Nell'ambito del percorso di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), la fase diagnostica preliminare riveste un ruolo cruciale per garantire la sicurezza della madre e del futuro nascituro. Spesso, le coppie che si accingono a intraprendere trattamenti come la FIVET o l'ICSI si trovano a confrontarsi con una serie di esami ematici che possono generare dubbi e preoccupazioni. Buongiorno a tutti dopo due IUI fallite mi sto accingendo a fare gli esami per affrontare la mia prima FIVET. Tra questi, il Rubeo test e l'analisi della Piruvato Chinasi sono tra i più discussi, specialmente quando i risultati si presentano con valori definiti "borderline" o "dubbi".

Il Rubeo Test: Decifrare IgG e IgM nel Contesto della Fertilità
Il Rubeo test è lo strumento diagnostico fondamentale per stabilire se la futura mamma ha contratto o meno, nella sua vita, il virus della Rosolia. Come si legge sul sito Epicentro dell’Istituto Superiore di Sanità, la rosolia è una malattia infettiva acuta esantematica, causata da un virus a Rna del genere Rubivirus, della famiglia dei Togaviridae. La comprensione dei risultati si basa su due parametri principali: le IgG (immunoglobine G) e le IgM (immunoglobine M).
Le IgG indicano la "memoria" del sistema immunitario. Se le IgG sono positive, vuol dire che il soggetto è stato vaccinato o ha contratto la rosolia in passato, quindi non rischia di ammalarsi. Al contrario, le IgM sono l'indicatore di un'infezione recente o in corso. Se, sono presenti le IgM, vuol dire che c’è un’infezione in corso o contratta da poco. Tuttavia, la pratica clinica mostra spesso situazioni ambigue. Il rubeo test dà valore Igc 17 e IGM negativo… il mio dott.. mi ha detto che sono dubbi… ma che vuol dire? Un valore di IgG pari a 17, a seconda dei parametri del laboratorio, può essere considerato un titolo basso o borderline, il che solleva interrogativi sull'effettiva protezione immunitaria.
Le discrepanze tra i laboratori sono frequenti. Molte pazienti riferiscono: "Anch'io con 3 risultati diversi da 3 diversi laboratori. Il primo test era dubbio, così lo rifaccio, cambiando laboratorio. Viene completamente negativo. Il medico mi suggerisce di rifarlo in un lab. di un ospedale universitario. Risultato: sono immune". Queste variazioni possono dipendere dai reagenti utilizzati o dalla sensibilità delle macchine. Ad esempio, in un ospedale i parametri potrebbero essere: IgG negativo <9, dubbio 9-11, positivo >11; mentre in un altro laboratorio i range potrebbero essere: IgG negativo <10, dubbio 10-15, positivo >=15. È fondamentale notare che i risultati possono essere espressi con punteggiature diverse (virgola o punto), come nel caso di un referto dove IgM 0,22 è minore di 0,8.
Come interpretare i risultati di uno spermiogramma?
La Gestione dei Valori Borderline e le Interferenze di Laboratorio
Un risultato "borderline" o "dubbio" per le IgM può creare notevole stress. Ho avuto la rosolia 20 anni fa in forma leggere (3gg senza neanche accorgemene) e mi hanno detto che potevo riprendarla facilmente… una 20ina di gg fa ho fatto i test sierologici ed è risultato il test della rosolia borderline. In alcuni casi, il referto riporta note specifiche come "Anti rosolia IgM Conferma: valore borderline. possibile interferenza". Questo suggerisce che il sistema immunitario potrebbe reagire a stimoli diversi dal virus della rosolia, o che i reagenti del test stiano cross-reagendo con altre proteine nel sangue.
In situazioni di incertezza, il consiglio spesso ricevuto è quello di riprovare in un altro laboratorio, perché potrebbe essere un problema del reagente. Se una paziente ha sempre avuto l'IgG con valori positivi alti (ad esempio sopra i 200), l'improvvisa comparsa di IgM borderline richiede un test di conferma. In un caso specifico, un valore IgM di 25 (su un range dove >25 è positivo) è stato successivamente ricalcolato e sostituito dopo un test di conferma, passando da un valore iniziale di 31 a uno più basso. Questo tipo di "movimento" degli anticorpi può verificarsi anche in persone già immuni che entrano in contatto con il virus, causando un rialzo delle IgG senza che vi sia una vera e propria reinfezione pericolosa.
Il Ruolo del Vaccino e i Tempi di Attesa nella PMA
In caso di risultato negativo o di titolo anticorpale troppo basso, è assolutamente consigliato eseguire la vaccinazione prima di intraprendere la gravidanza naturale o tramite fecondazione assistita. Tuttavia, questo introduce una variabile temporale non trascurabile nel percorso di PMA. Dal vaccino devi aspettare 3/4 mesi per una gravidanza. Le linee guida variano: mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce che basta aspettare un mese, alcuni ginecologi del settore pubblico richiedono stop di 3 o addirittura 6 mesi.
Il dilemma per molte donne, specialmente in età avanzata, è il tempo. "Ho 40 anni, ahimè… non ha senso perdere tempo facendo il vaccino", riferisce una paziente riportando il parere di un centro privato. Il ginecologo del centro privato non ha fatto una piega, sostenendo che se non si è immuni basterà fare attenzione a non contrarre la malattia, esattamente come si fa per la toxoplasmosi. Al contrario, i centri pubblici spesso richiedono una dichiarazione del medico di famiglia o la vaccinazione obbligatoria per procedere. Ricordiamo che, contenendo virus vivi attenuati, il vaccino anti-rosolia è controindicato durante la gestazione, quindi la decisione va presa necessariamente nel periodo preconcezionale.

Rischi della Rosolia in Gravidanza e Patologia Congenita
Perché la rosolia è così pericolosa per le donne incinte? Nonostante sia una malattia esantematica generalmente lieve nell'infanzia, se contratta durante la gravidanza può avere effetti nefasti. Il virus è in grado di superare la barriera placentare e provocare anomalie embrio-fetali o aborti spontanei. I rischi per il feto sono maggiori nelle prime settimane di gravidanza:
- Se la rosolia viene contratta durante le prime 10 settimane, il rischio di danni al feto può arrivare all’85-90%.
- Tra la 11ª e la 16ª settimana, il rischio si riduce al 30%.
- Dopo la 16ª settimana, il rischio scende quasi a zero.
I danni irreversibili, noti come Sindrome della Rosolia Congenita, includono aborto spontaneo, difetti dell’occhio e dell’orecchio, malformazioni cardiache, danni cerebrali, danni al fegato e alla milza, e alterazioni ossee. I neonati con la sindrome della rosolia congenita possono trasmettere l’infezione per diversi mesi, fino a un anno dopo la nascita. Per questo motivo, verificare la suscettibilità è di fondamentale importanza. Molte pazienti dicono: "Dottoressa, io l'ho avuta, mia mamma se lo ricorda!", ma i ricordi non sempre sono corretti e il test spesso sconfessa la memoria familiare.
L'Esame della Piruvato Chinasi: Genetica o Laboratorio Semplice?
Oltre al Rubeo test, tra gli esami richiesti prima di una ICSI o FIVET compare spesso la ricerca della Piruvato Chinasi (PK). Approfitto anche per chiedere cosa sia l'esame Piruvato Chinasi che dobbiamo fare sia io che mio marito. Si tratta di un esame che serve a diagnosticare un eventuale deficit enzimatico. La Piruvato Chinasi è un enzima fondamentale per il metabolismo dei globuli rossi; una sua carenza può portare a una forma di anemia emolitica cronica.
È un esame genetico o di semplice laboratorio? In realtà, può essere entrambi. Inizialmente si esegue un test di laboratorio per misurare l'attività enzimatica nei globuli rossi. Se l'attività risulta bassa, si procede con l'analisi genetica per identificare le mutazioni nel gene PKLR. In ambito PMA, viene richiesto a entrambi i partner per escludere che siano portatori sani di questa condizione, evitando così la trasmissione di una patologia ematologica grave al bambino. È un esame specialistico che non tutti i laboratori vicino casa eseguono, richiedendo spesso di rivolgersi a centri ospedalieri o laboratori di genetica specializzati.

Confronto tra Toxoplasmosi e Rosolia nei Test Sierologici
Spesso il Rubeo test viene eseguito insieme al test per la Toxoplasmosi, e i risultati possono confondere ulteriormente la paziente. Ricerca IgG 78 e IgM NEGATIVO per la rosolia vuol dire che in passato si è avuta la malattia o si è fatto il vaccino. Per la toxoplasmosi, un valore di IgG inferiore a 10 indica generalmente l'assenza di immunità (soggetto recettivo). A differenza della rosolia, per la toxoplasmosi non esiste un vaccino; pertanto, se il test è negativo, la donna dovrà adottare misure igienico-alimentari rigorose durante tutta la gravidanza.
La confusione nasce quando si leggono valori come "Basso titolo anticorpale. Si consiglia controllo a distanza". Questo non significa essere del tutto privi di anticorpi, ma che il livello di protezione potrebbe non essere considerato ottimale dai protocolli rigidi di alcuni centri di PMA. In Italia, la rosolia non è più presente in forma endemica grazie all'elevata copertura vaccinale, ma non è stata eradicata completamente, rendendo lo screening pre-concezionale ancora indispensabile.
Dinamiche Virali e Trasmissione: La Prospettiva Epidemiologica
La rosolia si trasmette per via aerea, tramite le goccioline di saliva (starnuti, tosse, o semplicemente parlando). Ha un decorso asintomatico in circa il 20-50% dei casi, il che rende questa malattia molto pericolosa dal punto di vista epidemiologico. Un soggetto infetto senza sintomi può inavvertitamente contagiare una donna incinta. Una volta contratta, la rosolia conferisce un’immunizzazione definitiva che riduce drasticamente il rischio di futuri contagi, ma piccoli "movimenti" degli anticorpi IgG possono verificarsi in caso di nuova esposizione al virus, senza che questo significhi necessariamente una nuova malattia.
È possibile che i valori siano discordanti perché eseguiti in due laboratori diversi. Inoltre, le IgG compaiono nel siero dopo circa una settimana dalla comparsa dell’eruzione esantematica (circa 15gg dopo il contagio). Se un contatto con un soggetto infetto è avvenuto solo pochi giorni prima del test, un valore di IgG già alto e IgM assenti indica che l'immunità era preesistente e non legata a quel contatto recente. Il sistema immunitario mantiene una "memoria" che, come confermato da alcuni medici igienisti, difende l'organismo qualora si torni in contatto con il virus, anche se il titolo misurato nel sangue appare basso.
Come interpretare i risultati di uno spermiogramma?
Conclusioni operative per le pazienti in PMA
Le coppie devono essere consapevoli che la discrepanza tra i centri (pubblici vs privati) riguardo all'obbligatorietà del vaccino per titoli borderline riflette diverse filosofie di gestione del rischio. Mentre il centro pubblico tende a seguire linee guida estremamente cautelative per evitare qualsiasi responsabilità legale in caso di malformazioni fetali, il centro privato può valutare il rapporto rischio-beneficio legato all'età della paziente e al tempo necessario per la vaccinazione. In ogni caso, l'analisi accurata dei referti e il confronto tra diversi laboratori rimangono i passaggi fondamentali per dissipare i dubbi e procedere con serenità nel percorso della fecondazione assistita.
