Sanremo, incastonata nella Riviera dei Fiori, è un luogo in cui il paesaggio sembra pensato per rallentare il tempo. Famosa in tutto il mondo per il Festival della Canzone Italiana, è conosciuta anche con un altro soprannome suggestivo: "La Città dei Fiori". Sanremo è da secoli un importante centro di floricoltura, rinomato per la produzione di fiori di altissima qualità, esportati in tutta Europa e oltre. Se la Riviera Ligure in generale è un luogo perfetto per la floricoltura, Sanremo ha saputo valorizzare quest’aspetto non solo dal punto di vista commerciale, ma anche identitario. Visitare Sanremo significa entrare in un paesaggio che cambia ritmo a seconda delle ore del giorno. Dal famoso “Corso Fiorito” alla tradizione floreale che permea ogni angolo della città, Sanremo ha saputo costruire una reputazione unica che attrae visitatori da ogni parte del mondo. Ma cosa rende questa tradizione così speciale? E come è nata? Immergiamoci in un viaggio profumato e colorato attraverso la storia e l’anima floreale di Sanremo.
Il Microclima Unico di Sanremo: Culla Naturale della Floricoltura
Uno dei motivi fondamentali per cui Sanremo è diventata la città dei fiori risiede nel suo clima. Sanremo gode di un microclima mediterraneo con inverni miti ed estati fresche, grazie alla sua posizione protetta dai monti Liguri e affacciata sul mare. Protetta alle spalle dalle Alpi Marittime e aperta di fronte al Mar Ligure, la città gode di inverni molto miti ed estati mai eccessivamente torride. Questa combinazione crea una sorta di “serra naturale” all’aperto che permette la coltivazione di specie delicate, fioriture anticipate e cicli produttivi più lunghi rispetto ad altre zone d’Italia. Le temperature medie invernali raramente scendono sotto i 7-8 °C lungo la costa, e le gelate sono eventi rari e limitati. Questo significa che molte colture possono sopravvivere all’aperto senza grandi protezioni, o con strutture leggere.
Lo sapevano bene gli aristocratici soprattutto inglesi e russi, che venivano qui a svernare già nell’Ottocento. Il loro passaggio non è passato inosservato, hanno costruito ville sontuose e luoghi di culto, come la Chiesa Russa. La tradizione floreale di Sanremo affonda le sue radici nel XIX secolo, quando la città iniziò a emergere come una destinazione turistica d’élite. Il clima mite della Riviera, infatti, non solo attirava nobili e aristocratici europei, chi di passaggio per il Grand Tour, chi in cerca di rifugio invernale - tra cui la zarina Maria Alexandrovna e la regina Vittoria - ma favoriva anche la coltivazione di fiori.
Il paesaggio di Sanremo è incantevole, come descritto da Katherine Mansfield, scrittrice neozelandese, che si trasferì a pochi chilometri da Sanremo, nella piccola cittadina di Ospedaletti nel 1919, per passare l’inverno. Nel suo epistolario si sofferma a descrivere l’incanto del paesaggio. La vegetazione, così ricca di sfumature e di fiori diversi, è al centro della sua attenzione. “La prima cosa che ho visto è una grande margherita al fondo delle nostre scale. Poi ho camminato lungo il viale profumato di pini, di alberi della gomma, di vaniglia, di gerani e di un alito di mare. (…) I fiori spuntano dappertutto sulla collina. Ieri è venuta Caterina, la graziosa ragazza della lavanderia. Mi ha portato in regalo garofani rosa acceso. Ha detto che qui il maggio è magnifique più di ogni altro mese.” Anche Matilde Serao descrive questo luogo con parole poetiche: “Penetrata dal dolcissimo azzurro del cielo, dall’intenso azzurro del mare, immersa nei suoi boschi di ulivi, assopita al molle cullamento dei suoi giardini di palme, tutta profumata di fior d’arancio e vaniglia.”
La Floricoltura Sanremese: Dalle Serre ai Mercati Mondiali
Una lunga storia quella della floricoltura in Liguria, è nata a Sanremo alla fine dell’Ottocento e ha avuto uno sviluppo straordinario nel corso del Novecento, per declinare poi alla fine del secolo per la competizione del mercato globale. Già a cavallo tra XIX e XX secolo, mentre la Riviera ligure iniziava ad attirare nobili e borghesi da tutta Europa per passare l’estate, a Sanremo fiorivano agrumi, ulivi e viti. Col tempo, però, molti agricoltori iniziarono a dedicarsi alla produzione di rose, garofani e mimose, prodotti molto richiesti nei mercati francesi e del nord Europa. La combinazione di condizioni climatiche perfette e terreni fertili creò il terreno ideale (letteralmente e metaforicamente) per l’industria florovivaistica, che presto divenne il fiore all’occhiello dell’economia locale. Secondo uno studio relativo al 2022, infatti, il 30% della produzione floricola italiana proviene dalla Liguria, con numeri in aumento rispetto agli anni precedenti.
Sanremo vanta questo bel soprannome perché, a partire dalla fine dell’Ottocento, è diventata uno dei principali poli europei per la coltivazione, la selezione e l’esportazione di fiori recisi. A essere interessante è la presenza di un’intera filiera dedicata: non solo coltivatori, ma anche ibridatori, commercianti, mercati all’ingrosso, infrastrutture di trasporto e, più recentemente, centri di ricerca botanica e sperimentazione. I fiori di Sanremo sono infatti conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo per l’attenzione maniacale con cui i coltivatori si prendono cura dei loro prodotti. I coltivatori locali hanno sviluppato tecniche all’avanguardia per garantire che i fiori siano non solo belli, ma anche resistenti e durevoli.
Il Mercato dei Fiori di Sanremo: Un Polo di Eccellenza
Per questo nel 1914 aprì il primo mercato dei fiori, attraendo compratori dall’Italia e dall’estero. L’inaugurazione del Mercato dei Fiori di Sanremo ha segnato un passaggio decisivo: da vocazione naturale a sistema organizzato, capace di dialogare con l’Italia e con l’Europa. Oggi Sanremo rappresenta uno dei poli più importanti della floricoltura italiana. Uno dei luoghi simbolo è il celebre Mercato dei Fiori di Sanremo, un punto di riferimento per floricoltori, commercianti e appassionati. Qui, ogni giorno si svolgono aste che attraggono compratori da tutto il mondo, desiderosi di acquistare i fiori più freschi e belli. Il mercato è anche un luogo di incontro e scambio culturale, dove tradizione e modernità si intrecciano.
I Fiori Simbolo della Città e l'Orgoglio Sanremese
Tra i fiori più emblematici di Sanremo ci sono le rose, note per la loro straordinaria varietà di colori e profumi, i ranuncoli, gli anemoni, le orchidee, i ciclamini e i garofani, simbolo di eleganza e passione. Ma non possiamo dimenticare la mimosa, che ha un ruolo speciale nella cultura locale. Nel corso degli anni, i fiori di Sanremo divennero celebri in tutta Europa, adornando i giardini e i palazzi più prestigiosi. La città non si limitò a coltivare fiori; iniziò a celebrarli come parte integrante della sua identità culturale, dando vita a eventi che avrebbero segnato la sua storia. I fiori costituiscono l’identità visiva e olfattiva della città: occupano giardini pubblici, ville storiche, terrazze affacciate sul mare. Entrano nelle composizioni ufficiali, nelle vetrine, negli eventi. L’industria dei fiori ha portato anche ricchezza. Sanremo è una città che ha costruito la propria identità pubblica e turistica attorno ai petali, ai profumi e ai colori, fino a diventare un simbolo riconosciuto in tutta Italia e oltre.

I fiori di Sanremo hanno anche valicato i confini nazionali in occasioni illustri; sapevi che gli allestimenti floreali sanremesi hanno per oltre 30 anni arricchito di colore ed eleganza la Sala d’Oro del Musikverein di Vienna per il Concerto di Capodanno? Questo è solo un esempio della maestria e della qualità che la floricoltura sanremese ha saputo offrire al mondo. L’equinozio di primavera segna il momento in cui il giorno e la notte si bilanciano e da sempre simboleggia rinascita e trasformazione. Sanremo, situata sulla splendida Riviera dei Fiori, è una città che vive e respira fiori.
Il Corso Fiorito: La Magia della "Sanremo in Fiore"
Il “Corso Fiorito” è da moltissimi anni uno degli eventi più importanti nel panorama delle manifestazioni sanremesi, conosciuto anche come Sanremo in Fiore. Le due belle ragazze nella fotografia d’apertura sono mia mamma Carla, che proprio oggi compie 88 anni, e mia zia Marica. Siamo nel 1951 e le due signorine si stanno facendo ammirare su una carrozza addobbata, con tanto di cavalli e cocchiere, proprio in occasione del Corso Fiorito o di Sanremo in Fiore come si chiama oggi. La foto è un po’ mossa, chissà chi l’avrà mai scattata. Questo aneddoto personale testimonia la lunga e sentita tradizione di un evento che ha toccato generazioni di sanremesi e visitatori.
Le Origini: Dalle Carrozze della Belle Époque ai Primi Carri
La sua origine “ufficiosa” risale all’incirca all’ultimo ventennio del 1800, quando, in occasione dei festeggiamenti per il carnevale, oltre alle mascherate e ai carri allegorici, iniziarono a sfilare sulla “Via Nuova” (poi via Vittorio Emanuele III e ora via Matteotti) carrozze decorate in maniera più o meno vistosa. Erano normali vetture da noleggio o padronali, appartenenti alle famiglie sanremesi più in vista, ma potevano essere anche le prime autovetture che circolavano in città. Le damigelle a bordo delle vetture erano fanciulle di censo sociale elevato o giovani straniere che svernavano in Riviera: facevano bella mostra di sé con eleganti abiti all’ultima moda e lanciavano timidamente qualche fiore o dolciume verso il pubblico. Rappresentavano una componente estetica essenziale per le vetture fatte approntare dagli hotels e le carrozze erano anche una vetrina per i fiori: tutto l’insieme serviva per promuovere, in maniera discreta, la floricoltura e il turismo.
L’origine “ufficiale” della manifestazione si ritiene risalga al gennaio del 1904, con la denominazione “Festa della Dea Flora”, la dea della primavera, un altro nome ancora. Allora il corteo, siamo in piena Bella Époque, era accompagnato dal ritmico suono degli zoccoli dei cavalli sul selciato delle strade. Erano le carrozze, ad essere ornate con le creazioni floreali, che mettevano in mostra il meglio della produzione locale e le tecniche degli ibridatori. Durante la “Festa della Dea Flora” ci fu una sfilata di carrozze ornate e decorate con fiori locali, riprendendo e ampliando la tradizione già in atto negli anni precedenti, per allietare i numerosi visitatori stranieri che, attratti dal clima mite e dalla bellezza dei luoghi, svernavano nel nostro territorio. Sfilarono anche delle carrozze infiorate che gli albergatori di Sanremo avevano messo a disposizione dei loro clienti perché potessero partecipare direttamente alle manifestazioni popolari. Il successo dell’iniziativa fu tale che diventò ben presto un appuntamento annuale fisso nel calendario delle manifestazioni locali, programmato proprio nel pieno dell’inverno, quando il particolare clima della Riviera e gli splendidi fiori di produzione locale mostravano già un assaggio di primavera ed evidenziavano maggiormente la differenza con la situazione meteorologica nel resto dell’Italia e dell’Europa, attirando ogni anno un numero sempre crescente di turisti e di spettatori.
Nel corso del tempo la manifestazione ha preso talvolta il nome di "Battaglia dei Fiori” o anche “Getto dei Fiori”, ma l’appellativo più classico è stato “Corso Fiorito”. Va ricordato che l’evento era abitualmente incluso nella settimana dei festeggiamenti di carnevale quando, secondo una più antica e radicata tradizione, veniva organizzato anche un Corso Carnevalesco, famosa ed applaudita sfilata di carri allegorici, maschere, bande e altre attrazioni. In effetti durante le prime edizioni del corso fiorito sfilarono veicoli che rappresentavano un compromesso fra lo stile allegorico e i carri infiorati. Questo particolare ha talvolta ingenerato una certa confusione e sovrapposizione fra i due corsi, ma in realtà erano avvenimenti distinti che si tenevano in momenti o giorni diversi. Alle carrozze dei primi anni furono successivamente affiancati grandi carri infiorati e tale novità, oltre ad ampliare e migliorare lo spettacolo, permise di far vedere e conoscere maggiori quantità e specie di fiori, con benefici effetti per la floricoltura che aveva assunto sempre più importanza nell’economia locale. In quel periodo si rafforzò anche la tradizione del lancio di fiori fra i carri e gli spettatori, ingaggiando delle vere e proprie battaglie, mentre in precedenza venivano lanciati quasi esclusivamente confetti e altri dolciumi.

Il corso fiorito proseguì più o meno inalterato negli anni successivi, fino al periodo della prima guerra mondiale, quando venne sospeso dal 1916 al 1918 per i luttuosi eventi e per le oggettive difficoltà organizzative. Fu ripristinato nel 1919, con grande felicità e partecipazione della popolazione, per festeggiare, con il ritorno della pace, la fine di un lungo periodo di ansie e di lutti. Fu un’edizione memorabile, con una profusione di migliaia di fiori multicolori e la sfilata si svolse su di un percorso dalla lunghezza inusitata. Fra i carri più ammirati degli anni ’20 vale la pena di ricordare “Sogno d’Amore” di G. Carlo, “Pittori a spasso” di A. Bellone e “Piedigrotta” di R. Zanfi. Fra gli allestitori di carri del tempo ci furono: D. Ardissone, V. Gioffredi, G. Martini, G. Bestagno e altri. La manifestazione fu nuovamente sospesa dal 1925, a causa di alcuni inverni particolarmente rigidi e di grandi gelate che danneggiarono in maniera irreparabile la maggior parte della produzione floricola di quelle annate. Va ricordato che a quei tempi le coltivazioni avvenivano per la quasi totalità in pien’aria, con il solo riparo di alcune stuoie o di qualche telone.
Venne ripresa solo nel 1929, con un’edizione di particolare successo, malgrado una copiosa e memorabile nevicata verificatasi nei giorni precedenti l’avesse messa a repentaglio. In quegli anni il percorso abituale si svolgeva su via Vittorio Emanuele III (ora via Matteotti) e al fondo di via Principe Amedeo (ora via Mameli) e di via Privata (ora via Escoffier) nonché nello slargo davanti al Caffè Européen venivano montate delle tribune di legno e tubi metallici per ospitare le autorità e gli ospiti di riguardo, oltre alla giuria. Il pubblico assisteva disciplinatamente dai marciapiedi e bastavano quattro guardie civiche per far rispettare l’ordine. Sembra che le transenne siano state installate per la prima volta proprio in occasione del Corso del 1929, per trattenere con maggior sicurezza la gran folla degli spettatori. Veniva allestito anche un palco per la Banda Musicale Municipale che allietava gli spettatori eseguendo brani classici e popolari in voga nel momento. Nel 1930 il corso assunse il nome di “Festa di Flora” forse per ricordare la denominazione della primissima edizione. Durante gli anni ’30 prese ulteriore slancio, acquistando sempre maggiore fama e attirando numerosi spettatori. Il percorso venne ampliato, includendo anche via Roma e talvolta i due tratti inferiori di c.so Umberto (attuale c.so Mombello). In quel periodo vennero allestiti anche carri a tema patriottico e propagandistico, ispirati dal regime del tempo. Altra edizione particolarmente famosa fu quella del 1939, che fu denominata “Corso Fiorito di Eleganza”. I figuranti che occupavano carri e vetture dovevano infatti indossare esclusivamente abiti eleganti e di gran moda al posto degli abituali costumi.
Il Dopoguerra e l'Eco Internazionale: Dal Locale all'Eurovisione
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’evento ebbe il suo periodo di maggior successo, tanto da venire anche trasmesso in Eurovisione. Facile immaginarsi lo stupore dipinto sulle facce degli abitanti del Nord Europa, che vedevano scorrere sullo schermo i carri addobbati con migliaia di piante colorate appena sbocciate. E poi il sole che splendeva e rendeva tutto lo spettacolo ancora più sgargiante. Così l’evento assunse una rilevanza internazionale. Venne infatti ripristinato nel 1949 con grande soddisfazione della popolazione che voleva dimenticare in fretta gli orrori della guerra. Nel corso degli anni ’50 la fama e il successo si accrebbero maggiormente, richiamando sempre più spettatori da tutta Italia e anche dall’estero. Non mancavano mai le bande musicali folcloristiche che allietavano il pubblico: in particolare la “Rumpe e Streppa” di Finale Ligure, la “Florelia” di Ospedaletti, la “Tiralogni” di Bordighera e la “Canta e Sciuscia” di Sanremo. Molte edizioni hanno visto anche la gradita partecipazione di gruppi folcloristici italiani e stranieri. Sino alla fine degli anni '50 la testimonianza visiva dell'avvenimento era affidata essenzialmente alle numerose foto che venivano scattate prima e soprattutto durante la sfilata; a volte venivano girati anche brevi filmati da inserire nei cinegiornali che si vedevano al cinema fra una proiezione e l'altra; alcuni spezzoni sono tuttora visibili negli archivi dell'Istituto Luce. La televisione, nata nel 1954, non riprendeva ancora il corso fiorito, come invece avvenne qualche anno più avanti.
Corso Fiorito 2026 - I meravigliosi carri fioriti di Sanremo
Nel 1955 la manifestazione assunse il nome di “Italia in Fiore”, con carri non più a tema libero, ma ispirati a varie città italiane, sulla base di progetti proposti dagli Enti Turistici dei centri interessati. La formula fu ripetuta anche nel 1956. Nel medesimo anno scomparvero i classici cavalli da tiro, coperti dalle gualdrappe colorate, accompagnati dai conducenti a piedi che ne regolavano il passo, le soste e le ripartenze secondo il ritmo della sfilata. Subentrarono i trattori, di certo più moderni, ma anche più prosaici, rumorosi ed inquinanti dei cavalli. Con il corso fiorito del 1957 fu scelto di tornare ai soggetti liberi e quello stesso anno comparvero per la prima volta le telecamere della RAI che trasmisero il giro di presentazione, consentendo la visione dell’evento ad un numero sempre crescente di spettatori. Il percorso venne progressivamente ampliato includendo tratti di c.so Orazio Raimondo e via Nino Bixio. Nel 1959 si pensò di rilanciare il corso fiorito allestendo dei carri dedicati ai dieci brani musicali finalisti del “Festival della Canzone” dello stesso anno e invitando a presenziare sui carri alcuni dei cantanti che avevano partecipato alla kermesse canora. Nel 1960 continuò il collegamento con il Festival, che proprio quell’anno festeggiava il primo decennio di programmazione e vennero allestiti dieci carri ispirati alle canzoni vincitrici di ciascuna edizione. Il rapporto fra il mondo della floricoltura e quello della canzone fu spesso punteggiato da polemiche e contestazioni: i due eventi mantennero abitualmente un certo reciproco disinteresse, malgrado di solito venissero programmati in date ravvicinate, ma per quell’anno si poté assistere all’integrazione, almeno per qualche ora, tra i fiori e le canzoni. Dal 1961 il corso acquistò ancora maggior prestigio e fama di livello internazionale e assunse il nome di “Europa in Fiore”, con la partecipazione di carri, bande e gruppi folcloristici in rappresentanza di numerose nazioni europee. La formula venne mantenuta con successo fino al 1966, dopo di che, purtroppo si verificò una lunghissima e per certi versi inspiegabile interruzione della manifestazione.
Il Ritorno e la Modernità del "Sanremo in Fiore"
Solo negli anni '80 c’è stato il tanto auspicato ritorno, anche grazie al fattivo interessamento da parte del dr. Carlo Poletti, presidente dell’Azienda Soggiorno e Turismo in carica in quel periodo, con la denominazione “Sanremo in Fiore”. In brevissimo tempo l’interesse attorno al corso fiorito ha ripreso quota e attualmente i carri vengono allestiti dai vari Comuni della Riviera, mentre il tema viene assegnato annualmente e copre i campi più diversi, dal cinema allo sport, dalla canzone ai fumetti e così via. Ogni anno 60mila persone si accalcano per le strade di Sanremo per partecipare a Sanremo in Fiore. È una sfilata di carri allegorici, allestiti con le corolle dei fiori che formano dei mosaici e danno vita a sculture che rappresentano personaggi delle fiabe, del mondo dello spettacolo, oppure animali dalle giraffe agli struzzi. L’edizione 2019 vede appunto protagonisti i cetacei. Negli ultimi vent’anni, si è passati dalle storie di Walt Disney alle cantanti dell’opera, dai Paesi europei alle regioni Italiane, dalle canzoni del Festival di Sanremo alle avventure di Pinocchio, dal circo al magico mondo delle favole popolari. Il corteo oggi parte da una via che dà sul mare, il Lungomare Italo Calvino. Il periodo di effettuazione è stato spostato alla prima metà di marzo per poter contare su condizioni atmosferiche più favorevoli e l’orario anticipato alle ore 12,20 per consentire la messa in onda in diretta sulla RAI nel corso del programma “Linea Verde”.
L’allestimento di ogni singolo carro è gestito dai Comuni della Provincia, e ha sempre un tema diverso. Le fasi preparatorie e la progettazione durano mesi, però l’infioramento viene effettuato la notte precedente. Bisogna usare solo fiori freschi. Una fatica inenarrabile, ogni singolo fiore che crea la composizione deve essere attaccato al polistirolo con un chiodo. Il numero dei fiori per ogni carro ha dell’incredibile: da 20mila a 50mila. E i decoratori si sbizzarriscono per inventare sempre creazioni diverse. Oltre ai carri, anche i figuranti sono vestiti con colori vivaci in sintonia con il tema floreale. Le ultime edizioni sono tornate sotto i riflettori della tv e del web. Un vero e proprio progetto con la presentazione della bozza e della descrizione dettagliata della composizione e la specifica dei fiori utilizzati, da presentare ad una commissione specifica che dovrà decidere se approvare il progetto o meno. Alla fine, la gente accorsa per partecipare all’evento, come da tradizione, saccheggia gli addobbi per portarsi a casa i fiori strappati dai carri. Nel 2026 il tema sarà “Che allegria! … tra emozioni, colori e trasmissioni” un omaggio alla televisione italiana e ai programmi che hanno segnato intere generazioni, a partire da Mike Bongiorno.
Sanremo e il Festival della Canzone: Un Palco Fiorito
La fama di Sanremo è anche dovuta al Festival di Sanremo, probabilmente il motore principale della notorietà mediatica della città. Nato nel 1951, è diventato nel tempo uno degli eventi televisivi più seguiti d’Italia. Nei giorni del Festival della Canzone Italiana, i protagonisti non sono soltanto concorrenti ed ospiti, ma anche i fiori, che adornano il palco dell’Ariston e vengono regalati a chi partecipa alla kermesse musicale. I fiori sono parte integrante e fondamentale del Festival. È bello notare come un prodotto caratteristico del territorio ligure divenga pietra d’angolo di una kermesse importante come il Festival della Canzone Italiana. Qui, i fiori vengono utilizzati ogni anno per allestire le splendide scenografie, ma anche per accogliere e ringraziare i concorrenti e gli ospiti, a cui vengono elargiti meravigliosi mazzi colorati. “La ribalta del Festival di Sanremo è un’eccezionale occasione di visibilità per i fiori liguri, che sono un brand che tutto il mondo ci invidia e sono, al pari della canzone, un ambasciatore del Made in Italy.” La 76ª edizione del Festival della Canzone Italiana trasforma per una settimana Sanremo in una sorgente di energia, emozione e scoperta musicale.
Oltre i Fiori: Tesori di Sanremo e il Suo Fascino Mediterraneo
Sanremo, pur essendo la "Città dei Fiori" per eccellenza, offre un patrimonio di attrazioni e un'atmosfera che vanno ben oltre la sua vocazione floreale. Si tratta, infatti, di una città poliedrica e viva tutto l’anno.
Il Casinò di Sanremo
Accanto al Festival, il Casinò Municipale di Sanremo rappresenta un’altra icona cittadina. Inaugurato nel 1905, è uno dei casinò storici italiani, ospitato in un elegante edificio in stile liberty. Questo luogo è stato sede di spettacoli, concerti, serate di gala, attirando personaggi famosi e turisti.
La Pigna: Il Cuore Storico della Città
Il centro storico, conosciuto come La Pigna, è sicuramente tra le cose da vedere a Sanremo. Con le sue stradine strette e tortuose, i carrugi, e le case addossate, offre un viaggio nel tempo e testimonia le origini più antiche della città.
La Pista Ciclabile del Ponente Ligure
Per gli amanti dell'attività all'aria aperta, la Pista Ciclabile del Ponente Ligure rappresenta un'opportunità unica. Questa pista, realizzata sul vecchio sedime della ferrovia, offre la possibilità di godere del paesaggio costiero, tra palme, ville storiche e scorci che sembrano cartoline.
Spiagge, Mare e Turismo Sportivo
Sanremo è famosa anche per le sue spiagge e per il suo lungomare. La posizione sulla Riviera Ligure la rende meta ideale per chi cerca un clima dolce per gran parte dell’anno: non solo d’estate, ma anche in autunno e in inverno. La città ha inoltre un ruolo di primo piano nel turismo sportivo, con eventi di risonanza internazionale come la celebre Milano-Sanremo nel ciclismo, ma anche attività come la vela, il trekking nell’entroterra e il golf.
Sanremo è Mediterraneo puro: le colline sono ricamate da uliveti secolari che producono olio delicato, parte integrante della cucina ligure. Il mare qui è parte del ritmo quotidiano. Le palme sul lungomare, le persiane verdi, la pietra chiara dei caruggi, il vento che arriva improvviso dal largo: tutto parla la lingua del Mediterraneo. La mattina ha il profumo salmastro del mare e quello dolce delle serre che si risvegliano tra le colline. Il pomeriggio scorre lento lungo la pista ciclabile affacciata sull’acqua, tra palme, ville storiche e scorci che sembrano cartoline.
Sanremo e la Famiglia Calvino
Lo scrittore Italo Calvino è cresciuto a Sanremo, suo papà agronomo era originario di questi luoghi. La madre era una botanica, entrambi professori universitari. Di fiori ne sapevano qualcosa. Eva e Mario si erano sposati per procura e lei lo aveva raggiunto a Cuba, dove papà Calvino insegnava ai contadini le varie tecniche di coltivazione. Il legame della famiglia Calvino con la botanica e l'agronomia sottolinea ulteriormente come la vocazione floreale sia intrinseca alla storia e alla cultura di Sanremo.
La Vita Quotidiana a Sanremo
Interessante anche sapere qualcosa sulla vita quotidiana a Sanremo, che alterna periodi molto tranquilli, tipici delle località di mare fuori stagione, a momenti di grande fermento, specialmente in occasione del Festival della canzone e degli eventi estivi. L’economia locale, basata su turismo, servizi, commercio e floricoltura, offre una certa varietà di opportunità lavorative, inoltre durante l’anno si susseguono eventi musicali, sportivi, mostre e iniziative legate proprio ai fiori e alla Riviera dei Fiori. Infine, la presenza di scuole, servizi sanitari e infrastrutture adeguate la rende un luogo in cui si può costruire un progetto di vita stabile, beneficiando al tempo stesso del fascino della Riviera. Sanremo offre mare, cultura, natura e spettacolo. È una destinazione che sa essere raffinata e popolare allo stesso tempo, ideale per un weekend romantico, una vacanza all’aria aperta o un viaggio alla scoperta della Riviera dei Fiori.