Lo sviluppo delle competenze numeriche nel bambino: dai primi passi all’intelligenza logico-matematica

Imparare a contare è un passo fondamentale per lo sviluppo cognitivo di ogni bambino. Già dai primissimi anni di vita, è cruciale avvicinare i bambini alle nozioni di quantità, numeri e all’associazione tra oggetti e numeri. Questo tipo di apprendimento contribuisce a costruire una base solida per le competenze matematiche future, stimolando la curiosità dei più piccoli e incoraggiando il loro sviluppo cognitivo attraverso il gioco. L’intelligenza numerica è infatti la capacità di concepire ciò che ci circonda nell’ambiente utilizzando termini e quantità numeriche in modo automatico.

bambino che gioca con blocchi colorati per imparare a contare

Le radici biologiche dell'intelligenza numerica

Il nostro cervello possiede un'elaborazione della quantità molto precoce. Basti pensare che un neonato in braccio alla mamma, che non è ancora in grado di chiamarla per nome, sa perfettamente che è 1. Brian Butterworth, nel suo libro "Intelligenza matematica - vincere la paura dei numeri scoprendo le doti innate della mente", ha tentato di dimostrare che l’uomo ha un “Modulo Numerico” innato che condivide con specie non umane. I bambini molto piccoli mostrano competenze nel rilevare le quantità numeriche perché si tratta di un’abilità innata (Butterworth, 2004).

I bambini sono in grado di riconoscere le quantità prima di sapere come dare loro un nome. Come affermato dalla Dott.ssa Lucangeli, il bambino di tre anni è già in grado di identificare quale quantità sia maggiore o minore, anche senza l’uso di numeri. Questa capacità, detta consapevolezza numerica, è un’abilità naturale che deve essere nutrita con l’interazione concreta con oggetti e numeri.

Nello specifico, la capacità del bambino di riconoscere differenze tra quantità numeriche è presente prima della capacità di produrre le prime parole. I bambini già a 6-7 mesi di vita sanno differenziare figure sulla base del concetto di numerosità; ciò è possibile grazie ad un’abilità chiamata subitizing, che consente di riconoscere la numerosità di un gruppo di oggetti senza contarli, individuandone quindi la quantità a colpo d’occhio (gruppi di massimo 4-5 elementi).

Il passaggio dalla percezione alla manipolazione concreta

Fino agli anni '70 pensavamo che la matematica fosse un’abilità da imparare alla scuola elementare (Piaget, 1973). Diverse ricerche hanno dimostrato invece che l’intelligenza numerica è innata, che i neonati appena vengono al mondo sono in grado di discriminare insiemi di 2 o 3 elementi e dai 5-6 mesi riconoscono insiemi con numerosità più grandi.

Sappiamo inoltre che il processo necessario alla costruzione del concetto di numero richiede tempo ed esperienza. Le prime esperienze legate alla scoperta della quantità hanno a che fare con il corpo. Io sono uno, ho una testa, una pancia, ma ho anche due occhi, due mani e due gambe. I concetti “uno” e “due” vengono costruiti intuitivamente dai neonati stessi e la maggior parte dei bambini, una volta a scuola, sa già riconoscere e differenziare queste due quantità.

In questa fase dello sviluppo (due, tre, quattro, cinque anni), il principale canale di ingresso della conoscenza è quello percettivo (Piaget e Inhelder). Il bambino si concentra in modo naturale sulle qualità degli oggetti, come colore, forma e dimensione, piuttosto che sulle quantità. Per soffermarsi sulla quantità, è necessario che il bambino stabilisca relazioni tra tutti gli oggetti dell’insieme preso in considerazione.

schema che illustra la comparazione tra insiemi di oggetti diversi

Strategie pratiche per stimolare le abilità numeriche

È possibile stimolare le abilità matematiche di bambini in età prescolare? Sì! Ma c’è un prerequisito importantissimo: giocare! È importante creare una relazione in cui adulto e bambino si divertono nelle attività condivise; attraverso il gioco, l’apprendimento è facilitato perché l’esperienza è accompagnata da emozioni positive.

Un modo divertente ed educativo per imparare a contare è utilizzare oggetti quotidiani, come ad esempio i rotoli di carta igienica, per creare materiali didattici personalizzati. Ogni contenitore può contenere una quantità di oggetti, come noci, che corrisponde al simbolo numerico. Questo gioco aiuta il bambino a fare l’associazione tra il numero e la quantità, migliorando la sua consapevolezza numerica in modo ludico e coinvolgente.

La parte creativa di questo gioco, come la colorazione e la costruzione dei rotoli, rende l’esperienza ancora più divertente. Infine, l’utilizzo pratico permette ai bambini di toccare e contare concretamente, favorendo l’apprendimento pratico dei numeri. Ogni passaggio di questo gioco stimola la curiosità e la comprensione dei concetti matematici.

Dai due anni circa si può nominare e descrivere le quantità di oggetti concreti come maggiori o minori, “più” o “meno”, “tanti” o “pochi”, facilitando tale apprendimento tramite l’esposizione a etichette verbali che descrivono la numerosità di un gruppo di oggetti. Ciò è possibile nella quotidianità, durante i momenti di gioco o del pasto. Dai tre anni si può chiedere al bambino di contare piccole quantità, anche attraverso l’uso delle mani che sono un prezioso alleato per le abilità di calcolo. Si tratta di efficienti “calcolatrici” portatili e sempre disponibili.

Giochi per imparare a contare, fai da te!

I principi fondamentali del conteggio

Come si impara a contare? Gelman e Gallistel (1987) hanno individuato alcuni principi fondamentali su cui si basa il processo di conteggio:

  1. Ordine stabile: È la capacità di conoscere e ripetere le parole numero (uno, due, tre, quattro, cinque…) nell’ordine esatto. La possiamo allenare ripetendo insieme al bambino i numeri, usando anche canzoni e filastrocche.
  2. Corrispondenza biunivoca: Ogni elemento contato corrisponde a una sola parola numero. Cioè ad ogni nostra azione, quando tocchiamo o spostiamo un elemento del nostro gruppo, dobbiamo dire uno e un solo numero.
  3. Cardinalità: L’ultima parola-numero della serie rappresenta la numerosità; in parole semplici ci dice quanti sono.
  4. Irrilevanza dell’ordine: L’ordine con cui contiamo gli oggetti può essere diverso, ma la quantità rimane la stessa. Quando contiamo con i nostri bambini, è importante cambiare la posizione degli elementi e il senso in cui contiamo.
  5. Astrazione: Qualunque cosa può essere contata.

È fondamentale che i bambini siano esposti a esperienze pratiche, come il gioco con oggetti fisici, piuttosto che passare troppo tempo davanti a dispositivi digitali. Giocattoli, sassi, terra, noci e altri oggetti naturali sono strumenti ideali per stimolare l’intelligenza numerica. Imparare a contare in modo attivo è sempre preferibile rispetto alla passività che deriva dal semplice utilizzo del tablet.

L'impatto sulla sfera linguistica e cognitiva

Numerosi studi hanno evidenziato che l’esposizione precoce ai numeri e ai concetti matematici aiuta anche a migliorare il vocabolario dei bambini in età prescolare. Imparare a contare e comprendere le quantità è strettamente legato allo sviluppo linguistico, poiché i numeri sono espressione di concetti di base che arricchiscono il lessico dei più piccoli, come “più”, “meno” e “uguale”.

Inoltre, imparare a contare è fondamentale per favorire la comprensione di schemi e sequenze, competenze che saranno utili anche in futuro per l’apprendimento della matematica scolastica. Più i bambini sono esposti a concetti numerici fin da piccoli, più è facile per loro acquisire e consolidare competenze matematiche avanzate. Lo scopo è arrivare in età prescolare a comprendere che con i numeri si può contare tutto.

bambino che ordina oggetti di diverse dimensioni per imparare il concetto di grandezza

Prevenzione delle difficoltà: riconoscere i segnali

Accade spesso che, nel corso della scolarizzazione, alcuni bambini mostrino difficoltà nell’apprendimento delle abilità di calcolo. Tra gli indicatori di rischio c’è la difficoltà nel riconoscere piccole quantità numeriche a colpo d’occhio (subitazing); questi bambini, infatti, tendono a contare gli elementi del gruppo di oggetti, invece di riconoscere la quantità in modo automatico.

Se nella prima infanzia tali difficoltà possono passare inosservate perché si tende a prestare maggiore attenzione alle abilità linguistiche, nel corso della scuola primaria possono emergere in modo evidente le difficoltà specifiche nell’apprendimento delle abilità matematiche. Può trattarsi di lievi fragilità oppure di difficoltà specifiche dell’apprendimento, diagnosticabili come Discalculia evolutiva. La discalculia è un disturbo specifico dell’apprendimento che compromette i processi di acquisizione delle competenze aritmetiche, inficiando il raggiungimento dell’automatismo.

Porre attenzione a certe abilità e competenze fin dai primi anni di vita permette di individuare l’eventuale presenza di fragilità delle abilità numeriche. Riconoscere precocemente eventuali difficoltà permette di intervenire in modo preventivo e attivare percorsi di potenziamento di tali abilità, permettendo al bambino di sentirsi più competente e sicuro.

La matematica della "protoquantità"

Per comprendere appieno lo sviluppo numerico, dobbiamo considerare la distinzione tra diversi livelli di pensiero:

  1. Ragionamento protoquantitativo: Si riferisce al ragionamento su quantità di materiale concreto senza la definizione di numero. E’ più una stima della quantità, come ad esempio il confronto tra grande e piccolo. Lo schema di comparazione permette al bambino di fare dei confronti su materiale concreto e di esprimere dei giudizi di quantità su grandezza, uguale/diverso. Possibile dai 2/3 anni.
  2. Ragionamento quantificato: Si riferisce al ragionamento sul materiale concreto quantificato sul numero. Il bambino a questo livello di pensiero usa i numeri non in forma astratta, ma utilizza il numero come descrittore della quantità degli oggetti.
  3. Concettualizzazione del numero: È la capacità di pensiero riferita al ragionamento sui numeri. La concettualizzazione del numero deriva dall’aspetto protoquantitativo, dalla relazione che esiste tra i numeri.

La maggior parte di queste situazioni si risolvono elaborando una corrispondenza tra gli elementi di un gruppo con quelli di un altro, con un confronto tra i due gruppi e la ricerca di conclusioni quantitative rilevanti. Come affermava Kamii, il fatto di contare non può essere imposto; la sua scoperta deve essere accompagnata e introdotta come strumento adeguato per risolvere situazioni reali. È necessario lasciare ai bambini la scelta della risorsa con cui confrontare gli insiemi di oggetti e non forzare il conteggio se non si sentono ancora pronti.

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