Il termine "ciuccio per la droga" evoca un immaginario complesso e spesso ambiguo, riferendosi a diverse sfaccettature del mondo delle sostanze stupefacenti: dal loro occultamento e trasporto illecito attraverso confini e controlli, fino all'uso e agli effetti di nuove molecole psicoattive e di quelle più consolidate. Questo fenomeno multiforme comprende tecniche di contrabbando audaci e rischiose, la diffusione di sostanze con profili d'azione e pericoli specifici, e l'emergere di nuove tendenze nel consumo e nelle strategie di prevenzione. L'analisi di queste dinamiche è fondamentale per comprendere le implicazioni sanitarie, sociali e legali legate all'abuso e al traffico di droghe.
Il Trasporto e l'Occultamento Intracorporeo: Meccanismi e Rischi Mortali
Per introdurre illecitamente sostanze illegali alle frontiere o per occultarle in occasione di altri controlli di sicurezza, i soggetti possono ingerire volontariamente involucri pieni di droga oppure nasconderli nelle cavità corporee. Questo metodo è noto come trasporto intracorporeo (body packing) o occultamento intracorporeo (body stuffing), e le sue implicazioni sono estremamente gravi per la salute dei "muli", ovvero coloro che si prestano a tale pratica.
Il trasporto intracorporeo riguarda spesso sostanze stupefacenti di alto valore nello spaccio di strada, principalmente eroina o cocaina. Le sostanze stupefacenti provengono da altri Paesi e possono essere poste all’interno di preservativi o impacchettate in vari strati di pellicola trasparente o lattice, e a volte ricoperte con uno strato esterno di cera, in preparazione al trasporto transfrontaliero. Coloro che ricorrono al trasporto intracorporeo ingoiano diversi involucri e, in genere, assumono farmaci atti a rallentare la circolazione delle sostanze attraverso il tratto digerente fino a quando gli involucri non possono essere recuperati. Alcuni di loro possono ingerire e contrabbandare centinaia di pacchetti in un unico viaggio.
L’occultamento intracorporeo, definito "body stuffing", è simile al trasporto intracorporeo, ma con alcune differenze chiave. Esso consiste nell’ingestione di involucri contenenti droga per evitare di essere presi dalle forze dell’ordine, ma a volte i pacchetti sono nascosti nel retto o nella vagina. In questi casi, le quantità di droga sono più piccole di quelle utilizzate nel trasporto intracorporeo. Dato che gli involucri sono meno sicuri, però, esiste comunque il rischio di overdose.
Rischi e Conseguenze Estreme
I rischi e le conseguenze di un’overdose variano a seconda della quantità e del tipo di sostanza stupefacente, nonché del tipo di confezione. La rottura di un involucro, sia nel caso di body packing che di body stuffing, può provocare un’overdose, che talvolta causa sintomi gravi e può essere fatale. In particolare, se un involucro si rompe, la quantità di droga rilasciata è elevata e la droga è pura, quindi si tratta di una dose molto alta, il che rende spesso mortale l'evento.
Oltre all'overdose, i pacchetti possono ostruire o lesionare l’intestino. In caso di lacerazione intestinale (perforazione), il contenuto può riversarsi nella cavità addominale e causare infiammazione grave e infezione, un disturbo chiamato peritonite. I sintomi di overdose causati dalla rottura di un involucro dipendono dal tipo di sostanza trasportata e possono includere ripetute convulsioni, ipertensione arteriosa, ipertermia, difficoltà respiratorie e coma. Anche i soggetti con un blocco (ostruzione) o una lacerazione intestinale hanno bisogno di un intervento chirurgico urgente.

Diagnosi e Trattamento delle Complicanze
La diagnosi del trasporto e dell'occultamento intracorporeo richiede un'attenta valutazione medica. In genere, i sospetti contrabbandieri che utilizzano questi metodi vengono inviati dal medico dalle forze dell’ordine. Tuttavia, i medici devono prendere in considerazione tali pratiche nel caso in cui soggetti che hanno viaggiato o sono stati incarcerati di recente presentino coma o convulsioni senza una causa nota. Va eseguito un esame pelvico e rettale (perquisizione delle cavità corporee) per verificare l’eventuale presenza di pacchetti di droga.
Per la conferma, talvolta, una radiografia semplice è in grado di confermare la presenza di pacchetti nel tratto digerente, ma la tomografia computerizzata (TC) resta la tecnica diagnostica più efficace per individuare la presenza di pacchetti di droga nel tratto gastrointestinale.
Il trattamento di queste condizioni è urgente e complesso. I medici trattano i soggetti con sintomi da overdose (e sospetta rottura di un pacchetto) con assistenza di supporto specifica per i sintomi, tra cui supporto respiratorio e della pressione arteriosa e farmaci anticonvulsivi. Talvolta, se disponibili, vengono utilizzati antidoti specifici per sostanze specifiche.
Per la rimozione dei pacchetti, in genere, i pacchetti integri possono essere rimossi dal tratto digerente mediante una procedura detta irrigazione intestinale, in cui il tratto digerente viene irrigato con grandi quantità di soluzione elettrolitica. In caso di rottura di un pacchetto, tuttavia, i medici cercano di rimuovere immediatamente tutti i pacchetti tramite un intervento chirurgico o in endoscopia (un procedimento chirurgico che prevede l’introduzione di una sonda flessibile dotata di videocamera). La rimozione chirurgica o endoscopica, tuttavia, richiede del tempo, e la rapidità è cruciale vista l'alta letalità. Il carbone attivo, una sostanza somministrata per bocca per assorbire la sostanza illecita, può essere utile, ma è pericoloso nei soggetti che presentano un’ostruzione o una lacerazione intestinale. I medici di solito possono rimuovere i pacchetti vaginali e rettali con una mano guantata.
I “muli” che non presentano sintomi vanno tenuti sotto osservazione fino a quando non hanno espulso tutti i pacchetti di droga e varie defecazioni senza pacchetti. Alcuni medici utilizzano l’irrigazione intestinale per favorire l’espulsione dei pacchetti. Se un soggetto presenta sintomi di potenziale tossicità o overdose, può essere necessario eseguire una procedura endoscopica per rimuovere i pacchetti.
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La 2C-B: Dagli Usi Terapeutici al Consumo Ricreativo e la Confusione con la "Cocaina Rosa"
La 2C-B, nota anche come Nexus, è una sostanza psicoattiva appartenente alla famiglia delle feniletilammine 2C, con effetti di tipo prevalentemente psichedelico o entactogeno (a seconda dei dosaggi). Questa molecola ha una storia affascinante e complessa, che spazia dall'ambito terapeutico a quello ricreativo, generando anche confusione con altre sostanze sul mercato illecito.
Origini e Primo Impiego
La 2C-B fu sintetizzata a partire dalla 2,5-dimetossibenzaldeide dal chimico statunitense Alexander Shulgin nel 1974, lo stesso biochimico considerato il "padre" dell'MDMA. Inizialmente venne utilizzata nelle comunità psichiatriche come adiuvante della psicoterapia perché a bassi dosaggi non presenta effetti psichedelici ma incrementa la capacità di autoanalisi emotiva, l'introspezione e permette di instaurare un migliore rapporto paziente-terapeuta. È considerata uno dei migliori farmaci per questo scopo, per via della sua breve durata e la relativa assenza di effetti collaterali. Negli anni '80 venne anche commercializzata come farmaco afrodisiaco sotto il nome di "Erox", fabbricato dalla casa farmaceutica tedesca Drittewelle.
Diffusione Ricreativa e Status Legale
Diventando in breve popolare tra le comunità mediche, la 2C-B lasciò l'ambito clinico diventando presto una popolare sostanza ricreativa utilizzata come sostituto MDMA o come psichedelico (a dosi più alte di quelle terapeutiche). Per diversi anni, fu venduta nei Paesi Bassi sotto forma di pasticche predosate, fino a quando non venne aggiunta nella I Lista della cosiddetta Opium Law, diventando di fatto illegale. Non avendo mai causato incidenti gravi, divennero in breve popolari i suoi analoghi come la 2C-I, la 2C-T-2 e la 2C-T-7, che in quel momento non erano illegali nei Paesi Bassi. In breve però anche queste nuove sostanze vennero presto aggiunte alle liste delle sostanze controllate. Attualmente è quasi ovunque una sostanza controllata e vietata a causa dei suoi effetti psicoattivi. In Italia, la molecola 2C-B risulta inclusa nella Tabella I del D.P.R. 309/90 e s.m.i.

Meccanismo d'Azione ed Effetti
Il meccanismo d'azione di questa sostanza non è ancora stato del tutto delucidato. A differenza di molti altri allucinogeni, non è un potente agonista del recettore 5HT2A, su cui sembra agire in realtà come un agonista parziale a bassa efficacia. Ciò suggerisce che gli effetti possano essere dovuti dall'attivazione della pathway metabolica della fosfolipasi D accoppiata a tale recettore o mediati dall'altro target su cui agisce che è il recettore serotoninergico 5HT2C. Il metabolismo di tale composto appare avvenire essenzialmente per deamminazione ossidativa per azione degli enzimi MAO-A e MAO-B, seguita da metabolismi minori di demetilazione. Nel settembre 1998, il Journal of Analytical Toxicology riporta che esistono pochissimi dati riguardo alla farmacologia, al metabolismo e alla tossicità della 2C-B.
Gli studi esistenti classificano principalmente 2C-B come stimolante e allucinogeno e, meno comunemente, come entactogeno ed empatogeno. L'insorgenza, o "coming-up", varia con la modalità di assunzione. Quando viene assunta per via orale, la 2C-B ha un effetto molto più ritardato rispetto a quando inalata; se sniffata, in questo caso gli effetti saranno repentini ma di una durata più breve, mentre se assunta per via orale gli effetti saranno tendenzialmente più miti ma di una durata maggiore. In questo caso, gli effetti si riscontrano in genere dopo 30-90 minuti; mentre per inalazione si ottengono quasi immediatamente e permangono per 3-6 ore. La 2C-B è considerata una tra le più dolorose sostanze da inalare in quanto provoca un fortissimo bruciore al naso di una durata di circa 5 minuti.
Dalle esperienze raccolte dagli utilizzatori, risulta che le allucinazioni (che si verificano a dosi elevate, oltre i 15 mg) sono molto meno intense di quelle prodotte dall'LSD e sono descritte come “clichéd in stile anni ’70" con un andamento non costante, tendendo cioè a diminuire temporaneamente per poi ripresentarsi, anche con intensità maggiore. In genere sono accompagnate da una diminuzione dell'acuità visiva e delle capacità di concentrazione, anche se particolari attività che coinvolgono la sfera estetica ed emotiva, come l'ascolto di musica o la visione di un film, possono essere più coinvolgenti ed emotivamente intense. Sono state riportate visioni ad occhi aperti (OEVs) come distorsioni della realtà simili a cartoni animati, con aloni rossi e verdi che appaiono attorno agli oggetti. Le visioni ad occhi chiusi (CEVs) sono molto comuni. Alcuni soggetti descrivono l'esperienza come terribile.
Gli effetti indesiderati possono includere diarrea, nausea, tremori e spasmi muscolari, mal di testa e bad trip, specie a dosaggi molto alti accompagnati da ansia e panico. Dosi maggiori di 30/40 mg generano forti allucinazioni che inducono tachicardia, ipertensione e ipertermia; alcuni soggetti riportano lieve irritabilità dopo l'uso. Questi effetti sono tuttavia generalmente lievi ed il 2C-B è meglio tollerato di altri stupefacenti come l'ecstasy, di cui non possiede i pesanti effetti di down.
La "Cocaina Rosa" (Tusi) e la Confusione con la 2C-B
Un importante chiarimento riguarda la cosiddetta "cocaina rosa" o Tusi (scritto anche tussi, tuci o tucibi). Nonostante la pronuncia in inglese di "tusi" sia foneticamente simile a “2C”, essa non è la stessa sostanza psicoattiva di 2C-B o, più in generale, della famiglia 2C. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine, nella maggior parte dei casi Tuci non contiene 2C-B a partire dal 2022.
Si ritiene che la Tusi sia nata in America Latina intorno al 2018 e sarebbe una miscela di diverse molecole stupefacenti, più comunemente presente in una polvere colorata artificialmente di rosa. La letteratura esistente suggerisce che non vi sia un dosaggio standard dei farmaci costituenti il/la Tusi. Questa miscela può includere ketamina, MDMA, cocaina, metanfetamina, caffeina, oppioidi e altre nuove sostanze psicoattive, rendendola particolarmente pericolosa e imprevedibile a causa della variabilità della sua composizione. L'allarme per la diffusione della "Tusi" è salito a livello globale a seguito della morte di una persona nota, scatenando un dibattito mediatico sull'efficacia delle politiche antidroga basate sulla "tolleranza zero" e sul marketing di queste sostanze, talvolta consegnate direttamente per feste private e acquistate tramite social media.
Lo Snus e il White Snus: Un Rischio Nascosto Sotto il Labbro
Lo Snus è un composto chimico a base di tabacco, che si posiziona sotto il labbro superiore e che dona una forte scarica di adrenalina. È una sostanza spopolata tra i giovani svedesi, ma che si sta diffondendo sempre più nel resto d’Europa, ponendo interrogativi significativi sulla salute pubblica.
Composizione e Modalità d'Uso
Lo Snus è una sostanza bianca fatta con tabacco triturato finemente ed essiccato, a cui vengono aggiunti aromi di vario tipo, come liquirizia e vaniglia, oltre a diverse sostanze chimiche. Generalmente, la polvere viene venduta sfusa, all’interno di un contenitore. L’acquirente ne preleva una piccola dose con i polpastrelli e la mette in bocca, dove si scioglie.
Ne esiste anche un’altra versione: lo Snus in bustina, più comunemente conosciuto come White Snus. Le sue proprietà sono differenti, in quanto non è composto da tabacco, ma solo da nicotina conservata in sacchetti umidi, simili a bustine da tè. Qui le dosi vanno da un minimo di 3 milligrammi, fino a un massimo di 50 milligrammi, e si mescolano con vari gusti - oltre che a sostanze chimiche - creando varianti fruttate o mentolate. Il sacchetto viene inserito tra il labbro superiore e la gengiva, e tenuto per un tempo che varia dai 30 ai 60 minuti, durante i quali la nicotina viene rapidamente assorbita e rilasciata nel flusso sanguigno. Poi, una volta consumata, la bustina viene sputata o sostituita con una nuova.

Effetti e Pericoli per la Salute
Basta attendere pochi minuti dalla sua applicazione per iniziare a provare una forte sensazione di benessere. Quasi un’ora di pura energia che può arrivare, però, a costare cara. Gli effetti sono devastanti e includono nausea, palpitazioni, vertigini fino ad arrivare all’overdose. Questa sostanza, infatti, garantisce gli stessi effetti provocati dalla nicotina assunta con una normale sigaretta: calma, relax e maggiore concentrazione da un lato, energia e formicolio, nella zona in cui il sacchetto è posizionato, dall’altro. A cambiare è l’intensità, che aumenta, perché la quantità di nicotina è superiore. Ciò rende gli effetti nocivi ancora più gravi.
La nicotina, infatti, è una neurotossina che stimola le ghiandole midollari a rilasciare adrenalina, con un conseguente aumento della respirazione, della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca, provocando la tachicardia. Inoltre, quando la sostanza contenuta nel sacchetto entra direttamente in contatto con i vasi sanguigni, essi si restringono, causando un forte senso di nausea che può indurre il vomito. Cresce il tono e l’attività motoria dell’intestino, così come le secrezioni salivari e bronchiali. Nei casi più estremi si rischia di avere un’overdose.
Malintesi e Realità della Dipendenza
In molti utilizzano il White Snus per combattere il vizio del fumo, perché sono loro i “padroni” della sostanza e non viceversa. Tuttavia, spesso, si ottiene l’effetto contrario. Le bustine, non producendo né fumo, né cenere, vengono preferite alle sigarette elettriche e, ancor di più, a quelle normali. Basta inserire il sacchetto in bocca per provare la sensazione di benessere data dalla nicotina, anche nei luoghi chiusi, dove vige il divieto di fumo. In questo modo, però, smettere di fumare è più difficile, quasi impossibile. Anzi, c’è il rischio che si diventi dipendenti dal White Snus.
Casi di Cronaca e Status nello Sport
La diffusione dello Snus è testimoniata da recenti episodi. In un istituto secondario di Ferrara, due ragazze di 13 anni hanno fatto uso di White Snus. Durante l’orario di lezione, le adolescenti hanno applicato il sacchetto bianco sulle gengive e poco dopo hanno iniziato a manifestare un forte malessere, con giramenti di testa, palpitazioni, vertigini e nausea. Tutti sintomi riconducibili all’avvelenamento da nicotina. La scuola ha prontamente chiamato i soccorsi e avvisato i genitori delle giovani, che sono state portate all’Ospedale di Cona, dove gli esami tossicologici hanno dato esito negativo per droghe illecite ma hanno rilevato un’alta presenza di nicotina.
Nel 2023 avevano fatto scalpore le foto e i video di numerosi calciatori della Premier League britannica, ripresi mentre si infilavano il White Snus sotto il labbro superiore. I primi casi di atleti risalgono al lontano 2011, quando la Wada (Agenzia Mondiale Antidoping), esaminando i campioni di urina di circa 2 mila atleti, appartenenti a sport diversi, rilevò alti tassi di nicotina nel 15% dei flaconi. Questa veniva assunta prima o, addirittura, durante la competizione. L’Agenzia mondiale antidoping si prese del tempo per studiare lo Snus e i suoi effetti sugli sportivi. Alla fine decretò: non si tratta di doping. Infatti, non è certo che tale sostanza migliori le prestazioni fisiche, e la reazione alla nicotina varia da persona a persona. I rischi, invece, sono uguali per tutti.
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Le Droghe dello Stupro: Una Minaccia Silente e le Strategie di Difesa
Le droghe dello stupro, conosciute anche come "date rape drugs" o "drink spiking", rappresentano una grave minaccia, essendo sostanze psicoattive utilizzate per facilitare aggressioni di varia natura, tra cui abusi sessuali, furti e sequestri. Pur essendo usate più frequentemente contro le donne, il fenomeno non è limitato a un unico genere, con casi riportati anche di uomini drogati per motivi sia sessuali che economici.
Meccanismo d'Azione e Difficoltà di Rilevamento
Queste sostanze deprimono il sistema nervoso centrale, causando disinibizione, alterazione dello stato di coscienza, sedazione e perdita di memoria (amnesia). Sono metabolizzate ed eliminate rapidamente dal corpo, rendendole difficili da rilevare nel sangue o nelle urine, se le analisi non sono effettuate in tempi brevi, il che risulta improbabile a causa dell’amnesia che causano nella vittima, che spesso non ricorda l'accaduto e non può chiedere aiuto tempestivamente. Generalmente sono somministrate per via orale, mescolate a bevande, senza che la vittima possa accorgersene, poiché prive di colore, sapore e odore.
Principali Sostanze Utilizzate
Tra le principali droghe dello stupro si trovano farmaci in grado di ridurre le funzioni del sistema nervoso centrale (o deprimenti centrali), come benzodiazepine, farmaci Z, antistaminici e anestetici.
Flunitrazepam (Rohypnol): È una benzodiazepina indicata per il trattamento a breve termine dell’insonnia. È utilizzata illecitamente poiché causa amnesia anterograda già nelle prime ore dopo l’assunzione e non è più rilevabile nel sangue dopo circa 24 ore. Per contrastarne l’uso improprio, il farmaco è stato formulato in modo da rallentarne il discioglimento e svelarne la presenza grazie all’aggiunta di un colorante blu, una misura di sicurezza per renderne più difficile l'uso nascosto.
GHB (Gamma-idrossibutirrato): È un neuromodulatore, con struttura simile al GABA, il principale neurotrasmettitore inibitorio presente nel cervello. È usato a scopo medicinale per il trattamento della narcolessia e della dipendenza da alcool. L’uso illecito come droga dello stupro è dovuto alla capacità del GHB di indurre rilassamento ed euforia, con perdita di coscienza, sedazione profonda e amnesia ad alte dosi.
Ketamina: È un anestetico dissociativo, scoperto nel 1962 da Calvin Stevens, e possiede una struttura chimica simile a quella della fenciclidina (PCP). Dalla fine degli anni '60, la ketamina inizia ad essere usata anche al di fuori dell'ambito clinico. Altera rapidamente (l’effetto si manifesta in meno di 5 minuti) le percezioni sensoriali e lo stato di coscienza, causando catalessi e amnesia, da cui deriva anche l’interesse come droga dello stupro. Per questo scopo, viene somministrata per inalazione con il fumo di sigaretta o diluita nelle bevande, in cui risulta impercettibile per la vittima. All’origine si presenta sottoforma di liquido chiaro, per essere iniettata, ma sul mercato illegale si trova anche in polvere biancastra o lavorata in compresse con il nome di "K, special K o cat Valium".
Scopolamina (Ioscina): È un alcaloide, isolato da piante della famiglia delle Solanaceae, come belladonna e stramonio, e utilizzato come farmaco antinausea. L’interesse come droga dello stupro deriva dai suoi effetti deprimenti sul sistema nervoso centrale, dovuti ad un’azione anticolinergica, che causano sedazione e amnesia.

Innovazioni per la Prevenzione
Per contrastare questo fenomeno, la tecnologia sta offrendo nuove soluzioni. Tre studentesse di Miami hanno perfezionato un progetto già realizzato alcuni anni fa in Israele: una cannuccia “smart” (da qui, il nome di “Smart Straw” del progetto) che rileva la presenza di sostanze stupefacenti nel drink. A differenza del primo progetto, la nuova cannuccia effettua un doppio test e permette di rilevare, oltre a Ketamina e GHB, anche Flunitrazepam e altre droghe aggiunte all’insaputa di chi beve, quelle abitualmente utilizzate da chi intende ridurre all’incoscienza le vittime per poi stuprarle. L’idea, nata come progetto scolastico, è ora in attesa di brevetto e si prepara a una raccolta fondi per la commercializzazione. La cannuccia diventa azzurra in presenza di Ketamina, Flunitrazepam, GHB, le cosiddette ‘droghe dello stupro’, fornendo un segnale visibile di pericolo.
I "Sali da Bagno" (Catinoni Sintetici): Dalla Pianta del Qat alle Sostanze d'Abuso Potenziate
I “sali da bagno” sono un termine slang utilizzato per descrivere un gruppo di farmaci stimolanti che contengono sostanze chimiche chiamate catinoni. È importante notare che questi sono chimicamente diversi dai sali da bagno tradizionali utilizzati per lavarsi, che sono solitamente una combinazione di cloruro di sodio, cloruro di magnesio, bicarbonato di sodio, glicerina e fragranze. Questa distinzione è cruciale per comprendere la natura ingannevole di queste sostanze d'abuso.
Origine e Evoluzione del Consumo
I catinoni sono stimolanti analoghi all’anfetamina ricavati dalla pianta Catha edulis (qat). Il qat è un arbusto coltivato nell’Africa orientale e nella penisola araba. Da secoli, gli abitanti di quelle regioni masticano le foglie per il loro effetto leggermente stimolante. In quelle regioni, masticare qat rappresenta spesso un’attività sociale, un po’ come bere il caffè in altre società.
Di recente, il consumo di qat si è diffuso ad altri Paesi. Con questa diffusione, sono emersi i catinoni sintetici, molto più forti e pericolosi. Questi vengono venduti come “sali da bagno” per aggirare le leggi sulle sostanze controllate. Spesso etichettati come “non destinati al consumo umano”, questi prodotti non vengono utilizzati per il bagno, ma sono inalati, fumati e talvolta iniettati, presentando rischi significativi per la salute.
Sintomi di Tossicità e Complicanze
Gli effetti dei sali da bagno sono simili a quelli delle anfetamine e comprendono cefalea, aumento della frequenza cardiaca (tachicardia), palpitazioni, allucinazioni, agitazione e una maggiore resistenza e tolleranza al dolore. Alcuni soggetti diventano violenti sotto l'effetto di queste sostanze, rendendoli un pericolo per sé stessi e per gli altri.
Le complicanze possono essere gravi e includere una temperatura corporea pericolosamente elevata (ipertermia), problemi cardiaci e danni renali dovuti alla decomposizione muscolare (mioglobinuria).

Diagnosi e Trattamento
La diagnosi di tossicità da sali da bagno è complessa. Dato che i sali da bagno non vengono rilevati dalle normali analisi delle urine o del sangue, in genere il medico pone la diagnosi in base ai sintomi di un soggetto di cui si sa che ha consumato la sostanza. Per chi mostra segni di grave intossicazione acuta, i medici prescrivono esami specifici per verificare la presenza di altri problemi: analisi del sangue (per la conta ematica, il livello di elettroliti e la funzionalità renale), analisi delle urine per la mioglobinuria (un segno di decomposizione muscolare) e un elettrocardiogramma (ECG) per monitorare la salute cardiaca.
Il trattamento richiede un'attenta osservazione e monitoraggio. Solitamente le terapie tipiche, che includono sedativi per via endovenosa (EV) e fluidi EV, oltre a cure di supporto, sono adeguate. I soggetti che presentano una temperatura corporea pericolosamente elevata (ipertermia), frequenza cardiaca persistentemente elevata o agitazione e esami del sangue che indicano possibili problemi renali vanno ricoverati e tenuti sotto osservazione per rilevare un’eventuale decomposizione muscolare e danni cardiaci e renali. L'approccio medico è incentrato sulla gestione dei sintomi e sulla prevenzione di danni a lungo termine agli organi.
L'Ossido di Diazoto: Il "Gas Esilarante" tra Usi Medici e Pericoli Ricreativi
L'ossido di diazoto, volgarmente noto come gas esilarante, la cui formula chimica è N2O, è una sostanza con una doppia valenza: è un importante strumento medico, ma sta tornando in voga anche come droga ricreativa, soprattutto tra i giovani, con rischi significativi per la salute.
Usi Medici e Meccanismo d'Azione
Oltre che come ossido di diazoto e gas esilarante, lo si può trovare indicato anche come protossido di azoto. È appunto un gas ed è ancora utilizzato ad alte concentrazioni (in miscele con ossigeno) nella pratica clinica come analgesico (per alleviare il dolore) e come anestetico per alcuni interventi chirurgici. Considerato sicuro in mani esperte, viene spesso impiegato in ambito pediatrico, durante il travaglio e dai dentisti. La sedazione avviene per via inalatoria, la sua azione è rapida e rapida è anche la sua eliminazione dal corpo (nell’arco di pochi minuti).
Per le sue capacità di deprimere il sistema nervoso centrale, a basse concentrazioni può causare alcuni effetti collaterali come vertigini, nausea e mal di testa. A concentrazioni troppo elevate, però, è pericoloso e può causare perdita di coscienza, depressione respiratoria e asfissia, cali di pressione, persino aritmie e morte per arresto cardiaco.
Il Ritorno del Gas Esilarante nel Contesto Ricreativo
Il nome gas esilarante deriva dalle sue proprietà psicoattive. A determinate concentrazioni può provocare stati di euforia ed effetti dissociativi: per esempio, i sensi risultano alterati, c’è disorientamento, diminuisce l’ansia. Tutti effetti che lo rendono una droga da sballo nota e utilizzata fin dal Settecento e che adesso - come hanno constatato diversi osservatori sulle droghe, anche quello europeo Emcdda nel suo ultimo report - sta tornando in voga, soprattutto tra i giovani.
L’ossido di diazoto, infatti, in molti Paesi può essere procurato facilmente ed è economico. Si possono trovare rivenditori online oppure si può ricavare dalle fonti più disparate, tra cui le bombolette della panna montata spray, rendendolo accessibile a un pubblico inesperto e inconsapevole dei pericoli.

Rischi dell'Uso Improprio e a Lungo Termine
Ci sono diversi ordini di rischi collegati all’uso improprio di questo gas. Se viene inalato direttamente dalle bombolette, per esempio, c’è il rischio di lesioni alle vie respiratorie (ustioni da gelo) e ai polmoni, a causa della temperatura estremamente bassa del gas al momento del rilascio. Ci sono poi i rischi immediati connessi alle proprietà del gas alle diverse concentrazioni prima accennati, che possono portare a conseguenze fatali.
Infine, ci sono i rischi a lungo termine conseguenti a un uso prolungato del gas esilarante. In particolare, l'uso cronico di protossido di azoto può causare una carenza funzionale di vitamina B12 (il complesso viene ossidato irreversibilmente), con conseguenze soprattutto neurologiche. Come ricorda anche l’Emcdda, “l’uso regolare e intenso del gas può causare gravi danni al sistema nervoso (neurotossicità)”. Si possono presentare parestesie, ossia formicolii o sensazione di punture di spillo, intorpidimento alle estremità e agli arti soprattutto - manifestazioni di un danno ai nervi sensoriali. Le lesioni possono anche essere più estese e coinvolgere i nervi responsabili del controllo dei muscoli, così che si avverte indebolimento e ci può essere difficoltà a mantenere l’equilibrio e a camminare. Se il danno colpisce anche il sistema nervoso centrale si può arrivare all’incapacità di camminare. La questione dei pericoli legati all'uso ricreativo della sostanza è tornata di attualità con il caso di un ragazzo della provincia di Lecce che sarebbe morto per aver inalato ossido di diazoto, con i risultati dell'autopsia che daranno (o meno) la certezza delle cause.