Influenza e fertilità: gestione dei sintomi e impatto sul percorso di concepimento

L’influenza è una malattia respiratoria stagionale causata da virus che si trasmettono prevalentemente per via aerea e si diffondono molto facilmente attraverso le goccioline di Fluegge, prodotte dal malato tossendo, starnutendo o parlando, soprattutto negli ambienti chiusi. La comprensione delle dinamiche tra infezioni virali e cicli riproduttivi è fondamentale per le coppie che ricercano una gravidanza, poiché il benessere psicofisico e l'omeostasi termica giocano un ruolo cruciale nella regolarità del ciclo ovarico.

Comprendere l’influenza e la sua trasmissione

I virus influenzali rappresentano un serio problema di Sanità Pubblica, essendo una fonte rilevante di costi diretti e indiretti. Il periodo di incubazione è breve, variabile da 1 a 4 giorni, mentre la durata della fase sintomatica si attesta tra i 7 e i 10 giorni. Le persone infette sono contagiose da un giorno o due prima che i sintomi compaiano, fino a circa cinque giorni dopo l’inizio della sintomatologia, talvolta fino a 10 giorni dopo. Questo significa che il virus può essere trasmesso anche da persone apparentemente sane.

I sintomi classici includono febbre alta (anche oltre 39°C), dolori muscolari e articolari, raffreddore, tosse secca, cefalea e malessere generalizzato. Non sono comuni sintomi a carico del tratto gastrointestinale, come nausea, vomito e diarrea, sebbene possano presentarsi con maggiore frequenza nei bambini. La trasmissione avviene anche mediante contatto diretto con oggetti contaminati.

rappresentazione grafica della diffusione dei virus influenzali tramite goccioline di saliva

La temperatura corporea e il ciclo mestruale

Perché tutti i processi dell’organismo possano svolgersi senza intoppi, l’essere umano ha bisogno di una certa temperatura corporea. La temperatura corporea centrale indica la temperatura all’interno del corpo e, negli adulti sani, è di norma compresa tra 36,5 e 37,4 °C. Tuttavia, essa è soggetta a oscillazioni influenzate da molti fattori. Di notte la temperatura corporea centrale è più bassa rispetto al giorno; nel pomeriggio raggiunge il suo valore massimo, potendo essere fino a un grado Celsius più alta rispetto al mattino.

Nelle donne, la temperatura varia anche in base alle diverse fasi del ciclo. Le malattie febbrili comportano un aumento della temperatura corporea centrale che può superare i 38 °C. Una malattia febbrile può influire temporaneamente sulla fertilità, potendo causare un ritardo dell'ovulazione o l'accorciamento della fase luteale, poiché la febbre rappresenta un carico per l’organismo, che tende a ridurre le energie destinate alla riproduzione fino alla guarigione.

Influenza nei giorni fertili: dubbi comuni

È comune che, nel tentativo di concepire, le donne si interroghino su come gestire i farmaci durante il periodo di ovulazione. Nonostante i timori diffusi, i mali di stagione in genere non compromettono la fertilità di coppia né l'evoluzione di una gravidanza iniziale. La maggior parte dei farmaci antinfiammatori o antipiretici, se assunti in modo corretto e non massiccio, non interferisce con la qualità dei follicoli o con il successo del concepimento.

Le preoccupazioni riguardanti l'uso di farmaci come l'aspirina o altri antinfiammatori non steroidei sono spesso legate a fraintendimenti. In linea di principio, non c’è un nesso tra l'assunzione occasionale di questi medicinali e la qualità degli ovociti. È importante però ricordare che ogni ciclo mestruale è a sé stante e che la ripetitività di certi eventi, come la comparsa del muco, non garantisce una regolarità immutabile in futuro. In presenza di febbre, l'ovulazione potrebbe essere semplicemente posticipata o temporaneamente rallentata.

La gestione dei farmaci in gravidanza

Quando si parla di influenza in gravidanza, la gestione deve essere più oculata. La sicurezza del paracetamolo durante la gestazione e l’allattamento è ampiamente documentata e rappresenta spesso la prima scelta per gestire la febbre. Altri farmaci, come i cosiddetti FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), tra cui ibuprofene, ketoprofene e nimesulide, vengono impiegati per il trattamento dei sintomi influenzali. Per i farmaci antivirali, l’OMS raccomanda di limitarne l’uso a casi selezionati, mentre l’utilizzo di routine non è appropriato.

29^ e 30^ settimana - influenza in gravidanza! (no coronavirus 🦠)

Complicanze e precauzioni in stato di gestazione

L’influenza contratta in gravidanza determina un considerevole aumento dei decessi e dei tassi di ospedalizzazione per complicanze cardiopolmonari rispetto alla popolazione generale. Questo accade a seguito di alcune modificazioni fisiologiche della gravidanza, come lo shift Th1/Th2, l’incremento della gettata cardiaca e del consumo di ossigeno, una diminuzione della capacità polmonare e del volume polmonare corrente. In condizioni di particolare fragilità, come il diabete gestazionale o altre patologie croniche, il rischio di complicanze risulta aumentato.

La vaccinazione anti-influenzale rimane il metodo più efficace per proteggere sé stesse e la gestazione. L'esecuzione è caldeggiata all'inizio della stagione epidemica e le autorità sanitarie internazionali, come ECDC e OMS, indicano la vaccinazione in qualsiasi momento della gravidanza, in quanto non sono stati riportati effetti avversi sul prodotto del concepimento. Oltre alla vaccinazione, è fondamentale il riposo associato all’assunzione di molta acqua per mantenere un buono stato di idratazione.

Il ruolo della prevenzione e dell'immunizzazione

Il virus influenzale è caratterizzato da una elevata capacità di diffusione e il suo impatto è notevole soprattutto per i soggetti più vulnerabili. I neonati fino a 6 mesi, a causa dell’immaturità del sistema immunitario e cardiorespiratorio, sono maggiormente soggetti a complicanze che richiedono il ricovero ospedaliero. Pertanto, la protezione materna attraverso la vaccinazione si estende indirettamente anche al futuro nascituro.

È necessario considerare che le complicanze più comuni sono le sovrainfezioni batteriche a carico dell’apparato respiratorio e dell’orecchio, ma anche complicazioni cardiovascolari. La gestione del rischio passa attraverso una consapevolezza informata e la consultazione del proprio medico di base, evitando il "fai-da-te" terapeutico. La distinzione tra un malessere stagionale passeggero e un'infezione che richiede monitoraggio specialistico rimane il pilastro principale per affrontare la stagione influenzale con serenità, specialmente nel percorso che porta alla maternità.

La legge del "tutto o nulla" offre un certo conforto in caso di esposizione a potenziali fattori di rischio nelle fasi primordiali della gravidanza: se una gestazione prosegue dopo un'esposizione, significa che quest'ultima non ha interferito sul benessere dell'embrione. Infine, va sottolineato che non è mai opportuno considerare le proprie abitudini cicliche come una costante immutabile: lo stress, il cambiamento di temperatura e le infezioni virali possono alterare temporaneamente il fisiologico andamento dell'ovulazione.

schema riassuntivo delle misure preventive contro l'influenza in gravidanza

Considerazioni sulla salute e monitoraggio

Nella pratica clinica, si osserva che la febbre in gravidanza, se supera i 37,5 °C, richiede sempre accertamenti per individuarne la causa precisa. È sempre utile mantenere un diario delle proprie condizioni, includendo l'assunzione di farmaci, l'attività fisica e la temperatura corporea rilevata, specialmente quando si sta cercando una gravidanza. Il supporto di strumenti digitali ad alta risoluzione può aiutare a distinguere tra un semplice picco febbrile e un'ovulazione in corso, fornendo dati oggettivi che rassicurano la paziente.

Nonostante le preoccupazioni che possono emergere, la vita è un processo biologico adattivo. Anche in presenza di un'influenza, l'organismo mette in atto meccanismi di difesa che non pregiudicano necessariamente la capacità riproduttiva a lungo termine. La consulenza medica rimane indispensabile per analizzare caso per caso le terapie più idonee e per garantire che ogni decisione sia presa nel rispetto della salute della mamma e del bambino.

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