La gestione degli asili nido: tra esigenze di sicurezza, criticità amministrative e progettazione strutturale

La questione degli asili nido rappresenta uno dei temi più sensibili nell'ambito della gestione pubblica e del benessere delle famiglie. Recentemente, a Palermo, un centinaio di genitori indignati ha manifestato, spingendo dei passeggini vuoti dal Massimo fino a Palazzo delle Aquile. Così mamme e papà dei piccoli alunni degli asili nido hanno voluto esternare tutto il loro malcontento a causa delle recenti prese di posizione del Comune su una decina di strutture della città che non sono a norma con le ultime direttive sulla sicurezza (Braccio di Ferro, Coccinella, Domino, Ermellino, Il Faro, Filastrocca, La Malfa, Libellula, Maria Pia di Savoia e Maricò).

Una situazione che ha scatenato le ire dei genitori che sostengono che si sta interpretando in maniera restrittiva un decreto per la sicurezza che in realtà dovrebbe trovare applicazione entro il 2015. Ma c’è di più: “Proprio la scorsa settimana - spiega Antonio Triolo, genitore di un bimbo che frequenta il nido Margherita di Savoia - ci hanno messo al corrente del fatto che, essendo scaduta la convenzione con la ditta fornitrice di carni bianche e rosse, non saranno più servite ai bambini fino a che, con il nuovo bando, non sarà fatta una nuova assegnazione”.

Protesta dei genitori con passeggini vuoti davanti a Palazzo delle Aquile

Sulla questione è intervenuto anche Davide Gentile (Fratelli d'Italia). "Chiediamo al Sindaco - si legge in una nota - di intervenire sulla vicenda informando i cittadini sulle responsabilità della sua Amministrazione che ha avuto più di due anni a disposizione per evitare questa situazione. Ma soprattutto chiediamo che Leoluca Orlando, peraltro Presidente di Anci Sicilia che sul tema risulta ad oggi completamente latitante, si assuma la responsabilità di impedire che tutto questo avvenga".

Strumenti di sostegno alle famiglie

Per alleviare il peso di queste spese e cercare di garantire un benessere maggiore alle famiglie, sono state introdotti vari bonus ed incentivi. Il bonus maternità è un sostegno economico rivolto alle donne in gravidanza o alle neo-mamme. Questo bonus ha l'obiettivo di offrire un aiuto finanziario durante il periodo critico della maternità. L'assegno unico universale è un sostegno economico per le famiglie con figli a carico. Viene corrisposto, in misura diversa, in base al reddito della famiglia, per ogni figlio presente all'interno del nucleo familiare, fino all'età di 21 anni.

Negli anni il diritto si è evoluto, andando a tutelare un'altra categoria molto ampia di lavoratrici. Basterà fare domanda alla propria cassa previdenziale! Verrà erogato un assegno per 5 mesi, in forma forfettaria. La richiedente deve essere in pari con il pagamento delle imposte. Il bonus mamme disoccupate è il contributo riservato alle madri non lavoratrici, che abbiano partorito da non più di 6 mesi. È un sostegno, che viene erogato direttamente dall'Inps, ma concesso dal proprio Comune in base all'ISEE. Ovviamente il bonus viene erogato per ogni figlio, quindi, in caso di parto gemellare, l'ammontare dell'assegno si moltiplicherà per due.

I bonus, ovviamente, non spettano soltanto alle madri, ma anche i padri vengono tutelati dal nostro diritto. Il congedo di paternità può essere richiesto dai padri dipendenti dai due mesi precedenti alla data presunta del parto, fino ai 5 successivi alla nascita. Si tratta di 10 giorni di astensione dal lavoro, che raddoppiano in caso di parto gemellare! Questo è un bonus molto utile e che andrà ad agevolare la vita di molte famiglie! È un bonus che va richiesto ogni anno, direttamente dal portale dell'Inps, permettendo ai genitori di avere un rimborso sulla retta scolastica. L'importo varierà in base all'ISEE familiare. Inoltre alcune Regioni, come la Toscana, sono stati predisposti dei bandi "Nidi Gratis". Anche in questo caso sarà necessario l'ISEE per accedere alla graduatoria ed andrà fino ad esaurimento posti.

Standard normativi per la progettazione degli asili

La complessità nella gestione delle strutture si riflette anche nelle rigorose normative tecniche necessarie per la progettazione di un asilo nido. La fase di ricerca e di studio delle prescrizioni normative è indispensabile per impostare correttamente un progetto. La competenza in materia di servizi educativi per l’infanzia è passata in larga parte alle Regioni. Ogni Regione italiana ha una propria normativa che stabilisce: requisiti minimi degli spazi interni ed esterni (superfici minime per bambino), rapporti numerici educatori/bambini, standard qualitativi e funzionali, modalità di autorizzazione e accreditamento.

Oltre alle norme regionali, occorre anche tenere come riferimento le seguenti norme in materia di edilizia: D.P.R. 380/2001 (Testo unico edilizia), D.M. 18/12/1975 (Norme tecniche aggiornate relative all’edilizia scolastica), Legge 23/1996, D.M. 13/09/1977, Legge 13/1989 (eliminazione barriere architettoniche), Legge 1044/71, Linee Guida Miur 2013 e il D.Lgs. 65/2017 (Sistema integrato Zerosei).

Per quanto riguarda la prevenzione incendi, è possibile seguire due strade: applicare la Regola Tecnica Tradizionale (D.M. 16/07/2014) o applicare il Codice di Prevenzione Incendi (D.M. 06/04/2020). Ricordiamo che, con il D.L. 198/2022, il termine di adeguamento alla normativa antincendio per gli edifici ed i locali adibiti alle scuole è stato prorogato al 31 dicembre 2027. Questo primo step include una serie di interventi obbligatori, tra cui la compartimentazione, il rispetto delle norme sulla resistenza al fuoco, l'adeguamento delle scale di emergenza e degli ascensori, nonché l'impianto elettrico conforme, segnaletica adeguata ed estintori.

Schema dei percorsi di evacuazione e compartimentazione antincendio in un asilo nido

Layout funzionale e organizzazione degli spazi

Affrontare la progettazione di un asilo nido pone i tecnici di fronte ad un grande dovere morale: concepire uno spazio sicuro e accogliente, che stimoli la creatività dei bambini e che sia adeguato alle nuove metodologie della didattica. L’asilo nido accoglie i bambini di età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni. Le aree fondamentali includono l'aula, spazio che si evolve a seconda delle necessità, e gli spazi di gruppo, dove pareti scorrevoli favoriscono il coinvolgimento di più classi.

I laboratori si configurano come lo “spazio del fare”, richiedendo un ambiente nel quale il bambino possa muoversi in autonomia. Non possono mancare spazi informali e di relax dotati di pouf e tappeti, zone dedicate al riposo, una mensa ampia servita da una cucina interna, e servizi igienici variegati (fasciatoi, bagni per bambini e insegnanti, lavanderia). Anche gli spazi amministrativi, solitamente uffici e sale riunioni, devono essere previsti in modo separato rispetto alle zone dedicate ai piccoli.

Per quanto riguarda il dimensionamento, ad esempio, in Lombardia sono richiesti 5 m² interni e 8 m² esterni per bambino, mentre in Emilia-Romagna 4,5 m² interni e 7 m² esterni. In Toscana, invece, si richiedono 5 m² interni e 10 m² esterni. In definitiva, non esiste una legge nazionale unica che stabilisce un valore fisso per i m² per bambino, poiché la variabilità dipende dalla Regione e talvolta dal Comune.

Gruppo Sovecar | Il progetto dell'Asilo Nido di Salter

Esempio pratico di progettazione edilizia

L’idea guida di un progetto tipo è quella di far corrispondere ad ogni funzione dell’asilo un corpo edilizio distinto, caratterizzato e reso riconoscibile per forma e colore. Il risultato è un insieme di elementi dalle geometrie semplici che ricordano i giocattoli dei bambini, riproponendo l’immagine di un villaggio fiabesco.

L’ingresso al complesso può avvenire tramite un modulo d'accesso che immette direttamente nel corpo principale. All’interno, sono previste tre sezioni, una per ogni fascia di età: lattanti, divezzi e semi divezzi. Ogni aula è riconoscibile dai colori delle pareti e dei pavimenti ed ha un duplice affaccio verso l’esterno: verso il giardino comune e verso un patio privato.

Le aule sono orientate verso est per godere appieno della luce del sole durante tutta la mattinata. Il fabbricato dispone di funzioni come:

  • Attività libere: 108,69 m²
  • Attività speciali (laboratori): 66,00 m²
  • Attività a tavolino: 32,56 m² per aula
  • Dormitori: 95,60 m²
  • Mensa: 53,00 m²
  • Cucina: 31,10 m²
  • Deposito passeggini: 8,35 m²

Planimetria funzionale di un asilo nido con suddivisione delle aree tematiche

Questa organizzazione degli spazi non è solo una questione estetica o normativa, ma riflette l'esigenza pedagogica di un ambiente che sia, allo stesso tempo, un luogo di crescita, socializzazione e protezione. La necessità di depositare i passeggini in spazi idonei, come previsto nel dimensionamento, evidenzia come anche gli arredi minimi debbano essere parte integrante del progetto, evitando che le carenze strutturali si trasformino in disagi per le famiglie, come accaduto nel caso della protesta palermitana dove il passeggino è diventato il simbolo della rivendicazione di un diritto fondamentale.

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