Angela Lansbury: La Data di Nascita di Jessica Fletcher e L'Eredità di una Leggenda del Cinema e della Televisione

La figura di Jessica Fletcher, l'infallibile scrittrice detective armata dei suoi indimenticabili tailleur e delle sue borsette, è profondamente radicata nell'immaginario collettivo grazie all'interpretazione magistrale di Angela Lansbury. Angela Brigid Lansbury, l'attrice che ha dato vita a questo personaggio iconico, è nata il 16 ottobre 1925, nella zona di Regent's Park, a Londra, e non, come scrissero in molti, in un quartiere dell'East End, da una ricca famiglia appartenente all'alta borghesia cittadina. Questa data segna l'inizio di una carriera straordinaria che ha attraversato otto decadi, lasciando un'impronta indelebile nel cinema, nel teatro e nella televisione mondiale.

Angela Lansbury in giovane età

Le Origini di un Talento: Infanzia e Formazione a Londra e negli Stati Uniti

Angela Lansbury era figlia di Edgar Isaac Lansbury (1887-1935), ex sindaco del borgo metropolitano di Poplar, e di Moyna MacGill, attrice irlandese il cui vero nome era Charlotte Lillian McIldowie, sposatisi nel 1924. Alla nascita della bambina, suo padre era anche un facoltoso magnate a capo di un'industria lignaria e ricopriva il ruolo di membro del Partito Comunista di Gran Bretagna. Un uomo che aveva seguito l'esempio del padre, George Lansbury, anch'egli deputato del Parlamento britannico e Presidente del Partito Laburista. La futura attrice avrebbe più volte definito il nonno come uno dei suoi più grandi miti d'infanzia. Cresciuta con i suoi due fratelli minori e gemelli Edgar e Bruce Lansbury, che sarebbero poi diventati produttori, e con i cugini Oliver Postgate, noto in tutta l'Inghilterra per essere uno dei burattinai più bravi, e Coral Lansbury, che diverrà poi la madre del repubblicano australiano Malcolm Turnbull, oltre che con la sorellastra Isolde Denham, nata dal primo matrimonio della madre con Reginald Denham e che poi avrebbe sposato l'attore Peter Ustinov, facendo di Angela la zia dell'attrice Tamara Ustinov, fin da piccola sviluppò una certa predisposizione per la recitazione. Questa passione era fortemente nutrita dall'idea di diventare una nuova Deanna Durbin e Irene Dunne, ma non sapendo che le avrebbe superate entrambe.

Lansbury coltivò fin da bambina la passione per la recitazione che studiò in Inghilterra, diplomandosi alla South Hampstead High School for Girls e frequentando la Webber-Douglas School of Singing and Dramatic Art. Qui fu incoraggiata dalla madre a recitare per l'Old Vic. Il padre di Angela morì nel 1934 per un cancro allo stomaco. In seguito, la madre, anni più tardi, decise di risposarsi con un colonnello scozzese di nome Leckie Forbes che costrinse le due famiglie a unirsi sotto lo stesso tetto ad Hampstead. Angela Lansbury ricordava quella convivenza forzata con molta rabbia, poiché il colonnello era un uomo geloso e sospettoso, che tiranneggiava sulla sua famiglia con un pugno di ferro. Tuttavia, fu proprio lui a spingere affinché tutta la famiglia, dopo i bombardamenti nazisti di Londra, si trasferisse a New York, raggiungendo la moglie che stava lavorando in tournée con una commedia di Noël Coward. Lansbury, infatti, fuggì dall'Inghilterra durante la guerra e, desiderosa di perfezionarsi maggiormente, decise di trasferirsi a New York dove studiò dal 1940 al 1942 presso la Feagin School of Drama and Radio con Lucy Feagin. Prese casa prima a New York e poi a Hollywood, ma i soldi non bastavano, e così Angela fu costretta a lavorare presso i magazzini Bullocks Wilshire di Los Angeles come commessa, un lavoro saltuario a cui si dedicò per guadagnare il denaro necessario a pagare la retta scolastica. Nel frattempo, a soli 17 anni, si dedicava già al musical.

Morta Angela Lansbury, la Signora in giallo aveva 96 anni

L'Esordio Cinematografico e i Ruoli che Definirono una Carriera

La carriera cinematografica di Angela Lansbury iniziò in modo fulminante. Grazie alla madre, amica di alcune personalità che lavoravano nel mondo del cinema, Angela superò con successo i primi provini per la MGM. A 19 anni era già sotto contratto con la Mgm a Hollywood dopo aver esordito un anno prima nel thriller "Gaslight". Un uomo del casting del film di George Cukor, "Angoscia" (1944), rimase piacevolmente colpito dalla diciottenne Angela e le fece firmare immediatamente un contratto con la MGM, che però le propose di cambiare il suo nome in Brigid Lansbury o Angela Marlowe. Lei non accettò, volendo rimanere con il suo vero nome. In "Angoscia", le fu offerto il ruolo della cameriera Nancy Oliver, che le permise di duettare con Charles Boyer, Joseph Cotten, ma soprattutto con Ingrid Bergman. Questa interpretazione le valse una prima candidatura al premio Oscar, segnando l'inizio di un percorso straordinario.

La Lansbury godette di ampia fama sin dagli inizi della sua carriera cinematografica. Una seconda candidatura all'Oscar arrivò l'anno successivo, per la sua interpretazione ne "Il ritratto di Dorian Gray" (1945), adattamento cinematografico del romanzo di Oscar Wilde. A soli 20 anni, Angela Lansbury aveva già due nomination all'Oscar. Due anni dopo, il regista Albert Lewin la volle accanto a George Sanders in "Il disonesto" (1947), trasposizione cinematografica di "Bel Ami" di Guy de Maupassant.

A causa dei lineamenti del suo viso, che le conferivano un aspetto più maturo della sua età, e per merito della sua versatilità artistica, interpretò diversi ruoli di moglie di mezza età in film in cui gli attori scelti per interpretare il marito erano molto più anziani di lei, oppure di madre in film in cui gli attori che interpretavano i figli erano poco più giovani di lei, se non quasi coetanei. Entrata nell'industria hollywoodiana, divenne una delle più importanti attrici di secondo piano dell'epoca. Merito dei suoi lineamenti che, pur non essendo affatto quelli di una vecchia, la facevano sembrare molto più matura della sua età reale, permettendole di recitare i ruoli di madre, spesso anche di attori o attrici molto più grandi di lei. Nello stesso anno, Frank Capra, su suggerimento di Katharine Hepburn (come ribadito dalla Lansbury in più occasioni), la scelse per il ruolo di una spietata direttrice di giornale che seduce Spencer Tracy nel film "Lo stato dell'Unione", facendole interpretare a soli 23 anni una quarantenne. Nel 1961, in "Blue Hawaii", interpretò il ruolo della madre di Elvis Presley, quando quest'ultimo era più giovane di lei di soli dieci anni.

Sempre nel 1962, in "Va' e uccidi" impersonò una madre maligna e manipolatrice che trasforma suo figlio (interpretato da Laurence Harvey) in un assassino. Nella realtà, lei aveva 37 anni e Harvey 34. Questa interpretazione le fece guadagnare la terza candidatura al premio Oscar, il secondo Golden Globe, un National Board of Review (vinto anche per "E il vento disperse la nebbia") e una candidatura al Golden Laurel. Inoltre, il personaggio interpretato da Lansbury in "Va' e uccidi" è stato inserito al 21º posto nella classifica stilata dall'American Film Institute dei 50 cattivi migliori del cinema americano. Da un'intervista con la CNN emerse che questo ruolo fu il preferito dalla Lansbury. Nel 1965, nel film biografico "Jean Harlow, la donna che non sapeva amare", interpretò invece la madre di Carroll Baker, la quale era più giovane di lei di soli sei anni. Il suo percorso sul grande schermo la vide recitare anche con Spencer Tracy, Katherine Hepburn, Vincente Minnelli e Frank Sinatra. Altri ruoli includevano una seduttrice in "Sansone e Dalila".

Angela Lansbury in

Regina del Palcoscenico: Il Trionfo a Broadway e nel West End

All'inizio degli Anni Cinquanta, Angela Lansbury si allontanò dal cinema, tentando la strada del teatro. Il suo debutto a Broadway risale al 1957 in "Hotel Paradiso". A questa prima apparizione seguì "A Taste of Honey" (1960), mentre il suo primo musical fu "Anyone Can Whistle" (1964) di Stephen Sondheim, per il quale fu ben accolta dalla critica, nonostante l'opera ebbe tuttavia vita breve. Ma il ruolo che le avrebbe dato maggiore successo è senza dubbio quello di Zia Mame nel musical omonimo di Jerry Herman, noto adattamento del bellissimo e divertente libro di Dennis Patrick. "Zia Mame" aprì al Winter Garden Theatre nel maggio del 1966 e incantò la critica che scrisse sulla Lansbury: «Miss Lansbury è un'attrice, una cantante e una ballerina, ma non è un'attrice che sa anche cantare e ballare… In questo ruolo, mostra tutta la sua intelligenza, il suo equilibrio, il suo calore». Le vesti chic Anni Venti della zia newyorkese sopra le righe, intellettuale fino all'osso, svampita ed egoista, che si ritrova a dover crescere un nipote orfano da sola, non poterono che conquistare il pubblico, il quale la premiò con il suo primo Tony Award come miglior attrice in un musical.

A partire dal 1966, le sue interpretazioni in "Mame" di Jerry Herman, replicato 1500 volte, in "Dear World" (1969) e nel revival di "Gypsy" nel 1974 le valsero tre Tony Award nella categoria miglior attrice protagonista in un musical. Il suo secondo Tony le fu attribuito per la sua performance in "Dear World" (1969). Nel 1971 andò incontro (purtroppo) a un flop con il musical "Prettybelle", spettacolo che fu messo in scena dopo un difficile periodo di prove bostoniane e che fu chiuso dopo una settimana. Un quarto Tony le venne conferito nel 1979 per la sua interpretazione di Mrs. Lovett nel thriller musicale di Stephen Sondheim "Sweeney Todd". Il NER YORK TIMES scrisse: «Le sue canzoni… sono incredibilmente difficili, ma lei le canta incredibilmente bene. La sua voce è una voce chiara, che potete seguire anche in mezzo alla confusione».

Dopo 20 anni di assenza dalle scene teatrali, tornò nel 2007 con lo spettacolo "Deuce" con Marian Seldes, e nel 2009 vinse il quinto Tony per "Spirito allegro", accanto a Rupert Everett e Christine Ebersole, per il ruolo della medium Madame Arcati. È l'unica attrice, insieme a Julie Harris e Audra McDonald, ad avere vinto cinque Tony Award nella categoria Migliore attrice protagonista in un musical. Lo sfiorò di nuovo per quello di Madame Armfeldt in "A Little Night Music" (2009). Nella stagione successiva, recitò a fianco di Catherine Zeta-Jones in "A Little Night Music", mentre nel 2012 si unì al cast di "The Best Man" di Gore Vidal, formato da James Earl Jones, Eric McCormack e Candice Bergen. Nei primi mesi del 2013, in un tour australiano, fu a fianco di James Earl Jones nell'opera teatrale "A spasso con Daisy". Nel marzo 2014, a quasi 89 anni, tornò sul palcoscenico a Londra, da cui mancava da circa 40 anni, nella commedia "Spirito allegro" e vinse il Laurence Olivier Award alla migliore attrice non protagonista. Dal dicembre dello stesso anno fino alla primavera del 2015, fu in tournée con la medesima commedia negli Stati Uniti. Il suo impegno teatrale si estese anche a produzioni come "The King and I" (1978) nel ruolo della bellissima Anna, e interpretò la regina Gertrude nell'Amleto portato dalla Royal National Theatre e diretta da Peter Hall nel dicembre del 1975.

L'Apice del Successo: Jessica Fletcher e l'Impatto Televisivo

Dal 1950, Lansbury cominciò a lavorare anche per la televisione, partecipando a serie antologiche come "Robert Montgomery Presents", "Lux Video Theatre" e "Four Star Playhouse". Negli anni sessanta prese parte come guest star ad alcune serie, tra cui "Undicesima ora" e "Organizzazione U.N.C.L.E.". Nel 1982, per la partecipazione alla miniserie "Gloria Vanderbilt", con Bette Davis, Christopher Plummer e Maureen Stapleton, ottenne una candidatura agli Emmy Award come miglior attrice protagonista, mentre nel film TV "68 gialli per un omicidio" (1984) fu affiancata da Laurence Olivier. Nel 1984 interpretò anche la parte di zia Hortense Boutin nella miniserie televisiva "Segreti", dove la protagonista Lili (Phoebe Cates) era alla ricerca della sua vera madre.

Angela Lansbury tuttavia è nota al grande pubblico soprattutto per la sua interpretazione della scrittrice Jessica Fletcher ne "La signora in giallo" (Murder, She Wrote), protrattasi dal 1984 al 1996 e seguita da quattro film per la televisione dal 1997 al 2003. Qui trovò infatti il suo massimo successo e la definitiva consacrazione mondiale. A 58 anni, Angela Lansbury iniziava a registrare "La signora in giallo", una specie di record che un'attrice della sua età fosse riuscita ad avere un ruolo così importante. La serie è stata uno dei telefilm trasmessi più a lungo in prima serata in una televisione statunitense e fece della Lansbury l'attrice televisiva più pagata al mondo. Grazie a quel ruolo, conquistò il record di attrice protagonista in una serie televisiva con il maggior numero di candidature (18) agli Emmy Award, senza mai riceverne uno, quattro Golden Globe, il People's Choice Award e numerosi altri premi (tra cui un Telegatto, alla cerimonia incontrerà la sua doppiatrice). Le repliche de "La signora in giallo" vanno in onda regolarmente e non-stop dalla fine della messa in onda nel 1996, e questo fa sì che quell’irresistibile motivetto iniziale di scale al pianoforte sia familiare a chiunque. Duecentosessantaquattro episodi per una serie che sostanzialmente ripete lo stesso format di puntata in puntata.

Jessica Fletcher (nata Jessica Beatrice MacGill), nota anche con il nome d'arte di J.B. Fletcher, è un personaggio ormai di famiglia. Jessica è vedova del capitano Frank Fletcher, un aviatore veterano della guerra di Corea morto nei primi anni ottanta a causa di una malattia, e non ha figli. Vive al 698 di Candlewood Lane, nella città di Cabot Cove, nel Maine, una città di 3 560 abitanti sull'oceano Atlantico. Sulla base del numero di omicidi che si verificano in una determinata stagione della serie, la città sembra avere uno dei tassi di omicidi più alti di qualsiasi altra città. Questo fatto è stato anche osservato nella serie dallo sceriffo della città, Mort Metzger (Ron Masak), il quale osserva che nel suo primo anno di servizio a Cabot Cove, ha dovuto affrontare cinque omicidi.

Ebbene sì, prima di scrivere romanzi gialli, Jessica era una docente in criminologia alla Manhattan University. Inizia a scrivere per l'esigenza di distrarsi dalla perdita del marito; per caso il romanzo perviene a un editore di New York che lo pubblica, facendone un best seller internazionale che la fa diventare un'autrice nota in tutto il mondo. L'acume di Jessica si riscontra, oltre che nei suoi romanzi, anche nella sua vita reale. In ogni episodio della serie, infatti, l'autrice si ritrova a dovere indagare su un omicidio avvenuto poco dopo il suo arrivo. La particolarità di ogni episodio è la sicurezza con cui Jessica difende il personaggio sospettato dalle forze dell'ordine, spesso suo amico o parente, e la fede che ripone nella sua innocenza. Il suo lavoro di autrice la porta spesso a viaggiare negli Stati Uniti e nel mondo, il che ha permesso agli autori di ampliare l'orizzonte del personaggio e della serie stessa, costruendo episodi al di fuori del Maine, dove vive da anni. Nei suoi viaggi, Jessica incontra quasi sempre uno dei suoi tanti nipoti, cugini o amici, che, puntualmente, le chiedono aiuto. Ha, infatti, tanti nipoti (interpretati da attori famosi come Courteney Cox), per la precisione dai suoi due fratelli sono nati sette nipoti femmine e due maschi.

Jessica Fletcher al lavoro

Non furono di certo giorni di gloria per "La signora in giallo" perché dopo anni di successo in prima serata domenicale, venne spostata a metà settimana contro un big come "Friends". Per vendicarsi gli autori scrissero un episodio in cui un omicidio si consumava sul set della serie "Buds" dal titolo “Murder Among Friends”. Nel 2005, Angela Lansbury ottenne l'ennesima candidatura agli Emmy per il ruolo di Eleanor Duvall in "Law & Order - Unità vittime speciali", ruolo che ha interpretato anche in "Law & Order - Il verdetto". È per la scrittrice di romanzi gialli Jessica Fletcher che tutti la amano e ancora oggi sui social network rimbalzano suoi meme esilaranti.

Filmografia Varia e Collaborazioni Memorabili

La carriera di Angela Lansbury è stata costellata da molteplici ruoli cinematografici, che spaziano dal thriller al musical, dimostrando una versatilità notevole. Dopo quasi dieci anni di assenza dal grande schermo, ritornò al cinema con "La lunga estate calda" (1958) con Paul Newman e Orson Welles, cui seguirono: "Come sposare una figlia" (1958) di Vincente Minnelli con Rex Harrison; "Olympia" (1960) di Michael Curtiz e Mario Russo con Sophia Loren; "Blue Hawaii" (1961), dove fu la madre di Elvis Presley; "Amori Proibiti" (1962) con Jane Fonda e Peter Finch; e forse uno dei ruoli migliori della sua fulgida carriera, quello della crudele, agghiacciante e terrificante signora Iselin in "Va' e uccidi" (1969) con Frank Sinatra e Janet Leigh, che le portò la sua terza candidatura all'Oscar e un nuovo Golden Globe.

Un piccolo ritorno al cinema sembrò doveroso dopo il flop di un musical. Molto amata dalla Disney, le fu proposto il ruolo di un'apprendista strega che si prende cura di tre orfanelli londinesi, ma che si ritrova a combattere uno sbarco nazista nel film "Pomi d'ottone e manici di scopa" (1971). Questo film è un'altra perla indimenticabile nella sua filmografia. Il sodalizio e la stima reciproca con la casa di produzione di Topolino durarono per lungo tempo, passando, dopo il doppiaggio di "The Last Unicorn" (1982), a quello più famoso della teiera parlante Mrs. Bric in "La bella e la bestia" (1991). Inizialmente, quando le chiesero di cantare la canzone principale del lungometraggio, la Lansbury fece resistenza, lasciandosi poi convincere dagli autori del cartone. Il brano, intitolato "La Bella e la Bestia", sarebbe diventato uno dei più amati dai bambini di ogni generazione e avrebbe vinto l'Oscar per la migliore canzone nel 1992. La Disney ringraziò la Lansbury invitandola a essere la madrina della cerimonia di apertura del parco tematico francese di EuroDisney, nel 1992. Riprese poi il ruolo di Mrs. Bric nel sequel home video "La Bella e la Bestia - Un magico Natale" e nel videogame "Kingdom Hearts II". Nel 1997, doppiò l'Imperatrice Maria in "Anastasia". Venne inserita tra le Disney Legend nel 1995, a conferma del suo duraturo legame con la casa di produzione.

Nonostante la sua iconica interpretazione televisiva, Angela Lansbury mantenne una stretta vicinanza con il genere giallo sul grande schermo. Questo non iniziò, come molti pensano, nel piccolo schermo, ma molto prima, sotto la buona stella di due trasposizioni cinematografiche dei romanzi di Agatha Christie, vale a dire quando venne scelta per il ruolo dell'alcolizzata scrittrice rosa Salome Ottenbourne, seconda vittima in "Assassinio sul Nilo" (1978), per il quale fu nominata ai BAFTA, con Bette Davis (che poi avrebbe ritrovato in "Gloria Vanderbilt", 1982), e quando diventò l'esperta della natura umana Miss Marple in "Assassinio allo specchio" (1980), nominata ai Saturn Awards, con Elizabeth Taylor.

Tra i suoi grandi rifiuti, quello dell'infermiera Ratched nel film di Milos Forman "Qualcuno volò sul nido del cuculo" (1975). Il ruolo non era nelle sue corde, e lei lo definì «Troppo bitch». Dopo vent'anni di assenza dal cinema (l'ultima apparizione risaliva al 1984 nell'horror "In compagnia dei lupi" di Neil Jordan), apparve nel 2005 in "Nanny McPhee - Tata Matilda", con Colin Firth e Emma Thompson, nel ruolo della zia Adelaide. Nel 2011 tornò sul grande schermo ne "I pinguini di Mr. Popper", al fianco di Jim Carrey. Nel dicembre 2016, Dick Van Dyke annunciò la partecipazione della Lansbury al film "Il ritorno di Mary Poppins", sequel di "Mary Poppins", distribuito nelle sale nel 2018. L'ultima apparizione in generale sullo schermo risale al 2022 nel secondo capitolo della saga gialla di Rian Johnson "Glass Onion - Knives Out" in cui interpretò se stessa in un cameo.

Riconoscimenti, Vita Privata e L'Eredità di un'Icona

La lunga carriera di Angela Lansbury è stata costellata di numerosi riconoscimenti, testimonianza del suo talento e della sua dedizione. Ha conquistato un Premio Oscar alla carriera nel 2014, sei Golden Globe, un BAFTA Britannia Award alla carriera, uno Screen Actors Guild Award alla carriera, un Premio Laurence Olivier e sei Tony Awards, di cui uno alla carriera. È stata candidata per ben tre volte agli Oscar come miglior attrice non protagonista e ben otto volte agli Emmy Awards. Nel 2000, la sua influenza nel mondo dello spettacolo è stata riconosciuta con l'introduzione nella Kennedy Center Honors. Vanta infine ben due stelle nella prestigiosa Hollywood Walk of Fame.

La sua Gran Bretagna non si è mai dimenticata di lei, nonostante sia divenuta icona del cinema americano. Nei primi anni novanta, il governo britannico la insignì del titolo di Commander of the British Empire. Nel 2013, la regina Elisabetta II le conferì il titolo di Dama Commendatrice dell'Ordine dell'Impero Britannico.

La vita personale di Angela Lansbury fu altrettanto ricca e complessa. Si sposò nel 1945 con l'attore Richard Cromwell, ma divorziò da lui 11 mesi dopo, scoprendo solo dopo il divorzio che lui era omosessuale. L'attrice conobbe il suo secondo marito, l'attore e produttore Peter Shaw (1918-2003), grazie a Hurd Hatfield, un attore che la invitò a un party durante un weekend a casa di amici: lei non sapeva come arrivarci e Hurd chiese a Peter di accompagnarla. I due si sposarono il 12 agosto 1949 a Londra, nella Chiesa di St. Columbia, dopo aver ottenuto entrambi l'approvazione dalla Chiesa di Scozia, poiché sia Angela che Peter erano divorziati. Dal loro matrimonio nacquero i figli Anthony Pullen (1952) e Deirdre Angela (1953), e Angela divenne anche la matrigna del produttore David Shaw. Il 21 luglio 2000, la Lansbury si ritirò da un musical di Broadway, "The Visit", la cui apertura era prevista per la successiva primavera, a causa di gravi problemi di salute del marito Peter che doveva essere operato di cuore. Peter Shaw morì il 29 gennaio 2003 nella loro casa, a causa di un arresto cardiaco, lasciando Angela dopo 54 anni vissuti insieme. Angela Lansbury aveva una parentela acquisita con l'attore inglese Peter Ustinov, con il quale aveva condiviso il set di "Assassinio sul Nilo".

Particolarmente attiva anche nel volontariato, ha lottato dagli Anni Sessanta in poi la distrofia muscolare accanto all'associazione americana Muscular Dystrophy Association. Si è anche impegnata nella scrittura con il libro biografico "Angela Lansbury's Positive Moves - My Personal Plan for Fitness and Well-Being" (1990).Angela Lansbury è morta a 96 anni, a soli cinque giorni dal suo 97mo compleanno, nella sua abitazione di Los Angeles. A darne notizia è la famiglia: "I figli di Dame Angela Lansbury sono tristi nell'annunciare che la loro madre è morta nel sonno nella sua casa".

La sua è stata una carriera invidiabile al fianco dei migliori registi e attori del momento. Non era un volto da copertina, spesso le venivano affidati ruoli di donna matura, ma con talento, coraggio e tenacia si è costruita un'eredità duratura. Con la sua intelligenza, quando il cinema la riteneva non più congeniale, trovò il filone giusto nella tv, consacrandosi a livello mondiale. Forse una delle più importanti attrici e cantanti britanniche del teatro inglese e americano che è riuscita a spopolare anche sul grande e piccolo schermo, con una carriera che è andata avanti per ben otto decadi. Un nome che è diventato una garanzia cinematografica a partire dalla sua prima apparizione nel 1944 con "Angoscia" fino a "I pinguini di Mr. Popper" del 2011 con Jim Carrey, passando per la madre manipolatrice di Laurence Harvey in "Va' e uccidi" (1962), per la strega inglese Miss Price che combatte a suon di incantesimi contro i nazisti in "Pomi di ottone e manici di scopa" (1971) e per la zia Adelaide in "Nanny McPhee" (2005) e per il doppiaggio della mamma teiera di "La Bella e la Bestia" (1991) e dell'Imperatrice Maria in "Anastasia" (1997). Mentre a partire dagli Anni Cinquanta, è stata una delle più rispettabili, ammirate e celebrate signore del musical broadwayano: un palcoscenico che ha conquistato a suon di repliche di "Gypsy - A Musical Fable", "Zia Mame", "Sweeney Todd", "Deuce", "Blithe Spirit" e "A Little Night Music". Mentre nel piccolo schermo, entrava nel cuore dei telespettatori risolvendo delitti sotto il nome della giallista di Cabot Cove Jessica Fletcher, protagonista della mitica serie "La signora in giallo", andata in onda dal 1984 al 1996. Angela Lansbury, versatile e talentuosa, di successo, perfettamente funzionale in ogni film, è stata una figura insostituibile nel panorama artistico mondiale.

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