Spose bambine e gravidanze precoci: una piaga globale tra tradizione, diritti e salute

Il fenomeno delle spose bambine e delle gravidanze precoci rappresenta una delle violazioni più sistematiche e radicate dei diritti umani nel mondo contemporaneo. Sono 60 milioni i matrimoni forzati nel mondo, 146 i paesi dove le ragazze possono sposarsi al di sotto dei 18 anni e 52 quelli in cui il matrimonio è consentito prima di compiere i 15 anni. E anche dove la legge lo impedisce, si verificano casi limite di matrimoni combinati con bambine di 8 o 10 anni.

mappa globale della diffusione dei matrimoni precoci

Questa realtà, quella delle spose e delle madri bambine, che in un periodo di grandi migrazioni non riguarda solo il Sud del mondo, ma anche i paesi industrializzati, rivela una complessità che intreccia norme sociali radicate, povertà, diseguaglianza di genere e mancanza di rispetto dei diritti dei minori.

Radici storiche e evoluzione di una pratica secolare

Storicamente, la pratica del matrimonio infantile non è confinata a un'area geografica specifica. Sul nostro libro di storia abbiamo scoperto che spesso, soprattutto per i sovrani, le bambine venivano fin dalla nascita destinate a sovrani ormai di una certa età. Abbiamo scoperto che storicamente, anche in Egitto, le ragazze erano ritenute abbastanza grandi per il matrimonio e la maternità a 14 anni, mentre nell’antica Grecia, le ragazze di soli 12 anni potevano sposarsi.

A Roma i matrimoni erano decisi dai parenti, quasi sempre per ragioni economiche o per stringere alleanze politicamente vantaggiose. Un padre poteva promettere in sposa la propria figlia anche contro la sua volontà e tale rito era ritenuto un atto giuridicamente valido; la “cessione” avveniva generalmente intorno ai 12 anni, ma vi sono iscrizioni funerarie che parlano di fanciulle morte, evidentemente per parto, a soli 10 o 11 anni. Durante il Medioevo questo fenomeno rientrava nella quotidianità, ma anche fra Settecento e Ottocento l'età nuziale poteva partire per le donne dai 12 anni in diversi stati.

Il contesto attuale: numeri e geografie del fenomeno

Se non si interviene per arginare il fenomeno, entro il 2020 le spose bambine saranno oltre 140 milioni. I dati ci restituiscono in modo immediato la realtà su cui lavorare: in Asia Meridionale, il 46% delle ragazze sotto i 18 anni è sposata, il 39% nell’Africa sub Sahariana, il 29% in America Latina e Caraibi, il 18% in Medio Oriente e Nord Africa.

Spesso questa pratica viene utilizzata come strategia di sopravvivenza dalle comunità vulnerabili durante i conflitti, le crisi economiche e i disastri naturali. Il Niger è il Paese con il più alto tasso di matrimoni infantili e minorili con il 76% di spose bambine, seguito dalla Repubblica Centrafricana e il Chad (entrambi al 61%). L’India da sola rappresenta un terzo delle spose bambine del mondo, calcola Child marriage data.

infografica sulle cause principali dei matrimoni precoci

Il fenomeno in Italia: una realtà sommersa

Anche dove la legge lo impedisce, il fenomeno esiste. Sono 2mila le ragazze nate in Italia costrette a sposarsi nel paese d'origine. Tra le comunità presenti in Italia esposte al rischio ai primi posti troviamo i paesi del sud est asiatico (Bangladesh, Pakistan, India, Sri Lanka) e alcuni paesi africani (Senegal, Ghana, Nigeria, Egitto).

"Per ragioni di natura metodologica è difficile, se non addirittura impossibile, quantificare con precisazione il fenomeno dei matrimoni forzati a causa della concomitanza di alcuni fattori quali la stima soggettiva del grado di coercizione, il problema della sottodichiarazione e la mancanza di rappresentatività statistica", spiega Maura Misti del CNR. Le istituzioni spesso interpretano il fenomeno come connaturato alla tradizione, non attivandosi nemmeno in casi di violenza evidente, portando le giovani vittime a isolamento e atti autolesionistici.

Gravidanze precoci: impatti sulla salute e sulla vita

Quello delle gravidanze precoci è un fenomeno globale particolarmente evidente laddove il numero di “spose bambine” è elevato. Vengono definite precoci quelle gravidanze che si verificano tra l’inizio dell’età fertile e il compimento dei 19 anni: una fase in cui né il corpo né la mente delle adolescenti sono adeguatamente preparati.

Ogni giorno, 20.000 ragazze sotto i 18 anni diventano madri nei Paesi dei sud del mondo. Le giovani sotto i 15 anni che partoriscono ogni anno sono 2 milioni su un totale di 7,3 milioni di madri adolescenti. A livello globale, le complicazioni legate al parto e alla gravidanza rappresentano la seconda causa di morte, dopo la tubercolosi, per le ragazze tra i 15 e i 19 anni. Il corpo delle adolescenti non è fisicamente pronto ad affrontare la condizione di donna sposata; la mancata maturità fisica del bacino rende le ragazze inclini a travagli ostruiti e fistole ostetriche, che possono causare complicazioni permanenti, dolore e stigma sociale.

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Verso una consapevolezza globale: diritti e contrasto

La lotta contro i matrimoni precoci è diventata un obiettivo globale contenuto nell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Tuttavia, le leggi da sole non bastano. Perché le bambine possano davvero scegliere il proprio futuro servono politiche che agiscano sulle cause profonde: lotta alla povertà, accesso all’istruzione e alla salute, empowerment economico e tutela da violenze e discriminazioni.

Nel Regno Unito, in Norvegia e in Danimarca, il matrimonio forzato è considerato un reato. In Italia, il 17 luglio 2019 il Parlamento ha approvato il ddl che ha introdotto il reato di “Costrizione o induzione al matrimonio”. Nonostante i segnali di riduzione - con la percentuale di giovani donne sposate prima della maggiore età scesa dal 25% al 20% nell'ultimo decennio - la portata del problema resta enorme. Ogni anno circa 12 milioni di ragazze si sposano prima dei 18 anni, negando loro il diritto all’istruzione, al gioco e a una vita libera da coercizioni. Conoscere questo fenomeno è il primo passo per trasformare l'indifferenza in azione, garantendo che ogni bambina possa scrivere la propria storia senza essere costretta a ruoli predeterminati da società culturalmente arretrate.

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