Il piercing, il microdermal piercing e i tatuaggi sono forme di espressione corporea che hanno conosciuto una vasta diffusione negli ultimi anni, in particolare tra le giovani donne. Tuttavia, la presenza di questi ornamenti può sollevare interrogativi e preoccupazioni, specialmente in un periodo delicato come la gravidanza e in vista del parto. Comprendere le implicazioni e le accortezze necessarie è fondamentale per garantire la sicurezza della madre e del nascituro.

Piercing, Microdermal Piercing e Tatuaggi: Cosa Sono e Perché Attirano
Molti genitori sono stati affascinati durante l'adolescenza dalla moda del tatuaggio sul corpo, spesso accompagnata da quella dei piercing. Per chi non è avvezzo a questo mondo, è importante imparare i termini delle perforazioni sulla pelle, almeno quelle più usate e diffuse. Il piercing alla lingua è identificato come "tongue", mentre per quelli della bocca ci sono diverse tipologie di decorazione, dal "medusa" al centro del labbro superiore al "labret" fatto a destra o a sinistra del labbro inferiore, fino allo "spider bite", costituito da una serie di labret messi uno a fianco dell’altro. Accanto al piercing all’ombelico, uno dei più richiesti dalle ragazze, c'è poi una serie di piercing fatti all’orecchio, l’area in genere più forata. Oltre al lobo allargato che prevede l’inserimento di un dilatatore, ci sono il "trago", il piercing fatto nel piccolo pezzo di cartilagine davanti all’apertura del condotto, e l’"industrial" che prevede di fare due fori nella parte superiore dell’orecchio unendoli con una barra. Un'ulteriore richiesta degli adolescenti può essere quella di un microdermal piercing, un’evoluzione del piercing che può essere fatta in molti punti del corpo, ad esempio a livello lombare.
Al di là di cosa chiedono, quello che conta per un genitore, oltre al far capire al proprio figlio che viene ascoltato, è scoprire se si nasconde qualcosa dietro la richiesta di piercing, microdermal piercing e tatuaggi di figli adolescenti. Il bisogno di disegnare o di decorare il corpo forandolo può essere infatti un tentativo di gestire in un modo originale il rapporto con il proprio corpo che risulta sempre difficile nell’età della crescita. Tatuaggi e piercing possono in rari frangenti rappresentare un modo per sentirsi uguali agli altri e per farsi accettare dal gruppo dei pari. Sono molti invece i giovani che li fanno perché in loro vedono un altro mezzo tramite il quale esprimere se stessi, affermare la propria identità. Ci sono anche casi in cui i tatuaggi sono stati utilizzati per nascondere cicatrici, ad esempio cicatrici del tumore al seno o brutti incidenti, che facevano sentire a disagio le persone che le avevano. Queste persone, grazie ai tatuaggi, si sono di nuovo sentite bene nel proprio corpo.

La Gestione dei Piercing Durante la Gravidanza
Durante la gravidanza, il corpo attraversa trasformazioni profonde che rendono la pelle più elastica e sensibile. I cambiamenti ormonali possono rendere la pelle più sensibile e le difese immunitarie alterate possono aumentare il rischio di infezioni. Aree del corpo come pancia, seno e capezzoli si modificano, rendendo impossibile prevedere come guarirà un piercing. Per questi motivi, non è consigliabile eseguire nuovi piercing durante la gravidanza. In caso di piercing già esistenti, la gestione dipende dalla zona del corpo, dall'evoluzione della gravidanza e da eventuali fastidi.
Scegliere di fare il cesareo? Allattare con il piercing? L'OSTETRICA RISPONDE
Piercing all'Ombelico in Gravidanza
Il piercing all'ombelico è uno dei più problematici in gravidanza. È vero che il piercing all'ombelico in gravidanza può rappresentare un problema e che sarebbe opportuno toglierlo. Negli ultimi anni il piercing all'ombelico ha conosciuto una grande diffusione, infatti sono moltissime le giovani donne che amano indossare questo ornamento sulla zona addominale. Ma cosa succede, invece, nel caso in cui il piercing sia già presente sull'ombelico di una donna incinta? Il piercing all'ombelico su una donna incinta necessita inevitabilmente di qualche cura in più, in quanto è importante evitare che esso si infetti.
La pelle è più sensibile e risulta anche più predisposta alle reazioni allergiche. Chi invece lo ha già non corre questo pericolo perché la ferita si è già richiusa. Non esiste un momento preciso in cui rimuovere il piercing all'ombelico. Di solito le donne in attesa scelgono di toglierlo quando la pancia comincia ad aumentare molto di dimensione, ovvero intorno al quinto o sesto mese di gravidanza. Ci sono dei segnali che fanno avvertire l'esigenza di separarsi da questo gioiello, come prurito nella zona della pancia, fastidio e una sensazione di disagio.
Per chi vuole tenere il gioiello sul ventre il più a lungo possibile, in commercio esistono comunque degli specifici modelli di piercing all'ombelico per gravidanza, i quali sono realizzati in materiali biocompatibili. Il Teflon, ad esempio, è uno dei più comuni e diffusi, grazie alla sua capacità di adattarsi alle modificazioni del corpo umano e al fatto che riesce a piegarsi con facilità. Un altro modello è la barra per gravidanza, che si differenzia da quella comune perché è più lunga ed è flessibile in modo da poter seguire le conformazioni del corpo di una donna in dolce attesa. Questo gioiello è composto da PTFE, un materiale ipoallergenico e flessibile. Durante la gestazione, se si comincia a vedere che la pelle attorno al piercing si arrossa o fa male nella zona circoscritta, allora è il caso di toglierlo. Per praticità, inoltre, è consigliabile indossare indumenti comodi, ampi, non aderenti, per evitare che il gioiello si incastri; soprattutto sono da evitare i collant, i leggings, i body o le cinture, che possono stringere e premere nella zona interessata.

Piercing ai Capezzoli in Gravidanza e Allattamento
Il piercing al capezzolo, può essere lasciato anche al suo posto per tutto il periodo della gravidanza e oltre. Tuttavia, è sconsigliato tenerli se si vuole allattare. I capezzoli subiscono enormi cambiamenti e il rischio di infezioni durante l’allattamento, interferenze con la suzione del neonato, o piccoli traumi alla pelle o ai dotti, è troppo alto. È meglio rimuoverli verso la fine della gravidanza. In caso di allattamento, è meglio rimuoverlo, poiché le palline o il gioiello stesso potrebbero svitarsi ed essere causa di soffocamento durante l’allattamento del neonato.
Piercing Genitali in Gravidanza e Parto
Piercing su genitali possono essere sostituiti se non si vuole rimuoverli, con appositi gioielli in plastica che si adattano alla crescita del corpo. Durante il parto è consigliato rimuovere i piercing su genitali, così da non creare inconvenienti durante esso.
Microdermal Piercing in Gravidanza
Per quanto riguarda i microdermal piercing, è importante sapere che il tema è controverso. Alcune donne hanno un piercing dermal, quelli con la piastrina interna, al centro del petto. Per il parto non è rilevante, si può anche lasciare tutto. Magari si dovrà fare più attenzione una volta nato il bambino. Se necessario togliere la pallina esterna non ci sono problemi, non ci sarebbe nulla che avanza in fuori. La placchetta interna è di acciaio chirurgico, come le viti di un ginocchio. Alcune donne si erano già informate quando hanno fatto il microdermal e non vi è alcun problema con visite, tac ecc.
A differenza gli altri piercing come orecchie, viso ecc., possiamo lasciarli dove sono senza bisogno di sostituire la tipologia di gioielleria indossata.

Piercing e Parto: La Rimozione Necessaria
Arrivati in vista della fase finale della gestazione e in prossimità del parto, sarà necessario separarsi dal proprio piercing, in quanto è consigliabile mantenere la zona dell'addome libera da ingombri. Occorre tenere presente, poi, che se la donna dovesse essere sottoposta ad un taglio cesareo, sarà necessario togliere il piercing prima di eseguire l'intervento. Anche durante il parto naturale, i piercing genitali e ai capezzoli vanno tolti per sicurezza.
Piercing e microdermal potrebbero causare problemi durante il travaglio, come lo smalto per le unghie che andrebbe tolto prima del parto. In caso di utilizzo di elettrobisturi, verranno rimossi piercing e microdermal piercing. Il teflon e la bioplastica consentono di entrare in sala operatoria senza dover rimuovere l'orecchino, quindi in caso di urgenza o problematiche, la donna può entrare in sala parto tranquillamente. Per quanto riguarda gli altri orecchini, si consigliano sempre il teflon e la bioplastica poiché non rilasciano metalli nel corpo e consentono l'accesso in sala operatoria. È consigliabile portare con sé un contenitore sterile per conservare i piercing in ospedale.
Rischi e Accortezze Generali per Piercing e Tatuaggi
Davanti alla richiesta di piercing, microdermal piercing e tatuaggi di figli adolescenti, i genitori dovrebbero anche fare subito chiarezza sui possibili rischi che queste pratiche comportano. Un primo rischio è rappresentato dalle reazioni allergiche agli inchiostri usati per disegnare sulla pelle, più frequenti nei soggetti a tendenza allergica. Con il tatuaggio e il piercing si possono trasmettere infezioni batteriche ma anche pericolosi virus come quello dell'epatite B e C. Il piercing inoltre può essere responsabile di infiammazione cronica che può favorire forme infiammatorie ricorrenti. Anche la formazione di cicatrici o di cheloidi, lesioni cicatriziali di grandi dimensioni, è un rischio concreto.
Tuttavia, quando si entra nello studio di un professionista, viene già indicato e spiegato come curare tatuaggi e piercing. Per questo motivo la cosa più importante è aiutare i ragazzi a scegliere uno studio adeguato e sicuro, in modo da evitare spiacevoli conseguenze. I genitori dovrebbero anche informare i figli adolescenti che la scelta di un tatuaggio o di un piercing comporta anche il prendersene cura con scrupolosa attenzione. Nel caso del piercing e del microdermal piercing è importante curare la ferita fino a completa cicatrizzazione con lavaggi e disinfezioni almeno tre volte al giorno. I tempi di cicatrizzazione variano ovviamente da soggetto a soggetto ma sono comunque molto dilatati: si va dalle 6/8 settimane per il lobo dell'orecchio ai 6/8 mesi per il setto nasale fino all'anno per la cartilagine dell'orecchio e l'ombelico.
Anche il tatuaggio, una volta fatto, va tenuto pulito lavando la zona con acqua tiepida e sapone neutro e ipoallergenico, senza strofinare ma asciugando la parte tamponandola con un panno morbido. Occorre poi prestare molta attenzione a non eliminare le crosticine, magari grattandosi, che si formano sulla superficie del tatuaggio e che fanno parte del processo di rigenerazione della cute. Sul tatuaggio in fase di guarigione può essere applicata una crema idratante e lenitiva a base in genere di pantenolo. Quello che conta comunque è che il genitore sottolinei al figlio la necessità di rispettare scrupolosamente le indicazioni date da chi esegue il tattoo o il piercing. Tra queste c'è anche quella di non esporre al sole un tatuaggio appena fatto e non va sottoposto a stress o sollecitazioni come quelle derivate dal contatto con il cloro delle piscine o l'acqua del mare. Attenzione quindi alla scelta del periodo in cui eseguirlo che non dovrebbe mai essere in prossimità dell'estate.

Assumere una posizione conflittuale nei confronti delle richieste di piercing, microdermal piercing e tatuaggi di figli adolescenti rischia di spingerli a fare queste pratiche all'insaputa dei genitori, con rischi maggiori per la salute. Quello che conta infatti, e che gli adulti devono precisare con chiarezza agli adolescenti, è che piercing, microdermal piercing e tatuaggi vengano sempre eseguiti da professionisti qualificati, in luoghi idonei che rispettano scrupolosamente corrette regole di igiene. Le infezioni sono infatti le complic
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