondamentale risiede poi nella zigosità: in termini più precisi si deve dire che i gemelli sono omozigoti o eterozigoti. Gemelli omozigoti (da “omo”, identici): un solo uovo è stato fecondato da uno solo spermatozoo e dà origine a due individui identici, cioè con lo stesso patrimonio genetico. La gravidanza gemellare ha quindi queste tre caratteristiche biologiche: corionicità, amnionicità e zigosità.
Differenze cliniche tra gemelli eterozigoti e omozigoti
Nella pratica clinica, la distinzione tra gravidanza bicoriale (spesso tipica dei gemelli eterozigoti) e monocoriale è cruciale. Ci spiega la dottoressa Marinella Dell’Avanzo: “c’è una netta distinzione tra gravidanze bicoriali e monocoriali. Abbiamo visto che la gravidanza bicoriale presenta due placente e che quella biamniotica due sacchi amniotici. Essendo individui distinti non c’è un rischio malformativo e di cardiopatie aggiuntivo e quindi vengono considerati come feti singoli.
Per questo tipo di gravidanza il percorso è completamente diverso. Sono gravidanze che devono essere costantemente monitorate dalla 16° settimana fino alla 36° settimana ogni 2 settimane perché esiste il rischio di trasfusione feto fetale da un gemello all’altro. Capire che sta avvenendo una trasfusione feto-fetale è fondamentale poter intervenire tempestivamente. Quando il medico vede una inziale trasfusione feto-fetale deve indirizzare ad un centro di riferimento che fa la terapia laser per avere un adeguato trattamento.
Sono gravidanze rarissime (l’1% delle gravidanze monozigoti). Come spiegato le bicoriali hanno meno rischi mentre le monocoriali hanno più rischi sia di trasfusioni che di anomalie cromosomiche. Il counselling pertanto deve essere chiaro e deve tenere conto di tutte le opzioni disponibili.

L’importanza della Translucenza Nucale nella diagnostica prenatale
Cos’è l’Ecografia con Misurazione della Translucenza Nucale in Gravidanza Gemellare? La misurazione delle translucenza nucale è un esame di screening prenatale per individuare le anomalie cromosomiche nei feti in gravidanza gemellare. L’ecografia ostetrica per la misurazione della translucenza nucale è effettuabile presso centri specializzati, con staff di Ginecologi esperti in screening prenatali.
L’esito dell’esame infatti dipenderà dalla capacità e professionalità dello specialista di misurare la translucenza, interpretando i dati secondo i parametri standard ed elaborare quindi un referto accurato. Se lo spessore del liquido nucale supera (o è troppo inferiore) un certo livello, identificato come nella norma, vi è il rischio concreto che il feto soffra di patologie cromosomiche, cardiopatie e sindromi, ma che potranno essere confermate con certezza solo con esami più invasivi (come l’amniocentesi).
Il rischio che il feto sia affetto da queste patologie, oltre ad essere correlato all’età della futura mamma (più aumenta l’età della donna e maggiore è il rischio), è strettamente proporzionale alla tipologia di gravidanza gemellare.
Gestione del rischio e screening specifico per gemelli
L’ecografia ostetrica per la misurazione della translucenza nucale si può effettuare in qualunque momento della gravidanza, seppur è consigliabile entro il primo trimestre di gestazione; ciò perché è possibile stimare con largo anticipo dalla nascita il rischio che il bambino sia affetto da malattie cromosomiche. L’esame si svolge come una normale ecografia ostetrica: la sonda ad ultrasuoni verrà fatta scorrere sull’addome della gestante.
Perché è utile la misurazione della Translucenza Nucale? Questo esame è utile perché permette allo specialista di individuare o escludere il rischio di patologie cromosomiche nel feto, proprio partendo dallo misurazione dello spessore della translucenza nucale. E’ importante sottolineare che questo parametro non dà esiti certi, ma un’indicazione del livello di rischio, si parla dunque di probabilità.
Nel caso delle bicoriali, se un gemello ha una nuca più spessa è quello che può avere più rischi. Nelle monocoriali, si può fare una sola inserzione di ago ma bisogna essere sicuri che non ci siano fattori di discordanza, come la restrizione di crescita di un gemello o una translucenza aumentata. L’Ambulatorio di Diagnosi Prenatale non invasiva, svolto esclusivamente da personale Medico accreditato dalla Fetal Medicine Foundation, si occupa di offrire alla coppia un approccio consapevole e non invasivo alla diagnostica prenatale delle anomalie cromosomiche.

Percorsi diagnostici e accreditamenti medici
In entrambi i casi viene associata l’ecografia ostetrica che prevede la valutazione della translucenza nucale. Entrambe queste prestazioni sono rivolte a tutte le donne in gravidanza ed il loro costo è parzialmente (test combinato) o totalmente a carico della gestante (NIPT).
È essenziale che le pazienti si rivolgano a strutture certificate dove la competenza tecnica degli operatori minimizza le variabili legate alla soggettività della misurazione. La precisione tecnica è il baluardo contro le interpretazioni errate, permettendo ai genitori di affrontare il percorso con le informazioni più accurate possibili.
Ecografia del 2° trimestre: diagnosi prenatale malformazioni e screening anomalie cromosomiche
Il monitoraggio deve essere continuativo. L'Ambulatorio di riferimento rappresenta un punto cardine per le coppie, offrendo uno spazio dove la competenza scientifica si unisce all'assistenza diretta. La vicinanza con i reparti di Pronto Soccorso Ostetrico garantisce, in caso di necessità, una risposta rapida alle emergenze che potrebbero insorgere, rendendo la rete di protezione sanitaria il più solida possibile per garantire la salute sia dei gemelli che della madre durante tutto il periodo di gestazione.
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