Gli aborti spontanei, definiti come una perdita naturale della gravidanza prima della 20ª settimana, sono esperienze strazianti ma comuni, che influenzano un numero considerevole di gravidanze. Se si cercano risposte dopo un aborto spontaneo, è importante sapere di non essere sole. La Dottoressa Katharina Spies spiega cosa sono, le loro cause, sintomi, trattamenti e le emozioni associate per offrire un adeguato supporto a chi li attraversa. Questo fenomeno, purtroppo, è un evento piuttosto frequente, che si verifica nell’espulsione involontaria di un embrione o del feto prima della 20ª settimana di gestazione. È importante sottolineare che, sebbene sia un evento emotivamente difficile, non è raro.
Cos'è un Aborto Spontaneo? Definizioni e Tempistiche
Un aborto spontaneo si riferisce alla perdita spontanea di un feto prima della 20ª settimana di gravidanza, occorrendo maggiormente nel primo trimestre. L’espressione aborto spontaneo indica un’interruzione spontanea della gravidanza entro la ventesima settimana di gestazione. Tuttavia, nella maggioranza dei casi si tratta di anomalie che non permettono all’embrione o al feto di svilupparsi adeguatamente e crescere. Secondo alcuni medici, 1 gravidanza su 4 si interrompe entro le prime 20 settimane di gestazione.
Si parla di aborto precoce se la perdita della gravidanza avviene entro la 12a settimana di gestazione. La maggior parte degli aborti spontanei si verifica in questo periodo; secondo le stime, circa l’80%. Un aborto spontaneo senza dolori o sanguinamenti, evento che di solito si verifica nelle prime 12 settimane di gravidanza, viene definito «aborto ritenuto». Nelle prime quattro settimane non è raro abortire senza nemmeno accorgersene, poiché molte donne non sanno di essere incinte e possono confondere i sintomi di un aborto spontaneo con quelli del ciclo mestruale.
Se l’aborto spontaneo si verifica dopo la 12a ed entro la 24a settimana, si parla invece di aborto tardivo. Una volta iniziato il secondo trimestre, le probabilità di interruzione della gravidanza, così come quelle di complicanze fetali, si abbassano drasticamente. L'aborto spontaneo, inoltre, viene distinto anche sulla base dell'avanzamento della gravidanza e della relativa crescita dell'embrione.
Le Statistiche dell'Aborto Spontaneo: Un Fenomeno Diffuso
Gli aborti spontanei sono molto comuni, eppure se ne parla a malapena. Secondo le stime, il 10-15% delle gravidanze clinicamente accertate si conclude con un aborto spontaneo, anche se il numero potrebbe essere maggiore poiché molti avvengono prima che la donna sappia di essere incinta. Circa il 10-20% delle gravidanze confermate termina con un aborto spontaneo.
Secondo uno studio su larga scala pubblicato nel 2021 sulla rivista medica britannica The Lancet, ogni anno nel mondo si verificano 23 milioni di aborti spontanei. Dati che ovviamente non includono le perdite che si verificano prima che la gravidanza sia clinicamente riconosciuta o che la donna sappia di essere incinta. In Svizzera, una donna su cinque si ritrova ad affrontare quest’esperienza, secondo Pro Juventute.

Un altro studio del 2013, condotto negli Stati Uniti su 4.070 donne a rischio perdita del feto, ha mostrato che 537 hanno abortito, con un tasso di aborto del 13,2%. Va comunque specificato che la maggior parte di tali studi sulle percentuali di aborto spontaneo per settimana si basa su un campione di donne incinte troppo piccolo per essere rappresentativo.
In Italia, secondo una recente ricerca condotta dall’Istituto Nazionale di Statistica e riferita al 2015, si sono verificate 66.127 interruzioni spontanee di gravidanza. Si è visto che, a partire dall’anno 2001, il numero degli aborti spontanei ha superato le 70.000 unità con lievi oscillazioni tra i vari anni.
Molte persone pensano che l’aborto spontaneo sia un evento piuttosto raro e che interessi meno del 5% delle gravidanze. Per il 55% del campione di uno studio condotto da Williams e colleghi, più di una persona su due, l’aborto spontaneo sarebbe un evento raro. In realtà non è così. Al contrario, risulta essere un evento piuttosto comune, durante il primo trimestre o nelle prime settimane di gestazione.
Il rischio di aborto spontaneo si riduce drasticamente man mano che avanza la gestazione:
- 50-75% tra la 3a e la 4a settimana.
- 21% alla 5a settimana.
- 5% tra la 6a e la 7a settimana.
- 2-4% tra l’8a e la 13a settimana.
- >1% tra la 14a e la 20a settimana.
Come si può vedere, è più probabile abortire spontaneamente tra la 3a e la 5a settimana. Già nella seconda metà del primo trimestre, il rischio è di gran lunga minore e si annulla quasi del tutto nel secondo trimestre. Una volta superato lo scoglio della 13a settimana, si può respirare e prepararsi a diventare genitori.
Fattori di Rischio e Cause Principali
Gli aborti spontanei possono avere cause molto diverse, a seconda dello stadio in cui si verificano. Molto spesso non è possibile individuare una causa precisa dell’evento e quindi come la perdita della gravidanza si sarebbe potuta evitare. In molti casi, si tratta di anomalie che non permettono all’embrione o al feto di svilupparsi adeguatamente e crescere. Purtroppo, anche dopo essersi sottoposte a tutti gli accertamenti possibili, il 50% dei casi sono a oggi inspiegati. La restante metà dei casi si suddivide in un 10-20% di aborti dovuti a fattori immunitari nella mamma o nell’embrione, un 17% circa a fattori endocrini, un 10-15% a fattori anatomici.
L'aborto spontaneo - Dottore mi spieghi
Anomalie Cromosomiche
Circa il 50% degli aborti spontanei è causato da anomalie cromosomiche dell’embrione, soprattutto trisomie 13 e trisomie 18. In casi del genere, l’embrione malato non riesce a svilupparsi e viene espulso dall’organismo entro le primissime settimane. Questi fallimenti cromosomici impediscono il corretto sviluppo dell’embrione, rendendolo incompatibile con la vita a causa di un’unione anomala fra quel gamete maschile e quel gamete femminile che si erano incontrati. Le anomalie cromosomiche sono la causa di aborto spontaneo più connessa all’età dei genitori.
Cause Materne
Le alterazioni nella cavità uterina, infezioni o malattie endocrine come il diabete o la celiachia possono essere cause di aborti spontanei.
- Malformazioni Uterine e Anatomiche: Anomalie degli organi riproduttivi possono ostacolare lo sviluppo dell’embrione. Malformazioni congenite come l’utero bicorne o la presenza di setti o il setto, possono essere riparati. Si valutano anche miomi, polipi, infezioni o infiammazioni e incompetenza cervicale. L’insufficienza cervicale, in particolare, può portare alla dilatazione prematura della cervice e all’espulsione del feto. La buona notizia è che alcune di queste anomalie si possono tenere sotto controllo, talvolta addirittura prima della gravidanza: le visite annuali dal ginecologo servono anche a questo.
- Infezioni Virali o Batteriche: Sotto questo enorme ombrello, stanno tutte quelle infezioni che potrebbero minare alla salute del feto. Alcune di queste sono evitabili tramite vaccinazione, come la rosolia o il morbillo. Altre sono più subdole, come la toxoplasmosi o l’herpes. Anche malattie sessualmente trasmissibili come la gonorrea aumentano il rischio di aborto spontaneo.
- Malattie Endocrine e Metaboliche: Disordini come il diabete o la celiachia, e altre disfunzioni endocrine possono essere cause di aborti spontanei. Il diabete gestazionale, che interessa il 7% delle gravidanze, aumenta il rischio di aborto spontaneo e di morte endouterina. Per contrastare questa causa, il diabete gestazionale è relativamente facile da controllare attraverso esami standard e uno stile di vita sano. Se non trattate, le malattie endocrine aumentano il rischio di patologie cardiovascolari per la madre e correlano con aborti spontanei ripetuti.
- Incompatibilità Rh: Quando una donna con gruppo sanguigno Rh-negativo resta incinta di un uomo Rh-positivo, è possibile che il feto erediti il gruppo sanguigno paterno. In questo caso, i globuli rossi del bambino presentano degli antigeni sconosciuti per il sistema immunitario della madre. Una contaminazione, spesso durante il parto, mina la salute non solo del primogenito, ma anche delle gravidanze future. L’organismo della donna produce anticorpi che possono attaccare un embrione o feto estraneo in una gravidanza successiva. Al giorno d’oggi, l’incompatibilità Rhesus si può contrastare con la terapia a base di immunoglobuline anti-D.
- Disordini Autoimmuni: Si stanno studiando possibili disordini immunitari che potrebbero causare un fallimento dell’impianto, anche se attualmente non esiste una terapia immunitaria comprovata che aumenti le probabilità riproduttive in questi casi. Malattie come la sindrome antifosfolipidica, che rappresenta il 10-15% dei casi, possono essere trattate con aspirina ed eparina.
Stili di Vita e Fattori Ambientali
Anche se molte cause degli aborti spontanei sono fuori dal controllo della donna, ci sono passi che si possono intraprendere per ridurne il rischio, come mantenere uno stile di vita sano, controllare le condizioni mediche preesistenti ed evitare sostanze nocive e alcuni farmaci.
- Età della Madre e del Padre: L'indicatore principale è sempre l’età, che rende necessario ragionare per gruppi. L’aborto spontaneo si verifica nel 15% delle gravidanze entro le 20 settimane di gestazione e la prima responsabile è l’età delle donne. Una gravidanza iniziata tra i 25 e i 29 anni di età ha il 10 per cento di possibilità di finire con un aborto spontaneo. Il rischio aumenta dopo i 30 anni, arrivando al 53 per cento dopo i 45 anni. Ma anche restare incinta troppo presto aumenta le probabilità di non portare a termine la gravidanza. Il primo mito da sfatare è che oggi le donne hanno tempo fino ai quarant’anni per scegliere di diventare mamme. Certo, si può, tutte conosciamo il caso dell’amica di una nostra amica che ha avuto due bambini sani e senza intoppi dopo i quarant’anni, ma statisticamente non è la prassi. Secondo studi recenti, l'età superiore ai 40 anni sembra essere un’età critica anche per l’uomo, seppure in misura meno netta, perché con l’invecchiamento aumentano significativamente le anomalie negli spermatozoi.
- Fumo e Alcol: Il fumo danneggia l’ovaio e riduce la probabilità di concepimento, anche in caso di fecondazione assistita. Inoltre, ostacola il normale accrescimento fetale, e aumenta il rischio di aborto spontaneo, malformazioni fetali, insufficienza placentare e parto prematuro. L’abuso di alcol può aumentare il rischio di aborto nei primi due trimestri, e predispone il piccolo alla sindrome feto-alcolica.
- Peso Corporeo:
- Magrezza Eccessiva: Il grasso corporeo produce una certa quota di ormoni che regolano anche ciclo e fertilità. Quando la percentuale di grasso corporeo scende sotto il 10%, subentrano una serie di problemi per la salute, come l'aumento del rischio di osteoporosi, deficit nutrizionali e la cessazione dell'ovulazione.
- Obesità: Proprio come la magrezza eccessiva, anche l’obesità è un fattore di rischio di gravidanza. Una percentuale di massa grassa superiore al 32% riduce la fertilità, aumenta il rischio di diabete gestazionale e aumenta il rischio di ipertensione. Tutte queste condizioni contribuiscono ad aumentare la probabilità di avere un aborto spontaneo.
- Caffeina: Stando ad alcuni studi, bere più di 2 caffè circa al giorno potrebbe aumentare il rischio di aborto spontaneo.
- Stress: Non esiste una risposta definitiva sul legame tra aborto spontaneo e stress: abbiamo pochi dati certi riguardo gli aborti che avvengono nelle primissime settimane. Ciononostante, pare che lo stress possa in qualche modo peggiorare la qualità dei gameti, aumentando le probabilità di avere un aborto spontaneo. Secondo una metanalisi del 2017, il tasso di aborti spontanei sarebbe 2 volte più alto tra le donne sottoposte a un evento traumatico; anche lo stress lavorativo aumenterebbe il rischio. Le dinamiche sono ancora puramente ipotetiche. Esiste una correlazione comprovata tra stress e aumento di malattie cardiovascolari, intestinali, autoimmuni. Questo complessivo peggioramento della salute potrebbe rendere più difficile portare avanti una gravidanza.
- Inquinanti Ambientali: Il potenziale abortivo degli inquinanti atmosferici, elettromagnetici, radianti o disciolti nell’acqua è incerto, per tre motivi: le variabili in gioco sono assai numerose; le popolazioni studiate sono difformi tra loro; i metodi di rilevazione delle gravidanze sono molto diversi fra loro. Alcuni studi pongono l’accento sulla pericolosità dell’arsenico, anche se non è chiaro quale sia il valore minimo di pericolosità. L'incremento attuale degli aborti spontanei non può dipendere dall'acqua del rubinetto, come a volte si sente dire, in quanto un tale fattore è da considerarsi incerto.
Riconoscere i Segnali: Sintomi dell'Aborto Spontaneo
L’aborto spontaneo può essere preceduto e annunciato da diversi sintomi. Qualora uno di questi segnali si verifichi è sempre opportuno rivolgersi al proprio ginecologo, per valutare lo stato di salute complessivo proprio e del feto.
Il sintomo più caratteristico è rappresentato dal sanguinamento vaginale, che può manifestarsi in maniera variabile. Le perdite di sangue sono un campanello d’allarme che va preso seriamente in ogni fase della gravidanza e segnalato subito al proprio ginecologo o alla propria ginecologa. La presenza di tracce ematiche, come abbiamo appena visto, è uno dei principali sintomi di un’interruzione di gravidanza. Il sanguinamento, nell’ipotesi di interruzione di gravidanza, è il segnale dello svuotamento dell’utero. L’aborto spontaneo può anche manifestarsi attraverso la perdita di liquidi e tessuti dalla vagina.
Diagnosi e Indagini Approfondite
Trovare la causa degli aborti spontanei è la chiave per capire perché l’embrione non si sviluppa correttamente. Il dottor Spies elenca diversi studi che si possono realizzare, ad esempio presso Vida Fertility, per approfondire la diagnosi, soprattutto in caso di aborti ricorrenti. Nel caso di un singolo episodio di aborto spontaneo di solito non è indicato alcun approfondimento diagnostico; al contrario, quando se ne verificano due o più consecutivamente (aborto spontaneo ripetuto), è opportuno rivolgersi a un centro specialistico per comprendere le possibili cause in entrambi i partner, le probabilità che l’evento si ripeta e la prevenzione da mettere in atto.
- Studio Genetico della Coppia: È fondamentale analizzare i cariotipi dei genitori per individuare eventuali alterazioni cromosomiche, anche se queste spiegano solo il 3-5% dei casi di aborti ricorrenti. L’analisi genetica dei resti abortivi in caso di nuovo aborto spontaneo è importante, poiché in oltre il 75% dei casi la causa è uno sviluppo anomalo dell’embrione. La diagnosi genetica preimpianto, che permette di studiare il patrimonio genetico degli embrioni prima dell’impianto, consente di selezionare gli embrioni più sani e privi di alterazioni cromosomiche e/o genetiche da trasferire nell’utero.
- Studio Ematologico: Si esegue un’analisi speciale per identificare le alterazioni della coagulazione che possono essere la causa degli aborti spontanei. Malattie come la sindrome antifosfolipidica, che rappresenta il 10-15% dei casi, possono essere trattate con aspirina ed eparina.
- Esame dell’Utero: L’isteroscopia e l’ecografia ad alta risoluzione sono utilizzate per esplorare le malformazioni uterine, come i setti o il setto, che possono essere riparati. Si valutano anche miomi, polipi, infezioni o infiammazioni e incompetenza cervicale, che possono essere trattati chirurgicamente o con farmaci.
- Test Ormonali e Immunitari: Fra i test consigliati, è opportuno eseguire un’analisi del sangue che possa permettere di valutare la presenza di eventuali disturbi ormonali o di deficit del sistema immunitario.
Gestione e Trattamento Dopo un Aborto Spontaneo
Il trattamento medico scelto dipende da diversi fattori, ad esempio lo stadio della gravidanza e la presenza o meno di sanguinamenti abbondanti.
- Approccio Conservativo: In alcuni casi, si osserva per quattro settimane se il tessuto della gravidanza viene espulso in modo naturale. Durante questo periodo la donna si sottopone a diverse visite di controllo regolari.
- Trattamento Farmacologico: Per indurre l’espulsione del contenuto uterino si può ricorrere a farmaci come il misoprostolo.
- Intervento Chirurgico: In caso di intervento chirurgico, i residui del concepimento vengono aspirati (raschiamento). Questo avviene tramite la rimozione di una porzione di endometrio o una massa anomala contenuta nell’utero.
Prevenzione e Riduzione del Rischio
Non esiste un metodo infallibile per prevenire gli aborti spontanei. Adottando determinate precauzioni è possibile ridurne il rischio, ma purtroppo non si può avere la certezza che la gravidanza vada a buon fine. Nella maggior parte dei casi le donne non fanno niente di sbagliato e l’aborto spontaneo non dipende da loro.
- Stile di Vita Sano: Mantenere uno stile di vita sano è fondamentale. Controllare le condizioni mediche preesistenti, evitare sostanze nocive e alcuni farmaci, e curare eventuali infezioni prima della gestazione sono passaggi importanti. In particolare, per contrastare le infezioni, si può eseguire test contro le MST prima di concepire, vaccinarsi quando possibile, seguire le regole di sicurezza riguardo l’alimentazione in gravidanza ed evitare il sesso a rischio non protetto. Là dove la gravidanza non fosse stata programmata, è importante eseguire tutti gli esami consigliati per individuare eventuali infezioni per tempo.
- Controllo Medico Continuo: Il monitoraggio non annulla il rischio di aborto spontaneo, ma lo riduce. Molti degli esami in gravidanza servono proprio a prevenire alcune delle cause note di aborto spontaneo, che quindi si sono fatte via via sempre meno comuni. Per questo, un medico non può che consigliare di condurre una vita sana già da prima del concepimento.
- Tecniche di Riproduzione Assistita:
- Diagnosi Genetica Preimpianto (PGT): Una di queste tecniche è la diagnosi genetica preimpianto, che permette di studiare il patrimonio genetico degli embrioni prima dell’impianto, e di selezionare gli embrioni più sani e privi di alterazioni cromosomiche e/o genetiche che saranno trasferiti nell’utero.
- Ovodonazione: Un altro modo per rimanere incinta è il ricorso all’ovodonazione, che è la tecnica di riproduzione assistita che utilizza gli ovuli provenienti da una donatrice anonima per creare embrioni di qualità ottimale.
- Cicli di Stimolazione Ovarica Controllata: Non si tratta di procedure di fecondazione assistita: semplicemente si riproduce una situazione ormonale ottimale nella donna per produrre uno o due follicoli idonei al concepimento e si monitora attraverso l’ecografia il momento più adatto alla fecondazione, che avviene con il rapporto sessuale. Successivamente la donna assume del progesterone per favorire l’impianto.
L'Impatto Emotivo e il Supporto Necessario
Il momento successivo ad un aborto spontaneo può essere devastante, sia dal punto di vista fisico che psicologico. Quando viene diagnosticato un aborto, per molti genitori crolla il mondo. Spesso si subisce un grave shock e ci si sente svuotati e anestetizzati, come avvolti da una fitta nebbia. In questo momento difficile, per molte persone è importante prendersi del tempo per vivere il proprio dolore, razionalizzarlo e dire addio con i propri ritmi a questa vita non ancora nata. È normale provare tristezza e dolore.

Purtroppo, ancora troppo spesso l’aborto spontaneo non è vissuto come un vero e proprio lutto ma è considerato alla stregua di un tabù. Del resto, di aborto non si parla mai. Anzi, c’è la tendenza a tenere nascosta la gravidanza nel primo trimestre, proprio perché si teme che le cose possano andare male. Accogliere il dolore degli altri non è mai facile, soprattutto per chi è cresciuto in una società spaventata, impreparata di fronte a certi argomenti, tanto da renderli dei tabù. Si ha l’impressione di non avere le parole, di non sapere cosa dire. Certo è inevitabile che per la donna che ne viene colpita rappresenti un trauma.
Cercare il sostegno di familiari, amici o professionisti della salute mentale è importante per il processo di guarigione. Le cliniche di fertilità, come Vida Fertility, si impegnano a fornire il supporto e le soluzioni necessarie nel viaggio verso la genitorialità. Che siate alla ricerca di risposte dopo un aborto spontaneo o vogliate esplorare le opzioni di trattamento della fertilità, il supporto è fondamentale.
Quando Tentare una Nuova Gravidanza? Indicazioni e Considerazioni
Molte donne desiderano tentare un nuovo concepimento immediatamente. Dal punto di vista medico, non ci sono opinioni univoche sul rimanere incinta dopo un aborto spontaneo. Per chi riesce a elaborare la perdita, nasce, invece, il bisogno di sapere quando tentare di nuovo e quali indagini diagnostiche fare.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sia che si tratti di una nuova gravidanza dopo aborto che di una gravidanza dopo raschiamento, sia opportuno per la coppia far trascorrere un periodo di almeno sei mesi. Questo permetterebbe al corpo di riprendersi e alla mente di elaborare l'evento. Per quanto riguarda il recupero fisico, dopo un aborto il corpo si riprende in modo relativamente rapido: a seconda dello stadio della gravidanza può volerci da qualche settimana a un mese.
La rassicurazione sta nel fatto che, dopo l’aborto spontaneo, il rischio che si verifichi di nuovo non è maggiore rispetto a quello che hanno le altre donne (potrebbe essere un caso isolato). La maggior parte delle donne che ha vissuto questa perdita riesce infatti a portare a termine con successo una gravidanza. Tuttavia, dopo un aborto, il rischio di subirne un secondo aumenta della metà e dopo due raddoppia. I ricercatori hanno osservato, dati alla mano, quel che tanti ginecologi sanno per esperienza, ossia che le complicanze delle gravidanze precedenti hanno un effetto negativo sulle future. Non accade lo stesso per la pre-eclampsia, condizione caratterizzata da pressione alta in gravidanza; chi ne ha sofferto nel corso dei nove mesi di gestazione non deve preoccuparsi per gli esiti di una nuova gravidanza.
Perché sia più facile portare a termine una gravidanza subito dopo un aborto spontaneo non è ancora chiaro, e lo ammettono i ricercatori. Si tratta di situazioni molto soggettive per le quali occorre tenere conto anche dello stato psicologico della donna interessata.