Il succhietto è un oggetto tanto amato quanto discusso, attorno al quale purtroppo circolano ancora oggi tanti falsi miti. Proviamo allora a chiarire con che modalità si può usare il succhiotto senza che diventi dannoso e cioè una abitudine viziata. Si definiscono abitudini viziate tutti i comportamenti su base fisiologica, ma che perseverano nel tempo troppo a lungo fino a modificare la naturale evoluzione delle funzioni di respirare, deglutire, masticare e secondariamente della articolazione del linguaggio.

La natura dell'istinto di suzione
Tutti i bambini hanno l’istinto della suzione per calmarsi, addirittura già prima di nascere. Già a partire dalla fine del primo trimestre di gestazione (11-12 settimane) il feto mostra movimenti di suzione e deglutizione. A 13-14 settimane inserisce le dita e il pollice in bocca. A 15 settimane i movimenti di suzione e deglutizione del liquido amniotico sono visibili in quasi tutti i feti. Tra le 18 e le 21 settimane si specializzano i movimenti antero-posteriori e di avvolgimento della lingua.
Il succhiare non è un vizio ma è una necessità per il neonato: non è solo funzionale alla nutrizione, ma gli assicura tranquillità e sicurezza. La suzione, infatti, stimola la produzione di serotonina, sostanza determinante nella regolazione dell’umore e del sonno, capace di indurre uno stato di calma e serenità. Succhiare conforta il bambino e lo aiuta a rilassarsi, a normalizzare il ritmo cardiaco e a mantenere costante la respirazione durante il sonno.
Vantaggi e considerazioni cliniche
Nei primi mesi, il ciuccio soddisfa l’istinto di suzione del bambino e la sua funzione è rilassante. Per molti genitori il ciuccio è parte integrante del sano sviluppo di un bambino. Il cosiddetto meccanismo della suzione favorisce sostanzialmente il rilascio delle endorfine, che assieme consolano e rilassano il bebè, favorendo la sua digestione.
Inoltre, è particolarmente consigliato per i nati prematuri, i quali, con l'aiuto di un succhietto, sono in grado di arrivare molto più velocemente al biberon. Secondo uno studio del 2003, per questi piccoli il succhietto è davvero importante, perché li aiuta ad apprendere la suzione e la deglutizione, preparandoli a quando saranno pronti per essere allattati. Inoltre, data la sua funzione anche consolatoria e tranquillizzante, il ciuccio può essere di estremo conforto ai bimbi pretermine, che trascorrono la maggior parte del tempo separati dalla mamma.
Per quanto riguarda la SIDS (Sindrome della morte improvvisa del lattante), uno studio del 2006, successivamente ripreso e confermato da altre ricerche, ha indicato che usare il ciuccio durante la notte riduce il rischio di SIDS. Il succhietto svolgerebbe, infatti, un’azione preventiva proteggendo il piccolo da ostruzioni involontarie della faringe, evitando il soffocamento e riducendo il rischio di apnee notturne.
Sicurezza dei materiali: il problema del BPA
Nei ciucci per bambini prodotti da tre grandi marchi europei è stata trovata una sostanza chimica collegata a problemi di sviluppo sessuale, obesità e cancro. Secondo i test di laboratorio condotti da dTest, un'organizzazione di consumatori ceca, e pubblicati dal Guardian, i ciucci prodotti dalla multinazionale olandese Philips, dagli specialisti svizzeri dell'igiene orale Curaprox e dal marchio francese di giocattoli Sophie la Girafe contengono bisfenolo A (BPA).
Il BPA è una sostanza chimica sintetica utilizzata nella produzione di materie plastiche, ma ha una struttura simile all'ormone femminile estrogeno. Chloe Topping, attivista del Chem Trust, ha affermato: «Gli effetti del BPA sulla salute sono estesi: cancro al seno, cancro alla prostata, endometriosi, malattie cardiache, obesità, diabete, alterazione del sistema immunitario, effetti sulla riproduzione, sullo sviluppo del cervello e sul comportamento, incluso il comportamento nei bambini». I bambini sono particolarmente vulnerabili perché sono ancora in fase di sviluppo e i loro organi sono molto sensibili alle alterazioni.
È dunque fondamentale valutare con attenzione la scelta del ciuccio: scegliete un prodotto di qualità, studiato per favorire lo sviluppo ortodontico naturale e la respirazione fisiologica.

Scegliere la forma e la taglia giusta
Non tutti i ciucci sono uguali. Bisogna prestare molta attenzione alla sua forma: è quella a fare la differenza e deve essere pensata tenendo conto della posizione e del ruolo che la lingua svolge all’interno della bocca. La forma giusta del succhietto, infatti, può supportare il corretto sviluppo del palato e una suzione naturale.
Un design simmetrico non garantisce di per sé una pressione adeguata nei punti giusti sul palato; tettine rotonde o grosse o anche troppo morbide impediscono il corretto movimento della lingua (cupping) durante la suzione, mentre una tettina piatta abitua la lingua ad un errato posizionamento basso in fase di riposo. I succhietti della linea PhysioForma Chicco, ad esempio, hanno una forma anatomico-funzionale che favorisce il corretto sviluppo della cavità orale.
Esistono succhietti di diverse taglie perché la tettina è pensata appositamente per seguire la crescita della bocca del bambino. È fondamentale cambiare la misura del ciuccio rispettivamente a 6 ed a 18 mesi dalla nascita. Un modello troppo grande si riconoscerà subito dal fatto che la parte morbida adibita alla suzione non scompare completamente nella bocca del neonato ed il collo di silicone o caucciù è ancora visibile.
Igiene e manutenzione
Quando si parla di neonati, l’igiene non è certamente un optional. Il ciuccio, con le sue mille cadute, è certamente una delle vittime preferite di germi e batteri e necessita di essere disinfettato all’occorrenza. Di norma è bene far bollire il ciuccio al primo utilizzo. Successivamente una corretta sterilizzazione sarà all'ordine del giorno con cadenza regolare.
L’abitudine di mettersi in bocca il ciuccio appena caduto prima di offrirlo nuovamente al bambino è da evitare, in quanto è ancora più facile in questo modo trasmettere al bambino agenti infettivi presenti nella vostra bocca. Inoltre, il succhietto andrebbe sostituito spesso, anche una volta al mese, soprattutto dopo la comparsa dei primi dentini che potrebbero facilmente usurarlo e creare delle lesioni sulla superficie.
Come sterilizzare ciucci e biberon Mam
Svezzamento dal ciuccio: quando e come
L'abbandono del ciuccio dovrebbe avvenire entro il 3° compleanno. Il motivo è semplice: a questa età i denti da latte sono già completamente sviluppati. Il Ministero della Salute consiglia di cominciare a ridurre l’utilizzo dai 2 anni per interromperlo completamente entro i 3 anni di vita del bambino.
Tuttavia, il percorso verso l’eliminazione del ciuccio richiede pazienza, coerenza e un approccio empatico. A partire dai 6 mesi, è opportuno iniziare a limitarne l’uso, specialmente durante il giorno, per favorire l’esplorazione orale e il gioco senza ostacoli, che sono essenziali per lo sviluppo del linguaggio. Si consiglia di associare lo svezzamento dal ciuccio con eventi lieti. Anche alternative altrettanto consolanti come una copertina o un peluche possono essere molto utili.
Alcuni libri possono aiutare:
- “Anch’io voglio il ciuccio!” di Lindgren Barbro
- “Il ciuccio di Nina”, Naumann-Villemin Christine, Barcilon Marianne
- “Battista e il ciuccio” di Uri Orlev
Questi testi sono adatti ai genitori e agli educatori di nido-materna, con delle belle storie illustrate per coinvolgere attivamente il tuo bambino nel percorso di abbandono del ciuccio.
Ciuccio o dito?
Sulla questione se sia meglio il ciuccio o il pollice, gli animi sono divisi. In generale, il pollice è per il vostro piccino certamente molto pratico perché sempre a disposizione, non può cadere a terra e non deve essere fissato al vestitino. D'altro canto però, una a lungo protratta suzione del pollice comporta rischi notevoli di deformazione della mandibola e malocclusione delle arcate dentarie. Il dito in bocca non è conformato per adattarsi alla forma del palato e favorirne lo sviluppo. Gli esperti pertanto consigliano l'uso di un succhietto anatomico.
Gestione del rapporto genitori-figli
I genitori e i bambini spesso percepiscono il disabituarsi al ciuccio come qualcosa di opprimente. Questo è in molti casi il primo “scoglio” del rapporto tra genitori e figlio, un momento in cui è necessario porre sempre nuovi limiti mentre si aspettano progressi da parte dei bambini. Abbiate quindi fiducia in lui, non esprimetegli emozioni o commenti negativi quando usa il dito o il ciuccio e non chiedetegli direttamente di smettere.
Limitare il più possibile l’uso del ciuccio al momento del sonno o nei momenti di particolare stanchezza è una strategia efficace. Consiglio di farlo sparire il più velocemente possibile dalla vista non appena sveglio. Ricordate che il vostro supporto e le vostre decisioni come genitori hanno un impatto significativo sul benessere e sullo sviluppo dei vostri bambini.

Sviluppo del linguaggio e plasticità orale
Sono Sara Mariottini, una dottoressa logopedista, e la mia missione è offrire non solo consigli sull’eliminazione del ciuccio ma anche un approccio empatico alle famiglie. L’uso del ciuccio, infatti, può potenzialmente creare confusione nel bambino, influenzando il modo in cui affronta l’allattamento. Sia l’American Academy of Pediatrics che l’American Academy of Family Physicians sottolineano l’importanza di iniziare a ridurre l’uso del ciuccio già dai 6 mesi di vita.
La capacità di adattamento e ripristino delle strutture orali nei bambini è notevole, soprattutto quando si parla di ritardo del linguaggio e uso del ciuccio. Durante la fase di lallazione prima e del linguaggio poi, è consigliato limitarne l’uso durante il gioco e le interazioni senza però interromperlo bruscamente, poiché l’istinto di suzione è ancora fortemente presente a questa età e un abbandono precoce potrebbe indurre il piccolo alla suzione del dito. È fondamentale, dunque, mantenere un dialogo aperto e osservare il bambino, comprendendo che ogni piccolo ha i propri tempi di maturazione emotiva.