Battito fetale non rilevato: cause, significato e gestione clinica

Sentir parlare, durante un controllo ecografico, di embrione senza battito, può far pensare che la gravidanza iniziata da poco non stia procedendo. Non è detto che sia così. Un embrione senza battito può essere più indietro rispetto alla presunta età gestazionale, perché la fecondazione è avvenuta dopo. Quindi è opportuno attendere qualche giorno ed effettuare una ulteriore ecografia di controllo. L'attesa di un bambino è un periodo denso di emozioni, speranze e, inevitabilmente, anche qualche timore. Uno dei momenti più significativi e potenzialmente ansiosi durante la gravidanza è l'ecografia, in particolare quella del primo trimestre. L'ecografia è uno strumento diagnostico fondamentale che permette di visualizzare lo sviluppo del feto, confermare la gravidanza e monitorarne la progressione. Tuttavia, può capitare che durante un'ecografia, in particolare nelle prime settimane, non si riesca a rilevare il battito cardiaco embrionale. Questa situazione genera comprensibilmente ansia e preoccupazione nei futuri genitori. Ma cosa significa esattamente quando l'ecografia non rileva il battito cardiaco? Cosa bisogna fare? Questo articolo si propone di esplorare in dettaglio questa delicata questione, fornendo informazioni accurate e complete.

rappresentazione ecografica di un embrione nelle prime settimane di gestazione

Comprendere le tempistiche: quando aspettarsi il battito cardiaco

È fondamentale comprendere che lo sviluppo embrionale segue un preciso calendario. Il battito cardiaco embrionale diventa generalmente rilevabile tramite ecografia transvaginale intorno alla sesta settimana di gestazione, calcolata a partire dall'ultimo ciclo mestruale. Questo lasso di tempo è tuttavia una media, e la visualizzazione del battito può variare in base a diversi fattori, tra cui la precisione della datazione della gravidanza e la sensibilità dell'apparecchiatura ecografica utilizzata.

Il battito cardiaco dell’embrione e poi del feto è uno dei parametri che il ginecologo prende in considerazione per valutare la vitalità e l’accrescimento del bambino, fino dalle primissime settimane di vita. Infatti è nel primo trimestre di gravidanza che si forma il cuore del piccolo. Questo prende origine attorno al 16° giorno dopo la fecondazione, dallo strato intermedio di tre foglietti embrionali che si stanno formando dalla rapidissima differenziazione delle cellule. Attorno alla quinta settimana, il cuore è un abbozzo di due atri e due ventricoli e inizia a pompare sangue. A volte, però, ai controlli dal ginecologo che si effettuano in questo periodo si parla di embrione senza battito. Succede quando non si avvertono le pulsazioni cardiache dell’embrione stesso.

L'impianto dell'embrione - Animazione

Le cause dell'embrione senza battito

Il fattore "è troppo presto"

Il cuore embrionale inizia a pulsare appunto circa cinque settimane dopo la fecondazione. Non sempre però, quando ci si sottopone ai primi controlli in gravidanza, si è già a questa fase gestazionale. Può essere troppo presto, per esempio perché la visita avviene subito dopo il primo flusso mestruale saltato oppure perché la data reale di fecondazione non è corretta. Per un errore di calcolo, per esempio perché non ci si ricorda la data dell’ultima mestruazione, la fecondazione può essere avvenuta dopo e, quindi, la donna è in realtà alla quarta settimana. In questa fase è ancora impossibile individuare il battito cardiaco del piccolo.

Le donne con cicli irregolari o con ovaio policistico o alterazioni della tiroide hanno spesso ciclo irregolare, dunque ovulazione difficile da individuare. Queste sono le classiche situazioni in cui si verifica una discordanza ecografica iniziale fra l’epoca di amenorrea, quindi di assenza del ciclo, e l’epoca gestazionale, che coincide con la settimana di inizio gravidanza.

Fattori che influenzano la visualizzazione

Oltre alla datazione, esistono variabili tecniche:

  • Qualità dell'apparecchiatura: Ecografi di ultima generazione, in particolare quelli dotati di tecnologia transvaginale, offrono una migliore risoluzione e sensibilità, aumentando le probabilità di visualizzare il battito anche nelle prime settimane.
  • Posizione dell'embrione: La posizione dell'embrione nell'utero può rendere più difficile la visualizzazione del battito.
  • Costituzione fisica della madre: In alcune donne, la presenza di tessuto adiposo addominale può ostacolare la visualizzazione tramite ecografia addominale, rendendo preferibile l'ecografia transvaginale.

Quando la gravidanza non sta procedendo

Purtroppo può anche succedere che il cuore non si senta perché in effetti l’embrione non sta più crescendo. In altre parole si tratta di un aborto spontaneo, un evento non infrequente che riguarda il 15-20% delle gravidanze e che si verifica nelle prime settimane. Tuttavia è necessario essere ben sicuri che si tratti realmente di un aborto. Secondo gli esperti, è opportuno eseguire un ulteriore controllo per verificare l’effettiva assenza di battito del cuore.

L'ipotesi più plausibile, quando in ottava settimana l'ecografia non individua l'attività cardiaca dell'embrione, è che la gravidanza si sia interrotta. La gravidanza non sta procedendo e l’embrione è piccolo perché non è più vitale e, quindi, non cresce. Secondo le Linee guida Sieog, un embrione di 5 mm senza battito cardiaco deve purtroppo essere considerato un’interruzione spontanea di gravidanza. Possono essere presenti alcuni sintomi di aborto, come perdite di sangue e crampi, ma non sempre è così: a volte la donna continua ad avere i tipici segnali delle prime settimane di gravidanza, per esempio la tensione al seno e non avere perdite. Si effettua allora un altro controllo con l’ecografia, per essere assolutamente sicuri.

schema riassuntivo delle tappe fondamentali della crescita embrionale

Analisi delle situazioni a 6, 7 e 8 settimane

Una situazione di embrione senza battito può essere anche molto differente a seconda che si presenti a 6, 7 oppure 8 settimane di gravidanza.

  • A 6 settimane: Alla 6a settimana di gravidanza, l’attività del cuore del feto dovrebbe essere già rilevata attraverso un’ecografia, effettuata possibilmente per via transvaginale. In questa fase, se rilevate, le pulsazioni cardiache sono circa 100-110 al minuto. Se non succede, il medico suggerisce alla donna di effettuare un’ecografia di controllo qualche giorno dopo, nell’eventualità che la gravidanza sia in realtà in una fase più precoce.
  • A 7 settimane: Anche in questo periodo, alla 7a settimana, in caso di embrione senza battito il ginecologo suggerisce di effettuare un successivo controllo alcuni giorni dopo. Può capitare di non sentire le pulsazioni se l’ecografia è eseguita da personale non specializzato oppure con macchinari non adeguati, o, ancora, se viene eseguita attraverso la parete addominale. È opportuno effettuare un’ecografia transvaginale, grazie alla quale è possibile avere un quadro più preciso.
  • A 8 settimane: Se all’8a settimana non si riesce ad avvertire il battito dell’embrione, le possibilità che la gravidanza si sia interrotta spontaneamente aumentano. Le linee guida della Società di ecografia ostetrica e ginecologica suggeriscono però di effettuare una seconda ecografia di controllo, per ridurre il più possibile il rischio di un errore diagnostico. In caso di mancato riscontro del battito, il medico fissa un nuovo controllo ecografico a distanza di 7-10 giorni, o comunque in un’epoca gestazionale in cui si aspetta che la gravidanza sia effettivamente a 6 settimane, con un battito ben visibile.

Nell’attesa, è anche possibile eseguire il monitoraggio con prelievo di sangue per l’ormone beta Hcg, con due prelievi a distanza di 2-3 giorni. Se le beta Hcg salgono, significa che la gravidanza sta procedendo. Siamo in un’età gestazionale molto precoce, in cui l’apparato cardiovascolare è formato, ma non ha ancora iniziato a funzionare e l’embrione stesso è piccolo perché è ai primissimi giorni della sua esistenza. In questi casi, è opportuno attendere un’altra settimana ed effettuare un ulteriore, accurato controllo ecografico. Quando una donna desidera una gravidanza deve segnare bene le date mestruali, con precisione. E’ importante sapere qual è il primo giorno dell’ultima mestruazione. Molte donne memorizzano, sbagliando, l’ultimo giorno del ciclo, ossia il giorno finale del sanguinamento.

Cosa fare se non si vede il battito cardiaco

Se durante l'ecografia non viene rilevato il battito cardiaco embrionale, è essenziale mantenere la calma e seguire attentamente le indicazioni del medico. La prima cosa da fare è non trarre conclusioni affrettate. In molti casi, l'assenza di battito è dovuta a un'ecografia eseguita troppo presto. Il medico, in genere, consiglierà di ripetere l'ecografia dopo una settimana o due per valutare se il battito si è sviluppato. Questo periodo di attesa, pur essendo emotivamente difficile, è fondamentale per ottenere una diagnosi precisa.

I passaggi da seguire includono:

  1. Mantenere la calma, poiché l'ansia può influenzare la percezione.
  2. Seguire le indicazioni del medico, che è la figura di riferimento.
  3. Ripetere l'ecografia a distanza di una o due settimane.
  4. Eseguire ulteriori esami come il dosaggio delle beta-hCG per valutare la progressione.

Cause biologiche di interruzione della gravidanza

L'assenza di battito cardiaco embrionale può essere causata da diversi fattori. La causa più comune è un aborto spontaneo precoce, che si verifica quando la gravidanza si interrompe nelle prime settimane. L'aborto spontaneo precoce è spesso dovuto ad anomalie cromosomiche dell'embrione, che impediscono il corretto sviluppo. In questi casi, la natura stessa seleziona e interrompe una gravidanza non vitale.

Altre possibili cause includono:

  • Gravidanza anembrionica (uovo chiaro): In questa condizione, si sviluppa la camera gestazionale, ma non si forma l'embrione.
  • Gravidanza ectopica: Si verifica quando l'embrione si impianta al di fuori dell'utero, più frequentemente nelle tube di Falloppio.
  • Errori nella datazione: Come già accennato, un calcolo errato dell'età gestazionale.
  • Difetti genetici o cromosomici non letali: In rari casi, l'assenza di battito può essere dovuta a difetti che compromettono lo sviluppo cardiaco.

È importante notare che anche il fumo aumenta il rischio di interruzioni di gravidanza. Bisognerebbe smettere di assumere alcol fin da quando si pianifica una gravidanza poiché i danni che l’alcol può provocare sono diversi e gravi. Oltretutto gli specialisti convengono sul fatto che, come per il tabacco, non esiste una soglia minima entro la quale non si verificano danni all’embrione.

infografica sui fattori di rischio e prevenzione precoce in gravidanza

Opzioni di gestione in caso di perdita

Ricevere una diagnosi di assenza di battito cardiaco embrionale è un'esperienza dolorosa e difficile. Esistono diverse opzioni di gestione per l'aborto spontaneo precoce, tra cui l'attesa spontanea, la terapia farmacologica (con farmaci che favoriscono l'espulsione) e il raschiamento.

  • Attesa spontanea: Consiste nell'attendere che l'espulsione del tessuto gestazionale avvenga naturalmente. Questa opzione può richiedere tempo e comportare sanguinamento e dolore.
  • Terapia farmacologica: Prevede l'assunzione di farmaci, come il misoprostolo, che inducono le contrazioni uterine e favoriscono l'espulsione. Spesso nella gravidanza precoce l’espulsione del materiale ovulare e dell’embrione avvengono spontaneamente. Quando invece è stata fatta diagnosi di aborto interno o è stato evidenziato materiale residuo in utero si procede allo svuotamento chirurgico della cavità.
  • Raschiamento (D&C): È un intervento chirurgico che prevede la dilatazione della cervice e la rimozione del tessuto gestazionale dall'utero. L'intervento viene normalmente effettuato in anestesia generale, più raramente in anestesia locale, e consiste nella dilatazione progressiva del canale del collo dell’utero fino a permettere l’introduzione di una cannula di pochi millimetri attraverso la quale tutto il contenuto uterino viene aspirato. Dopo l’isterosuzione, possono residuare perdite ematiche genitali e crampi da contrazioni uterine per qualche giorno.

È fondamentale ricordare che, per quanto riguarda le preoccupazioni sul cancro al seno in relazione agli aborti, la totalità delle evidenze epidemiologiche in tutto il mondo indica che le gravidanze che terminano sia come aborti spontanei che indotti non hanno effetti negativi sul conseguente rischio di sviluppare il cancro al seno delle donne.

Supporto emotivo e gravidanze future

È importante concedersi il tempo necessario per elaborare il lutto e cercare supporto emotivo. Parlare con il partner, con familiari, amici o con un professionista può aiutare ad affrontare il dolore e a prendere decisioni informate. Molte donne affrontano la perdita di una gravidanza nelle prime settimane. Gruppi di sostegno, terapisti specializzati in lutto perinatale e associazioni di genitori possono offrire un sostegno prezioso e aiutare a elaborare il dolore.

Dopo un aborto spontaneo precoce, è naturale avere timori e preoccupazioni riguardo a future gravidanze. Tuttavia, è importante sapere che la maggior parte delle donne che hanno subito un aborto spontaneo precoce può concepire e portare a termine una gravidanza sana. Una recente ricerca svedese ha confermato, smentendo quanto fino ad ora creduto, che l’acido folico ha un’azione preventiva nei confronti del rischio di aborto spontaneo, mentre fin dagli anni 90 diversi studi avevano confermato che l’acido folico svolge un’importante azione preventiva e protettiva verso possibili malformazioni del tubo neurale. Durante le gravidanze successive, sarà importante monitorare attentamente la progressione della gravidanza tramite ecografie regolari e altri esami, per garantire la salute della madre e del bambino.

Monitoraggio oltre il primo trimestre

Dalla 10a settimana di gravidanza in poi, non si parla più di embrione ma di feto. Con il procedere della gravidanza, la vitalità del piccolo che sta crescendo non si basa soltanto su un eventuale controllo ecografico che monitora l’accrescimento e il battito cardiaco. Ci sono altri segnali che possono essere verificati anche dalla donna stessa, prima di tutto i movimenti fetali. Questi iniziano a manifestarsi a partire dalla sesta settimana, ma si percepiscono tra la 14a e la 20a settimana. I movimenti diventano più intensi per tutta la gravidanza e tendono a ridursi dopo l’ottavo mese per il minore spazio che il feto ha a disposizione. Nel caso non si ottengano risultati, è importante contattare subito il proprio ginecologo che eseguirà un’ecografia e il tracciato cardiotocografico del feto, per accertarsi della sua vitalità. Non è detto che sia successo qualcosa al bambino: la riduzione dei movimenti può essere dovuta alla diminuzione del liquido amniotico. In ogni caso, il monitoraggio costante rimane la chiave per una gravidanza serena.

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