Il matrimonio, inteso non solo come unione affettiva ma come sacramento e vocazione, rappresenta un percorso di santità e di profonda fecondità che va ben oltre la semplice procreazione fisica. Questa visione, ricca e articolata, è al centro della spiritualità promossa dalle Équipes Notre-Dame (END), un movimento internazionale che da decenni accompagna le coppie nel loro cammino di fede e di servizio. Le END offrono strumenti e sostegno per vivere l'amore coniugale in tutte le sue dimensioni, scoprendo la ricchezza del sacramento del matrimonio e praticando una spiritualità che risponde alle esigenze del Vangelo.

Le Radici e l'Essenza delle Équipes Notre-Dame
Le Équipes Notre-Dame nascono a Parigi, in Francia, verso la fine degli anni Trenta. Questa iniziativa prende forma grazie ad alcune coppie di coniugi che cominciano a incontrarsi una volta al mese sotto la guida di padre Henri Caffarel. Il loro obiettivo era approfondire il significato del sacramento del matrimonio, confrontarlo con il vissuto della propria esperienza e ricercare insieme il modo d’inserirsi con coerenza nella società in quanto famiglie e sposi cristiani. Il giovane sacerdote, nato a Lione, aveva fino ad allora concentrato la sua attività nella formazione spirituale dei giovani laici, nell’ambito dei Giovani Operai Cattolici e poi nel segretariato dell’Azione Cattolica per i media, organizzando ritiri spirituali, soprattutto per i giovani studenti.
Il 25 febbraio 1939, il gruppo di coppie con padre Henri visse la prima riunione. La crescente adesione di altre coppie alla loro esperienza, anche durante la Seconda guerra mondiale, porta a formalizzare la nascita del movimento con la promulgazione, l’8 dicembre 1947, della Carta delle Équipes Notre-Dame. Fu in questo periodo che la nozione di spiritualità coniugale cominciò a delinearsi in modo più chiaro. Le END - sorte come risposta a un’esigenza maturata da sposi consapevoli che la vita di coppia è un itinerario vocazionale e salvifico che va oltre la procreazione - puntano a valorizzare la loro esperienza alla luce della Parola di Dio, mediante la lettura dei segni dei tempi e una riflessione permanente sulle modalità di attuazione del carisma ispiratore nelle diverse circostanze storiche. Il proposito delle END è aiutare la coppia a scoprire la ricchezza del sacramento del matrimonio e a vivere una spiritualità matrimoniale in accordo con le esigenze del Vangelo, con l’aiuto reciproco tra i membri di una équipe di base e la forza di un movimento internazionale. Secondo il fondatore padre Caffarel, le Équipes Notre-Dame hanno come obiettivo essenziale aiutare la coppia a combattere per la santità. Egli voleva essere compreso da tutti affinché la grazia dell'amore di Dio potesse raggiungere tutti, desiderando che tutti comprendessero la grandezza del matrimonio.
Questo movimento di spiritualità coniugale raggruppa coppie di sposi che vogliono perseguire la santità nel matrimonio e mediante il matrimonio. Riunite attorno a Cristo, queste coppie si aiutano a progredire nell’amore di Dio, a edificarsi in Cristo e a mettere il loro amore al servizio del Regno. Il movimento, che è profondamente cristocentrico, è stato posto sotto il patrocinio di Nostra Signora perché Maria è esempio perfetto di disponibilità e di sottomissione alla volontà di Dio. La presenza di un sacerdote nella vita dell’équipe non è solo quella di un consigliere spirituale; la sua presenza e partecipazione attiva fanno sì che Cristo sia presente come capo del Corpo Mistico. Così, le coppie delle END cercano di testimoniare che il matrimonio è una fonte di amore, di felicità e di santità, oltre che una realizzazione umana, una sfida che è sempre attuale.
La Struttura e la Metodologia di un Movimento Internazionale
Le Équipes Notre-Dame non sono nate da un progetto pianificato a tavolino, né dalla risposta ad una necessità pastorale, ma sono sorte per l’iniziativa e per l’esigenza maturata da coppie di sposi. Una delle scelte fondanti delle END è stata quella di “essere movimento”, una comunità viva e dinamica. La struttura delle END si basa sulla collegialità. Responsabile generale del movimento è l’Équipe internazionale formata da coppie di sposi di Paesi diversi e assistita da un Consigliere spirituale. Le équipe membro sono composte da un numero di coppie che varia da cinque a sette e da un Consigliere spirituale; ogni équipe mantiene relazioni con le altre équipe grazie a una coppia di collegamento. Le équipe di una stessa città (o di una determinata area geografica) sono riunite in uno o più settori, e questi in regioni. Le regioni di uno stesso Paese o di Paesi vicini, quando il numero di équipe lo giustifica, costituiscono delle super-regioni. Questo modello ha permesso una rapida diffusione del movimento. Spronate dalla Carta del 1947, le Équipes Notre-Dame si sono diffuse velocemente in Francia, Belgio e Svizzera, poi in Europa, America del Sud e del Nord. Nel giugno del 1954 si svolse il primo raduno internazionale a Lourdes, dedicato al tema “Le END, Movimento Internazionale”. Quattro anni dopo, nel maggio del 1959, il secondo raduno internazionale si tenne a Roma, dove circa 2050 membri delle END furono ricevuti da Papa Giovanni XXIII, con il tema “Vocazione e itinerario delle END”.
Oggi, il movimento è una realtà globale che riunisce decine di migliaia di coppie. Dall’ultimo “censimento”, relativo ai numeri del 2022, nel mondo ci sono oltre 14mila Équipes con 72mila coppie e quasi 9000 assistenti spirituali (sacerdoti o suore). In Brasile, il paese dove il movimento è più diffuso, vi aderiscono 25.740 coppie. In Italia, le équipe sono 758 con 612 consiglieri spirituali per un totale di 3.419 coppie.
Il processo di formazione dei membri è caratterizzato dallo studio delle Scritture, dall’approfondimento delle verità della fede e da un “apprendistato della preghiera”. Questo cammino, che è verifica della propria fedeltà al Signore, impone una visione dinamica della vita cristiana e introduce in una dimensione di conversione continua attraverso il reciproco aiuto spirituale, la condivisione in gruppo, la partecipazione assidua all’Eucaristia, la preghiera in famiglia, l’educazione cristiana dei figli, lo spirito di accoglienza e la testimonianza dell’amore di Cristo.
Il metodo END si fonda su una regola di vita, che scandisce il cammino di conversione permanente mediante un susseguirsi di obiettivi concreti da raggiungere. Momento centrale dell’attività è la riunione d’équipe, occasione di condivisione tra i membri in un clima di carità e amore fraterno. Le équipe sono piccoli gruppi composti da 4-5-6 coppie accompagnate da un sacerdote che attraverso uno specifico metodo approfondiscono la loro relazione matrimoniale alla luce del Vangelo e di una chiamata di fede. Nessuna coppia entra in équipe sotto pressione, nessuno vi resta per forza, ma a quelli che ne fanno parte è chiesta lealtà verso le altre coppie, la messa in pratica della mistica e della pedagogia del Movimento, e la volontà di rimanere attivi e fedeli allo spirito.
La riunione si svolge generalmente in cinque tempi: il pranzo, la messa in comune, la preghiera, la compartecipazione sui punti concreti di impegno e il tema di studio. Questo ordine può cambiare secondo la volontà dell’équipe, ma l’invito è a garantire un tempo sufficiente a tutti. I “punti concreti di impegno” sono caratteristici della vita quotidiana delle coppie. Tra questi, spicca il dovere di sedersi, un appuntamento che la coppia si dà ogni mese per parlarsi “dinanzi a Dio”. Questa è un’occasione privilegiata per vedere l’altro con gli occhi del Padre e per lasciarsi convertire da ciò che il Signore chiede attraverso l’altro. Un altro pilastro è il ritiro spirituale annuale di due giorni che le coppie di sposi fanno per chiedere l’aiuto dello Spirito nel discernimento e nella formulazione di nuovi progetti di vita. Vivere il Vangelo nella vita di coppia è, per le Équipes Notre-Dame, il vero e proprio “cammino di santità”.

La Fecondità nel Matrimonio: Un Concetto Ampio e Profondo
Nella dottrina tradizionale sul sacramento del matrimonio, si distinguono generalmente, a partire da Agostino, i frutti e le finalità del matrimonio. I frutti del matrimonio - i bambini, la fedeltà e il sacramento - dimostrano che il matrimonio è una buona realtà che corrisponde al pensiero di Dio, in modo tale che, come sacramento, il matrimonio diventa segno efficace del mistero della relazione sponsale di Cristo con la Chiesa. Questo tema è stato molto affrontato dal Papa S.
Le END promuovono una comprensione della fecondità che va oltre la mera dimensione biologica. La fecondità va intesa come apertura alla vita, in tutte le sue forme e le sue manifestazioni, e non invece solo nel significato di fertilità fisica o relazionale nel nucleo familiare. È così dall’inizio: secondo il primo racconto della creazione, Dio ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza, e li creò maschio e femmina. Le nostre meditazioni hanno ogni mattina come tema unico “amore coniugale”, che rappresenta il più profondo mistero della nostra condizione umana di esseri creati a immagine e somiglianza di Dio. La fedeltà è un elemento essenziale nel matrimonio, la base su cui si fonda, più che sull’amore, perché l’amore è il mistero nascosto nella fedeltà, che rappresenta la vittoria dell’amore sul tempo.
L’amore dà sempre vita. Per questo, l’amore coniugale non si esaurisce all’interno della coppia. Le Équipes Notre-Dame sono consapevoli che la vita di coppia è un itinerario vocazionale e salvifico che va oltre la procreazione. Questa prospettiva allargata della fecondità include quindi anche l'attenzione al vicinato, alle persone sole, ammalate, a bambini o giovani in difficoltà per i più svariati motivi.

La Procreazione Responsabile e il Bene del Concepito
La decisione di procreare o non procreare è un momento di profonda responsabilità per la coppia cristiana. Un articolo sulla procreazione responsabile del Card. Caffarra ci aiuta a capire quali sono le condizioni che rendono il concepimento eticamente buono. Egli sottolinea che la persona del futuro concepito ha diritto di nascere in un contesto nel quale si presume prudentemente possa aver accesso ai beni umani fondamentali, compresa almeno un’educazione di base e che avrà i mezzi necessari e sufficienti per una vita umanamente degna. Anche la capacità educativa del genitore può incontrare difficoltà insormontabili se il numero dei figli è troppo elevato, ovviamente non solo dal punto di vista semplicemente economico.
Inoltre, nella decisione di procreare/non procreare va presa in considerazione anche la situazione demografica della società in cui i due sposi vivono. È utile, cioè, tenere in considerazione come criterio di scelta anche la salvaguardia del bene comune, che non deve necessariamente spingere a non procreare, ma anzi, nella società occidentale, dove la natalità è molto bassa ed è altissima l’età media della popolazione, esso va inteso soprattutto come indicazione di donare la vita con grande generosità. La decisione di procreare/non procreare dipende quindi innanzitutto dal bene della persona del futuro concepito, dalla persona dei futuri genitori, dalle condizioni generali della società in cui e l’uno e l’altro sono chiamati a vivere. Le coppie delle END sono chiamate a un discernimento attento e accompagnato, che tenga conto di tutti questi fattori, per vivere la loro fecondità in modo pienamente umano e cristiano.
Le Molteplici Forme di Fecondità al Servizio del Regno
La fecondità coniugale e familiare si manifesta in una miriade di modi, che le coppie delle END sono chiamate a esplorare e mettere in pratica.
Accoglienza di Nuove Vite: Adozione e Affido Familiare
L’adozione o l'affidamento familiare di minori possono essere forse le forme più strutturate ed impegnative di fecondità, necessitando di adeguata formazione ed opportuno accompagnamento. Esse vanno assolutamente concordate e quindi cogestite con gli appositi Servizi di riferimento. Tuttavia, qualche forma più leggera ed elastica di accoglienza ed ospitalità può essere affrontata anche solo di comune accordo fra famiglie, soprattutto all’interno di un gruppo di conoscenti e/o amici che condividono sensibilità ed impegno, o anche con buone relazioni di vicinato. Si pensi a quanti bambini, anche nella nostra realtà, purtroppo stanno soffrendo per incuria, trascuratezza, per relazioni familiari disastrate, per la violenza subita o anche, per la violenza assistita, più frequente di quanto si possa immaginare ed incredibilmente dannosa. O ancora, per la separazione più o meno violenta dei genitori, o le varie forme di dipendenza che affliggono gli adulti di riferimento, oppure a causa dell’allontanamento forzato dai nonni o dai parenti, già diventati significativi punti di riferimento e poi per qualche motivo di fatto allontanati, o anche sofferenti per forme diverse e purtroppo crescenti di bullismo. Tutti elementi che contribuiscono ad alimentare conseguenti difficoltà di relazione e spesso anche di apprendimento.
Le coppie END sono invitate a chiedersi se, come coppia e/o famiglia, riescano a cogliere i segnali di tanta sofferenza e solitudine intorno a loro, a confrontarsi con discrezione con parenti ed amici, a visitare se possibile famiglie più isolate o in qualche modo in difficoltà, a provare ad offrire ascolto e compagnia. Magari invitando i loro figli a giocare con i propri, a condividere una merenda, proponendo di portarli con sé a una gita, di aiutarli a fare i compiti, o di accoglierli per un weekend. Un esempio concreto di questa apertura alla vita è raccontato da una famiglia di Roma: una mamma, un papà, tre figlie. Dopo il tentativo di avere un quarto bambino e alcuni aborti spontanei, hanno scelto di adottare una bambina con una grave disabilità, Manuela. A raccontare la storia di questa “normale famiglia speciale” è Alessia, la primogenita, che ci fa entrare a casa sua, tra risate e amore. Non mancano le difficoltà, ma quello che emerge è soprattutto la tenerezza, l’amore che unisce le quattro sorelle, perché è proprio dal fatto di essere figli che si impara la fraternità. Come dice Papa Francesco: «In famiglia, tra fratelli si impara la convivenza umana, come si deve convivere in società. Forse non sempre ne siamo consapevoli, ma è proprio la famiglia che introduce la fraternità nel mondo!».
Sostegno a Persone Adulte in Situazioni di Bisogno
Accoglienza e ospitalità non riguardano solo i minori; non va dimenticato che anche le persone adulte possono trovarsi per i più svariati motivi momentaneamente in situazioni di bisogno. Pensiamo a quante mamme, talvolta giovanissime e magari sole, si trovano ad essere molto spaventate e legittimamente preoccupate di fronte alla notizia di una nuova maternità. Oppure ex carcerati che appena usciti non trovano punti di riferimento che li possano sostenere almeno in una prima fase. O persone afflitte da una qualche forma di dipendenza che faticano a liberarsene e magari avrebbero bisogno di essere accompagnate, rincuorate e sostenute. Ci sono coppie con relazioni altalenanti, magari ferite o violente, o sacerdoti che vivono una situazione di disperata solitudine. Anche per loro e con loro possiamo cercare di costruire forme di sostegno ed accoglienza familiare.
Aiuto Economico e Materiale ai Bisognosi
Quante situazioni difficili anche intorno a noi! Magari l’apparenza ci può ingannare, ma se impariamo a rivolgere uno sguardo attento, non superficiale ma più approfondito, e cerchiamo continuamente di arricchire il nostro cuore di sensibilità e libertà da pregiudizi, quanto bene possiamo scoprire intorno a noi e contribuire a seminare! L’apertura alla fecondità ci può portare a scoprire anche nel nostro agiato Trentino, come in molte altre realtà, quante persone o nuclei familiari siano in difficoltà per bisogni economici. Anche andando oltre le nostre dirette conoscenze, riferendoci alla Parrocchia, ai centri di ascolto delle Caritas locali, ai servizi sociali del Comune o della Comunità di Valle, possiamo scoprire davvero situazioni familiari o individuali di estremo bisogno. Si tratta di anziani soli e quindi magari bisognosi di compagnia ed aiuto, sia nelle spese che nelle attività domestiche, persone ammalate non adeguatamente assistite oppure curate da un unico caregiver sovraffaticato perché troppo impegnato e che quindi non può reggere a lungo la fatica da solo. O ancora, nuclei familiari monogenitoriali, magari senza lavoro, papà disperati perché disoccupati da tempo, persone in cerca di lavoro che hanno bisogno di essere accompagnate o aiutate, magari anche solo a redigere o aggiornare il loro Curriculum vitae, numerosi giovani in cerca di occupazione o in prolungata difficoltà perché trovano solo lavori temporanei, che non offrono loro alcuna garanzia per programmare un futuro costruttivo.
Impegno Sociale e Politico per il Bene Comune
Quanto ci limitiamo a criticare chi si impegna in tali ambiti? Ma quanto ci sarebbe bisogno, invece, di interessarci personalmente e direttamente di come stanno andando realmente le cose nel nostro quartiere, nel vicinato, paese, rione, Comune, Stato? Come potrebbe migliorare la vita di molte persone se riuscissimo a coltivare la nostra fecondità personale, di coppia e familiare, anche interessandoci benevolmente e senza pregiudizi del benessere altrui, allargando lo sguardo ad una visione più ampia ed intesa politicamente (da res publica, che riguarda la cosa pubblica)? Oppure se volessimo e potessimo farci carico di aiutare nei modi più diversi, quelli che ci risultano più confacenti o a noi possibili, le molte persone che già si stanno impegnando per il bene comune, affiancandole nel loro impegno diversificato o anche solo segnalando situazioni di bisogno o contesti che necessitano di un qualche intervento privato o pubblico? Come non approfondire concretamente la conoscenza delle diverse situazioni economico-sociali che contraddistinguono questo nostro tempo ricco di numerose informazioni, ma forse troppo povero di collegamenti, di approfondimenti, di ricerche e di opportune riflessioni? Perché non cogliere i numerosi e diversificati stimoli che anche quotidianamente ci vengono offerti dalle più diverse e numerose organizzazioni di volontariato, organizzazioni non governative, enti del privato sociale?

Perché non coltivare ed impegnare la nostra possibile fecondità interrogandoci ed approfondendo sistematicamente quanto, spesso solo superficialmente e magari in maniera più o meno parzialmente distorta, ci viene proposto dai media, ricorrendo anche o invece a fonti di stampa alternative credibili, come le riviste missionarie ad esempio, che, proprio perché radicate nei diversi territori, propongono letture di tipo sociale, economico, storico, ambientale alquanto analitiche, approfondite e magari ben diverse dal mainstream? Se solo volessimo ricercare, confrontare ed approfondire, potremmo arrivare a scoprire davvero un altro mondo, non solo alquanto complesso ed articolato, ma assolutamente ed incredibilmente correlato ed interdipendente a livello globale. Allora si aprirebbe ai nostri occhi ed al nostro cuore, non solo una splendida, costruttiva, meravigliosa realtà di speranza costituita dai numerosi missionari e/o laici che si stanno impegnando in prima persona, ma anche quanto e in che modo il nostro mondo opulento abbia fondato e tuttora continui a basare la sua ricchezza economica sullo sfruttamento secolare dei popoli dell’America Latina, piuttosto che dell’Africa (ad esempio l’immenso e crudele fenomeno dello sfruttamento minorile nelle miniere di coltan, tanto intensivo in particolare nella Repubblica Democratica del Congo, ci dice niente?).
Lo sappiamo che nel mondo sono in atto anche in questo periodo moltissimi focolai di guerra, con bambini violentati e schiavizzati per costringerli ad impugnare le armi, bambine, ragazze, madri violentate sistematicamente anche per reprimere qualsiasi forma di possibile reazione? Ci aggiorniamo sull’evoluzione sempre più complessa della guerra in Siria, dei bombardamenti sempre più distruttivi, della molteplicità di nazioni impegnate per l’incredibile groviglio di interessi politico/economico/militari in gioco? Lo sappiamo che l’Italia è fra i maggiori produttori mondiali di armi e che moltissime delle armi qui prodotte vanno vendute proprio a chi sta continuando a combattere anche in Medio Oriente? Ci chiediamo come mai, purtroppo anche in Italia, stanno continuamente aumentando gli stanziamenti governativi nel settore militare mentre negli ultimi decenni sono andati progressivamente diminuendo quelli destinati all’istruzione ed alla salute, con la conseguenza che si sta tristemente evidenziando proprio in questo periodo per l’attacco del coronavirus, che il nostro Sistema Sanitario Nazionale non riesce ad affrontare adeguatamente anche perché impoverito nel tempo di adeguate risorse, strutture e personale? Ci chiediamo come possiamo approfondire, ricercare, studiare per poi insieme impegnarci in qualche modo a migliorare anche queste complesse situazioni? Come riuscire a fare cultura insieme per contribuire costruttivamente al benessere collettivo? Cerchiamo individualmente, in famiglia, a diversi livelli di gruppo, modalità e forme diverse di approfondimento, di confronto costruttivo, di nuovo impegno personale, familiare, di quartiere, di parrocchia, magari in collegamento con qualcuna delle numerose realtà che già si stanno impegnando per offrire nuovi spunti di conoscenza, riflessione, approfondimento, confronto? Questa è la fecondità di cui necessita il mondo.
Impegno per la Salvaguardia del Creato
In particolare in questo ultimo periodo, grazie anche a movimenti giovanili come Friday for Future, che cercano di sensibilizzarci sulla gravissima evoluzione dell’inquinamento che si sta verificando a livelli diversi ormai in tutto il nostro meraviglioso pianeta, sta aumentando la nostra sensibilità individuale, familiare e sociale sul tema? Ci chiediamo come mai il nostro Pontefice, tanto attento anche alla salvaguardia del creato ed impegnato al punto da emanare un’Enciclica su tale complessa problematica, nonostante le ormai evidenti, tragiche e preoccupanti manifestazioni di cambiamento climatico, ancora non venga ascoltato? Ma forse nemmeno noi cristiani su tale tema riusciamo a scegliere di cambiare il nostro stile di vita ed impegnarci in maniera adeguata? Ne parliamo in famiglia, nelle più diverse occasioni di incontro professionale e/o amicale, in parrocchia…? Cerchiamo anche noi di approfondire ed adottare stili di vita più attenti ed adeguati? L'impegno per il creato è un'espressione tangibile della fecondità che non si limita all'ambito umano, ma si estende all'intera creazione di Dio.
Impegno nella Comunità Cristiana
Un nostro inserimento attivo e fattivo in tale realtà ci può aiutare sia a cogliere meglio anche diversi bisogni che ad individuare altre forme di possibile impegno, di comune accordo con il nostro Parroco, con catechisti, lettori, cantori, sacristi, ministri straordinari della comunione, volontari che si impegnano a visitare e sostenere le persone sole, anziane e/o ammalate della parrocchia. Questo arricchisce la vita di fede della coppia, delinea una spiritualità del pastore che cammina con il gregge, e approfondisce il dono della fede, che poi è sostegno alla fedeltà reciproca, lasciandosi interrogare dalla Parola di Dio, letta e pregata insieme. Si riscopre che la fedeltà apre ad una rete di relazioni di amicizia, stima, affetto e servizio che nutre e della quale si nutre.
Il Cammino verso la Santità e la Formazione Continua
Le coppie delle Équipes Notre-Dame sono consapevoli che il loro matrimonio è un bene prezioso e che le END consentono di valorizzarlo come sacramento. Offrono gli strumenti necessari perché si possa, in coppia, progredire nel cammino verso la santità. Di gente che pensa di essere perfetta è pieno il mondo; le coppie END sanno di non esserlo, ed è proprio per questo che sono in équipe, con altre coppie con le quali condividere uno stile di vita: riconoscere l'altro come amico e fratello e fidarsi a mettergli davanti le proprie fragilità, sicuri che saranno accettate al punto che l'altro racconterà le sue. Questo è un vero e proprio cammino verso la santità, verso Dio, condividendo uno stile di vita come fratelli e sorelle, mettendo in comune anche ciò che non va, le proprie fragilità, per confrontarsi ed essere sostenuti dall’esempio reciproco e da una parola buona, dal fatto che si può contare gli uni sugli altri. L’END porta nelle vite quell’acqua e quella luce che provengono da Dio e a Lui guidano, nel grande lavoro di deporre l’IO accentratore per accogliere la parola nuova del volto dell’ALTRO sposo, sposa, prete.
Il processo di formazione si concretizza anche attraverso materiali di studio specifici. Il nuovo tema di studio “Amore e Matrimonio” è un lavoro collettivo, frutto di riflessione e di esperienza di vita delle Équipes Notre-Dame italiane, durante questi ultimi anni. Promosso da Equipe Italia, esso cresce alla fine di un lungo itinerario (1987-1994). Il testo è indubbiamente ricco, ma potrà apparire alquanto impegnativo, di non sempre facile lettura; si sceglierà allora con libertà il modo più adatto per usarlo utilmente. Il tema di studio permette di riflettere sugli aspetti essenziali dei due argomenti: Amore e Matrimonio, affrontando questioni come la coppia e l’istituzione matrimoniale nell’evoluzione della storia, la fecondità come qualità intrinseca dell’amore, la relazione tra coppia e Chiesa con i nessi teologici del binomio grande chiesa - piccola chiesa domestica, e le crisi, i conflitti, le cause e la disunione, intendendo i conflitti come passaggi fisiologici e potenziali fattori di crescita, e infine il cammino incessante della coppia verso il compimento. Il testo è ricco di riferimenti biblici e magisteriali e contiene anche la viva voce dell’esperienza di molte coppie delle équipes che hanno sperimentato una prima sintetica stesura.
Gli incontri internazionali sono momenti privilegiati di comunione e crescita. Il XIII Raduno internazionale a Torino, ad esempio, ha visto la partecipazione di oltre 7.500 persone, tra cui 6.982 coppie, provenienti da 86 Paesi di 5 continenti. Il tema scelto, “Andiamo con cuore ardente”, si richiamava al racconto evangelico dei Discepoli di Emmaus, e sottolineava il cammino di scoperta e di fede. Ogni giornata iniziava con una meditazione e includeva conferenze, testimonianze, celebrazioni eucaristiche, presentazioni teatrali, momenti di preghiera e di adorazione, di spiritualità coniugale, équipe miste, e visite ai luoghi rappresentativi della città, sempre legati ai temi dell’incontro e della spiritualità tipici del Movimento. I temi delle giornate, scanditi da accoglienza, fragilità, illuminazione, offerta, comunione e invio, hanno evidenziato il percorso di crescita spirituale delle coppie.
Il nostro modo di vedere il mondo ed i nostri rapporti umani sono condizionati dalle nostre emozioni, vissuti, culture ed esperienze, ma anche dal particolare specifico rapporto di coppia che andiamo gradualmente costruendo nel tempo. Fatica, stress, rabbia e paura sono cattive consigliere e per mantenere il controllo di noi stessi è bene cercare di non reagire nel pieno dell’emozione, prendendoci invece il tempo di fare un passo indietro e di riflettere. Il nostro modo di parlare esprime l’attenzione e il rispetto che portiamo agli altri, così come le piccole o le grandi premure, che ci fanno tanto piacere. In questa occasione è importante confrontarsi nella coppia riguardo ai modi con i quali fare fronte ai periodi più difficili o carichi di impegni, esercitando anche la fantasia, non solo al fine di riequilibrare i compiti, le energie e le fatiche all’interno della coppia e della famiglia, ma anche nelle relazioni esterne. Questo spirito di confronto, di crescita e di apertura è ciò che definisce la fecondità nel matrimonio, così come è vissuta e promossa all'interno delle Équipes Notre-Dame.