Comprendere i giorni più fertili è di fondamentale importanza per chiunque desideri intraprendere il percorso della gravidanza. Questo perché i giorni fertili non sono un concetto statico o immutabile, bensì una finestra temporale ben definita all'interno del ciclo mestruale femminile, influenzata da una complessa interazione di fattori biologici e ormonali. Esistono vari metodi per scoprirli, tra cui calcolatori, applicazioni mobili, test di ovulazione e la misurazione della temperatura basale. Tuttavia, bisogna informarsi bene e non lasciare tutto nelle mani di questi strumenti, soprattutto se le proprie mestruazioni non sono regolari o se si ha uno squilibrio che potrebbe influenzare l’ovulazione o i cicli mestruali.
Nell'ambito della ricerca di una gravidanza, attorno ai giorni fertili, circolano numerose convinzioni popolari e talvolta anche vere e proprie interpretazioni dogmatiche, che vanno ben oltre la pura scienza. Sicuramente avrai sentito molte cose su questo argomento, ma non tutte sono vere. La fertilità, in quanto aspetto intrinseco della vita umana e della riproduzione, può diventare oggetto di dibattito, di ricerca scientifica rigorosa, ma anche di regole e precetti che, in alcuni contesti, possono assomigliare a un approccio "settario" o comunque rigidamente dottrinale alla procreazione. Questa distinzione tra la comprensione scientifica e le visioni più restrittive è cruciale per un approccio consapevole e informato.

La Biologia della Fertilità: Comprendere il Ritmo del Corpo e Sfatare i Miti
La fertilità di una donna è intrinsecamente legata alla sua capacità di concepire, ovvero di permettere l'incontro tra un ovulo maturo e uno spermatozoo per dare inizio a una gravidanza. Questo processo è orchestrato dal ciclo mestruale, un fenomeno complesso che prepara il corpo femminile alla possibilità di concepire ogni mese. L’ovulazione è il processo mediante il quale un ovaio rilascia un ovulo maturo, generalmente a metà del ciclo mestruale. Questo evento segna l’inizio della finestra fertile, un periodo cruciale durante il quale è possibile concepire.
La Finestra Fertile: Un Periodo Cruciale per il Concepimento
Contrariamente a una comune credenza che suggerisce che i giorni fertili effettivi siano solo due per ogni ciclo, la realtà biologica è più complessa e generosa. In generale, il periodo fertile dura circa 5 giorni. Questo periodo inizia da 2 a 3 giorni prima dell’ovulazione, continua il giorno dell’ovulazione e finisce un giorno dopo l’ovulazione. Il motivo di questa finestra estesa è che, a differenza dell’ovulo, che può essere fecondato solo entro 24 ore dopo il suo rilascio, lo sperma può sopravvivere nel corpo della donna fino a 48-72 ore, e in alcuni casi fino a cinque giorni, nel tratto riproduttivo femminile. Pertanto, avere rapporti sessuali nei giorni precedenti l'ovulazione aumenta significativamente le possibilità di concepimento, in quanto gli spermatozoi possono attendere l'arrivo dell'ovulo. La probabilità di concepimento è più alta se si hanno rapporti sessuali nei 2-3 giorni precedenti l’ovulazione e il giorno stesso dell’ovulazione, con il giorno prima e il giorno stesso dell’ovulazione che rappresentano i giorni di massima fertilità. Nel complesso, il ‘periodo fertile’ interessa fino a 6 giorni. Durante questi giorni, la presenza di spermatozoi nel tratto riproduttivo femminile aumenta le possibilità di fecondazione.

Ciclo Mestruale e Previsione dell'Ovulazione: Non Solo 28 Giorni
Molte persone credono erroneamente che i calcolatori dell’ovulazione funzionino solo se si hanno cicli di 28 giorni. Questo è un falso. Ciò che conta è la regolarità, più che la durata. Se i tuoi cicli sono più o meno lunghi di 28 giorni, ma sempre regolari, puoi comunque stimare la data dell’ovulazione. Tuttavia, è importante ricordare che il calcolatore dell’ovulazione è uno strumento basato su dati statistici, e i dati forniti sono date approssimative basate su un ciclo regolare di 20-35 giorni. Un ciclo mestruale irregolare può rendere più difficile prevedere l’ovulazione, complicando la pianificazione di una gravidanza.
Il ciclo mestruale dura in media 28 giorni, ma ogni donna è unica e molte donne hanno un ciclo la cui durata può variare di 7 giorni o più. In linea teorica, in un ciclo di 28 giorni l'ovulazione avviene il 14° giorno. I giorni fertili iniziano generalmente circa 10-14 giorni dopo il primo giorno delle mestruazioni, in un ciclo regolare di 28 giorni. La fase più fertile è quella che precede l'ovulazione, cioè quando l'ovulo viene rilasciato dall'ovaio, e include i 4-5 giorni precedenti e il giorno stesso dell’ovulazione. Nel caso di un ciclo regolare di 28 giorni, ciò corrisponde indicativamente ai giorni tra l’11° e il 16° giorno. L'ovulazione avviene generalmente a metà ciclo, cioè 14 giorni prima di avere le mestruazioni. Anche in una donna che ha un ciclo regolare di 28 giorni, il giorno in cui inizia l'ovulazione può variare da un mese all'altro. Inoltre, sono pochissime le donne che hanno un ciclo totalmente costante, ogni ciclo. Fu nel 1924 che il ginecologo giapponese Kyusaku Ogino scoprì la legge fisiologica per cui nel corpo femminile l’ovulazione avviene una sola volta nel corso del ciclo mestruale, statisticamente intorno al 14° giorno. I suoi studi avevano lo scopo di offrire alle coppie in cerca di gravidanza uno strumento per migliorare le probabilità di concepimento.
Metodi per Identificare l'Ovulazione: Ascoltare il Proprio Corpo e la Scienza
Per coloro che cercano attivamente di concepire, la capacità di identificare i giorni fertili è cruciale. Esistono diversi metodi, alcuni basati sull'osservazione del corpo, altri su strumenti più tecnologici.
- Test di Ovulazione: Questi test sono particolarmente utili se il ciclo è irregolare, in quanto, in tali situazioni, può essere più difficile azzeccare la data di ovulazione con i calendari. Se si hanno cicli irregolari, i test di ovulazione sono più affidabili. Tuttavia, è un falso che se il test di ovulazione è positivo, vuol dire che si sta ovulando in quel momento. I test di ovulazione misurano solo l’aumento dell’ormone luteinizzante (LH) nelle urine, ma di solito l’ovulazione avviene entro le 24-36 ore successive a questo aumento. Questi test sono disponibili senza obbligo di ricetta in farmacia e parafarmacia.
- Temperatura Basale: L'affermazione che la temperatura basale non è affidabile è un falso. Se viene misurata nel modo giusto, è affidabile. La temperatura basale è la temperatura corporea quando il corpo è completamente a riposo. L’ovulazione e la presenza di progesterone causano un leggero aumento della temperatura, di circa 0,3-0,5°C dopo l’ovulazione, ma bisogna misurarla subito dopo il risveglio del mattino, prima di alzarsi dal letto.
- Muco Cervicale: Il corpo, in realtà, ci parla, e la secrezione di muco chiaro e fluido indica che si sta ovulando. È vero. Con l’avvicinarsi dell’ovulazione, il muco cervicale diventa più fluido e più trasparente. Il suo aspetto e la sua consistenza sono molto simili a quelli dell’albume d’uovo. Lo scopo di questo muco è quello di aiutare gli spermatozoi a risalire la cervice per fecondare l’ovulo.
- Desiderio Sessuale: In quei giorni si sente un forte desiderio sessuale. Questo è vero. I livelli di estrogeni aumentano dopo le mestruazioni e raggiungono il picco durante l’ovulazione, il che può portare a un aumento del desiderio sessuale, anche se questo non accade sempre o né capita a tutte le donne. La natura non lascia niente al caso! Se durante il periodo fertile una donna diventa più attraente, chi meglio delle altre donne può captare istintivamente i segnali dell’ovulazione in corso? Scatterebbero quindi dei meccanismi di difesa che le portano a mettere delle barriere tra il proprio partner e le altre donne nei loro momenti più fertili.
- Altri Segnali: A volte si avverte un piccolo dolore al basso ventre, un ulteriore segnale che il corpo sta inviando.
OVULAZIONE: comprendere la finestra fertile e il monitoraggio del ciclo
Fertilità e Età: Il Patrimonio Ovocitario e il Suo Declino
Ogni donna nasce con un patrimonio finito di ovuli, circa 1-2 milioni alla nascita, che diventano 300-400mila alla pubertà. Tutte le cellule uovo che verranno usate nel corso della vita di una donna, dalla pubertà alla menopausa, sono già formate al momento della nascita. Questa riserva non è infinita, né si rigenera. Fin dalla nascita, infatti, le cellule uovo iniziano a diminuire spontaneamente, ben prima della pubertà.
In media, la massima fertilità femminile si colloca tra i 20 e i 30 anni. In questo periodo, la qualità e la quantità degli ovuli sono ottimali, e le probabilità di concepimento per ciclo possono raggiungere il 25-30%. Dopo i 32 anni circa, tuttavia, la fertilità femminile inizia a diminuire gradualmente, anche se il calo diventa più marcato dopo i 37 anni, con una riduzione della riserva ovarica, ovvero il numero di ovuli disponibili. Con l’avanzare dell’età, diminuisce non solo la quantità di ovociti ma calano anche la qualità e la fertilità, rendendo più difficile il concepimento e aumentando il rischio di anomalie cromosomiche. Per questo motivo, la fertilità femminile ha un picco tra i 20 e i 30 anni, per poi iniziare a declinare sensibilmente dopo i 35.
Si sente spesso dire che dopo i 35 anni “è troppo tardi”, ma non è così. È vero che le probabilità di concepimento diminuiscono, ma ogni donna è diversa. La fertilità dipende dallo stato di salute generale, dallo stile di vita e da eventuali condizioni mediche. L’importante è non trasformare l’informazione in ansia: sapere che la fertilità cambia con l’età aiuta a fare scelte consapevoli, non a vivere con paura. La menopausa è un fenomeno biologico che la scienza non ha ancora saputo spiegare del tutto. Una teoria circolata dalla fine degli Anni ’50 è la cosiddetta “ipotesi della nonna”, formulata dal biologo statunitense George Christopher Williams, che attribuisce alla menopausa un vantaggio nella conservazione della specie, suggerendo che la presenza di donne disponibili ad assistere le figlie durante il parto e a occuparsi dei nipoti migliorerebbe il tasso di sopravvivenza della prole.
Miti e Realtà sulla Gravidanza Immediata e Durante il Ciclo
È un mito diffuso quello secondo il quale non puoi rimanere incinta la prima volta che hai un rapporto sessuale non protetto. Non è assolutamente vero. Puoi sempre rimanere incinta se hai un rapporto sessuale non protetto, anche la prima volta. La probabilità di concepimento è massima nel giorno dell’ovulazione e nei 2 giorni precedenti. Questo è il periodo in cui l’ovulo è presente e gli spermatozoi possono ancora essere attivi nell’utero.
Rimanere incinta durante il ciclo è improbabile, ma è possibile, soprattutto in presenza di cicli brevi o irregolari. Nel linguaggio comune, "ciclo" viene spesso utilizzato per indicare le mestruazioni, cioè la perdita di sangue che occorre ogni mese e dura, in media, dai 3 ai 7 giorni. Si può rimanere incinta subito dopo il ciclo. Se si ovula presto o se si ha un ciclo mestruale breve o lungo, il lasso di tempo tra il ciclo e l'ovulazione potrebbe essere molto inferiore. Durante le mestruazioni, non si può rimanere incinta nel momento in cui si ha un rapporto sessuale perché fisiologicamente l'ovulazione non coincide con i giorni in cui è presente il flusso mestruale. Tuttavia, anche se gli spermatozoi non riescono a raggiungere immediatamente l'ovulo durante il ciclo mestruale, possono comunque sopravvivere nel corpo per tre o cinque giorni. Ciò significa che una gravidanza è possibile se l'ovulazione avviene poco dopo la fine delle mestruazioni. È improbabile, soprattutto nelle donne con cicli regolari di 28 giorni, ma non impossibile. È possibile rimanere incinta anche 5 giorni dopo la fine del ciclo, soprattutto se il ciclo è breve, ma dipende da quando si ovula. Quando un ovulo fecondato non si impianta, e non si rimane incinte, il corpo perde il rivestimento dell'utero (endometrio) per dare inizio al ciclo. È cruciale ricordare che, anche se il rischio è più basso in alcuni giorni, nessun giorno è totalmente sicuro senza l’uso di un metodo contraccettivo affidabile.

Oltre la Scienza: La Fertilità come Dogma e l'Approccio del Cammino Neocatecumenale
Mentre la scienza offre una comprensione approfondita e basata sull'evidenza della fertilità umana, esistono contesti culturali e religiosi in cui la procreazione e i "giorni fertili" vengono interpretati attraverso una lente dogmatica e rigorosa, che può assumere le caratteristiche di un approccio quasi "settario". Un esempio significativo di tale prospettiva emerge dalle testimonianze relative al Cammino Neocatecumenale (Cn), un movimento religioso di ispirazione cattolica.
Il Cammino Neocatecumenale: Origini, Struttura e Visione della Procreazione
Il Cammino Neocatecumenale nacque intorno alla metà degli anni Sessanta del secolo scorso in seguito all'azione di Kiko Argüello, artista spagnolo dall'animo inquieto, e Carmen Hernández, laureata in teologia che sognava di fare la missionaria da quando era bambina. Negli anni i due ebbero molto successo come predicatori, ottenendo prima da Giovanni Paolo II un documento di benestare che esortava i vescovi ad aprire le porte delle parrocchie ai neocatecumenali, poi l'approvazione dei loro statuti dal Pontificio consiglio per i laici nel maggio 2008, che comportò il loro riconoscimento ufficiale dalla Chiesa. La presenza del Cammino è diffusa; ad esempio, a Bari e provincia ci sono 16 comunità neocatecumenali, ospitate ognuna in una parrocchia. La più importante e più numerosa, come spiegato dal 43enne neocatecumenale Luigi, è quella di Santa Maria Maddalena, conosciuta anche come la "chiesa di Goldrake" di via degli Alfaraniti.
Le regole e i precetti del Cammino Neocatecumenale sono descritti come difficili da non definire "stravaganti" da un'insegnante di una scuola elementare di Bari, che ha un alunno appartenente a questo movimento. Un aspetto centrale della dottrina del Cammino riguarda la procreazione. I neocatecumenali, ad esempio, hanno un sacco di figli, spesso 7, 8, 10 o più. Questo deriva dalla loro convinzione che per loro non esista il sesso al di fuori del meccanismo riproduttivo. Come afferma Antonio, 37enne neocatecumenale barese, il sesso non è contemplato al di fuori del meccanismo riproduttivo. Questa visione porta a una rigida opposizione all'uso di qualsiasi forma di contraccettivo durante il rapporto sessuale, anche "naturale" come la pratica del coito interrotto. Martina, 23enne che sta cercando di svincolarsi da questo movimento in cui la sua famiglia è saldamente ancorata, racconta che la sua impressione è sempre stata quella per cui il sesso per loro non sia un atto di piacere o d’amore, ma che sia esclusivamente funzionale all'allargamento della comunità.
Dinamiche Familiari e Sociali all'Interno del Cammino
Con la priorità data all'allargamento della comunità attraverso la procreazione, emerge una particolare dinamica familiare. Ogni bambino deve necessariamente occuparsi del fratello più piccolo. I bambini, come detto, vengono subito responsabilizzati all’interno della famiglia. Edoardo, 56enne barese neocatecumenale, spiega che visti i numerosi impegni cui la loro comunità religiosa sottopone i suoi adepti, è giusto che i loro figli, fin da piccoli, si responsabilizzino.
Lorenzo, 35enne ed ex neocatecumenale, confessa che per i neocatecumenali la famiglia è importante, ma in un certo senso svuotata di significato. Egli, cresciuto in una famiglia del Cammino, garantisce che i rapporti tra lui, i suoi genitori e i suoi cinque fratelli non sono tipici di un nucleo familiare "normale". Si rispettano a vicenda, forse anche a livelli estremi: non esiste scontro ed esiste un rapporto di confronto non solo con i genitori, ma anche tra fratelli. La maestra barese conferma le parole di Lorenzo, notando una specie di distacco tra i fratelli del Cammino. Nella scuola dove insegna ci sono diversi bambini appartenenti a vari nuclei familiari neocatecumenali: nella stessa famiglia ci sono dai cinque ai sette figli, distribuiti nelle varie classi perché hanno al massimo un anno di differenza l'uno dall'altro. Arrivano tutti insieme, si aspettano per andar via tutti insieme, si aiutano a vicenda per portare gli zaini pesanti, ma non si parlano più di tanto, non si salutano, non si "sfottono" come gli altri bambini. E poi non parlano quasi con nessuno, un pochino solo con i bimbi di altre famiglie che fanno parte del Cammino come loro. Se il fratellino più piccolo fa amicizia con un altro coetaneo, interviene subito quello più grande per “verificare” la situazione. Martina aggiunge che i rapporti sociali sviluppati con gente che possiede altre credenze o che pratica altre religioni sono malvisti, e solo gli appartenenti all'Opus Dei sono tollerati come potenziali "amici", perché considerati più vicini ai dogmi religiosi del Cammino Neocatecumenale.
Il Ruolo dei Catechisti e lo "Scrutinio"
La figura che ha più importanza all'interno delle comunità neocatecumenali è quella del catechista. La struttura interna del Cammino è infatti organizzata secondo una forma gerarchica: Kiko e Carmen sono i catechisti con più potere e sotto di loro esistono tanti altri catechisti sparsi per il mondo che agiscono all'interno di comunità ben definite e distribuite e che hanno rapporti costanti con i loro superiori. Questo pone una domanda naturale: che ruolo hanno i sacerdoti? Marco, 46enne cattolico, risponde che i preti sono mere presenze investite di una dubbia sacralità, ma in realtà esautorate da ogni autorità, che legittimano l'ispirazione religiosa del movimento e la sacralità dei luoghi di culto.
Un aspetto particolarmente delicato e difficile da sostenere, come rivela Martina, è il momento dello "scrutinio", in cui ogni membro si espone davanti a tutti gli altri, di fronte al crocefisso, e si sottopone alle domande dei catechisti. Vengono fatte domande sulla vita privata di ognuno davanti a un pubblico attento e pronto a giudicare se si è moralmente “corretti”. Martina racconta di aver visto confessare tradimenti tra moglie e marito o ragazze essere guardate male da tutti per essere uscite con gli amici il sabato sera dopo la celebrazione della messa. Questo meccanismo di controllo e giudizio collettivo rafforza l'idea di una gestione molto strutturata e dogmatica della vita privata e sociale degli adepti, inclusa la sfera della procreazione e della sessualità.
Gestire la Ricerca della Gravidanza: Aspettative Realistiche e Supporto Medico
La ricerca di una gravidanza è un viaggio personale, spesso entusiasmante ma talvolta anche costellato di ansie e incertezze. Nonostante la conoscenza dei giorni fertili sia un elemento cruciale, è fondamentale mantenere aspettative realistiche e sapere quando è opportuno cercare un supporto medico.
Aspettative di Concepimento e i Tempi Fisiologici
Se si hanno rapporti sessuali nei giorni fertili ma non si rimane incinta, questo non vuol dire necessariamente che si abbia un problema di fertilità. Non per forza, poiché non sempre la gravidanza si ottiene al primo tentativo. Per questo motivo, di norma bisogna prevedere un certo lasso di tempo per ottenere una gravidanza naturale. Una donna giovane ha circa il 30 per cento di probabilità di rimanere incinta per ogni ciclo mensile, quindi per ogni ovulazione. Non è detto che questo accada con sicurezza matematica: a volte è possibile che ci vogliano alcuni mesi prima di rimanere incinta, anche in assenza di particolari problemi. Una coppia giovane e sana di norma entro un anno di tentativi riesce a concepire. A volte, quindi, possono trascorrere anche alcuni mesi prima che il concepimento avvenga.
Quando Ricorrere al Supporto Medico: Definizione di Infertilità
In linea di massima, se tu e il tuo partner non avete problemi di fertilità e avete meno di 35 anni, potete concedervi un periodo di prova di un anno al massimo. Si parla di infertilità quando non arriva una gravidanza dopo 12 mesi di rapporti non protetti o 6 mesi se la donna ha più di 35 anni. Nei casi in cui ci siano difficoltà, oggi la medicina della riproduzione offre soluzioni diverse, dalla stimolazione ormonale alla fecondazione assistita. L’infertilità non è una colpa né un fallimento, e può essere opportuno che la coppia che desidera un figlio si rivolga senza perdere troppo tempo a un centro per la PMA (Procreazione Medicalmente Assistita), soprattutto quando la donna, in età matura, ha problemi relativi all'ovulazione o bassa riserva ovarica.
L'Impatto dello Stress e il Ruolo dei Contracettivi
Lo stress non è mai sano, ma a meno che non interrompa i tuoi cicli mestruali o la tua vita sessuale, non ti impedirà di concepire. È stato suggerito che l’uso di test di ovulazione per definire le tempistiche dei rapporti sessuali, concentrandoli nei giorni di massima fertilità, possa essere stressante, ma in realtà non è più stressante del cercare di concepire senza il loro aiuto. Ricorda anche che, se stai cercando da tempo di avere un bambino, è normale che i rapporti sessuali comincino a sembrarti meccanici. Capita a molte coppie di avere questa sensazione e non significa che ci siano dei problemi nella relazione. Informarsi è importante, ma non deve mai trasformarsi in ansia: conoscere come funziona il proprio corpo aiuta a sentirsi libere, non intrappolate. L’importante è non trasformare l’informazione in ansia: sapere che la fertilità cambia con l’età aiuta a fare scelte consapevoli, non a vivere con paura.
Un altro aspetto spesso oggetto di domande riguarda l'uso dei contraccettivi ormonali. È falso che, se si utilizzano contraccettivi ormonali, bisogna interromperli e aspettare di avere un ciclo mestruale completo e una mestruazione naturale prima di cercare un bambino. Nel momento in cui si interrompe l’uso dei contraccettivi ormonali, si può già iniziare a cercare una gravidanza. Una delle modalità di azione della pillola consiste nell’impedire l’ovulazione. Il fatto di non avere mai assunto contraccettivi ormonali non ti pone necessariamente in una posizione di vantaggio; il tuo corpo potrebbe essere in grado di regolarsi meglio, ma ciò non significa che tu possa rimanere incinta più facilmente.

Contraccettivi d'Emergenza e la Loro Azione sull'Ovulazione
La comprensione dell'ovulazione è fondamentale anche nel contesto della contraccezione d'emergenza. La pillola del giorno dopo, a base di levonorgestrel, è un farmaco approvato per la contraccezione d'emergenza che si somministra non oltre le 72 ore (cioè 3 giorni) successive al rapporto sessuale considerato a rischio, per evitare una gravidanza non desiderata. La pillola del giorno dopo è in grado di impedire la fecondazione dell'ovulo solo se assunta prima dell'innalzamento dell'ormone LH; il levonorgestrel non può bloccare, infatti, l'ovulazione se questa è già iniziata.
Esiste anche la "pillola dei 5 giorni dopo", a base di ulipristal acetato, che, invece, è in grado di agire modificando l'attività dell'ormone progesterone, ritardando il processo che conduce all'ovulazione. Questa "pillola dei 5 giorni dopo" è tre volte più efficace della formulazione a base di levonorgestrel, se assunta entro le prime 12-24 ore dal rapporto a rischio, ed agisce per più tempo (fino a 120 ore contro le 72). Nel mese successivo alla sua assunzione, la "pillola dei cinque giorni dopo" non impedisce l'ovulazione, ma potrebbe influenzare la recettività dell'endometrio. L'unico modo sicuro per prevenire una gravidanza naturale è evitare il sesso.
Test di Gravidanza: Tempistiche e Affidabilità
Quando si sospetta una gravidanza, il test è il metodo più comune per confermarla. Devono passare sei-sette giorni dalla fecondazione (da un rapporto sessuale) prima che l’organismo cominci a produrre l’ormone della gravidanza (hCG) e qualche altro giorno prima che il livello sia sufficientemente elevato da essere rilevato da un test di gravidanza. Alcuni test di gravidanza in commercio possono essere utilizzati a partire da sei giorni prima del ritardo delle mestruazioni (5 giorni prima del giorno previsto del ciclo mestruale), anche se i livelli dell’ormone della gravidanza nelle urine potrebbero non essere abbastanza elevati da essere rilevati.
È falso pensare che un test precoce non sia affidabile. Se esegui in anticipo il test e ottieni un risultato ‘Incinta’, puoi considerarlo attendibile. Al contrario, se esegui in anticipo il test e ottieni un risultato ‘Non Incinta’, ti consigliamo di ripeterlo il giorno in cui sono previste le mestruazioni. Va bene quello che si esegue sulle urine, con l’apposito kit fai-da-te. Se il risultato fosse positivo, non è necessario iniziare l’iter dei dosaggi dell’ormone beta-hCG nel sangue, che impone vari prelievi. Una volta appurato con il test effettuato sulle urine che la gravidanza è iniziata basta così per quanto riguarda le analisi.
È fondamentale prenotare, con calma, il primo controllo ginecologico con ecografia, ma è consigliato vivamente di non affrontarlo prima della sesta settimana finita. Diversamente, c’è la possibilità che in utero non si veda nulla, nonostante magari vada tutto bene. È anche importante assumere l’acido folico nella dose di una compressa al giorno da 400 microgrammi, in quanto serve a prevenire gravi malformazioni del bambino e va preso per tutto il periodo della ricerca della gravidanza fino almeno al termine del primo trimestre. Infine, è consigliabile rallentare, di adeguare i propri ritmi a quelli della natura: la gravidanza è lunga, è meglio avere meno fretta.
