La Gravidanza Gemellare e il Ruolo Cruciale dei Cordoni Ombelicali: Una Guida Approfondita

La gravidanza gemellare, un evento che porta con sé gioia raddoppiata e sfide uniche, solleva spesso molte domande nei futuri genitori. Tra i vari dubbi, una delle curiosità più comuni riguarda la disposizione anatomica fondamentale: quanti cordoni ombelicali hanno i gemelli? La risposta diretta è che ogni feto ha un proprio cordone ombelicale. Sebbene la placenta possa essere singola o doppia, e i sacchi amniotici condivisi o distinti, ciascun gemello è collegato individualmente a questo sistema di supporto vitale attraverso il proprio cordone. Questa configurazione, apparentemente semplice, è in realtà la chiave per comprendere la complessità e le specificità di ogni gravidanza gemellare, dipendendo strettamente dal tipo di concepimento e dalle modalità di sviluppo precoce.

La gravidanza gemellare è comunque sempre da considerarsi una “gravidanza a rischio”. I gemelli hanno un rischio complessivo circa di 5-10 volte superiore rispetto alle gravidanze singole di complicazioni o danni permanenti, ed anche i rischi materni sia durante la gestazione che durante il parto risultano maggiori. Comprendere le diverse tipologie di gemellarità, la loro formazione e le implicazioni per la salute dei bambini è fondamentale per un monitoraggio adeguato e per garantire il miglior esito possibile.

I Fondamenti della Gravidanza Gemellare: Zigosità, Corionicità e Amnionicità

Per definire e classificare le gravidanze gemellari, si utilizzano principalmente due termini: la zigosità e la placentazione (corionicità). Questi concetti sono essenziali per comprendere non solo la genetica dei gemelli, ma anche l'architettura placentare e, di conseguenza, i potenziali rischi e le necessità di monitoraggio.

La zigosità si riferisce al tipo di concepimento. I gemelli possono essere monozigoti o dizigoti. I gemelli dizigoti derivano dalla fecondazione di due diversi ovociti da parte di altrettanti spermatozoi; in questo caso, i gemelli non sono tra loro identici. Dal punto di vista genetico, i gemelli eterozigoti sono proprio come gli altri fratelli. L’unica differenza è che sono stati concepiti e partoriti insieme. I gemelli eterozigoti (o dizigoti) nascono da due ovuli distinti che sono stati rilasciati con una doppia ovulazione. Ogni ovulo viene fecondato da uno spermatozoo e quindi vengono concepiti due embrioni diversi dal punto di vista genetico che condividono solo il grembo materno durante il periodo della gravidanza. Guardando alle percentuali, circa un terzo dei gemelli è monozigote, mentre gli altri due terzi sono eterozigoti. Ciò vuol dire che è molto più probabile avere due gemelli eterozigoti, cioè diversi dal punto di vista genetico, e che possono essere due maschi, due femmine o un maschio e una femmina. La gemellarità dizigotica è più frequente nelle donne di età superiore a 35 anni per l'aumento dei livelli di gonadotropine che si verifica a quest'età e sembra essere ereditaria in alcune famiglie.

Diversamente, i gemelli monozigoti sono praticamente identici: un singolo ovulo viene fecondato da un unico spermatozoo e a un certo punto si divide in due dando vita a due embrioni separati. Questi gemelli monozigoti sono identici, hanno lo stesso corredo genetico, lo stesso sesso e lo stesso gruppo sanguigno. La gemellarità monozigotica si verifica sporadicamente e le sue cause non sono ancora del tutto chiare.

Diagramma che mostra la formazione di gemelli monozigoti e dizigoti

La corionicità (o placentazione) indica il numero di placente presenti, mentre l'amnionicità si riferisce al numero di sacchi amniotici. Il fattore principale di rischio fetale è rappresentato proprio dalla corialità, ossia dal numero di placente presenti. Se le camere gestazionali sono separate da un setto spesso è chiaro che ognuna di queste è dotata di una sua autonoma corionicità.

Il Cordone Ombelicale: Un Ponte Vitale per Ogni Gemello

Il cordone (o funicolo) ombelicale è l’organo che mette in comunicazione il feto con la placenta; è composto da due arterie che trasportano sangue ricco di CO2 e cataboliti dal feto alla placenta e da una vena che riporta il sangue ossigenato e ricco di nutrienti dalla placenta al feto. I vasi sono immersi nel tessuto gelatinoso di Wharton e contenuti all’interno delle membrane amnio-coriali.

Come anticipato, ciascun gemello, sia esso monozigote o dizigote, possiede il proprio cordone ombelicale. Questa è una costante fisiologica che assicura il trasporto individuale di nutrienti e ossigeno dalla placenta e l'eliminazione dei prodotti di scarto. Tuttavia, la modalità di inserzione di questi cordoni e la loro interazione con la o le placente possono variare significativamente a seconda del tipo di gemellarità. A volte possono presentarsi anomalie nella vascolarizzazione, come l'arteria unica, o anomalie di inserzione, come l'inserzione velamentosa, dove i vasi non si inseriscono nel disco placentare, ma decorrono nelle membrane amnio-coriali, aumentando i fattori di rischio.

Le Varie Conformazioni Placentari nelle Gravidanze Gemellari

La relazione tra la zigosità e la placentazione è fondamentale per comprendere le specificità di ciascuna gravidanza gemellare.

Gravidanza Bicoriale Biamniotica

Questa è la forma più frequente di gravidanza gemellare. Si verifica in tutti i gemelli dizigoti, poiché derivano da due ovuli distinti fecondati da due spermatozoi, e in un terzo dei monozigoti. In questo caso, i gemelli hanno un diverso patrimonio genetico se dizigoti. Ogni feto ha la propria placenta e il proprio sacco amniotico. I gemelli dizigoti avranno quindi placente e sacchi separati per ciascun feto. Nelle gravidanze dizigotiche, inoltre, generalmente si ottengono placente e sacchi separati per ciascun feto. La gravidanza gemellare bicoriale biamniotica, sia essa dizigotica o monozigotica, è la tipologia con il rischio di complicanze più basso tra le gravidanze gemellari, sebbene comunque superiore a una gravidanza singola. Se la divisione dello zigote avviene entro il quarto giorno post concezionale, la gravidanza gemellare monozigotica sarà bicoriale biamniotica. L'inner cell mass o embrioblasto non si è ancora formato, così come le cellule destinate a formare il trofoectoderma non sono ancora definite. Se il setto interamniotico esiste ed è spesso, si tratta di gravidanza bicoriale biamniotica ed in tal caso non si tratta di placenta unica, ma di placente contigue o fuse.

Gravidanza Monocoriale Biamniotica

Questa condizione si verifica quando un singolo ovulo fecondato si divide tra il quarto e l'ottavo giorno di sviluppo. In questo caso, l'inner cell mass si è formato, sono ben definite le cellule destinate a formare il trofoectoderma ed è presente la cavità blastocelica. I gemelli condividono una singola placenta ma hanno sacchi amniotici distinti, ovvero due embrioni separati che hanno ciascuno un proprio cordone ombelicale, ma possono condividere la placenta. La gravidanza monocoriale biamniotica ha una frequenza di 1 su 400 parti. Questa configurazione comporta rischi maggiori rispetto alla bicoriale, principalmente a causa della condivisione placentare e delle potenziali comunicazioni vascolari (anastomosi) tra i due sistemi circolatori fetali. I gemelli monocoriali presentano spesso una prognosi peggiore rispetto ai gemelli bicoriali, con una morbilità e mortalità perinatale da 3 a 5 volte più elevata. È una condizione che riguarda circa il 10-15% delle gravidanze gemellari monocoriali.

Gravidanza Monocoriale Monoamniotica

Rappresenta l'evenienza più rara e complessa, verificandosi in circa l'1 su 100 gravidanze monocoriali. In questo caso, la divisione dell'embrione avviene dopo l'ottavo giorno di sviluppo. È presente il disco embrionario didermico ed il celoma extraembrionario. Si osserva una cavità amniotica singola con una singola placenta da cui originano due cordoni ombelicali inseriti molto vicini l'uno all'altro. La condivisione dello stesso sacco amniotico comporta un rischio elevatissimo di complicanze, prima fra tutte l'annodamento dei cordoni ombelicali. La presenza dei due feti nello stesso sacco amniotico comporta la presenza di nodi tra i due funicoli, che si riscontrano già a partire dal primo trimestre in oltre l’80% dei casi. Questo può spiegare l’alta percentuale di mortalità riportata in letteratura per questo tipo di gemelli (fino al 50% di morti in utero), attribuita all’improvviso stringimento del nodo. Non è possibile, purtroppo, né prevedere né prevenire questo drammatico evento. Tuttavia, in letteratura sono riportati buoni esiti della gravidanza, soprattutto in quei casi sottoposti a monitoraggio ecografico intensivo, con parto elettivo a 32 settimane.

Tipi di placentazione gemellare: bicoriale biamniotica, monocoriale biamniotica, monocoriale monoamniotica

Diagnosi e Monitoraggio delle Gravidanze Gemellari: Un Percorso Attento

La diagnosi precoce del tipo di gravidanza gemellare è cruciale per la gestione e il monitoraggio. La diagnosi di corionicità, amnionicità e zigosità non sempre è di agevole determinazione. Le difficoltà sono legate all'epoca di gestazione, all'apparecchio ed alla metodica ecografica utilizzata, allo spessore del pannicolo adiposo. L'elevato potere di risoluzione delle moderne apparecchiature ecografiche consente di conoscere con largo anticipo il tipo di placentazione nelle gravidanze multiple, fornendo informazioni decisive sotto il profilo clinico e prognostico.

L'approccio ecografico alla diagnosi prenatale di corionicità raggiunge attualmente un'affidabilità del 95% circa, con il vantaggio di essere innocuo, incruento e ripetibile. Ciò avviene grazie al riconoscimento di markers specifici quali il numero delle placente, il numero delle membrane amniocoriali, lo spessore del setto interamniotico e la ricerca del segno "lambda". Quest'ultimo corrisponde alla duplicazione dei foglietti coriali nel punto di inserzione placentare.

Nel primo trimestre è facile differenziare la gestazione bicoriale da quella monocoriale perché il sepimento che differenzia i due sacchi è ben visibile. Una gravidanza bicoriale biamniotica con sesso concordante può essere monozigotica. Se osserviamo due embrioni si tratta di gravidanza gemellare monocoriale ed è importante valutarne l'amnionicità. Non altrettanto semplice è differenziare la gestazione monocoriale biamniotica da quella monocoriale monoamniotica. Nel secondo e nel terzo trimestre, per riconoscere l'amnionicità di una gravidanza gemellare in presenza di placente fuse si deve ricorrere alla determinazione del sesso fetale. In caso di sesso concordante bisogna valutare lo spessore del setto amniotico. Nel secondo e nel terzo trimestre, la mancata visualizzazione della membrana che separa i feti non deve far porre diagnosi di monoamnionicità se questa non è stata già evidenziata nel primo trimestre.

Se le placente sono due ben separate, la gemellarità è bicoriale biamniotica. Se la placenta sembra essere unica si devono valutare le caratteristiche del setto che divide le camere gravidiche. Se il setto non esiste, si deve essere molto cauti prima di asserire che si tratta di gravidanza monocoriale monoamniotica. Infatti uno dei feti potrebbe essere affetto da oligoidramnios ed in tal caso le membrane amniotiche, essendo adese al feto, non sono visibili. In conclusione, prima di porre diagnosi di gemellarità monocoriale monoamniotica, la paziente deve essere valutata accuratamente e, se necessario, ripetutamente tenendo conto dell'iter diagnostico descritto.

La gravidanza gemellare monocoriale, in considerazione del rischio elevato di complicanze, deve essere attentamente monitorata mediante controlli ecografici (almeno ogni 2 settimane, a partire dalla 15a settimana di gravidanza). L'uso sempre più esteso dell'esame ecografico nel primo trimestre di gravidanza ed in particolare la metodica transvaginale hanno consentito di osservare le gravidanze gemellari in epoca gestazionale molto precoce.

Le Complicazioni Specifiche delle Gravidanze Gemellari Monocoriali

I gemelli monocoriali, accanto alle complicazioni ostetriche comuni a tutte le gravidanze gemellari, presentano una prognosi peggiore rispetto ai bicoriali. Questo è dovuto principalmente alla condivisione della placenta e alla presenza di anastomosi vascolari.

Sindrome da Trasfusione Feto-Fetale (TTTS)

La sindrome da trasfusione feto-fetale (o TTTS twin to twin transfusion syndrome) è un evento raro (15% dei casi), ma potenzialmente letale. I gemelli monocoriali condividono la circolazione placentare: esistono vasi placentari, detti anastomosi, attraverso cui il sangue va da un gemello all’altro. Ci sono purtroppo casi in cui il sangue va in misura maggiore da un gemello verso l’altro, realizzando un flusso ematico unidirezionale con trasfusione interfetale. Più numerose sono le anastomosi placentari, minore è la probabilità che si sviluppi TTS. Le anastomosi artero-arteriose e veno-venose sono comunicazioni superficiali bidirezionali, situate alla superficie del piatto coriale. Rappresentano comunicazioni dirette tra le arterie o le vene delle due circolazioni fetali e permettono il flusso in entrambe le direzioni, in rapporto al gradiente pressorio esistente. Le anastomosi veno-venose si riscontrano solo nel 20% delle placente monocoriali.

Nella classica sindrome trasfuso-trasfusore, il gemello donatore diventa progressivamente anemico, ipoteso ed ipovolemico. Il gemello che riceve più sangue (detto “ricevente”), ha un sovraccarico di liquidi e produce più urina. Questo è causa dell’aumento del liquido amniotico nel suo sacco (polidramnios). Il gemello donatore appare ipovolemico ed anemico, dimostra ritardo di crescita di variabile entità ed oligoidramnios. Nei casi più gravi il gemello donatore può morire in utero e presentarsi alla nascita come un feto papiraceo. L’oligoidramnios può diventare così grave che il gemello donatore viene confinato sulla parete uterina, alla quale sembra aderire. Il setto interamniotico non è più visibile e si configura il quadro ecografico dello "stuck twin". Il riscontro di uno "stuck twin" non è patognomonico di TTS. Il gemello trasfuso è ipervolemico, presenta biometria normale o aumentata e può sviluppare ipertrofia cardiaca e scompenso cardiaco congestizio. L'aumentata produzione fetale di urina determina la comparsa di polidramnios. All'origine del polidramnios è l'assorbimento passivo di fluidi da parte del feto ricevente, come conseguenza dell'aumentata pressione colloido-osmotica.

I problemi che possono derivare dalla TTTS sono soprattutto due: l’aumento eccessivo del liquido amniotico determina una sovradistensione uterina, che può provocare attività contrattile, e quindi rischio di parto pretermine; il ricevente si trova a far fronte all’aumento del volume sanguigno, e questo può avere come conseguenza l’affaticamento del cuore, specialmente nei casi cronici ed a insorgenza più precoce.

L'esordio della sindrome può verificarsi a diverse epoche gestazionali, più frequentemente tra la 16a e la 25a settimana, conducendo alla perdita di entrambi i feti, oppure nel terzo trimestre ove spesso l'evidenza clinica è caratterizzata dalla sola crescita discordante dei gemelli. Esistono forme acute e croniche di TTS. Il passaggio rapido di sangue da un gemello all'altro si manifesta durante il travaglio di parto. Nella forma cronica di TTS la trasfusione di sangue da un feto all'altro si verifica in un arco temporale esteso nel corso della gravidanza. Nella gravidanza monoamniotica la trasfusione feto-fetale è un’evenienza molto rara.

Schema della sindrome da trasfusione feto-fetale (TTTS)

La Discordanza di Crescita

La discordanza di crescita complica un ulteriore 15% circa delle gravidanze gemellari monocoriali. Questo significa che uno dei gemelli cresce meno dell'altro, il che può essere un segnale di una distribuzione ineguale delle risorse placentari o di altre problematiche. La flussimetria Doppler delle arterie ombelicali presenta una sensibilità del 77,8% ed una specificità del 95,8% nel predire la crescita fetale discordante. Solo nei gemelli con crescita discordante causata da TTS esistono differenze elevate nell'indice di pulsatilità delle arterie ombelicali e che tali differenze possono essere identificate prima che si sviluppi idrope nel gemello ricevente.

TRAP Sequence (Gemello Acardio Acaefalo)

Questa rara complicanza si verifica quando uno dei gemelli, a causa di particolari anastomosi presenti sulla superficie della placenta, non si sviluppa correttamente. Il gemello acardio non ha connessioni vascolari dirette con la placenta. Anastomosi vascolari ombelicali artero-arteriose permettono al sangue di circolare secondo un gradiente pressorio che va dal feto normale all'acardio. In ogni caso, la circolazione congiunta che si stabilisce esclude dalla perfusione ematica il distretto craniale del feto destinato a divenire acardio, con conseguente arresto della morfogenesi. Non ha capacità di vita propria, ma, poiché condivide la placenta con l’altro gemello, continua a crescere. L'acardia è una complicanza delle gravidanze gemellari monocoriali e si verifica nell'un per cento di queste. Sebbene ritenuta peculiare della monocorionicità, l'acardia è stata descritta eccezionalmente in gravidanze dizigotiche con placente fuse ed inserzioni funicolari contigue.

Nel gemello acardio non è possibile identificare il cuore. L'estremo cefalico può mancare del tutto oppure può osservarsi anencefalia, con presenza della sola base cranica. La cute fetale è ispessita e presenta aree simil igromatose diffuse al collo ed al tronco. Quasi sempre mancano gli arti superiori. Il gemello "pompa" può presentare segni di idrope con epatosplenomegalia, idrotorace, versamento pericardico ed edema sottocutaneo. La diagnosi ecografica di acardia può essere posta fin dalla 11a - 12a settimana di gestazione con metodica transvaginale.

Annodamento dei Cordoni Ombelicali

Specifico delle gravidanze monocoriali monoamniotiche, questo è un rischio elevato a causa della condivisione del sacco. Come accennato, questo può portare a un'alta mortalità fetale.

Sindrome del "Vanishing Twin" (Gemello che Scompare)

L'arresto dello sviluppo ed il conseguente riassorbimento di uno o più feti nel primo trimestre di gestazione è un fenomeno frequente in caso di gravidanza multipla (20 - 50%). Il "gemello che scompare" può manifestarsi clinicamente con sanguinamento genitale. Ecograficamente è possibile osservare la camera gestazionale in via di espulsione o ritenuta in utero. La prognosi per i feti superstiti è solitamente favorevole. Recenti ricerche ipotizzano che il fenomeno del vanishing twin sia una forma precocissima di sindrome trasfuso-trasfusore da anastomosi placentari non bilanciate. Pharoah e Cooke hanno ipotizzato l'esistenza di un rapporto causale tra il fenomeno del vanishing twin e la paralisi cerebrale spastica infantile. Il fenomeno del "vanishing twin" è considerato una forma acuta di TTS che si verifica nel primo trimestre di gravidanza.

Morte Intrauterina di un Gemello

La morte intrauterina di un gemello si verifica nel 2-5% delle gravidanze gemellari e nel 14 -17% delle gravidanze trigemine. Colpisce i gemelli monocoriali con una frequenza 3-4 volte maggiore rispetto ai bicoriali ed è più comune quando uno dei feti presenta anomalie anatomiche. La preoccupazione maggiore in caso di morte intrauterina di un gemello riguarda l'elevata incidenza di morbilità e mortalità del feto superstite che va dal 20 al 47% delle diverse casistiche ed è in rapporto alla corionicità. Infatti, oltre il 12% dei gemelli monocoriali superstiti alla morte del co-gemello presenta danni neurologici ed extraneurologici di varia entità. I danni neurologici comprendono la necrosi cerebellare, l'idranencefalia, l'idrocefalo, l'infarto cerebrale, la microcefalia, l'encefalomalacia multicistica, la porencefalia e la quadriplegia spastica. I danni extraneurologici sono l'atresia intestinale, la necrosi renale e polmonare, l'infarto epatico e splenico. L'esatto meccanismo etiopatogenetico alla base del danno d'organo nel gemello superstite non è stato determinato.

Malformazioni Congenite

Nelle gravidanze dizigotiche il rischio per ogni feto è identico a quello della gestazione singola, mentre la percentuale di malformazioni è alta nelle gravidanze monocoriali biamniotiche ed è altissima in quelle monocoriali monoamniotiche. Ciò sia perché la gemellarità monozigotica è essa stessa il risultato di un'anomalia dello sviluppo embrionale sia perché alcuni fattori endogeni ed esogeni responsabili della gemellarità possono essere, al tempo stesso, causa di anomalie congenite. La diagnosi ecografica delle malformazioni congenite in corso di gravidanza gemellare non è sempre agevole.

Strategie di Gestione e Trattamento delle Complicanze

Per condizioni come la TTTS è possibile un trattamento causale, la Laser coagulazione delle anastomosi placentari. La sindrome da trasfusione feto-fetale viene trattata in Policlinico tramite la coagulazione laser endoscopica, con cui vengono ‘bruciati’ selettivamente alcuni vasi sanguigni della placenta per ristabilire la giusta distribuzione del sangue per entrambi i gemelli. Grazie a questa tecnica la sopravvivenza dei neonati è di circa il 50% per entrambi i gemelli e del 70% per un solo gemello. L'amnioriduzione è un trattamento sintomatico che prolunga la gravidanza complicata da TTS diminuendo la sovradistensione uterina ed il rischio di travaglio pretermine.

Esiti a distanza delle twin-to-twin trasfusion syndromes trattate con laser terapia

Per altre complicanze, come un’anomalia discordante o una severa discordanza di crescita in un gemello, il trattamento dipende dalla severità della condizione e dall’epoca gestazionale e può prevedere - in alcuni casi - il clampaggio del cordone ombelicale del gemello compromesso. Il management varia in relazione all'epoca gestazionale in cui si verifica la morte fetale, alla causa della morte ed alla corionicità dei gemelli. In caso di gemellarità bicoriale, la mancanza di anastomosi placentari rende favorevole la prognosi per il gemello superstite, consentendo di continuare la gravidanza fino all'epoca di maturità polmonare fetale. In caso di gemellarità monocoriale importanti interrogativi riguardano l'outcome del gemello superstite in relazione al possibile danno d'organo cui potrebbe aggiungersi il danno arrecato dal parto pretermine. La scelta di far proseguire la gravidanza o di provocare il parto è funzione dell'epoca gestazionale nella quale si verifica la morte fetale e deve essere esaurientemente discussa con la coppia. Il rischio materno è rappresentato dalla ritenzione di materiale abortivo che può determinare l'insorgenza di coagulopatia da consumo.

Dibattuto è il ruolo della flussimetria Doppler nella diagnosi e nel management della TTS. Mari ha affermato che l'amniocentesi evacuativa condotta in maniera aggressiva può determinare improvvise modificazioni pressorie fetali responsabili di vasodilatazione significativa dell'arteria cerebrale media. La comparsa di vasodilatazione potrebbe essere prevenuta controllando la flussimetria dell'arteria cerebrale media durante l'amniocentesi evacuativa. Infine, la flussimetria è stata impiegata per studiare le modificazioni emodinamiche che si verificano nel feto donatore e nel feto trasfuso. L'uso del color doppler è stato proposto per identificare le anastomosi placentari, ma fino a pochi anni or sono era stato possibile evidenziare le sole anastomosi artero-arteriose che presentano un caratteristico spettro pulsatile bidirezionale.

Fattori Che Influenzano la Gemellarità: Dalla Natura alla Procreazione Assistita

Una gravidanza gemellare può essere frutto del caso oppure di precisi fattori. Tra le cause naturali, si annoverano l’ereditarietà da parte materna e l’età della madre, che influisce in modo significativo sui tassi di gemellarità anche nei casi di concepimento naturale. La gemellarità dizigotica, ad esempio, è più frequente nelle donne di età superiore a 35 anni per l'aumento dei livelli di gonadotropine che si verifica a quest'età e sembra essere ereditaria in alcune famiglie. Studi effettuati sulle tribù Yoruba ed in altre popolazioni di razza nera che presentano elevate percentuali di gemellarità dizigotica hanno dimostrato che tale propensione è correlata all'elevata concentrazione plasmatica di FSH ed LH che deriva da una peculiare costituzione ipotalamo-ipofisaria.

Un fattore che ha contribuito all'incremento del numero di gravidanze multiple è l’introduzione e il ricorso sempre più frequente ai trattamenti di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), specialmente nelle donne over 40. Certamente le procedure di PMA rappresentano una causa importante di parto plurimo, specie se non si adotta una corretta e responsabile strategia sul numero di embrioni da trasferire. In generale, il miglioramento delle procedure di PMA sta portando a una riduzione delle gravidanze gemellari rispetto al passato. Gli Stati Uniti stanno sperimentando un boom di nascite gemellari, le cui cause stanno un po’ nell’aumento dell’età media delle aspiranti mamme, un po’ nell’incremento della PMA. Gran parte di questi gemelli sono eterozigoti, quindi concepiti a partire da due diversi ovociti. Il numero di gemelli omozigoti, invece, sembra essere rimasto più o meno lo stesso. Si calcola che oggi solo 1 coppia su 3 sia formata da gemelli identici.

Il Parto Gemellare: Considerazioni e Possibilità

La gravidanza gemellare ha una maggiore probabilità di concludersi pretermine. Le gravidanze gemellari hanno una durata media di 37 settimane a causa di un invecchiamento più rapido della placenta (doppia o unita che sia). Alla 38a settimana al massimo si tende a programmare o indurre il parto. Ed è per questa ragione che i bimbi sono normalmente più piccoli di un bimbo a fine gravidanza singola.

Il parto potrà essere naturale solo se il primo dei gemelli si trova in posizione cefalica. Il parto naturale non è dunque escluso a priori. Se i bimbi sono entrambi in posizione cefalica, infatti, è possibile il parto naturale. Nella maggior parte dei casi, il parto avviene tramite taglio cesareo, anche se è possibile affrontare il parto naturale, ammesso che il primo bambino sia in presentazione cefalica e dunque a testa in giù. È anche possibile, qualora si inizi il parto naturale, che si debba passare al taglio cesareo, se insorgono complicazioni. I fattori di rischio sono generalmente predisponenti al prolasso, legati alla parte fetale presentata e al grado di impegno nel canale del parto.

La Conservazione del Sangue Cordonale nei Gemelli: Un Valore Prezioso

I genitori in attesa di gemelli eterozigoti possono scegliere di conservare il cordone ombelicale di entrambi. Il problema è che i gemelli sono in media più piccoli, in quanto si sviluppano condividendo spazio e nutrienti con un altro feto. Ciò significa che avranno meno sangue cordonale da conservare, il che potrebbe preoccupare diversi genitori. Nonostante in questi casi il sangue cordonale sia di meno, è comunque una risorsa preziosissima. Da un punto di vista genetico, i gemelli eterozigoti sono proprio come gli altri fratelli. Come tutti gli altri fratelli, quindi, hanno un 25% di possibilità di essere donatori compatibili di cellule staminali. Solo nel caso di gemelli omozigoti questa possibilità è del 100%, in quanto hanno lo stesso DNA.

Illustrazione del prelievo di sangue cordonale

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