La variabilità nelle esperienze di parto delle donne (e perfino nelle diverse esperienze della stessa donna) è così elevata che ogni affermazione totalizzante non rende giustizia. Il concetto di nascita “orgasmica” è assai lontano dal parto doloroso che ci viene presentato spesso al giorno d’oggi. Quella del parto orgasmico è un’esperienza che può essere raccontata come una curiosità, non come un modello standard o come un obiettivo da perseguire. È fondamentale stare attenti alle mitologie, anche perché non esiste un parto migliore di un altro. Questo articolo esplora la possibilità di un orgasmo durante il parto, analizzando le sue basi fisiologiche, il contesto storico e le implicazioni più ampie per la sessualità femminile e il benessere perinatale.
Il Fenomeno del Parto Orgasmo: Una Possibilità Rara ma Reale
È possibile che una donna abbia un orgasmo durante il parto? A dispetto di un’immagine collettiva della nascita come evento esclusivamente doloroso, alcune donne riferiscono di aver sperimentato sensazioni molto diverse. Certe donne avvertono durante il parto le contrazioni tipiche dell’orgasmo, mentre altre parlano di un diluvio di sensazioni fisiche di eccitazione. Anche nel momento dell’espulsione, vivono queste sensazioni come un sollievo misto di estasi e di gioia: un’eccitazione intensa e irreprimibile, simile all’orgasmo.
Testimonianze personali e professionali confermano questa eventualità. Una donna ha raccontato di aver vissuto personalmente una nascita orgasmica nel 1974, ma di non aver osato parlarne a nessuno all'epoca. Più recentemente, la fotografa australiana Gallo, traumatizzata da una prima gravidanza con un travaglio di 45 ore e un’epidurale che l'aveva fatta sentire lontana dal suo corpo, ha sperimentato la masturbazione e il parto orgasmico durante la nascita successiva. Lei afferma: “Sì, è possibile stimolare i muscoli clitoridei e provare piacere nel momento più difficile del parto, anche se non è il classico desiderio sessuale”. Ha descritto la masturbazione come un "anestetico formidabile e naturale" e ha voluto provare dopo aver saputo che molte altre donne avevano sperimentato questa possibilità.
Le analogie tra parto e orgasmo non mancano, come evidenziato dalla Gallo: “Gli ormoni, le sensazioni mentali e corporee, l’attività cerebrale, i recettori sono tutti elementi che si intrecciano sia nel parto che nel piacere. Le nostri vulve si gonfiano, il flusso di sangue aumenta, emettiamo mugolii, i nostri fianchi oscillano, la respirazione si fa profonda, sudiamo”. Ha anche fatto un paragone con l’esperienza comune di alleviare il mal di testa attraverso la masturbazione, sottolineando l'efficacia di questa pratica per molti.

Le Basi Fisiologiche: Ormoni, Ambiente e la Danza del Corpo
A livello fisiologico, esistono profonde connessioni tra l'esperienza del parto e quella del piacere sessuale. Gli ormoni implicati nella nascita sono gli stessi implicati quando si fa l’amore e c’è anche un’importante stimolazione vaginale. In particolare, l’ossitocina, l’ormone secreto quando si fa l’amore e quando si ha l’orgasmo, si trova in quantità dieci volte superiori durante un travaglio spontaneo o durante una nascita naturale che in altri momenti della vita. Questo potente ormone, spesso chiamato "ormone dell'amore", gioca un ruolo cruciale nella regolazione delle contrazioni uterine e nell'instaurarsi del legame materno-infantile.
Tuttavia, la produzione di ossitocina è estremamente sensibile all'ambiente e allo stato emotivo della donna. Se, a causa della paura o dell’ansia, la madre comincia a produrre adrenalina, il livello di ossitocina diminuisce, il travaglio dura più a lungo e la reazione orgasmica è meno probabile. Ogni fattore che stimola la corteccia cerebrale, come la luce intensa, una conversazione futile o la sensazione di essere osservata, può bloccare la produzione di ossitocina. Pensando alle circostanze migliori per fare l’amore, si può avere un’idea dell’ambiente che può permettere una nascita orgasmica, un ambiente intimo, sicuro e non disturbato.
Il benessere della madre durante il parto, supportato da alti livelli di ossitocina, ha anche un impatto diretto sul neonato. Più il livello di ossitocina della madre è elevato, più lo è anche quello del bambino. L’ossitocina aiuta a gestire lo stress che deriva dal parto e suscita legami profondi e potenti di attaccamento, essenziali per la salute nel post-partum e per la felicità di tutta la famiglia. David Books, sul New York Times, ha scritto: «Mi concentrerei sulla crisi che affligge il nostro paese in termini di risorse: non si tratta del petrolio, ma piuttosto dell’ossitocina». Questo sottolinea l'importanza di promuovere condizioni che favoriscano la produzione naturale di questo ormone.
Contesto Storico e Dibattito sul "Parto Orgasmo"
La teoria del “parto orgasmico” non è una novità. Se ne era iniziato a parlare negli anni ’70 quando, sulla spinta del movimento femminista, tutto ciò che riguardava la nascita fu messo in discussione. Questo periodo ha visto rimettere in discussione molti aspetti, dalla posizione per partorire, al ruolo ostetrico, alla presenza o meno del padre in sala parto. In questo contesto di ridefinizione, il concetto di "nascita orgasmica" è emerso come una contro-narrazione al parto esclusivamente doloroso.
Che quella della Gallo non sia una stramberia è confermato dal fatto che il parto orgasmico è conosciuto fin dal 1985, teorizzato dalla sessuologa Juan Merelo Barbera. Sulla vicenda esiste anche un documentario denominato, appunto, "Orgasmic Birth", che ha contribuito a divulgare il concetto e a raccogliere testimonianze.
Nel corso di questi 30/40 anni, anche grazie a quelle spinte iniziali, molte cose sono cambiate. Forse non completamente e non ovunque nella gestione pratica del parto, dove in troppe sale parto persiste ancora una certa "violenza" sul corpo - e sulla mente - delle donne, ma certamente molto è cambiato nella conoscenza dei meccanismi fisiologici e nella teoria dell’assistenza. Tuttavia, la netta contrapposizione tra “parto orgasmico” e “parto doloroso” che vide la luce negli anni ’70 non sembra adeguata a descrivere lo stato attuale delle cose, che è molto più sfumato e complesso.
La Ricerca Scientifica e le Testimonianze Professionali
L'idea che il parto possa essere una fonte di piacere, persino orgasmo, è stata oggetto di studio. L'ultimo in ordine di tempo a sostenere l’esistenza di questo fenomeno, chiamato parto orgasmico o estatico, è Thierry Postel, uno psicologo francese autore di uno studio pubblicato sulla versione online della rivista “Sexologies”.
La ricerca ha coinvolto 956 ostetriche, alle quali è stato chiesto di compilare un questionario sui possibili casi di parto con orgasmo. A fornire tutti i dati richiesti sono state 109 partecipanti. Complessivamente, le ostetriche che hanno risposto correttamente al questionario avevano assistito a 206.000 nascite. Dall’analisi dei dati è emerso che i parti orgasmici confermati dalle testimonianze dirette delle madri sono stati 668. A questi vanno aggiunti altri 868 parti di donne che, in base a quanto osservato dalle ostetriche, hanno avuto un orgasmo proprio durante il parto, sebbene in questo caso le mamme non abbiano riferito gli episodi dopo la nascita del figlio. In totale, le donne che, durante le contrazioni e le spinte necessarie a far nascere il loro bambino, hanno avuto un orgasmo sono state 1.536, pari a circa lo 0,3% del totale delle nascite assistite.
Al momento, comunque, non sono chiare le ragioni per cui una donna può provare piacere durante il parto, mentre altre sentono solo dolore. Sicuramente l’apparato genito-urinario è differente da donna a donna, per cui è normale che ciascuna avverta sensazioni differenti. Anche la soglia e la tollerabilità al dolore cambiano moltissimo da caso a caso. Ogni caso è a sé. Per molte donne avere un orgasmo è difficile anche con una stimolazione diretta e mirata, e nei nove mesi di gravidanza spesso le cose si complicano. Tuttavia, altre donne possono provare piacere addirittura durante un evento doloroso come il parto.
Nonostante queste scoperte, una professionista esperta nel suo campo ha espresso un punto di vista pragmatico. Ha dichiarato di non aver mai sentito raccontare di «una eccitazione intensa e irreprimibile, simile all’orgasmo» da parte delle donne che ha assistito. Pur non escludendo che sia possibile, ha sottolineato che non è su queste eccezioni che ritiene si debba impostare il lavoro ostetrico.

Promuovere una Nascita "Ottimale": Oltre l'Orgasmo
Le variabili che influenzano l'esperienza del parto sono diverse e complesse. Molto contano lo stato d’animo con cui la partoriente affronta l’evento e la messa in atto di un’assistenza capace o no di offrire sostegno e rispetto. Quando il sostegno e il rispetto ci sono, ciò che viene poi raccontato dalle donne è un evento sì faticoso, doloroso, intenso, ma comunque positivo, che lascia più ricche e che è valso la pena affrontare.
Per favorire la fisiologia naturale del parto, è utile che ogni eventuale trauma sessuale sia stato trattato in precedenza e che l’ambiente e le persone presenti al parto ne favoriscano la fisiologia naturale. Più la donna è in buona salute, meno c’è bisogno di interventi che possano rendere impossibile la nascita orgasmica. È utile anche aver conservato una sessualità ricca con il partner e con sé stesse durante la gravidanza. Un ambiente intimo è fondamentale, poiché i parti vanno meglio se la mamma può disporre di un tale contesto.
Vista la situazione nella maggior parte dei punti nascita in Italia, caratterizzata spesso da continue e inutili esplorazioni vaginali, posizioni obbligate, un via vai di gente che chiacchiera degli affari propri, bambini sottratti ai primi abbracci della nascita per invasivi sondaggi in ogni cavità, luci, rumore, confusione e forzature dei normali tempi del travaglio, oggi come oggi si ritiene che, più che all’orgasmo, si debba puntare a cercare di dare alle donne e alle coppie la possibilità di un parto che sia un evento almeno soddisfacente, vissuto con consapevolezza e protagonismo, con rispetto dell’intimità e del valore emotivo che ogni nascita deve avere. L'obiettivo principale dovrebbe essere offrire al maggior numero di donne possibile un parto che sia un ricordo cui tornare volentieri e non una brutta esperienza da dimenticare.
La Sessualità Durante la Gravidanza: Cambiamenti e Preoccupazioni
La sessualità viene esperita da ogni coppia durante il periodo perinatale in modo diverso, ed è possibile osservare una grande variabilità tra una coppia e l’altra. L’idea generale è che non esiste una regola su come o cosa sia giusto fare, sessualmente parlando, nel periodo perinatale. Piuttosto esiste un modo di vivere l’intimità che, se flessibile, si “aggiusta” sui cambiamenti che la gravidanza e il parto comportano, mantenendo inalterata la “qualità” che nutre il rapporto di coppia, come ad esempio la tenerezza, il gioco e la vicinanza.
Durante la gravidanza, il corpo della donna subisce molteplici trasformazioni che possono influenzare la sua sessualità. La vasocongestione genitale nella donna, tipica dell’eccitazione sessuale, è intensificata durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza. Nel terzo semestre, si può osservare una vasocongestione generalizzata che è influenzata solo in parte dall’eccitazione sessuale. Questo comporta che la lubrificazione e l’orgasmo siano generalmente intensificati, anche se a volte l’orgasmo può essere accompagnato da crampi. Nel terzo trimestre, le contrazioni vaginali sono deboli e talvolta si verificano spasmi muscolari tonici.
Nonostante questi potenziali aspetti positivi, il problema più diffuso in gravidanza è la paura di danneggiare il feto durante l’attività sessuale. Questa paura inibisce circa un quarto delle madri e almeno un quarto degli uomini, che talvolta hanno paura di ferire anche la partner. È importante notare che non ci sono studi che abbiano trovato correlazioni tra aborto o parto prematuro e attività sessuale della donna. Un’altra problematica comune è la dispareunia, l’avere rapporti sessuali dolorosi, che colpisce il 22-50% delle donne in gravidanza, mentre il 12% ne soffriva anche prima.
Le statistiche sul piacere durante il rapporto sessuale mostrano fluttuazioni: prima della gravidanza il 76-79% delle donne provano piacere (7-21% per niente). Nel primo trimestre di gravidanza la percentuale scende al 59%, per poi aumentare al 75-85% nel secondo trimestre, e diminuire nuovamente al 40-41% nell’ultimo trimestre. Prima della gravidanza, nelle donne di circa 30 anni, l’incidenza dell’orgasmo varia attorno al 51-87%, mentre il 10-26% rimane anorgasmica durante tutta la loro vita.

La Sessualità Post-Partum: Sfide e Recupero
Il periodo post-partum porta con sé nuove sfide per la sessualità delle donne e delle coppie. Nelle prime 6-8 settimane dopo il parto e durante l’allattamento, l’eccitazione sessuale delle donne è fisiologicamente ridotta. Le pareti della vagina sono più sottili e l’orgasmo è meno intenso; le donne che allattano possono secernere latte durante l’orgasmo. Tre mesi dopo il parto e con l’interruzione dell’allattamento, questi cambiamenti regrediscono e alcune donne, in seguito a questo periodo, sperimentano l’orgasmo più intenso di prima, come riportato da Masters & Johnson nel 1996. Il primo orgasmo dopo il parto si verifica in media dopo 7 settimane, in un range che varia da 2 a 18 settimane.
Per la maggior parte delle coppie, l’attività sessuale dopo la gravidanza è problematica. Solo il 14% delle donne e il 12% degli uomini dichiara di non aver problemi sessuali dopo il parto. Circa il 64% delle madri e il 19-64% dei padri hanno paura della ripresa dell’attività sessuale. Più della metà delle donne prova un’esperienza di dolore durante il primo rapporto dopo il parto e, a 13 mesi dopo il parto, il 22% delle donne ha ancora problemi sessuali. Inoltre, il 57% delle donne è preoccupato per la soddisfazione del partner. Nel lungo termine, l’attività sessuale di almeno un terzo delle coppie peggiora e diventa evidente 3-4 anni dopo la nascita del bambino.
Il periodo perinatale implica stress e può comportare degli effetti negativi sulla sintonia e il benessere di coppia. Per questo motivo, soprattutto nel periodo post-natale, può essere d’aiuto consultare uno psicoterapeuta che lavora con le coppie. I disturbi sessuali possono emergere sotto forma di scarso desiderio da parte della donna. Sicuramente è possibile che una componente del disagio sia di origine ginecologica, come ad esempio il dolore durante il rapporto dovuto all’episiotomia, o la secchezza vaginale conseguente ai livelli ormonali, o le infezioni al seno che talvolta compaiono durante l’allattamento. Tuttavia, poiché molti disturbi sessuali persistono nel post-partum anche per mesi o anni dopo che questi problemi sono stati risolti, diventa necessario o altamente consigliato un confronto con un professionista per identificare e trattare le cause sottostanti. I disturbi sessuali che si trascinano per un lungo periodo sono spesso correlati a litigi nella coppia, spesso su argomenti che non riguardano la sessualità, come i lavori di casa.
Fisiologia dell'Orgasmo e l'Impatto del Parto Vaginale
L’orgasmo è un riflesso sensoriale e motorio complesso. L’eccitazione fisica genitale aumenta con il crescere della congestione dei vasi specializzati, come i corpi cavernosi del complesso uretro-vestibolo-vaginale, degli stimoli genitali, orali o manuali, e dell’eccitazione mentale. Le sensazioni di piacere arrivano al nucleo del midollo spinale che governa il riflesso orgasmico. Quando raggiungono una buona intensità, la donna avverte un attimo di tempo sospeso, un piacere struggente e intensissimo, mentre partono le contrazioni dei muscoli che chiudono in basso il bacino, fra cui l’elevatore dell’ano.
Sui neuroni del centro spinale dell’orgasmo, che regola questo arco periferico breve, arrivano fibre nervose che partono della testa, dal sistema nervoso centrale. Queste possono facilitare l’orgasmo, quando si è eccitate mentalmente, molto attratte e molto prese. Oppure possono rallentarlo o inibirlo se si è stanche, depresse, anemiche o stressate. La vulnerabilità del piacere orgasmico è evidente, e il parto vaginale può avere un impatto significativo su questo delicato equilibrio.
Purtroppo, il parto per via vaginale, specialmente se con periodo espulsivo prolungato, con uso di ventosa o forcipe, e/o con bambino di peso elevato (macrosoma), può lacerare le fibre più mediali (pubococcigee) del muscolo elevatore. Ne conseguono difficoltà orgasmiche, ma anche incontinenza e lesioni della statica pelvica, fino al prolasso. Questi danni fisici, spesso sottovalutati, possono avere ripercussioni profonde sulla qualità della vita sessuale e sul benessere generale della donna.

Strategie di Recupero e Benessere Sessuale Post-Partum
Di fronte alle difficoltà sessuali post-parto, molte donne si chiedono "Cosa posso fare?". Il piacere dell’orgasmo dipende da condizioni fisiche molto vulnerabili al trauma del parto per via vaginale. In positivo, una volta comprese la causa e la gravità del danno, è possibile e importante iniziare la terapia per recuperare al meglio la felicità perduta.
La fisioterapia e il bio-feedback sono strumenti utili per ridurre le conseguenze del danno al muscolo pubococcigeo, aiutando a ripristinare la forza e la funzione dei muscoli del pavimento pelvico. Nella pratica clinica, ulteriori terapie sinergiche includono il testosterone in crema, con preparazione galenica del farmacista certificato, su prescrizione medica non ripetibile. Questo va applicato a dosi precise sulla parete vaginale anteriore, dopo la fine dell’allattamento e sotto contraccezione ormonale.
Il testosterone, prescritto a dosi appropriate nella donna, è il miglior amico della sua salute sessuale. È un potentissimo “pompiere biologico”, perché riduce le citochine pro-infiammatorie e aumenta quelle anti-infiammatorie. Ed è un grande “architetto bio”, perché stimola i vari operai costruttori (mioblasti e fibroblasti) a ricostruire i tessuti lesi, con il tempo necessario. L’ossigenoterapia locale, combinata con acido ialuronico, può potenziare l’azione del testosterone, ottimizzando il recupero tissutale. In parallelo, è importante curare l’anemia da carenza di ferro, frequente durante e dopo la gravidanza, e riprendere l’attività fisica.